Archivi del giorno: lunedì, 9 novembre 2009

La comunicazione sull’influenza H1N1

Fra i peggiori esempi di comunicazione pubblica istituzionale degli ultimi anni, c’è quella sull’influenza H1N1 gestita dal Ministero della Salute.

Confusione e continue contraddizioni hanno caratterizzato le dichiarazioni del viceministro Ferruccio Fazio fin da quando, a fine aprile, si è cominciato a parlare della pandemia (ne abbiamo discusso QUI).

Per ricordare solo le ultime: il 29 ottobre Fazio ha annunciato che «L’Italia con la Spagna è il Paese col maggior numero di casi di influenza A: 380 ogni 100mila abitanti», ma solo il giorno dopo ha ricordato «il carattere leggero di questa influenza, dieci volte meno aggressiva di quella stagionale» (QUI i comunicati stampa del ministero).

È chiaro che, sulla base dei numeri, puoi dire tutto (o quasi) e il contrario di tutto. Ma se lo fai, ottieni due risultati, in alternanza o combinazione: allarmismo (proprio quello che si vorrebbe evitare) e/o sfiducia nelle istituzioni sanitarie (dal viceministro ai medici di base). Non a caso, ora l’Italia oscilla fra il panico ingiustificato (pronto soccorso intasato, telefonate al medico per un nonnulla), e lo scetticismo («io non mi vaccino», «è la solita bufala mediatica» e così via).

Sull’inattendibilità delle dichiarazioni di Fazio ormai proliferano le battute, come testimonia la vignetta di Vauro (clic per ingrandire):

vauro influenza A

A peggiorare la situazione, il ministero ha messo il camice bianco a Topo Gigio e gli ha affidato l’incarico di dare agli italiani le istruzioni su come prevenire il contagio: lavarsi spesso le mani, starnutire in un fazzoletto di carta da gettare subito via, eccetera.

Come dire: il vostro medico è un pupazzo animato. Oppure: il ministero vi tratta, grandi e piccini, come foste bimbi piccoli. O ancora: vi ricordate quant’era bello lo Zecchino d’oro? Pensate a quello e scordate la pandemia.

Ho confrontato lo spot italiano con quello di altri paesi (europei e non): siamo gli unici ad aver fatto una sciocchezza del genere, per giunta sommata alla confusione di Fazio.

Ma prima di mostrare l’esito dell’impietoso confronto, annuncio che cerco tesi di laurea (triennale e/o magistrale) su tre possibili filoni: (1) un’analisi linguistico-semiotica delle dichiarazioni di Ferruccio Fazio; (2) un’analisi comparata di alcuni spot, europei e non; (3) un’analisi comparata di diverse campagne governative per la prevenzione dell’influenza H1N1. Corpus e metodologia saranno definiti a ricevimento.

Lo spot italiano (questo il sito www.fermailvirus.it):

Lo spot francese (dal sito: www.pandemie-grippale.gouv.fr):

Lo spot irlandese (dal sito: www.swineflu.ie):

Infine, per uscire dall’Europa, lo spot canadese (dal sito www.fightflu.ca):