I rifiuti di Napoli

«Napoli aveva un problema. Non stiamo a riparlarne, sappiamo quale. Il governo è intervenuto. E quando il governo, lo Stato, fa qualcosa è come se lo facessero tutti gli italiani. Ma ora ci vuole l’impegno di tutti: chi ci vive e chi ci viene. Facciamo in modo che resti così: è più bella».

Sono queste le parole che accompagnano lo spot sui rifiuti a Napoli realizzato dalla Presidenza del Consiglio, in collaborazione con Pubblicità Progresso.

Problema: la testimonial dello spot è Elena Russo, attrice che, stando alle intercettazioni telefoniche del dicembre 2007, fu raccomandata da Berlusconi all’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà perché le affidasse qualche ruolo.

Soluzione: Alberto Contri, presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, interrogato sul problema, assicura che per la scelta della testimonial è stato fatto un casting regolare. E aggiunge: «Certo che ci siamo posti il problema dei possibili gossip, ma abbiamo ritenuto avrebbe fatto aggio su tutto la qualità del progetto creativo» (vedi QUI il comunicato ufficiale).

Sono a un convegno, e non ho il tempo di analizzare lo spot.

Vuoi farlo tu? (ruolo del corpo femminile, genere musicale, uso del bianco e nero vs. colore, voce off, happy end…) 🙂


25 risposte a “I rifiuti di Napoli

  1. Giovanni Modaffari

    Spot alquanto complesso e umiliante per i napoletani e non…
    Per quanto riguarda l’uso del corpo femminile…niente di nuovo e niente di buono: la solita bella e prosperosa accerchiata da una mandria di maschi (compresa la voce fuori campo che starebbe per ‘governo’=maschio ch’è dovuto accorrere a salvare la bella, paurosamente simile a una donna violentata in un angolo periferia). Starebbe a metafora della bellezza della città forse, secondo gli intenti dei pubblicitari…e in questo caso più che mai c’era la possibilità di non dover cadere nella miseria di doverla ricondurre a un seno: mi riferisco alle meraviglie di Napoli. Bianco e nero vs colore viene usato nel suo significato più immediato di cambiamento dal passato (morto) al presente (torna a vivere). Il genere musicale sta tra il farsesco e il circense…servendo a perfezione i luoghi comuni sui napoletani.
    E’ burlesca anche la dichiarazione del presidente della Fondazione…se ci fosse stato un casting serio, proprio per i problemi di gossip quell’attrice sarebbe stata esclusa per prima. Il messaggio è nel politichese più in voga e più squallido: si da un’idea iniziale di incapacità (effettiva, bisogna dirlo, vista la situazione in cui la città tuttora versa) dei cittadini di Napoli di prendersi le proprie responsabilità, risolvere i propri problemi e si cerca di calmierare le reazioni, leggittime, di zone del Paese più attente a certi problemi e aspetti come la raccolta differenziata e il pagamento di tasse che finiscono in sprechi giganteschi evitabili con una buona dose di coscienza civica che evidentemente è mancata. Questo effetto ‘take it easy’ viene creato sotto l’egida del solito spirito di Stato come unione dei cittadini che ti invita a prendere il tutto come una buona azione (per una bella fanciulla). Tutto lineare, tutto vero. Ma di progresso non c’è proprio nulla.

  2. Ma prof. non ci ha detto quale modulo mentale dobbiamo aprire!
    Semiotica 2?
    🙂

    E dov’è Forrest Gumper quando c’è bisogno di lui?

  3. Per fare qualcosa per Napoli e i rifiuti non se ne dovrebbe riparlare più, ci sono aziende che stanno chiudendo a Napoli per colpa della eccessiva pubblicità negativa. E smettiamola quindi con questa propaganda e con gli italiani che fanno qualcosa per Napoli. Chi ci vive sa bene che il problema non è stato risolto e che non sono i napoletani che hanno creato e devono guardarsi dal ricrearne di problemi bensì una casta politica corrotta.

  4. Non oso commentare lo spot. Propaganda?
    Anzi, vediamo un po:
    “[..]Napoli aveva un problema non stiamo a riparlarne”
    Napoli non aveva un solo problema, ne aveva, anzi ne ha tanti di problemi.
    Al tempo della crisi “munnezza” proprio il governo ci disse che il problema dei rifiuti non era solo di Napoli, anche se localizzato in campania, era di tutti gli italiani. Ed ora invece ci ricordano che il problema era solo nostro. Grande coerenza.
    Con la frase Napoli aveva un problema voglion far credere che questo problema non c’è più. E invece io che abito da quelle parti lo vedo ogni giorno. Il problema ci sta ancora, se per Napoli non identifichiamo solo il centro della città.

    “[..] Il governo è intervenuto [..]
    Perchè prima a Napoli avevamo l’autogestione?

    Il testimonial chiede anche grazie.
    Dopo la Cassa del Mezzogiorno ancora l’idea dell’asistenzialismo, e questo rafforza la tesi dei “nordici leghisti” che definiscono il Sud una palla al piede dell’Italia.

    B/N e colore
    Prima Napoli, con la “monnezza” era in bianco e nero. A me i sacchetti sembrano molto colorati invece 🙂
    Ora invece, risolta l’emergenza, è tornata a colori.
    E la disoccupazione? La criminalità? La povertà?
    Non ci importa, Napoli oggi è finalemnte a colori.

    Donna in stile anni ’50/’60
    Ancora con lo stereotipo Sophia Loren in versione: “La ciociara”

    Voce fuori campo.
    La voce di Dio? (Berlusconi?)

    Mi sbaglio o ci sono sono le elezioni europee tra poco? Si usano soldi dello Stato per fare propaganda pre elettorale.

    Scusa la lunghezza del commento.
    Buona giornata.

  5. mah…sono totalmente d’accordo con di-sperso! Il classico stereotipo della sophia loren anni ’50 che vuole sottolineare lo splendore della napoli di quegli anni (banalotto!); un problema, che sembra essere stato risolto ma – ha detta di amici napoletani e campani – è un problema risolto dai media: semplicemente non ne parlano più e puff per magia tutto risolto!
    poi il commento finale – in termini di scansione delle parole – di Elena russo :”Bella ieri, bella oggi, bella domani”, mi ricorda tanto la chiabotto nella pubblicità della rocchetta “belli dentro puliti fuori”!

  6. 2 osservazioni:

    1) il problema dei rifiuti viene rimosso anche all’interno dello spot, infatti esso non viene citato ma ad esso si allude semplicemente come un “problema che Napoli aveva e non avrebbe più”

    2) Più che uno spot di pubblicità progresso, mi sembra uno spot sulla pizza o su una pizzeria che si chiama “Bella Napoli” (ce n’è una con questo nome anche non lontano da dove abito). La bellezza di Napoli viene poi trasferita sul corpo della testimonial in un gioco retorico (ora non ricordo il nome della figura, mi verrebbe antonomasia ma non è) per cui la donna assume tutte le caratteristiche di Napoli ed è analoga ad essa: bella ieri, bella oggi, bella domani. Una donna che non sfiorisce.
    Mi verrebbe da dire con un po’ di chirurgia estetica…per quanto riguado il domani. E sono proprio operazioni di chirurgia estetica quelle messe in atto dal governo, cioè dal premier: operazioni che egli attua sul corpo di Napoli, sul corpo della donna e anche sul suo proprio corpo, un’estetica cyborg, come ha notato Umberto Eco in una delle sue ultime bustine recensendo il libro di Belpoliti che paragona il premier a Pistorius.
    E naturalmente non manca il populismo: il rapporto diretto tra il premier e gli italiani. Equazione: quel che fa il governo ovvero il premier è come se lo facessero tutti gli italiani. Pieno populismo mediatico, in salsa napoletana e con un trattamento della donna che viene glorificata ma che in realtà viene usata solo nella sua caratteristica corperea, nela sua bellezza che non sfiorirebbe mai, come quella di Napoli. Mi “rifiuto” di aderire ad uno spot del genere.

  7. immagino cosa avrà pensato la Cosenza: “luridi markettari maschilisti che reificano la donna riducendola a un oggetto passivo monodimensionale perpetrando i peggiori stereotipi di bellezza esteriore e fragilità fisica!”

    per me lo spot centra l’obiettivo. si rivolge a un pubblico locale con metafore semplici e un tono da padre di famiglia che è dovuto intervenire perché i bambini hanno combinato un pasticcio. “ma adesso fate i bravi, mi raccomando!”

    qui ad essere squalificato è il popolo (e l’amministrazione locale) di Napoli ma forse se la sono cercata.

    poi se uno è appena un po’ più sveglio della massa sa benissimo che i problemi di Napoli si riconducono tutti a un unico grande problema (che non è risolto per niente) ma giustamente il governo comunica alla massa e non a chi è un po’ sveglio.

  8. L’attrice nei secondi iniziali sembra in effetti proprio una citazione di Sophia Loren o di qualche altra attrice degli anni ’50. Poi la musica vivace ma in stile retrò, e lo slogan su Napoli bella ieri oggi e domani riprende il solito stereotipo sul “paese d’o’ sole” che oggi non significa niente: insomma, uno spot pensato non tanto per “la massa” come dice Federico, ma per fasce di spettatori di età abbastanza elevata, che possono apprezzare questi riferimenti. Secondo me gli altri, anche senza essere più svegli o più colti, troveranno lo spot molto più artificioso.

  9. sì è uno spot che potrebbe essere quello di un prodotto commerciale, lei sembra marisa laurito quando faceva la pubblicità della pasta voiello, tutto è stereotipato ai limiti del sopportabile, quella voce pastosa e insolente, che vorrebbe darti una pacca sulla spalla e dirti “ma dai, ci stai ancora a pensare?” ,il bianco e nero, tanto per sottolineare ulteriormente che dobbiamo scordarci do’ passato, e poi l’arrivo dei colori, in corrispondenza del presunto intervento del governo (anzi del famoso popolo), che salva ancora una volta una bella donna inerme (come la città) dalle nefandezze.
    Insomma tanti stereotipi così tutti nello stesso spot secondo me invece sono dannosissimi, per un pubblico che potrebbe somigliare a me. E siamo tanti.
    E’ chiaro che lo spot è coerente rispetto al messaggio che vuole comunicare, ma dico io, una pubblicità che è palesemente falsa per il pubblico che la guarda, non rischia invece di mancare completamente il bersaglio?
    mi è venuto in mente di quando Giovanna parlava della pubblicità di CheBanca, in un momento in cui di tutto era lecito parlare tranne che della trasparenza e fiducia che le banche incutevano nei risparmiatori.
    Per quanto sia coerente col messaggio comunicato, io ritengo che questo genere di pubblicità non si possa dire mai riuscita se non assolve al suo compito principale, quello di convincere spettatore, in prima battuta, della sua veridicità. E questa non può farlo, impostata in questo modo. E non stiamo parlando di passate di pomodoro, qui parliamo di interi palazzi svuotati dei loro rifiuti e messi per la strada, parliamo di gente che si ammala di tumore, parliamo di una città problematicissima a cui una finta spolverata non serve proprio a nulla. Insomma dalla Lombardia in giù, io non credo che questo spot funzioni, eppure la maggioranza dell’elettorato di questo governo, si trova proprio al sud.
    E allora perché? Perchè deriderlo così?

  10. Secondo me, che non sono per niente un esperto, invece funziona. Proprio perché propone degli stereotipi clamorosi in cui è facile per tutti riconoscersi. E’ uno spot televisivo e dunque generalista, non prevede un’attenzione criticamente consapevole ma del tutto passiva e forse anche un po’ distratta: lavora sul silenzio (i rifiuti, mai nominati, e inquadrati insieme alla finta Loren), su un’immagine femminile a cui i telespettatori sono abituatissimi e di cui pertanto non si stupiscono (ma anzi, la trovano paradossalmente rassicurante: un po’ Loren, un po’ mamma, un po’ amante tettona…) e lavora infine sull’opposizione bianco-nero/colore, che sarà pure elementare ma, non essendo diretta a cinefili appassionati, finirà per essere efficace. Il target è esattamente quello elettorale del PdL: il pubblico televisivo. E da questo punto di vista, lo dico con dispiacere, è una pubblicità che coglie nel segno a cui mirava.

  11. dopo una rapida letta alle analisi proposte giugno alla conclusione che esse sono direttamente vincolate alla posizione sociopolitica di ognuno di noi e che quindi nessuna (come pure tutte) è attendibile.
    C’è chi vede lo sbeffeggio del governo (ladro!, perché piove…ricordiamolo) e chi la voce del padre di famiglia; chi vede la donna usata e chi la vede come una napoli florida e piena di aspettative; chi vede la transizione cromatica come un cambiamento e chi come una mistificazione.
    la morale è solo una: la semiotica dei testi politici è imprescindibile dalla posizione di ognuno e in quanto tale è impossibile effettuare una analisi obiettiva della campagna.
    Media ponderata? 🙂
    buon lavoro a tutti comunque, è interessante!

  12. Ragazzi, siete grandi! Grazie a tutti/e.

    PS per Federico: ti avviso che «la Cosenza», come dici tu, non ha mai concepito i pensieri caricaturali che tu le attribuisci, neppure quand’era molto piccola… Preferisco immaginare (perché sono un’ottimista) che la cosa non fosse del tutto intenzionale da parte «del Lovat» (che sei tu), ma l’incipit del tuo commento non è affatto felice. Io non mi permetterei mai di scrivere una cosa così di nessuno di voi. Infatti quell’incipit qualifica te, non me… pensaci.

  13. X Federico
    Lo spot va in onda sulle reti Rai e quindi non è diretto ad un pubblico locale ma bensì nazionale.
    E’ solo una propaganda politica in vista delle elezioni europee, a mio avviso.

    Come si evince da Gomorra, che credo tu l’abbia letto, e dalle interviste a Saviano (autore di Gomorra): la camorra, che tu reputi l’unico grande male di Napoli ma non lo esprimi apertamente, è tale perchè noi Italiani non l’abbiamo mai inteso come un problema nazionale, e lo è.. credimi. Solo che i morti avvengono in queste terre e allora viene definito un problema locale e nessuno ne parla mentre gli allevatori che producono latte stanno al nord, prime pagine dei gionale e quello è un problema nazionale.

    Mi sa che a rileggere bene la storia d’Italia non è il popolo di Napoli che “se l’è cercata”, ma il pacco regalo era già bello e confezionato, vista la speculazione politica che negli anni è stato fatto nei confronti del Sud per farlo diventare ago della bilancia nelle elezioni. Far restare il Sud Italia così com’è per fare sempre delle promesse, ai cittadini del sud e agli imprenditori del nord che con incentivi governativi aprivano e subito chiudevano fabbriche in questi luoghi, per non parlare di chi vendeva immondizia per farla seppellire proprio qui.

    Scusa la precisazione, so che c’entra poco con la comunicazione.
    Francesco

  14. Giovanni Modaffari

    Per Francesco e Federico:

    Trovo pretestuose entrambe le vostre argomentazioni:
    @Federico: come ho già scritto nel mio intervento precedente, il destinatario del post è tutt’altro che locale. I napoletani sanno benissimo che il problema non è stato risolto, non è necessario uno spot per parlargli di casa loro…quindi credo che il tuo intervento sia alquanto contraddittorio. La dicotomia massa-unopiùsveglio praticamente non regge; e il fatto che tu considerassi la questione di rilievoe destinazione locale, mi autorizzerebbe a pensare che in quello spot tu ci sia cascato per primo.

    @Francesco: da profondo e radicale sudista (lo dico in maniera goliardica) consiglierei a te e ad altri di prendere con le molle il caso Saviano. Siamo tutti rimasti entusiasmati dallasua indagine, ma secondo me non è l’ottica giusta per affrontare la questione. Di indagini di quel genere se ne sono già viste parecchie (su tutte consiglio ‘Africo’ di Stajano) ma ancora considerare il Sud come una vittima, per me è inammissibile! E il fatto che Gommorra sia stato un exploit mi fa imbestialire, perchè non si deve aver bisogno di un bestseller per capire che camorra&Co. sono non un problema (troppo giornalistico) bensì una componente nazionale (sociopoliticamente più corretto). C’è qualcosa di profondamente sbagliato nella nostra percezione e sopratutto interpretazione di questo sistema-Paese. Diversamente, Saviano sarebbe stato scontatissimo.

  15. Gentile Prof. Cosenza, mi permetta di correggere la mia prima osservazione di analisi dello spot, titolo della correzione:

    Mostrae e non dire

    Nella osservazione 1 parlo della rimozione del problema dei rifiuti: non se ne fa cenno se non allusivamente.

    Questo però accade a livello di testo verbale (le parole che accompagnano le immagini).
    A livello iconico-visivo, contemporaneamente alla rimozione verbale del problema (vedi sopra), nello stesso momento le immagini mostrano la Russo “rifiutata” tra il rifiuti, sacchi di spazzatura (ma la Russo ci piace o non ci piace un sacco?) con il bianco e nero che rinvia alla nerezza dei sacchi (anche se oggi ce ne sono anche di colorati, soprattutto per la raccolta differenziata…).

    Insomma, qui non si dice e invece si mostra il problema dei rifiuti, almeno all’inizio per poi trasformarlo in una solare conclusione (il “sole mio” che dà colore alle cose che illumina) quasi a dire che l’immagine è tutto, mentre la parola ne è solo un correlato accessorio e inessenziale (in questo distorcendo completamente il dettato barthesiano sul rapporto tra testo e immagine).

    La prevalenza dell’immagine nell’Italia Berlusconiana è ormai nelle cose stesse. E, come direbbe Genna, L’Italia è l’avanguardia della fine del nostro tempo di modernità in liquefazione (anche se io terrei il tema dell’avanguardia e toglierei quello dell’apocalisse e nemmeno dell’apocalsse morbida di Grillo, anche se, senza essere apocolattici siamo proprio alla fine di un epoca e all’inzio di un’altra, almeno credo).
    L’Italia è anche all’avanguardia con il tema del cyborg e della donna cyborg (si ricordi che in Blade Runner il replicante principe era una donna, e agli uomini affascina molto l’idea di una “fidanzata automatica”, per non citare William James). Questo tema del cyborg credo sia paradigmatico dell’Italia e sintomantico della direzione che potrebbe prendere il mondo intero.

  16. Ciao Giovanni Modaffari e grazie.
    Anche io sono stato molto sorpreso dall’eccezionale successo di Gomorra. Ma oramai si è innescato un meccanismo di conoscenza ed è meglio non fermarlo.

    Non reputo il Sud Italia una vittima, o almeno in parte. Anche noi come popolazione ci abbiamo messo del nostro, ma ahimè in queste zone si diceva pressappoco così:”non ci importa degli spagnoli o dei francesi basta che c’è da mangiare per tutti”, e dopo gli spagnoli e i francesi sono arrivati i piemontesi 🙂

    Questo non è vittimismo credimi, ma proprio i “piemontesi” per sconfiggere i briganti cattivi (che chiedevano solo di poter coltivare la terra), e per salvaguardare da questi i latifondisti, legittimarono la mafia in sicilia e la camorra poi in campania. Questa è storia, e purtroppo ci hanno sempre fatto credere che la camorra derivi dai briganti ma invece così non è.

    Leggo questo blog da un pò di tempo anche se non discuto quasi mai, e quando ho visto lo spot in tv mi sono arrabbiato, propagandare un problema risolto quando poi esco di casa, provincia di caserta, e ad ogni incrocio ci sono i militari con i carabinieri e per fare 2 km ci impieghi 30 minuti. Certo ci sembra di stare più protetti.. ma da cosa?

    Scusa Giovanna per aver impegnato il tuo spazio.
    Un saluto a voi, tutti.

  17. Giovanni Modaffari

    Ecco…in termini diversi, ma siamo sicuramente d’accordo. Io sono della provincia di Reggio Calabria e ovviamente capisco benissimo le tue parole. E’ a quel “non ci importa degli spagnoli o dei francesi basta che c’è da mangiare per tutti” che io mi riferivo, perchè piuttosto che di vittimismo o di usurpatori, io preferisco parlare della colpevolezza del piacere di essere sfruttati e governati….
    Un saluto

  18. Giovanni Modaffari

    P.S. sfruttati, governati e presi in giro da certi spot…

  19. wow non pensavo di sollevare così tante reazioni…
    ok, per la Professoressa: il mio intervento era una bonaria presa in giro delle posizioni femministe. suvvia, prof. un po’ di autoironia…

    poi, concordo con chi dice che questo è uno spot di propaganda e ribadisco che secondo me centra l’obiettivo. Racconta una storia semplice comprensibile al telespettatore medio mettendoci pure la morale alla fine.

    per Francesco: l’amministrazione di Napoli non è stata in grado di gestire il problema rifiuti e ciò ha offerto al governo l’occasione per “bacchettarla” tutto qua. Lo so che la criminalità organizzata è un grande problema nazionale, chi ha detto il contrario?

    Giovanni effettivamente ha colto nel segno: “non è necessario uno spot per parlargli di casa loro”.
    io mi riferivo alla morale finale (“ora ci vuole l’impegno di chi ci vive”) che è rivolta in modo offensivo ai napoletani visto che subdolamente li incolpa del problema rifiuti, come se prima non si fossero impegnati abbastanza.

    se mi dite che lo spot è trasmesso in tutta la nazione mi viene spontaneo pensare che quella frase farà piacere agli elettori di Bossi (perché conferma la loro visione del napoletano fannullone).

  20. io trovo questo spot offensivo per le donne napoletane, ancor più per la napoletana protagonista nei rifiuti, forse nemmeno se ne accorge…forse, si vede proiettata nel tempo a sedere su una poltroncina in parlamento, forse…

  21. Brevissimo OT:
    il mio intervento era una bonaria presa in giro delle posizioni femministe
    All’interno del femminismo – come di tutte le prospettive teoriche che non finiscono nel settarismo – c’è uno spettro di posizioni molto ampio, quindi sarebbe più corretto dire: bonaria presa in giro di alcune posizioni femministe.

  22. Innanzitutto non si capisce perché si definisce “comunicazione sociale” uno spot del governo.
    E poi vorrei invitarvi a fare un giro per la periferia di Napoli, invasa dai rifiuti era prima e invasa dai rifiuti è adesso.

    Certo, non c’è l’emergenza e quindi in città i rifiuti vengono raccolti.
    Ma pure prima in città era così.
    Le scene di Napoli con i cumuli di immondizia si riferiscono a due singoli episodi di blocco totale della raccolta.
    L’emergenza riguardava la provincia, l’area casertana e parte del salernitano.

    Quindi di sostanziale cosa si è fatto? Cosa ha fatto il governo?
    Semplice, ha riaperto le discariche chiuse in precedenza perché incompatibili con le norme di sicurezza (erano piene e straboccanti)
    E lo ha fatto grazie a un decreto che rende possibile non tenere conto di quelle norme di sicurezza.

    In quanto al termovalorizzatore, non è ancora operativo, nel senso che per ora sta cominciando a smaltire le ecoballe accumulate.

    E in ogni caso è stato possibile terminarne la costruzione e avviarne l’apertura perché è praticamente scomparsa la protesta di piazza.
    Forse perché quelli che prima organizzavano i blocchi adesso siedono al governo.

    Ovviamente tutto questo non significa che non vi siano responsabilità di Bassolino e Co. Sia ben chiaro.
    Ma è significativo che al momento tra Bassolino e governo i rapporti siano eccellenti e che nessuno dell’opposizione di centrodestra sia mai sceso in piazza a chiederne le dimissioni. Neanche quando i rifiuti invadevano le strade del centro.

  23. Ma il fine dello spot è:
    – Dire che Il governo è intervenuto? (Il Governo = La maggioranza. Quindi sì, è propagandistica in modo osceno)
    – Dire che a Napoli non ci sono più problemi? (E esattamente chi ci dovrebbe credere? I Napoletani o i turisti?=
    – (Non) dire che il problema di Napoli sono i rifiuti? (e valgono le considerazioni di cui sopra)
    – Promuovere turismo e investienti a Napoli? (E allora perché…quello?)
    – Far vedere che quella donna è la nuova Marisa Laurito? (tra l’altro quel vestito più che tradizionale è un pessimo clichè)

  24. Qualcuno mi ha chiamato in causa? Grazie Giulia 🙂
    Ad analisi così dettagliate, l’unica cosa che potrei aggiungere è sulla tonalità della Voce fuori campo. Mi ricorda quella di un vecchio cinegiornale che inizia così: “Il Duce, protettore dell’Islam, è sbarcato ad Addis Abbeba!”
    Viste le tremende notizie che arrivano dagli Abruzzi, colui che ha creato uno spot del genere sarebbe capace, fra qualche mese, di imbastire un: “La provincia dell’Aquila aveva un problema!”. Che tristezza…

  25. Se facciamo storia ricordo a tutti che nel non lontano 1799 Napoli è stata la seconda città europea in cui c’è stata una rivoluzione intellettuale istituendo una repubblica durata poco più di 7 mesi (consiglio di andare a leggere i numeri de “il monitore napoletano” giornale repubblicano dell’epoca)… e che se il vento di mare non fosse cambiato e Nelson avrebbe vinto, magari non stavamo oggi qui a parlare di “SUD”. Giolitti c’ha pensato a mandarci nella m… a istituire polo italia industriale il Nord e a lasciarci, e di questo lo “ringraziamo”, la consolazione dell’agricoltura. Come si dice “Francischiello, re vittorio e Garibaldi” si sono divisi terre, uomini e denari. Per quanto mi riguarda era meglio se c’era il regno delle due sicilie e se oggi ci fosse ancora. Lasciando questo preambolo storico volevo anch’io dire la mia a chi sostiene che la cammorra sia locale o nazionale etc… la camorra è compenetrata alla politica e quindi su scala nazionale e internazionale, la cammorra è ciò che allo stato serve per fare riciclo. Non ci sarebbero tangenti se non ci fossero criminali, Come si girano i soldi derivati dai primi “camorristi” politici o come li si giustificano ? il nord ricicla col sud e viceversa come lo stato ricicla con la camorra o mafia o sacra corona unita etc… Sono asse del medesimo sistema, serve tutto il pacchetto così com’è, per i loro sporchi comodi. E per parlare dello spot, da napoletano mi sento orridamente offeso e mi sento ancora una volta pugnalato perchè lavorando insieme ad imprese che fanno turismo la loro propaganda uccide anche quel poco di ripresa che ci poteva essere se il problema non fosse stato ancora una volta sponsorizzato a “Ca..o”

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