Il team di Obama fa lezione al PD

Leggi cosa ci racconta oggi Loredana Lipperini:

«Ieri pomeriggio ho conosciuto Ben Self e Dan Thain. In altre parole: Blue State Digital. In altre parole ancora: coloro che hanno predisposto e realizzato la strategia on line per la campagna elettorale di Barak Obama.

L’occasione era un incontro fra alcune persone che si occupano di/vivono su/scrivono per il web in Italia e chi, nel Partito Democratico, si occupa di/ragiona su/lavora per il web medesimo. È, per la cronaca, il secondo incontro a cui ho preso parte in quel del Nazareno, insieme a un piccolo gruppo di blogger, imprenditori, giornalisti, operatori della rete.

Ed è stata un’occasione molto, molto interessante.

Self e Thain hanno parlato di cose note e no. Hanno precisato…».

Continua a leggere QUI.

Sapranno, quelli del PD, imparare la lezione dal team di Obama?

Io sono pessimista, purtroppo. C’è troppa strada da fare. Ci vogliono persone nuove, competenti, intelligenti. Ma da troppi anni i bravi e intelligenti sono stati sacrificati dal PD, mai accolti, incoraggiati, promossi.

Con quel gruppo dirigente, come fanno a cambiare strada? Possono al massimo fingere di farlo, radunando esperti, organizzando conferenze e cose analoghe. E strombazzando un po’ in giro di averlo fatto. (Poco però, perché fuori Roma neppure si sa).

Per poi continuare di testa (testa?) loro.

7 risposte a “Il team di Obama fa lezione al PD

  1. Completamente d’accordo. ALl’interno del PD non prevale nè la democrazia, nè la meritocrazia. Si tratta invece, come sempre, della vecchia e mai purtroppo abbandonata partitocrazia.

  2. Self e Thain mettono il dito dritto nella piaga: la comunicazione deve seguire una strategia.
    Nel PD non sanno chi sono e non sanno dove vanno.
    Possono sapere cosa fanno?

  3. Ti segnalo questo post:

    http://www.camisanicalzolari.com/2009/05/speakage-realizza-il-network-ufficiale-dei-sostenitori-del-presidente-del-consiglio-silvio-berlusconi.html

    Dove il maggiore artefice della prodezza afferma in un commento:
    “prima di aprire questo network abbiamo analizzato con grande cura il lavoro di Obama. Il progetto totale non ha nulla da individiare a quello di Obama, anzi…”

    Io non commento, che sono troppo di parte.

  4. Concordo.
    Purtroppo si ha l’impressione che il Pd sia soltanto un gruppo di potere chiuso, costituito, soprattutto ai vertici, da persone il cui unico scopo consiste nel mantenimento delle proprie posizioni privilegiate, senza alcuna preoccupazione di allargare i consensi e di proporre idee nuove. Una casta che si è felicemente chiusa in se stessa, insomma, e alla quale nulla importa del deficit di democrazia che stiamo vivendo.
    Non credo quindi che si verificherà un’inversione di tendenza.

  5. Beh, se il PD non ce la fa, spero almeno che ce la faccia Sinistra e libertà 😉

  6. Segnalo anche:

    Parla Joe Rospars, artefice della campagna elettorale telematica
    “Volevamo creare un nuovo movimento. E ci siamo riusciti”
    “Sms, blog, social e network, così ho fatto vincere Obama”
    di ERNESTO ASSANTE

    http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/obama-presidenza-7/guru-campagna/guru-campagna.html

    il commento di falsoidillio:

    http://falsoidillio.splinder.com/post/20574459/politica+e+rete%3A+le+%22novità%22+

  7. Si fa gran clamore per la campagna online di Obama, specialmente in Italia c’è molta attenzione (o stupore?) per il lavoro dei suoi consulenti, o ad esempio per il fidato copywriter.

    Secondo me, i punti della strategia web esposti da Rospars trovano anche qui germogli corrispettivi già da tempo, non sono tanto sconvolgenti formule alchemiche quanto piuttosto un prontuario onesto e sensato, imperniato sulla compostezza, sulla coerenza, sulla concretezza e non guidato dal sensazionalismo.

    Dopotutto il ritardo da colmare è strutturale nel nostro paese, in un sistema ingessato dove faticano troppo le pure non rare persone capaci di cogliere, riconoscere il cambiamento, valorizzare meriti e talento, maturare e concedere opportunità, progettare sia in politica che nella comunicazione e nel mondo accademico. Ma il recupero, anche se lento o imperfetto, anche se rivolto ad un traguardo in continuo avanzamento, è inevitabilmente in atto.

    La speranza, egoistica, è che il freno a mano non sia tirato e che l’onda non arrivi troppo tardi!

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