I miei dubbi su Debora Serracchiani 2

Avevo già espresso qualche dubbio QUI.

Ma continuo a osservarla speranzosa, perché rispetto i voti che ha ottenuto e gli entusiasmi che suscita.

Eppure il suo discorso all’incontro organizzato dai giovani del PD, il 27 giugno al Lingotto (QUI una sintesi su La Stampa), mi ha delusa un’altra volta. Molto.

Intanto l’esordio: «Alzi la mano chi non ha telefonato o scritto a Debora Serracchiani in questi giorni». Ma come? Si è già montata la testa? O ha bisogno di conferme e cerca l’ovazione con i trucchetti? (E infatti non arriva.)

Ma la delusione peggiore è il vuoto che segue.

Chiede «un modello culturale che sia alternativo a quello della destra», ma si limita a sciorinare tautologie, traducendo l’agognata «alternativa» ora in «rinnovamento», ora in «diversità», senza mai spiegare in cosa tutto ciò consista. (E sempre prendendo la destra come polo negativo di riferimento: il solito – ancora! – elefante di Lakoff.)

Dice «non abbiamo bisogno di un capo, di una figura salvifica, del messia», ma poi chiede che «qualcuno di quelli che c’è… non dico si faccia da parte, ma accetti, si assuma la responsabilità di un patto generazionale e dica: “Vi aiuto a venire qui”».

Non un messia, dunque, ma un padre per le nuove (?) generazioni del PD, che in questo momento Debora simboleggia. Perché i cosiddetti giovani – assicura – «hanno solo bisogno che qualcuno gli dia una mano a crescere», per costruire quello che lei chiama un «partito adulto».

Poveri piccoli. Povero bimbo PD.

Ripete che ci vogliono contenuti, risposte, soluzioni («Vi faccio un appello perché credo che ci stiamo fermando alle persone, ci stiamo fermando alle idee, non stiamo andando ai contenuti, non stiamo andando alle risposte»), ma lei per prima non ne dà. In dieci minuti di discorso.

Sarà perché ha calcolato male i tempi? A un certo punto infatti le dicono di stringere, e lei chiude con un indecoroso: «Volevo dirvi qualcosa che tutti vi aspettate che vi dica, ma evidentemente non ve lo dico oggi.»

Sarà per la prossima volta?


16 risposte a “I miei dubbi su Debora Serracchiani 2

  1. Condivido completamente i tuoi dubbi e le tue perplessità, soprattutto dopo la visione di questo nuovo intervento, veramente privo di contenuti. Qui si continua a citare Obama e la sua costruzione retorica di fiducia e di speranza, e si dimentica che è stato capace di dire in faccia a un elettore, durante un comizio, che gli avrebbe aumentato le tasse per permettere a tutti i cittadini di avere le sue stesse opportunità. È troppo facile appellarsi alla retorica e dimenticarsi del coraggio. È troppo facile appellarsi a una “diversità” puramente nominale, e poi, fattualmente, quando si arriva alle cose concrete, proporre la stessa ricetta sui diritti civili della destra, avere la sua stessa confusione su pensioni e ammortizzatori sociali, gridare allo scandalo per la politica sull’immigrazione della destra senza avere alcuna seria proposta alternativa (un conservatore, dicono gli americani, è un liberal che ha subito una rapina a mano armata: in Italia, probabilmente, è un liberal che ha cominciato a avere paura di una rapina a mano armata vedendo Canale 5, ma bisogna dare risposte a queste persone lo stesso, se si vuole vincere), e, anzi, avendole dato il via con la Turco-Napolitano.
    Il problema è che Serracchiani, come tutta la vecchia nomenklatura (in questo non vedo alcuna differenza), pensa davvero che sia possibile vincere proponendo agli elettori una “astratta visione del mondo”, quando, invece, con molta probabilità, la stragrande maggioranza degli elettori non crede che la politica possa davvero migliorare la sua vita o risolvere i loro problemi, tranne quei pochissimi sui quali si fa convincere da una campagna martellante e ossessiva (sicurezza e detassazione in primis). Anche Obama ha davvero vinto solo quando la crisi lo ha messo in grado di proporre soluzioni, invece che modelli di vita (prima dello scoppio della crisi, McCain era in vantaggio nei sondatti, e sono convinto che senza di essa avrebbe vinto). Quindi, su, Debora, su: candidati CONTRO questa gente, con quattro idee davvero alternative, una su diritti civili, una su ammortizzatori sociali e sistema pensionistico (tipo “lavorare di più e redistribuire meglio”), una sull’istruzione, e una su sicurezza e immigrazione (tipo, invertire il modello italiano, in cui è quasi impossibile entrare, ma una volta entrati si diventa completamente invisibili alla legge e alle istituzioni: rendere molto più agevole l’ingresso, in cambio di un controllo molto stretto diciamo nei primi sei mesi di permanenza). Magari si perde, ma almeno ti si vota volentieri.

  2. “Questa è la novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai.
    La conosci la novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai?”
    “No”
    “Non si dice no alla novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai.
    La conosci la novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai?”
    “Sì”
    “Non si dice sì alla novella dello stento che dura tanto tempo e non finisce mai”

    (to be continued)

  3. Quella frase di chiusura sembra un capolavoro di vanità: “volete che io mi candidi, ma ve lo farò sapere”. Ma ormai mi pare che i “giovani” del PD stiano puntando su Chiamparino come terzo sfidante alternativo a Franceschini e Bersani (e anche se non condivido molto della sua visione politica, come immagine mi sembra migliore dei suoi due sfidanti), quindi non so quanto questo atteggiamento la porterà avanti. Sarebbe più interessante se la Serracchiani insistesse sui suoi risultati nel PD di Udine invece che usare frasi fatte, invece niente.

  4. Francamente imbarazzante quell’incipit. Nel senso che mi sono imbarazzato io per lei e ho chiuso. Non mi fa piacere. Ma spero che se ne accorga e che utilizzi questo inciampo per crescere, lei. Del Pd non me cale, ma sì invece della possibilità di avere una persona, donna, che parli politicamente con lingua diretta e con argomenti che stanno in piedi.

  5. Su alcuni punti si può anche essere d’accordo, ma questo Pd è pieno di gente che pensa di aver capito tutto e di aver trovato il pezzo di puzzle che tutti stanno cercando. Le cose che chiede Debora Serracchiani sono le solite che si sentono dire dai vari leader pd: un’alternativa vera alla destra, un patto generazionale, un nuovo modello di fare politica ecc. Quando certuni accusano il pd di essere vuoto di contenuti si fa fatica a dire che non è vero, quantomeno riguardo all’idea della politica.
    Anche alcune espressioni che usa, per esempio “dobbiamo imparare a riappropriarci di certi temi…” sono ormai logore, usate e riusate da tutti all’interno del partito.
    Poi, dato che questo patto generazionale lo vogliono tutti, vi siete mai chiesti chi dovrebbe comprendere, concretamente?? L’attuale classe dirigente del partito e chi? Una nuova generazione che non si fa trovare o che si suppone che ci sia ma non trova posto per farsi vedere? Mah…
    Quanto poi alla vanità che Debora Serracchiani ha messo nei suoi ultimi interventi… è piuttosto stucchevole.

  6. Beh, credo che il problema sia anche di contenuti

  7. Che posso aggiungere? Mi sarebbe tanto piaciuto che ci fosse una donna, un volto nuovo (indipendentemente dall’età anagrafica, che quella è una sciocchezza: è la testa che conta) a ridare energia al PD.

    Ma più ascolto Debora e leggo ciò che scrive, più ci resto male…
    😦

    E mo’ è uscita pure con l’instant book. Aaargh!

  8. Giovanna, a proposito di donne e volti nuovi nel PD, che ne pensi dell’iniziativa di Anna Paola Concia (che proprio nuova non è, ma nemmeno un mandarino di apparato) e di Jean Leonard Touadì contro il razzismo?

  9. Non male Anghelos, grazie.

    Testo descrittivo e chiaro, ma un po’ troppo lungo. Visual schietto, che ricorda un po’ la campagna «Dove, per la bellezza autentica».

    Si poteva cercare uno slogan che restasse in testa, ma tant’è…

  10. ero a torino e ho alzato più mani che potevo alla battuta iniziale di debora. denota un’arroganza di cui mi pare non avessimo bisogno, anzi, già abbondavamo…un po’ di dalemismo tra i franceschiniani!..

  11. Pingback: Mal di pancia

  12. Illuminanti passaggi tratti dall’intervista alla Serracchiani (La Repubblica, 1 luglio).
    Traduzione in parentesi per i non udenti.

    Serracchiani, non sarà che un po’ di coraggio è mancato anche a lei?
    “Al contrario, non candidarmi mi sembra la scelta più coraggiosa. La strada più semplice era candidarmi, riempire la terza casella. Farmi la mia bella corrente, prendere il mio pezzetto di partito e cucirci sopra il nome. Ma sono queste le cose che ci hanno portato dove siamo”
    (Candidarsi è rischioso e complicato; io sono già incasellata di mio. Correnti non ne ho tranne quei tre gatti pesi dei piombini e non conto un fico. E’ con questa saggia vacuità che sono arrivata dove sono. Vuole lei per caso bruciarmi adesso?)

    Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini?
    “Perché è il più simpatico”
    (E’ lui che ha scelto me, cosa vuole mai che possa scegliere io. Ma mi ha visto, scusi? E poi ho detto simpatico nel senso greco di sin + patein, patire assieme)

    Ottima ragione. Ma una volta non era scettica?
    “Sì. Poi però l’ho conosciuto in campagna elettorale. E come segretario è stato bravo, innovativo, coraggioso”.
    (Beh, io mi sono lanciata allo sbaraglio, poi ho capito che dal segretario potevo scucire qualcosa. Potrei fare la sua velina, pardon, la sua delfina. Oh segretario, mio segretario!)

    Senza contare che ieri le ha offerto la vice segreteria?
    “Mai parlato di vice o di ticket. Abbiamo discusso di come dovrà essere il Pd che ancora non s’è visto”.
    (Cosa fa ora lei, mi svela gli altarini? Ci siamo solo fatti una chiaccherata aspettando Godot)

    Quindi, non ha avuto dubbi a schierarsi con Franceschini?
    “Nemmeno mezzo. Di qua c’è il progetto del Pd, dall’altra parte c’è D’Alema. Io sto col Pd”.
    (A ridaje. Di qua c’è il progetto di un progetto da progettare progettando progetti, di la c’è il babau che mi rompe il giochino. Io sto con Godot)

    Se invece vincerà Franceschini sarà la rivoluzione?
    “Lo spero. Franceschini dovrà aprire il partito al rinnovamento, chiamare gente nuova, come ha fatto con me, pescare fra le straordinarie risorse di questo pezzo d’Italia”
    Non era anche il programma di Veltroni?
    “Sì, certo”
    Mi spiega con parole semplici perché Franceschini con un risultato del 26 per cento dovrebbe riuscire dove Veltroni ha fallito partendo dal 33?
    “Perché Franceschini è molto più determinato di Veltroni ed è una dote necessaria per fare il segretario di un partito. È abbastanza semplice?”
    ( E’ abbastaza semplice?)

    Nell’intervento che l’ha resa celebre, lei partiva proprio dalla laicità e dal caso Englaro. Che cosa le fa pensare che il cattolico Franceschini sia più sensibile al tema del suo rivale?
    “Proprio il fatto che venga dal mondo cattolico. Paradossalmente i cattolici democratici hanno molte meno remore a sfidare il clericalismo di quante ne abbiano gli altri”
    (Senta, cosa c’ha contro noi baciapile? Ancora questa storia del confronto con gli atei comunisti? Li abbiamo fatto fuori da tempo, non è chiaro? Quale pensava fosse il capolavoro del PD?)

    In questi mesi si è data una ragione della sua clamorosa e immediata popolarità?
    “E’ il fatto che sono una persona normale. L’elettorato si identifica nel linguaggio, nel modo di essere, direi quasi nella fisicità. E poi non vengo da tutta una vita di sezione”
    (Che le devo dire, non tutti sono condannati ad essere intelligenti. Io non lo sono e come me buona parte dell’elettorato. Anche fisicamente sono come loro, apparenti giovani che invece sono vecchi. E poi non ne ho un’idea di questa politica e questo mi sembra il vero valore aggiunto)

  13. Per la cronaca, lo scorso giovedì un suo cinguettìo la dava “In partenza per Torino(.) Spero di riuscire a concentrarmi in treno per scrivere il mio intervento. Buona giornata!”. Risparmio, ovviamente, battuttacce sui treni…

  14. in effetti non ero ancora riuscita sentire il “famoso” discorso, che ho trovato oggi su questo sito. se un politico fa faville per la sua capactà oratoria con un discorso come questo… temo che siamo proprio alla frutta.
    in ogni caso qualcuno che parla di meno, è un po’ meno famoso, ma agisce di più credo ci sia.
    nel collegio nord ovest, ad esmpio, è stata eletta francesca balzani, assessore al bilancio del comune di Genova. se avete voglia di dare un’occiata al suo programma elettorale, è corto, stringato, pieno di contenuti. anche senza i riflettori puntati credo possa fare molto più di altri.

  15. finalmente…fino a qualche giorno fa pensavo di essere l’unica italiana a non aver compreso l’acume politico di debora serracchiani…invece, vedo che il tempo, per fortuna, è sempre galantuomo..leggerò il programma di francesca balzani..

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