L’uomo che fa ridere

Lo Zoo di 105 – trasmissione pomeridiana di Radio 105 che non amo per i toni spesso misogini e omofobi, ma che è fra le più ascoltate d’Italia – lancia oggi una campagna su stampa, tv, web e cinema per festeggiare i suoi 10 anni.

I cinque protagonisti del programma – Marco Mazzoli, Fabio Alisei, Paolo Noise, Wender e Pippo Palmieri – si sono fatti fotografare in mutande, ostentando i loro corpi normalmente difettosi in posizioni e con smorfie che fanno il verso ai belloni della pubblicità.

Pur non particolarmente innovativa, perché ripropone il cliché dell’uomo bruttino ma redento dalla capacità di far ridere, la campagna è apprezzabile perché invita comunque a prendere le distanze dai corpi plastificati e photoshoppati.

Una vera novità sarebbe estendere il tono ironico e normalizzante a prodotti e marchi che nulla hanno a che fare con la comicità. Ancor più innovativo sarebbe applicarlo ai corpi femminili.

Questo è l’annuncio stampa (clic per ingrandire):

Lo Zoo di 105

Abbiamo già discusso della rappresentazione del corpo maschile in pubblicità:

L’uomo in ammollo

Bello e impossibile

L’uomo instancabile

L’uomo normale

8 risposte a “L’uomo che fa ridere

  1. sicuramente lo saprai, ma “Dove” lo ha fatto in chiave femminile con una campagna pubblicitaria di qualche anno fa.
    quella, a mio avviso, era una campagna innovativa e in contro-tendenza rispetto alla rappresentazione del corpo femminile a cui l’adv ci ha abituati..

  2. a me sembra che l’imperfezione dei corpi sia controbilanciata da alcune protuberanze un po’ troppo insistite in zona genitale.insomma:faccio ridere, son bruttino ma almeno ben dotato…

  3. Eh sì, caro mammolo, credo proprio sia come dici tu.

    Chiara: certo che la conosco. Non ne parlo più – anche se spesso viene fuori nei commenti – perché risale a ottobre 2006.

  4. bella pubblicità. purtroppo non fa salire la stima che provo nei confronti di radio105, soprattutto dello zoo. penso che solo i video di MTV battano radio105 in quanto a misoginia e omofobia.

  5. E sono d’accordo anche con giadinha.

    Infatti mi ero pure chiesta se fosse il caso di parlarne. Ma alla fine ho deciso di sì, isolando la campagna dal punto di vista di una rassegna sulla rappresentazione del corpo maschile nei media.

    Ho appena esplicitato la mia non adesione al programma radio anche nel post. Non vorrei essere fraintesa… Grazie!

  6. d’altra parte è la radio più ascoltata nei reparti officina di tutta italia… luoghi misogini e omofobi per eccellenza… sarebbe interessante studiare il rapporto tra autore e lettore modello…

  7. @mammolo: grazie per averlo fatto notare, io non ci avevo fatto caso, ma ingrandendo l’immagine è talmente smaccato da essere ridicolo!!! O hanno usato photoshop o hanno usato l’ovatta 🙂

  8. anche il “rigonfiamento” delle zone genitali potrebbe essere inteso come presa in giro dei belloni utilizzati dai grandi marchi… mi ricordo una certa polemica a questo riguardo sul “pacco” (scusate ma non mi viene un’alternativa) vistosamente esagerato di Beckham, giocatore utilizzo per l’intimo D&G o Armani…

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