Fa già freddo in pubblicità

Ho dato un’occhiata alle campagne pubblicitarie delle collezioni fashion autunno-inverno 2009-2010. E ho capito che andrà di moda il nero. Bello, mi sono detta, pensando al tubino di Audrey: può essere molto elegante.

Che però un marchio chic come Lanvin metta in scena una donna cadaverica, per pallore e occhi sbarrati (ma ovviamente a gambe allargate), illuminata da luce obitoriale e completa di gatto nero con occhi gialli fissi in camera… be’ siamo alle solite.

Si prevede un inverno freddo in pubblicità, per le donne.

Un freddo da morire.

😦

Fa’ clic per ingrandire.

Lanvin autunno inverno 2009-2010

Lanvin 2 autunno-inverno 2009-2010

Lanvin 3 autunno inverno 2009-2010

Lanvin 4 autunno inverno 2009-2010

18 risposte a “Fa già freddo in pubblicità

  1. Aggiungerei che, insieme al pallido cadaverico e alle labbra rosso sangue, la posa con gli occhi sbarrati e il collo esposto rimanda all’immaginario della donna vittima del vampiro. E anche dei vampiri non se ne può più.

    Insomma, fantasia sotto zero.

  2. ecco, il vampiro! grazie Giulia, non riuscivo a capire a cosa mi rimandavano quelle foto, mi sfuggiva, ma era proprio lui che avevo sulla punta del… cervello 😀

    Io non possiedo le competenze necessarie per analizzare un servizio fotografico o una pubblicità, ma so per certo che le quattro immagini di qui sopra mi procurano fastidio. Le trovo inquietanti, irritanti, per nulla belle, anzi, se posso dirlo, la prima parola che mi è venuta in mente a vederle è stata “orride”. In particolar modo la terza foto.
    :/

  3. Secondo me è significativo anche l’accostamento con i gatti neri…

  4. Tutto vero, ragazzi: vampiri, gatti neri… un tantino scontato, purtroppo per le donne.

  5. Io non mi intendo, ma può c’entrare la suggestione lanciata dalla serie di film ‘twilight’, o da True Blood, in questa scelta pubblicitaria?

  6. Anche io non mi sento di avere le competenze adatte per analizzare una campagna pubblicitaria, però mi chiedo le l’obbiettivo è quello di invogliare ad acquistare, qual’è il messaggio che questa pubblicità vuole trasmettere? cosa sta cercando di comunicare alle possibili acquirenti?
    Se qualcuno ha capito il messaggio vi prego di spiegarmelo.
    Non ne capisco di moda, però queste immagini cadaveriche non invogliano mica!

  7. All’anima della fantasia! (che sto pubblicitario non ha). Sarà che OGGI mancano delle icone positive femminili e si ricorre sempre agli stessi personaggi? La strega, la vittima, la crocerossina (accuditrice di maschi), la mamma, la donna oggetto…ecc ecc ecc.
    ..o che è troppo faticoso tirare fuori.. ‘povery copy’ si vede che hanno gli stipendi troppo bassi per il proprio ego..sarei curiosa di sapere se è stata realizzata da un uomo o da una donna (il secondo caso a mio avviso sarebbe più grave del primo).

    Aggiungo alle varie interpretazioni la mia: la postura e la mimica della cadaverica ragazza mi rimanda ai sintomi di isteria di inizio XX secolo, i cui rimandi sono, o erano, visto che l’isteria è un po’ sorpassata e attualmente spopolano i disturbi alimentari, sessuali. Volendo gli occhi sbarrati e le mani come a reggersi in una situazione priva di controllo (2a foto) rimandano ad un attualissimo attacco di panico.

    Comunque, giriamo sempre attorno allo stesso problema di comunicazione/percezione della donna nella società. Tuttavia, senza attribuire colpe a nessuno, credo che la difficoltà maggiore sia nell’educare sia maschi che femmine ad un nuovo modello di donna: banalmente quante favole conoscete in cui la donna sia la protagonista/eroe che non deve chiedere il favore o l’approvazione o dare ringraziamento a maschio alcuno? insomma un modello ATTIVO anzichè passivo?

  8. C’entra nel senso che è roba che va di moda, Ipazia e tutto fa brodo… 🙂

    Potrei però dire pure dei ruoli femminili in Twilight cose analoghe, se non fosse che l’ha già fatto ottimamente e più volte Loredana Lipperini su Lipperatura.

    E il succo è sintetizzato qui da Francesca (2).

    Per Rebecca e tutte: non a caso la pubblicità è in crisi in tutto il mondo, come ho rilevato in due o tre post nell’ultimo mese.

  9. sembra Morticia degli Addams…:-(

  10. poveri gatti, sono riusciti a rubargli la bellezza! possibile che nella comunicazione pubblicitaria la bellezza sia sempre più marginale? ma quanto è costato un servizio fotografico che è un inno alla depressione? La crisi del mercato pubblicitario porterà a nuove riflessioni, rimettere al centro la bellezza la positività la vita contro la morte, io da imprenditore ci provo!

  11. Intorno alla modella manca solo il contorno col gesso bianco e poi siamo veramente a posto… brrr!

  12. Salve, avevo letto che in America stanno uscendo molte pubblicità che seguono proprio il successo di True Blood, però maschili, tipo il dopobarba che ti permette di mordere tutte le umane che vuoi. Purtroppo il successo di Twilight e True Blood sta influenzando un po’ tutto il resto. Vi giro questo link che hanno girato a me, sul blog.
    http://www.geekologie.com/2009/07/sure_why_not_twihard_tattoo_ga.php

  13. Incredibili tattoo… Grazie Lara!

  14. Sono immagini grottesche, sembrano dei cadaveri irrigiditi messi in posa: anche l’espressione è da film dell’orrore… Va bè che ormai la gnoccona ipersessualizzata ha fatto il suo tempo, ma se questa è l’alternativa… la donna rigor mortis? c’è veramente di che stare “freschi”.
    Tutto sommato comunicano veramente una sensazione di gelo e depressione che non mi invoglia affatto a fare acquisti: e poi cosa dovrebbero rappresentare? un orgasmo? dovrebbero essere provocanti? fanno paura!
    E chissà cosa c’è di così interessante sul soffitto..
    L’unica cosa buona di questa campagna è che dopo il primo impatto scade nel ridicolo, la seconda e la terza sono proprio esilaranti..

  15. Ok, ci ho riflettuto:
    questa pubblicità è positiva, proprio perchè grottesca; mette in risalto l’artificiosità della modella indossatrice, della donna manichino, rende i corpi perfetti qualcosa di addirittura inquietante, non ammicca, non cerca di spacciare le donne ritratte per persone, non le rappresenta come “naturali”.
    In un certo senso, è onesta, molto più delle solite pubblicità che colgono le indossatrici nella vita di tutti i giorni, suggerendo l’idea di normalità, di modello a cui aspirare, mentre in realtà raffigurano una perfezione impossibile da raggiungere.
    La sensualità delle immagini è dubbia, se non assente: inquietano ma non provocano, non sono invitanti, al contrario, sono aliene. Rompono con lo stereotipo di sorridente nonchalance, non sono glamour.. insomma, magari l’intento non era proprio questo, ma esprime comunque la ricerca di suggestioni alternative a quelle consuete di seduzione.

  16. Per me non sono tanto grottesche quanto rappresentano il concetto di glamour invernale, al contrario di quanto dice Martina: la pelle è bianca come la neve e perfetta, i gatti servono a dare quel carattere da Catwoman frigida che fa tanto “io me la posso tirare perchè ho vestiti e borsa che costano un sacco di soldi”. Il fisico è quello dei manichini, e il corpo è sempre incastrato nel divano (cosa vuoi che faccia poi una donna combinata così, se non farsi guardare?). Lo sguardo delle modelle esprime proprio all’osservatore l’obbligo di ammirare una tale perfezione, e possibilmente invidiarla quindi dotarsi delle merci presentate per cercare di puntare a QUELLO stile, QUEL glamour, che è lo stesso glamour che ritroviamo su giornali patinati per donne. C’è irraggiungibilità, c’è tensione, c’è lusso sbattuto in faccia. Non c’è né funzionalità degli abiti e degli accessori nè comodità: quante di noi si vestirebbero così in inverno, a parte forse le scarpe? e non lo dico solo perchè io in genere per ripararmi dalla guazza bolognese mi vesto a 12 strati, è proprio il concetto che la donna pur di essere glamour e alla moda DEVE essere scomoda e infreddolita. E a qualcuno tutto questo, e la campagna pubblicitaria Lanvin, potrà sembrare ridicolo, ma per molti donne e uomini è un modello a cui aspirare perchè comunica informazioni molto precise, che sono soldi, lusso e narcisismo nell’ostentazione.
    Le immagini sopra mi fanno pensare soprattutto ai film dell’espressionismo tedesco tipo “Il gabinetto del Dott. Caligari”, oppure a Nosferatu:

  17. Mmmm.. si, dopotutto hai ragione, Irene.
    Però a me fanno un po’ ridere lo stesso: sarò strana io? 😉

  18. non hanno espressione
    totalmente passive a differenza dei gatti che girano intorno (mi vengono in mente quei cani o gatti che talvolta gironzolano nella vetrina dei negozi di indumenti)

    manichini di carne posizionati su dei divani in una vetrina
    inqiuetanti per questo i due “manichini” posizionati a gambe aperte (terza e quarta immagine)..non sarà infreddolita e per questo disponibile? (al primo vampiro di passaggio magari…)
    esagero?

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