Archivi del giorno: lunedì, 18 maggio 2009

Insulti dal libro di storia

Marzo 2009.

Silvio Berlusconi dà del «catto-comunista» al segretario del Pd Dario Franceschini, che replica:

«Tecnicamente lui è un clerico-fascista». E aggiunge: «Ho visto che Berlusconi mi ha definito un “catto-comunista”. È una vecchia offesa che veniva usata prima che io nascessi nei confronti dei cattolici progressisti. Magari sarebbe utile che il suo consulente di storia del movimento cattolico gli spiegasse che lui, tecnicamente, è un clerico-fascista».

Maggio 2009.

Nelle dichiarazioni di voto alla Camera sul pacchetto sicurezza appena varato dal governo, Antonio Di Pietro, per criticare il provvedimento, dichiara:

«Questo governo vuole trasformare il nostro Paese in un Paese dell’intolleranza, fascista, razzista, xenofobo, pidduista e per questo noi, prima o poi, riusciremo a mandarlo a casa».

Sembra che facciano appello a chissà quali competenze storiche, ma sono solo insulti più o meno vacui. Come dire: brutto, cattivo, tiè.

Il problema è che i leader dell’opposizione, invece di cercare stili di comunicazione nuovi e argomentazioni stringenti, si limitano – tanto per cambiare – a scimmiottare Berlusconi, che cominciò a dare del «comunista» agli avversari nel 1994.

Per fortuna oggi Berlusconi lo fa meno di allora: ha capito che le cose sono cambiate e non funziona più come una volta. A sinistra invece, pare ci abbiano preso gusto.