«It wasn’t rape rape»

Ho ascoltato con grandissima perplessità le numerose difese d’ufficio che intellettuali, attori, gente di «cultura e spettacolo», come si dice, hanno fatto di Roman Polanski dopo il suo arresto in Svizzera.

Il regista scappò dagli Stati Uniti in Europa nel 1978, quando fu accusato di aver violentato una ragazzina di 13 anni dopo averla indotta a bere e assumere droghe.

È un’accusa pesantissima. Come fa, per esempio, Whoopi Goldberg a difenderlo con tale sicurezza? Era presente durante i fatti? Conosce la ex ragazzina oggi donna? Ha studiato le carte processuali?

«It wasn’t rape rape», dice per cominciare.

Mi pare il solito processo in tv, invece che in tribunale. Come tanti ne vediamo in Italia.

4 risposte a “«It wasn’t rape rape»

  1. Il modo in cui il mondo dello spettacolo europeo (perchè gli americani hanno aderito in pochi) “assolvono” uno di loro è assolutamente scandaloso. Se uno compie un crimine e fa film bellissimi e meno colpevole di chi compie quel crimine e non fa il regista?????

  2. Poi i giornali avevano scritto scandalizzati se si erano formati gruppi che inneggiavano alla liberazione di Billy Ballo.

    D’altra parte Polansky avrà ragionato :”se i preti la possono scampare venendo trasferiti da una parrocchia all’altra, perchè a me non mi lasciano vivere dall’altra parte dell’oceano?

  3. è terribilie come oggi sembri quasi di moda la pedofilia “latente” o concreta che sia! il mondo dello spettacolo giustifica una persona che per quanto, artisticamente, possa essere brava, di fatto ha compiuto un terribile reato. di certo bisogna attendere un processo.
    inoltre oggi vengo a sapere che il ministro della cultura francese, Mitterand nipote – credo si chiami Fréderic – tra l’altro consigliato da Carla Bruni, è un pedofilo. le intercettazioni lo confermano e lui che fa? non si dimette mica. Il fare berlusconiano è arrivato anche oltralpe…che scandalo!

  4. Scuse…è ovvio che chi l’ha fatto non può giudicarsi, come per ogni cosa d’altronde. Lasciamo che Polansky si difenda colle unghie e coi denti e che il giudice abbia la sua decisione rispettata

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