La bella solitaria della Schweppes

Mi scrive Serena, per segnalarmi l’ultima campagna Schweppes:

«Un’ammiccante Nicole Kidman, dopo aver provocato un uomo con l’illusione di un bacio, prosegue per la sua strada, diretta a una dissetante bottiglia di Schweppes. Dopo averla trangugiata in modo neanche troppo elegante, Nicole ci chiede che altro ci aspettassimo da lei. Può essere un modo di ribaltare il ruolo delle donne nelle pubblicità?»

No, Serena.

Il ribaltamento dei ruoli non porta novità. Per dirla in altre parole: se di un concetto proponi il contrario, ti muovi sempre sullo stesso orizzonte semantico. Per cambiare davvero devi costruire un nuovo orizzonte, un’altra coppia di opposti.

Vediamo in dettaglio.

È vero che lo spot, spezzando l’incanto iniziale, ci presenta una ribelle. Ma è pur sempre l’eletta di un harem: l’unica con la pelle chiara, biondissima e bellissima. La più bella di tutte, dunque, che come tutte ha un solo ruolo da giocare: la seduzione di un principe.

E poi, cosa resta a Nicole quando si ribella? La solitudine di una bevuta «inelegante».

Insomma, siamo di fronte all’ennesima negazione di un possibile rapporto fra uomini e donne. Tutti presi da due ossessioni: bellezza e consumo. Tutti soli, sempre a sfidarsi, sempre a lottare gli uni contro le altre (ne avevamo già parlato un anno fa, QUI e QUI).

Triste, no?

9 risposte a “La bella solitaria della Schweppes

  1. Molto triste, sì. Finta trasgressione, finta “bonomia”, fint domesticità finale; mentre in realtà, hai ragione tu, l’unica trasgressione che pare possibile è quella del consumo; che sostituisce un altro “consumo”.
    Poi l’insistenza sul biancore di lei è davvero ossessiva: in parte credo rimandi al bianco decolorato della bibita, ma c’è indubbiamente anche l’elemento della “purezza”, su cui si gioca ambiguamente.

  2. 😦 TRISTE VERITA’!

    Leggendo “Insomma, siamo di fronte all’ennesima negazione di un possibile rapporto fra uomini e donne”

    Mi è venuta in mente quest’altra pubblicità della birra.

    In questo caso, non si tratta di bellezza, ma del solito stereotipo maschi-calcio e “cose solo per uomini” (o forse dal comportamento direi, per aged teen-ager !) .
    Un modo ancora più triste di separare i generi, oltretutto rimarcando il concetto di inclusione-esclusione delle donne…
    Aggiungerei anche: rimbecillimento maschile. Il fidanzato non si pone proprio il problema che la sua “dolce metà” rimanga fuori dalla porta… Vuole essere ironico?!

    Come dicevamo tempo fà, la pubblicità-riflette la realtà. Questa è una pubblicità indirizzata sopratutto agli uomini, che evidentemente si ritrovano… Questo è triste!

    Per il genere, spot delle birre, ce ne sono altre, tra cui..

    che riporta all’uso del corpo femminile e “abuso” maschile… no comment!

  3. Concordo in pieno!
    Ed è vero che proponendo il contrario si finisce sempre per rimanere “intrappolati” in ciò che già era stato proposto.
    Scusa la latitanza nel commentare! Però ho sempre seguito il blog, anche se in silenzio!
    A presto!!

  4. niente di nuovo all’orizzonte però l’ironia la trovo sempre un buon modo per riproporre gli stereotipi… personalmente è l’enfatizzazione che mi annoia…

    (not simply funny?)

  5. Già. Anche lo spot della Campari con Jessica Alba ha un plot molto simile a quello della Scheppes con Nicole Kidman

    Quanto allo spot Guinnes segnalato da Aurora…credo sia la prima volta in cui vedendo uno pubblicità ho pensato alla parola “censura”. E’ abominevole.

  6. Poretta, quella da quando ha fatto Moulin Rouge è intrappolata nella Moulin Rougitudine, e fa tutte pubblicità moulinrougesche, dove lei fa regolare la regina delle fate, vuoi in salsa francese come nella pubblicità di Chanel, vuoi in salsa kebab come in questa, coll’esotismo stile Luhrman. Confesso però che la fine della pubblicità – non la bevuta ma la risata di lei (che sinceramente non mi pare tanto inversione di genere ma anzi mi ricorda moltissimo la Marylin) a me è piaciuta.
    Cioè io il ribaltamento dei ruoli non sono sicura di vederlo. E’ troppo tempo ormai che le signore bevono dalla bottiglia e poi sorridono ammicchine, dicendo uhuhu non te l’ho data. Insommma più che ribaltamento dei ruoli a me sembra una rennovatio kitch di un vecchio raccontino, del tipo ihhh te piacerebbe eh?
    Che poi volendo non c’è niente di male. E’ iconografia sessuale, non detto che sia sempre necessariamente sessista.

  7. Concordo con l’analisi, ma cosa si intende con “costruire un nuovo orizzonte, un’altra coppia di opposti”?

  8. scorfano, aurora, giulia, sandro, francesca, zauberei, mik, grazie per i commenti e le segnalazioni di spot!
    🙂

    Mik: costruire un’altra coppia di opposti sarebbe, per esempio, contrapporre – invece che la componente di un harem vs. il possessore di quell’harem – che ne so: la presidente di un’azienda vs. un fattorino di quell’azienda, l’eroina di un videogioco vs. il videogiocatore, una donna pugile (tipo Million Dollar Baby) vs. il suo allenatore… Chiaro che in tutti questi casi anche la storia dovrebbe cambiare: non più la donna che come unico scopo della sua vita ha l’incontro con l’uomo o con il prodotto di consumo.

    Tentassimo opposizioni come quelle che ho buttato giù (ma dovrei pensarci meglio, ovvio), staremmo sempre lavorando con stereotipi – perché la pubblicità non può fare diversamente, altrimenti non arriva al mass market – ma almeno staremmo rappresentando donne e uomini un po’ diversi.

    Ciao e grazie a tutti/e.

  9. Parlate troppo sofisticato e lontano dalla realtà da salotto medio italiano, coppia di opposti? Ma che vuol dire… guardate meglio lo spot: lei che trangugia con ineleganza la bottiglia di schweppes frizzante e dice “cosa vi aspettavate?” secondo voi? che donasse la sua patata al tipo di prima? Noooo… io dopo quella bevuta da grezza mi aspettavo solo un… RUTTO!

    Quindi, visto che di doppi sensi sul sesso e i due sessi ne siamo pieni le scatole, concludo dicendo che questo spot ha veramente toppato.

    BURP!

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