Did you know? (Forse non sapevi che…)

Questa è l’ultima edizione del video «Did you know?» (segnalatomi da Walter) che – con sapiente montaggio – combina numeri e illazioni sul mondo globale e informatizzato.

Creato da Karl Fish e modificato da Scott McLeod e Jeff Brenman, il video è stato usato durante un incontro aziendale di Sony BMG tenuto a Roma nell’ottobre 2008.

Alcuni dati andrebbero già modificati, ma il video è comunque stimolante. Unico problema: il montaggio è rapidissimo e per ragionare analiticamente sulle cifre, e soprattutto sui loro significati, bisogna rivederlo più volte (dura quasi 5 minuti) e prendere appunti.

Ma si può fare un gioco. Guardalo una volta sola e domandati: «Cosa ricordo?», «Che emozioni mi suscita?»

NB: Volendo, puoi trarne una tesi di fine triennio, verificando tutti i dati, aggiornandoli e ricostruendo la strategia retorico-persuasiva che anima il video.


4 risposte a “Did you know? (Forse non sapevi che…)

  1. Cosa significa tutto questo, Giovanna? Che quando moriremo, lo faremo correndo senza accorgercene. Una riflessione per i semiotici dei nuovi media: riusciranno i nostri eroi a trovare o mantenere un equilibrio psicologico in un mondo malthusiano che cambia con tale celerità e nel quale due popoli fino a ieri considerati scenografia, esotismo umanitario, irrilevanza culturale, giganteggiano rappresentando già un terzo della popolazione totale?
    Quel che è certo è che l’Occidente continua a guardarsi l’ombelico ma se vuoi capirci qualcosa vai in Cina, vai India. Lì è il presente. Per non parlare del futuro.

  2. 1) non si riesce a seguire perché la musica di sottofondo distrae. L’ho diabilitata e anche col mio inglese zoppicante si segue abbastanza bene.

    2) le previsioni tecnologiche le ignorerei, perché raramente ci azzeccano.

    3) alcune comparazioni sono senza senso: cosa c’entrano centinaia di bambini nati con i download illegali? Nulla.

    4) Non è che l'”antichità” (pre 1990?) non producesse informazioni. E’ che non ne teneva traccia. Oggi si traccia qualsiasi cosa e con la tecnologia molte più persone possono esprimersi, ma i contenuti fuori dall’ordinario (=che rimarranno fra 2000 anni) non sono cresciuti di pari passo. Abbiamo molte informazioni, ma molte saranno inuti entro breve.

    5) l’evoluzione tecnologica forsennata dovrebbe insegnare qualcosa. Che la nostra mente e la nostra psicologia si evolve molto più lentamente. Che le informazioni sono importanti, ma è importante anche l’atteggiamente verso il mondo: è inutile essere esperti sul servizio/tecnologia X (oggi modernissimo) ed essere assolutamente incapaci di cogliere le potenzialità e usare il successivo servizio/tecnologia Y. In altre parole: bisogna imparare ad imparare, saper cogliere il più velocemente possibile i punti salienti delle nuove tecnologie, eccetera. Per raggiungere questo traguardo ho l’impressione che alcuni approcci “classici” (=a basso tasso tecnologico) all’educazione siano ancora essenziali (parlo da profano).

    Da non dimenticare: questa corsa forsennata a volte non ci migliora la vita. Ce lo ricorderemo e ci fermeremo un attimo?

  3. Uhmm… ho aspettato, buh.. saranno le feste di laurea… due soli commenti al video ( se era di carattere politico chissà…)
    …. Al di là del senso di “Did you know?”, di cui prolificano le versioni, apocalittiche e non, ah, e non credo abbia lo stesso impatto disabilitando la canzone (poi sono modalità d’ascolto personali), il pezzo di ascendente ritmico elettronico molto suggestivo di Fatboy slim “right here right now”, dicevamo aldilà di questo …. qui signori c’è un mondo! C’è una misura che va davvero oltre i dati statistici dell’esplosione tecnologica, la natalità, l’informazione…..
    Il contenuto è un pugno di sabbia sopra il palmo di una mano,è l’effimero, è la perfetta dimostrazione di quanto ci sfugga ogni rapporto di proporzione, ogni frammento del sistema. La proiezione in uno spazio profondo di punti interrogativi come gocce di pioggia come coriandoli bicolore, persone dislocate in mezzo ai flussi labirintici di una metropoli… lo so è solo una soluzione grafica ma che riconduce a quello che il post moderno stasmarrendo: la domanda.
    “Vi siete mai chiesti…?”
    Non è tanto la Cina, pc, fb, msn, itc, u.s., IQ’s,
    … Il video, in generale, proietta sempre in un universo dell’altrove che ci restiuisce il senso della grandezza, del flusso, del bricolage che si compone ogni giorni ai nostri occhi bendati dalla voglia dell’aquisto del possesso. Voglio la borsa Luis Vitton del tabellone pubblicitario, voglio l’insegna a neon di un locale americano, il gps, il blackberry, l’ipod di quello spot, la maglietta di quel film, voglio il successo. Voglio avere.
    Mi piacciono i video perchè sono “essere”. E dietro le logiche e le strategie di marketing è il puro tunnel frattale in cui la nostra immaginazione si può trovare se guardassimo dentro al posto dell’esterno e l’esteriore, dei tabelloni pubblicitari, le scarpette fighe etc. E’ una contemporaneità di miscele estremamente differenziate, una simultaneità di stati, virtuali, un prospettivismo multiplo che non si può vedere almeno che non ci diano uno strappo fino all’esosfera. Nei video ci ritrovo l’artificialità della mia immaginazione, l’incommensurabilità degli spazi sovrapposti…. accidenti… ci sono mille cose da dire…. peccato non ne sono abbastanza capace.

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