Archivi del mese: agosto 2009

Vita da Facebook 10 – Adulti e donne alla riscossa

Riprendo la serie «Vita da Facebook», interrotta qualche mese fa (le ultime puntate QUI, QUI e QUI), perché ho finalmente trovato su Inside Facebook alcuni dati che confermano impressioni che ho da sempre.

Intanto, smettiamola con la favola che Facebook sia usato soltanto dai ragazzini. I dati americani aggiornati al 1 febbraio 2009 mostrano che sul Facebook statunitense la fascia d’età da 26 a 65 anni è – se fai la somma – complessivamente il 45% (clic per ingrandire):

Gruppi di età su fb al 1 febbraio 2009

Queste percentuali danno una spallata potente alla discussione sui cosiddetti «nativi digitali», contro la quale ho già detto la mia QUI: le barriere nell’accesso agli strumenti informatici, e le differenze nel loro uso effettivo, sono sempre sociali, economiche e culturali, mai anagrafiche.

Inoltre, su Facebook US le donne superano gli uomini in tutte le fasce d’età (clic per ingrandire):

Utenti fb per età e genere 2 gennaio 2009

Infine, fra ottobre 2008 e gennaio 2009 il segmento demografico che è cresciuto con più rapidità (addirittura il 175,3% !) è quello delle donne fra 55 e 65 anni:

Crescita degli utenti fb da ottobre 2008-gennaio 2009

Al momento non ho ancora trovato dati italiani ed europei scorporati per genere ed età, ma credo gli Stati Uniti detteranno come sempre le nostre tendenze.

Un video con Wisława Szymborska

Ho trovato sul sito del Collegio Superiore dell’Università di Bologna i video tratti dall’incontro con Wisława Szymborska del 27 marzo scorso (i dettagli QUI).

Per la gioia di coloro che amano Wisława (ma quel giorno non c’erano), ho scelto quello in cui lei appare più a lungo. Realizzato da TVBook, dura circa 15′. (Trovi gli altri QUI.)

Wisława prende la parola più o meno al minuto 8’40”. La traduzione consecutiva è di Jarosław Mikołajewski, direttore dell’Istituto Polacco di Roma.

Avrei preferito un montaggio più centrato su di lei, ma tant’è. Molti aspetti della sua personalità e dell’atmosfera di quel pomeriggio emergono lo stesso.

Perciò goditi l’eleganza di questa grande donna, dei suoi movimenti e delle sue parole.

PS: dopo che avevo scritto l’articolo, Federica del Server Donne di Bologna ha segnalato che anche loro hanno ripreso l’evento. Non lo sapevo, grazie. :-) Ecco QUI la prima parte e QUI la seconda (dove in effetti la poetessa appare molto più a lungo, con lettura di poesie. Grande! :-D ).


La crisi della pubblicità e l’invertising

La pubblicità tradizionale è in crisi (l’abbiamo detto QUI).

I dati Nielsen Media Research sugli investimenti pubblicitari italiani nel periodo gennaio-maggio 2009 mostrano che la crisi riguarda soprattutto le affissioni (-30,5%), la stampa (-25,1% nel complesso, -29,5% i periodici), la radio (18,6%), la televisione (-14,8%), ma non – e questa è la buona notizia – Internet (+7,8%) (altri dettagli QUI).

Mal comune mezzo gaudio: la flessione a due cifre non tocca solo l’Italia, ma tutto il mondo, come mostrano per esempio i dati Nielsen US sugli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti nel primo quadrimestre 2009 (-12 % complessivo, con punte di - 27,7% per i quotidiani nazionali, vedi tabella Nielsen).

Una soluzione possibile è l’invertising, dicono.

In Italia ne ha parlato per primo Paolo Iabichino (direttore creativo di OgilvyOne), all’ultimo Festival dell’Economia di Trento (29 maggio/1 giugno 2009).

Che cos’è l’invertising?

Te lo spiega questo promo, realizzato da Graffiti 2000 in collaborazione con i Giovani Imprenditori Confindustria di Trento (ringrazio Matteo Santuliana, copywriter di Graffiti 2000, che mi ha segnalato l’iniziativa):

Credo che, al di là di alcune enfasi tipiche del marketing promozionale (non è una novità e neppure una panacea, ad esempio), ci sia spazio e interesse per una o più tesi di laurea (i dettagli a ricevimento: iscriviti QUI).

Per un approfondimento sulla crisi della pubblicità – che non riguarda solo gli investimenti, ma la qualità delle campagne, come spesso notiamo in questo blog – segnalo la puntata del 22 agosto 2009 di Ferry Boat, Destinazione: economia sociale, lo splendido programma che Enzo Argante conduce ogni sabato alle 13:30 su Radio 24). Argante intervista, fra gli altri, Paolo Duranti, managing director di Nielsen Media Research Italia e lo stesso Iabichino. Puoi ascoltare QUI il podcast (circa 30′).

Infine, trovi QUI (è il terzo video) la presentazione dell’invertising che Iabichino ha fatto al Festival dell’Economia il 1 giugno 2009 (52′ 45″).

L’uomo normale

Un’altra tappa del nostro viaggio fra le rappresentazioni mediatiche del corpo maschile (le tappe precedenti QUI, QUI e QUI).

Finalmente una pubblicità con uomini normali! ho pensato quando ho visto l’ultima della Mitsubishi Lancer Evolution X.

Facce belle per qualche aspetto (labbra, occhi, sopracciglia…), bruttine per altri.

Infantili e un po’ gradasse, ma spiritose.

Autoironiche. Simpatiche.

Facce come tante.

Che non saranno chissacché, ma… ogni scarrafone è bello alla fidanzata sua.

:-D

Mi piacerebbe che in pubblicità immagini così si moltiplicassero. Peccato che al momento la campagna riguardi solo la Costa Rica, dove l’ossessione per il corpo perfetto (maschile e femminile) è meno pervasiva che da noi. Come in tutti i paesi latini.

Imparassimo da loro?

Advertising Agency: Leo Burnett Costa Rica
Executive Creative Director: Douglas Castro
Creative Director / Copywriter: David Carvajal
Art Director: Yoshua León
Photographer: Tadeuz Jalocha
Other additional credits: Jennifer Caldwel

mitsubishi-evolution-advertisement Labbra

mitsubishi-evolution-advertisement occhi

mitsubishi-evolution-advertisement riccioli

mitsubishi-evolution-advertisement sopracciglia

Social Media Revolution

L’ultima edizione del video «Did you know?» – di cui abbiamo parlato QUI – è di Socialnomics e riguarda i social media (vedi anche il libro) .

Per facilitarti la visione e memorizzazione di tutte le statistiche che il video mostra in rapidissima sequenza, sul blog Socialnomics c’è la lista, accompagnata dalle fonti da cui sono tratte.

Vale per questo video quanto detto QUI (inclusa la proposta di tesi).

Per tua comodità riporto i numeri, con alcuni grassetti miei (trovi QUI le fonti, in ordine numerico).

  1. By 2010 Gen Y will outnumber Baby Boomers… 96% of them have joined a social network.
  2. Social Media has overtaken porn as the #1 activity on the Web.
  3. 1 out of 8 couples married in the U.S. last year met via social media.
  4. Years to Reach 50 millions Users: Radio (38 Years), TV (13 Years), Internet (4 Years), iPod (3 Years)… Facebook added 100 million users in less than 9 months… iPhone applications hit 1 billion in 9 months.
  5. If Facebook were a country it would be the world’s 4th largest between the United States and Indonesia.
  6. Yet, some sources say China’s QZone is larger with over 300 million using their services (Facebook’s ban in China plays into this).
  7. comScore indicates that Russia has the most engage social media audience with visitors spending 6.6 hours and viewing 1,307 pages per visitor per month – Vkontakte.ru is the #1 social network.
  8. 2009 US Department of Education study revealed that on average, online students out performed those receiving face-to-face instruction.
  9. 1 in 6 higher education students are enrolled in online curriculum.
  10. % of companies using LinkedIn as a primary tool to find employees….80%.
  11. The fastest growing segment on Facebook is 55-65 year-old females.
  12. Ashton Kutcher and Ellen Degeneres have more Twitter followers than the entire populations of Ireland, Norway and Panama.
  13. 80% of Twitter usage is on mobile devices… people update anywhere, anytime… imagine what that means for bad customer experiences?
  14. Generation Y and Z consider e-mail passé… In 2009 Boston College stopped distributing e-mail addresses to incoming freshmen.
  15. What happens in Vegas stays on YouTube, Flickr, Twitter, Facebook…
  16. The #2 largest search engine in the world is YouTube.
  17. Wikipedia has over 13 million articles… some studies show it’s more accurate than Encyclopedia Britannica… 78% of these articles are non-English.
  18. There are over 200,000,000 Blogs.
  19. 54% = Number of bloggers who post content or tweet daily.
  20. Because of the speed in which social media enables communication, word of mouth now becomes world of mouth.
  21. If you were paid a $1 for every time an article was posted on Wikipedia you would earn $156.23 per hour.
  22. Facebook USERS translated the site from English to Spanish via a Wiki in less than 4 weeks and cost Facebook $0.
  23. 25% of search results for the World’s Top 20 largest brands are links to user-generated content.
  24. 34% of bloggers post opinions about products & brands.
  25. People care more about how their social graph ranks products and services than how Google ranks them.
  26. 78% of consumers trust peer recommendations.
  27. Only 14% trust advertisements.
  28. Only 18% of traditional TV campaigns generate a positive ROI.
  29. 90% of people that can TiVo ads do.
  30. Hulu has grown from 63 million total streams in April 2008 to 373 million in April 2009
  31. 25% of Americans in the past month said they watched a short video… on their phone.
  32. According to Jeff Bezos 35% of book sales on Amazon are for the Kindle when available.
  33. 24 of the 25 largest newspapers are experiencing record declines in circulation because we no longer search for the news, the news finds us.
  34. In the near future we will no longer search for  products and services they will find us via social media.
  35. More than 1.5 million pieces of content (web links, news stories, blog posts, notes, photos, etc.) are shared on Facebook… daily.
  36. Successful companies in social media act more like Dale Carnegie and less like David Ogilvy Listening first, selling second.
  37. Successful companies in social media act more like party planners, aggregators, and content providers than traditional advertiser.

Ecco il video.


Un giornalista di 11 anni alla White House

La sua popolarità è in calo per la riforma del sistema sanitario, la sua agenda politica in difficoltà per la crisi economica, ma in comunicazione Obama è sempre il migliore.

L’ultima trovata estiva? Farsi intervistare da un ragazzino delle elementari.

Damon Weaver ha 11 anni, è figlio unico di ragazza madre e vive a Pahokee, una cittadina molto povera, di circa 6000 abitanti, nel cuore della Florida.

Pur vivendo in un contesto sociale disagiato, Damon ha la fortuna non solo di essere intelligente, simpatico e disinvolto, ma di frequentare una scuola all’avanguardia, la Kathryn E. Cunningham Canal Point School, la cui illuminata preside, Lavoise Smith, ha persino messo in piedi una televisione, per permettere ai ragazzi di sperimentare direttamente le tecniche e i linguaggi del telegiornalismo.

Della tv scolastica – che si chiama Kec TV – Damon Weaver è il pezzo da novanta, avendo intervistato politici del calibro di Colin Powell e Joe Biden, e attori come Samuel Jackson.

Chiaro che Damon e la sua intelligente preside puntassero a Obama fin dalla sua elezione. Chiaro che Obama non poteva farsi sfuggire l’occasione, e giovedì 13 agosto ha accolto il giovanissimo reporter.

L’intervista è deliziosa: fra Damon (che tenta lo scoop) e Obama (che lo evita) non saprei chi è più bravo.

:-D

Ecco il video in cui Damon ha chiesto l’intervista (26 novembre 2008):


Ed ecco l’intervista (13 agosto 2009):


La falsa verità del nonno superman, di Edmondo Berselli

Mi è sembrato particolarmente calzante il commento che ieri Edmondo Berselli ha fatto su Repubblica, a proposito dell’ultimo servizio di Chi su Silvio Berlusconi, settimanale che molti ormai considerano l’ufficio stampa del premier (per l’occasione l’ho acquistato: ne valeva la pena).

In attesa di riprendere a pieno ritmo, mi limito a fare copia e incolla del pezzo di Berselli, per chi non l’avesse letto (i grassetti sono miei).

LA FALSA VERITÀ DEL NONNO SUPERMAN

di EDMONDO BERSELLI

Ancora una volta Silvio Berlusconi tenta il gioco di prestigio: con un colpo di magia prova a fare scomparire la realtà. O almeno a colorarla con la vernice dei sogni. Sogni italiani, sogni casalinghi, sogni isolani. Da Villa Certosa, circondato da figli e nipotini, si mostra in una serie di foto ritoccate che gli tolgono dieci anni, e rilascia agli italiani la sua versione.

C’è una strategia ben precisa: ribattere il chiodo con sicurezza, in modo che l’Italia berlusconiana, e anche l’opinione pubblica più o meno neutrale, si rafforzi nell’idea che il premier è puro come un giglio. Naturalmente ciò che ha detto nell’intervista rilasciata a Chi, settimanale di proprietà, è stato studiato e calcolato con attenzione certosina. Il premier sostiene di non avere mai intrecciato «”relazioni” con minorenni» e di non avere mai «organizzato “festini”». Le sue cene, «simpatiche» erano «ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza». Infine, spiega Berlusconi, «non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie».

Si tratterebbe innanzitutto di capire che cosa significa quell’avverbio «consapevolmente». Vuol dire che «inconsapevolmente» persone poco serie sono state ospiti di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa? È un’ammissione involontaria? In ogni caso va messo agli atti che il premier insiste con la strategia delle verità distorte.

Indifferente a tutto, alle registrazioni con le escort e alle conversazioni telefoniche con il procacciatore Giampaolo Tarantini, Berlusconi modella il proprio racconto accusando i suoi nemici di avere montato un castello di «calunnie». Questa sottrazione di realtà gli viene facile perché, da quando è emerso lo scandalo della prostituzione di regime, i media televisivi controllati politicamente hanno fatto il possibile per imboscarlo. Il Cavaliere può raccontare a cuor leggero che anche la Cei e il suo organo di stampa, Avvenire, sono caduti nella trappola allestita dai suoi avversari, e che l’intero mondo cattolico è stato ingannato da un cumulo di bugie e di notizie false ai suoi danni.

Fin qui non c’è da stupirsi. Sono settimane che il premier si aggrappa ostinatamente alla sua versione, sicuro che la gente si convincerà che tutte le chiacchiere su di lui sono semplicemente gossip, pettegolezzo, calunnia, un caso di malevolenza politica organizzata. Ma forse per capire meglio la tattica berlusconiana è opportuno mettere a fuoco anche gli strumenti mediatici a cui è ricorso.

Le foto famigliari pubblicate da Chi sono di impressionante chiarezza nelle intenzioni: si rilascia un’intervista a un settimanale popolare, per comunicare all’Italia del popolo e al Popolo della libertà che Berlusconi è un’immagine sacrale, un politico senza macchia. Le immagini con il nipotino di 22 mesi, o quella pensosa nello studio privato di Villa Certosa, intendono rappresentare il profilo di una figura esemplare e incorrotta, legatissimo alla famiglia nonostante le pratiche del divorzio da Veronica Lario, dopo «una vera storia d’amore» durata trent’anni.

Il «Nonno Superman», come lo chiamano in modo impegnativo i nipoti, non esita a proporsi come una figura insieme ricchissima e popolare, una guest star del suo giornale, del suo impero economico, di un’estate da favola. Non ci sono tabù estetici nello stile di un protagonista che impone la sua presenza dichiarandola insostituibile. Lo si riscontra osservandolo accanto a una fontana dal curioso stile assiro-nuragico, ma ciò che colpisce è il contesto di contenuto e di immagini del giornale domestico.

Basta girare qualche pagina, infatti, e la figura del premier cede il passo alle specialità di un settimanale di pettegolezzi: gli spettacolari tatuaggi del macho Fabrizio Corona, le confessioni dell’ex tronista Costantino Vitagliano, le carezze hot tra Federica Pellegrini e il suo fidanzato Luca Marin.

Tutto questo potrebbe apparire una caduta nel trash, ma il giudizio sarebbe impreciso. Come sempre quando si trova in difficoltà, Berlusconi inventa la sua realtà virtuale, e cerca di uscire dalla trappola con un volteggio da acrobata. Inventa un mondo a colori che sorprende il pubblico, genera ammirazione, suscita solidarietà nei fan.

Il berlusconismo non è semplicemente una patina di glamour su una modalità di vita. È una filosofia: una visione che mescola bugie, propaganda politica, interessi privati, fascino della ricchezza, costruzione dell’immagine, manipolazione delle opinioni. Con l’idea che in fondo, e in genere, Berlusconi siamo noi. O che dovremmo essere con lui. Che la società italiana deve accettare la mitologia creata da un capo benevolo e ferito dalla perfidia dei nemici.

Di nuovo è «una storia italiana», come si intitolava l’epopea illustrata del berlusconismo. E anche questa volta smontare l’inganno non è facile, in un paese dominato dal conformismo e dalla sicurezza tracotante con cui i media padronali e di Stato si sono impegnati a occultare la realtà.