Archivi del giorno: lunedì, 22 giugno 2009

Il secolo dei media

Ho appena finito di leggere Il secolo dei media. Riti, abitudini, mitologie di Peppino Ortoleva, uscito a gennaio per Il Saggiatore. È innanzi tutto un libro di storia, che ricostruisce l’origine novecentesca di due caratteristiche fondamentali del mondo mediatico contemporaneo: la moltiplicazione illimitata degli strumenti di comunicazione, dei messaggi, dei loro emittenti e riceventi, la crescente dipendenza individuale e collettiva dalle reti.

Copertina Il secolo dei media

Ma il libro Peppino è molto di più, perché contiene sorprendenti e acute osservazioni su tantissimi fenomeni odierni, dalla diffusione della pornografia negli ultimi quarant’anni (a cui sono dedicati i tre capitoli centrali, che da soli meritano l’acquisto del libro) al declino del giuramento, dalla passione collettiva per gli sport di massa alla diffusione della musica leggera, che fa da colonna sonora a quasi tutti i momenti della nostra vita, dallo svago al lavoro.

È insomma una lettura imprescindibile per chiunque si occupi di media, nuovi media e comunicazione. Ci tornerò sopra diverse volte, prevedo.

Ti propongo qui uno stralcio sul difficile rapporto che la cultura occidentale intrattiene con quello che Sigmund Freud chiamava il «lavoro del lutto». Un tema delicato e dolente, che tutti tendiamo a dimenticare perché riguarda il principale tabù del nostro mondo: la morte.

«[…] il processo di deritualizzazione dei grandi momenti e passaggi della vita umana, e del cordoglio in particolare, è uno dei frutti più vistosi dell’affermarsi dei modelli individualistici di vita personale e di comunicazione interpersonale.

Tali modelli vietano, in nome dell’imperativo generalizzato della sincerità e dell’«autenticità» individuale, comportamenti troppo rigidamente cerimoniali (come quelli che contraddistinguevano la partecipazione ai riti del lutto di molte persone affettivamente poco coinvolte ma socialmente obbligate alla presenza), ma d’altra parte rendono raro e difficile il crearsi di livelli di affettività sufficientemente intima da consentire una partecipazione personale realmente sincera al lutto se non da parte di pochissimi parenti e amici.

Il risultato è il generale rarefarsi «per imbarazzo» delle comunicazioni verso le persone in lutto proprio nel momento in cui ve ne sarebbe maggiore bisogno, e la necessità di ricorrere, per chi è colpito da questi eventi tragici quanto inevitabili in ogni biografia, o alle competenze acquisite attraverso i media, o alla terapia.»

(Peppino Ortoleva, Il secolo dei media. Riti, abitudini, mitologie, Il Saggiatore, Milano, 2009, pp. 64-65).

Avrò il piacere di presentare il libro, assieme all’autore e a Roberto Grandi, Elena Lamberti e Guglielmo Pescatore, presso la Libreria Coop Ambasciatori di Bologna, mercoledì 24 giugno alle ore 18.00. Scarica QUI l’invito.