Un esercizio di futilità

Grazie a Nuovo e Utile (sezione Cinema e tv) ho scoperto che su questo sito la vodka neozelandese 42 Below sta mettendo online 42 corti d’autore. Mi ha colpita uno che si intitola «An Exercise in Futility», della giovane regista cinese Dee Dee Poon.

È una metafora del contrasto fra il desiderio di controllare le cose che facciamo, le persone a cui vogliamo bene, la vita intera, e l’impossibilità di farlo.


6 risposte a “Un esercizio di futilità

  1. Nel mio pianeta i bambini muoiono perchè la vecchiaia è inesorabile.
    Il tempo è la morte e la morte del tempo è il tempo stesso.
    Mi piace guardare al mio futuro con un occhio di speranza ed ecco ciò che spero:
    che la malattia dell’invecchiamento abbia una cura.
    Perchè la vita è il sale ed intorno a me la città si riempie di sorrisi al vento.
    E cosa c’è di più bello che invecchiare?
    (Almeno fino a 45 anni!)
    Colgo questa occasione per poter esprimere la mia solidarietà a quanti come me non sono perfetti a causa di una personalità schizo-affettiva.
    Penso che se avessimo la possibilità di trovare tutte le risposte alle nostre domande saremmo felici,ma non contenti perchè il sapore del sale che tanto ci affascina è un gusto inspiegabile a parole.
    Provate a descrivere il sapore dell’acqua potabile:immagini,metafore,ricordi,similitudini.Ma la vera risposta è:H2O.
    Ecco a voi il pensiero nascosto:nel cercare noi stessi,temendo di perderci ci aggrappiamo a quelli che sono i nostri valori per immortalarli in quelli che dovrebbero essere i nostri ricordi…Ed è così che tutto pullula di noi stessi in un tramestio assordante che ci uccide.
    La verà libertà per me non è accettare che sono un essere speciale,ma che sono viva e bella e che ho il potere di cambiare le cose che non mi piacciono e di coltivare le mie speranze:ricchezza,salute e fortuna.
    A voi tutti un saluto da Miriam

  2. Grazie per essere passata di qui, Miriam.

    Che tu sia bella e viva, si capisce anche senza conoscerti di persona.

    Ti abbraccio.

    Ti abbracciamo.

  3. La fatica, l’affanno, la cura impiegati a costruire un timido e gracile castello di carta…..
    Ho pensato al profumo di fresco dell’aria del mattino e delle felci nel piccolo orto dei miei, laggiù, nel mio paesino in Calabria, leggendo le parole di Miriam sull’acqua….
    Una buona serata a tutti voi.

  4. Il video sembra invitarmi a impegnarmi e concedere tutta la mia concentrazione anche alle attività senza uno scopo finale: ma è un’attività in cui già eccello…
    Piuttosto il terremoto abruzzese aveva già ampiamente dimostrato anche a noi italiani come niente sia definitivo, se già non fossero bastate la vita quotidiana o i cataclismi naturali esteri ad insegnarcelo

  5. Io credo che questo magnifico video mostri la possibilità che gli esseri umani hanno di costruire qualcosa anche in condizioni avverse,ma non naturali bensì create dall’uomo stesso.i ventilatori che oltretutto ricordano anche per forma e movimento il tempo che passa veloce( purtroppo ),L’uomo se vuole può prendersi il tempo per costruire la sua vita.

  6. Mi spiego meglio,credo che Giovanna Cosenza non abbia colto il senso del video e non capisco proprio da dove abbia dedotto il desiderio di controllo che non si realizza,anche perchè se vogliamo andar dietro a questa interpretazione allora non si spiegherebbe perchè il castello di carte resta saldamente in piedi.I ventilatori credo rappresentino la tecnologia che crea intorno a noi una innaturale accelerazione del tempo,sbaglierò ma mi pare affascinante come un segno=ventilatore=tecnologia ci parla indirettamente di un’altro segno assente ma presente l’orologio=tempo e si potrebbe continuare.In questa vita che bruciamo inseguiti da una tecnologia sempre più caotica e pressante l’uomo ha il modo di distaccarsene per tornare più naturalmente a occuparsi di cose dall’apparenza futili ma riconquistare il proprio tempo per se e per gli altri non credo sia futile.

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