Ingiustizie anagrafiche

Perché ancora oggi, se una donna sta assieme a un uomo più giovane di lei (molto, poco, quanto?), si sente in dovere di chiedere scusa al mondo (se non deve nascondere la relazione), mentre per gli uomini il problema non si pone?

Perché si tende a pensare che colei che fa questa scelta sia in preda a un attacco di follia, e non nel pieno delle sue facoltà mentali?

Perché in questi casi ci si domanda ossessivamente qual è il limite di differenza accettabile (10, 12, 15… 20?), mentre da sempre gli uomini sposano ragazze di cui potrebbero essere padri o nonni?

E non mi si dica che il punto è la fecondità femminile: nei paesi ricchi anche le coppie anagraficamente più equilibrate non fanno figli. O ne fanno uno al massimo.

Guarda l’ultima uscita di Valeria Golino: pur avendo solo 14 anni più del monoespressivo Riccardo Scamarcio, si autorappresenta come fuori di testa (non legge più, passa il suo tempo a fotografarlo) e, pur consolandosi al pensiero che altre attrici facciano come lei, denuncia come esagerata la nuova relazione di Madonna (lei 50, lui 22).

Sembra gossip d’alto bordo, ma non cascarci: il problema è serio e riguarda tutte le comuni mortali.


12 risposte a “Ingiustizie anagrafiche

  1. La prima cosa che mi viene in mente leggendo il tuo post è questo ricordo di mia zia e del suo mantra “le donne maturano prima degli uomini, per quello devono essere più giovani”.
    Lo propinava mille volte al giorno a chi le stava attorno, da quando mio cugino le presentò la allora fidanzata, più grande e con delle figlie a carico.

  2. ma non sarà la solita storia? insomma la stessa che critica le donne che cambiano uomini tutti i giorni e che elogia l’uomo che fa la stessa cosa. Non saranno sempre e solo quei retaggi culturali sotto cui siamo schiacciati? Non sarà sempre colpa della nonna che la pensa cosi e noi insieme a lei?.. la cosa più triste è che qui, è la donna che critica la donna. é una donna che vive in prima persona un amore “discusso” e allo stesso tempo ne critica un altro, come se non lo vivesse, come se non capisse, come se continuasse nonostante la sua esperienza a rimanere nella solita ottica comune…

  3. Posto qui anche se sono leggermente off-topic. Parlavamo a lezione di semiotica dei consumi di oggetificazione della donna. Grazie alla mia fidanzata, cui mio malgrado do il merito della scoperta, ho scoperto che nella pubblicità dei vini Galassi che va parecchio in onda in questi giorni, dopo aver definito la romagna come una terra sincera (o onesta non ricordo), la definisce GENEROSA, e taaaac, cosa ti inquadrano?! Ho imparato negli anni grazie anche alla prof. Cosenza che nulla è casuale in comunicazione.

    Scoperta l’acqua calda, ma almeno ci rendiamo conto che le ipotesi che facciamo sono confermate.
    A lunedì, buon week end.

    P.S.: Dopo la figuraccia sulle isotopie me le sono andate a rivedere sul manuale Pozzato…

  4. “Perché ancora oggi, se una donna sta assieme a un uomo più giovane di lei (molto, poco, quanto?), si sente in dovere di chiedere scusa al mondo (se non deve nascondere la relazione), mentre per gli uomini il problema non si pone?”

    prof. Cosenza, il tuo ragionamento può essere facilmente rovesciato e la domanda, secondo me, è “perchè ci sono molte donne che accettano una relazione con uomini molto più grandi di età? (e invece, gli uomini che accettano una relazione con donne più grandi sono pochissimi)” forse perchè c’è un “patto col diavolo”, un do ut des, un corpo giovane e attraente in cambio di vantaggi economici e sociali??

  5. Quello che dice Hamlet è senz’altro vero, ma non spiega il senso di colpa e/o di vergogna delle donne che stanno con un uomo più giovane. Gli uomini che hanno una donna giovane ne sono molto orgogliosi e la esibiscono come un trofeo o una preda. E giustamente. Perché le donne non fanno altrettanto? Questo mi pare l’interrogativo del post.
    La risposta non la so, ma io ho sempre preferito gli uomini più giovani e anche adesso che ho un’età trovo molto più interessanti (anche solo intellettualmente) e stimolanti i ragazzi dei vecchi. Forse sono matta.

  6. Antonio, questa fissazione dei pubblicitari con la “generosità”, mica sarà l'”effetto Toscani” conseguente all’annuncio de’ L’Unità, di cui aveva parlato proprio Giovanna?
    ehi, poi, che avevi detto sulle isotopie? 😉

    Scusa, Hamlet, poi, ma pochi/e o tanti/e che siano, la tua affermazione sembra alludere che “le donne si vendono” mentre gli “uomini si divertono”. O ho capito male io? Forse intendi dire che è una questione di potere e denaro, e siccome, statisticamente le donne guadagnano meno e hanno meno potere degli uomini non possono “permetterselo”? Non mi piace tanto questa generalizzazione. Ci sono anche donne e uomini che “decidono consapevolmente”, e non “accettano”, di stare con persone di età maggiore.

  7. alcune osservazioni, che nascono anche da una conversazione recentissima con un uomo, mio coetaneo, quindi quasi cinquantenne, con leggero sovrappeso e rughette…
    1. gli uomini hanno nei secoli svolto un ottimo lavoro di marketing della loro immagine, gli dicevo: hanno sdoganato i capelli bianchi, le rughe di espressione, la pancetta, con relativo proverbio – omo de panza omo de sostanza -, come indici di fascino. a quando, gli dicevo, la dentiera come sex symbol?
    lui rispondeva: ma forse perché le giovani ci vedono l’uomo esperto…
    io, ho risposto, preferisco fare esperienza da sola, e non vampirizzare quella del mio compagno…

    2. sempre per quanto riguarda un’ottima mossa di marketing: ricordiamoci che la signora golino ha un film in uscita. e fare scandalo è la strada più corta per far parlare di sé.

    3. quanto al motivo per cui una donna si ‘vergogni’ di esibire un compagno più giovane…credo che sia per il punto 1.
    gli uomini sono riusciti, nei secoli, a instillare nell’immaginario collettivo l’equazione ‘donna più adulta dell’uomo= ninfomane pericolosa e inaffidabile’. la comunicazione evidentemente passa ancora in alcuni comportamenti. tant’è vero che, nelle nostre ricerche sugli annunci pubblicitari, la coppia è sempre rappresentata con la donna più giovane.

    conclusione provvisoria: c’è ancora tanta, tanta strada da fare…

    grazie e buon fine settimana!

  8. Premetto di non essere un esperto di comunicazione (e sto cercando di imparare di più di questa interessantissima disciplina).
    Detto ciò, credo che, rispetto al post, in fondo si tratta solo di stereotipi… Credo che la battaglia da parte delle donne non vada tanto e solo compiuta cambiando gli stereotipi femminili e maschili quanto nella realtà concreta e non simulata come quella televisiva o cinematografica. In un realtà concreta a cui a uomini e donne può anche piacere “trasgredire” certi stereotipi (anche se spesso la trasgressione è proprio effetto della comunicazione, e forse nell’amore di Madonna, c’è un sottotesto trasgressivo che lei può permettersi, in quanto appunto Madonna, tralasciando i sottostesti religiosi..)

    Certo sul piano propriamente comunicativo si può scegliere di comunicare certi topoi comuni piuttosto che altri e a un certo livello (ad esempio la comunicazione politica) è essenziale comunicare messaggi che in qualche modo rappresentino te e a tua parte elettorale o che, prescindendo dallo stesso elettorato, possano far avanzare ideali democratici, antirazzisti, di pari opportunità, ecc. in cui anch’io credo e che sostengo con forza.

    Ma va forse anche presa in considerazione la reazione a un certo stereotipo: ciò che esso provoca nell’opinione pubblica, il dissenso o consenso rispetto a ciò, il possibile dibattito che può provocare. E si può sempre fare autogol…: Povia per esempio, ha suscitato un dibattito che probabilmente alla fine paradossalmente ha fatto bene alla causa omosessuale (si pensi alla presa di posizione di Benigni a Sanremo, ecc.). (Non sto naturalmente sostenendo che allora dobbiamo fare come Povia e che Povia è in realtà il paladino inconspevole dell’orgoglio gay. Sto dicendo che però ci sono effetti della comunicazione che possono essere in parte imprevidibili o per lo meno che esiste un’opinione pubblica che può avere un certo livello di autonomia critica)

    Berlusconi purtroppo con le sue uscite e le sue gaffes sembra che, almeno in Italia, continui, a differenza di Povia, a ottenere consenso (ma qui siamo già a livello di comunicazione politica e il discorso secondo me cambia).

    Insomma, tema complesso quello che sto sollevando: la mia domanda è: gli stereotipi si combattono solo a livello di comunicazione, di media, o esiste anche un livello di realtà che si sottrae all’arena comunicativa e all “moda” del momento, per quanto interagisca continuamente con essa, in cui l’individuo è libero di fare le proprie scelte, che possono anche essere non in linea con gli stereotipi correnti? A tal proposito mi ricordo che qualche anno fa Eco proponeva di sconfiggere Berlusconi ritornando agli uomini sandwich per stada e nel paese reale… Qual’è insomma il peso della comunicazione in questioni come quella sollevata in questo post, e il peso di un’opinione pubblica e personale, ipotizzata come avente una certa autonomia critica? La battaglia delle donne si vince davvero solo cambiando gli stereotipi?

  9. prof. Cosenza, hai già materiale per il prossimo post: Berlusconi e la donna come “proprietà nazionale”

  10. “Marketing” e “Potere” sono strettamente correlati in scelte di questo tipo… in quanto a Berlusca, i suoi giochetti fanno ormai parte del suo personaggio e la gente si diverte. Attaccarsici è addirittura controproducente. Bisogna dire che Silvio è un gran comunicatore; ero convinto che non l’avrebbe mai spuntata in Sardegna…

  11. Parlando di ingiustizie anagrafiche: il fatto che il fidanzamento a 85 anni di Giovanni Sartori con una donna molto più giovane venga trattato dal Corriere della sera con bonaria condiscendenza è segno di maggiore tolleranza verso il maschio o di pregiudizio verso l’anziano (la storia è trattata, pare a me, quasi a mo’ di barzelletta, come se l’innamorameto di Sartori fosse rimbambimento senile)?

  12. Per dirla in vulgo: Sartori “l’è n’omo co’ dù cosi così!” Può benissimo affascinare una donna più giovane. Non ci vedo niente di strano; lei poi è un’artista. Sono ben altre le relazioni malsane, secondo me, naturalmente.

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