Archivi del giorno: lunedì, 16 marzo 2009

Vita da Facebook 7 – A cosa stai pensando?

Da qualche giorno Facebook ha cambiato interfaccia per l’ennesima volta. Le trasformazioni più importanti – che molti ancora non gradiscono, come si vede dai gruppi di protesta – riguardano la home, riorganizzata per facilitare la vita di coloro che hanno molti «amici», perché permette di spiarli meglio dividendoli in gruppi. Ma di questo parleremo un’altra volta.

Il cambiamento su cui oggi mi soffermo è solo in apparenza un dettaglio: lo spazio che si chiamava «Status» ora si intitola «A cosa stai pensando?» («What’s on your mind?»), con una domanda che ricorda il tormentone fra morosi a cui nessuno sa mai come rispondere, se non mentendo o dicendo la prima cosa che passa per la testa.

In realtà il cambiamento tocca una funzione fondamentale degli scambi umani, quella che il linguista Roman Jakobson chiamava la «funzione fática» del linguaggio: si dicono cose («Come stai?», «Bella giornata!» e simili) che sono irrilevanti per contenuto, ma cruciali per mantenere il contatto con l’altra/o, verificare che il canale di comunicazione sia ancora aperto e l’altra/o ci degni della sua attenzione. Un po’ come gli «mhm» e gli «eh» che accompagnano le conversazioni telefoniche: in loro assenza, ci viene il dubbio che sia caduta la linea.

A proposito di questa funzione, Mark Zuckerberg – il giovanissimo inventore di Facebook, ora CEO miliardario dell’azienda omonima – in un’intervista di alcuni mesi fa, aveva parlato di «emotional feed»: grazie a Facebook, diceva, le persone invieranno e riceveranno sul loro computer o cellulare aggiornamenti continui sugli stati emotivi propri e dei loro «amici».

Questa è la mission di Zuckerberg – dal mio punto di vista, una delle chiavi del suo successo – ora finalmente esplicita nella domanda «A cosa stai pensando?».

Questo è uno stralcio dell’intervista, rilasciata via instant messenger a Alex French per GQ:

Alex: How’s things?
Mark: There’s this definite evolution happening. Where the first part of the social web was mapping out the social graph. And the second phase is now mapping out the stream of everything that everyone does. All of human consciousness and communication.
Alex: Imagine if you could broadcast people’s emotions into a feed?
Mark: I think we’ll get there.
Alex: So how are you going to map all of human consciousness and communication?
Mark: We don’t map it directly. We give people tools so they can share as much as they want, but increasingly people share more and more things, and there’s this trend toward sharing a greater number of smaller things like status updates, wall posts, mobile photos, etc. A status update can approach being a projection of an emotion.
Alex: That’s what I use it for.
Mark: So it’s not so crazy to say that in a few years people will be doing a lot more of that. It takes time for people to be comfortable sharing more and for the social norms to change.

(Alex French, «Boy genius of the year».)