Archivi del giorno: giovedì, 26 marzo 2009

Wisława Szymborska a Bologna

Wisława Szymborska, poetessa fra le più amate nel mondo, vincitrice del Nobel per la letteratura nel 1996, sarà a Bologna domani 27 marzo alle ore 17.00 in Aula Magna Santa Lucia (via Castiglione 36) per il Decennale del Collegio Superiore dell’Università di Bologna.

szymborska-da-giovane

Szymborska leggerà, insieme all’attrice Tita Ruggeri, alcune delle poesie che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Ma potremo anche ascoltare, in anteprima italiana, alcuni versi della sua ultima raccolta «Qui», uscita in Polonia nel gennaio 2009; e potremo vedere, in anteprima mondiale, un video con un’intervista inedita della giornalista Katarzyna Kolenda-Zaleska (TVN 24) a Woody Allen, in cui il regista parla di Wisława Szymborska.

Saranno presenti: Paolo Leonardi, direttore del Collegio Superiore, Pietro Marchesani, principale traduttore italiano di letteratura polacca, Jarosław Mikołajewski, direttore dell’Istituto Polacco di Roma, Andrea Ceccherelli, docente di Letteratura Polacca all’Università di Bologna.

Data l’eccezionalità dell’evento, ti consiglio di venire in Aula Magna molto in anticipo, per non restare in piedi o addirittura fuori.

In questo blog ho parlato della Szymborska un paio di volte: quando l’ho scoperta – meglio tardi che mai – (QUI) e quando ho postato la poesia «Scrivere un curriculum» (QUI).

Leggi ora il suo «Contributo alla statistica» (pertinente anche QUI):

Su cento persone:

che ne sanno sempre più degli altri
– cinquantadue;

insicuri a ogni passo
– quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,
purché la cosa non duri molto
– ben quarantanove;

buoni sempre,
perché non sanno fare altrimenti
– quattro, be’, forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
– diciotto;

viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
– settantasette;

dotati per la felicità,
– al massimo non più di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
– di sicuro più della metà;

crudeli,
se costretti dalle circostanze
– è meglio non saperlo
neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi
– non molti di più
di quelli col senno di prima;

che dalla vita prendono solo cose
– quaranta,
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
– ottantatré
prima o poi;

degni di compassione
– novantanove;

mortali
– cento su cento.
Numero al momento invariato.

(Wisława Szymborska, da Discorso all’ufficio oggetti smarriti, trad. it. di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano, pp. 146-147.)