The Fun Theory

A fine settembre l’agenzia DDB di Stoccolma ha lanciato per la Volkswagen svedese la campagna The Fun Theory, volta a dimostrare che le persone cambiano più facilmente i comportamenti dannosi per la salute e l’ambiente, se le si stimola al cambiamento facendole divertire. L’obiettivo ultimo è associare al marchio Volkswagen i significati e valori della responsabilità ambientale, per attirare l’attenzione sulle nuove auto ecologiche.

La Fun Theory è stata finora sperimentata in tre situazioni diverse, da cui DDB ha tratto tre video che stanno contagiando viralmente i social network di tutta Europa, a suon di «Troppo bello», «Nice!» e commenti entusiastici in varie lingue. Il che dimostra che la Fun Theory è una idea brillante sia come atto di comunicazione sociale e ambientale (perché in pratica, stando ai dati forniti da DDB, funziona), sia come pubblicità commerciale (perché Volkswagen ne trarrà i benefici del caso).

Fra l’altro, se ti viene una buona idea per ulteriori applicazioni della Fun Theory, puoi inviare QUI la tua proposta: la gara è aperta fino al 15 dicembre e il primo premio ammonta a 2500 euro.

Prima situazione: ai cestini per la spazzatura di un parco pubblico è stato aggiunto un effetto sonoro che si attiva ogni volta che qualcuno vi getta dentro qualcosa.

Seconda situazione: i gradini di una scala nella metropolitana di Stoccolma sono stati trasformati in tasti di pianoforte che suonano quando ci si va sopra, per indurre le persone a salire a piedi, facendo un po’ di moto invece di usare la scala mobile.

Terza situazione: i contenitori per la raccolta differenziata del vetro sono assimilati a un videogioco, in cui si guadagnano punti per ogni bottiglia inserita.

4 risposte a “The Fun Theory

  1. L’idea è indubbiamente simpatica, però mi sorge un dubbio: ipotizziamo una città in cui tutti i cestini dei parchi pubblici abbiano l’effetto sonoro della caduta, tutte le scale delle metropolitane suonino come un pianoforte e tutti i cassonetti per le bottiglie siano simil-videogiochi. Dopo il primo mese di divertimento per la novità non c’è il rischio che subentri l’abitudine, l’indifferenza o addirittura il fastidio (tante persone contemporaneamente sulle scale-pianoforte farebbero una certa cacofonia, immagino), e quindi anche un ritorno ai comportamenti più comodi e meno rispettosi dell’ambiente? In questo modo la situazione sarebbe come prima, con la sola differenza di più materiale elettronico (quello per le applicazioni fun) da smaltire prima o poi.
    Per ovviare si dovrebbe periodicamente modificare le strutture con effetti nuovi, ma a quel punto il vantaggio ambientale finirebbe per essere colmato dalle risorse e le energie utilizzate per costruire le nuove applicazioni.
    Insomma, non è che l’assunto di base della fun theory (le persone cambiano atteggiamento se le si fa divertire) non rischia di essere solo temporaneo e contingente?

  2. Io stabilirei delle fasce orarie in cui per esempio la scala sonora si attiva. In modo da non stancare come la musica nell’ascensore o quella sotto il portico di via Farini. Creare la giusta suspence in attesa di farsi una sonora scalata 😀

  3. Per me l’idea è estremamente interessante e per ovviare ai rischi che sottolinea anghelos, basterebbe forse solo un po’ di creatività in più, proprio la stessa che sta alla base della teoria in questione. Teoria Che poi, come ogni teoria che si rispetti, deve essere messa alla prova sperimentale, più che essere criticata a priori in pur correttissimi esperimenti mentali di scenari possibili; sarà quello il vero banco di prova della teoria, che se poi si rivelasse a un certo punto del percorso inefficacie potrebbe essere sostituita o integrata da una nuova teoria sperimentale, falsificabile come ha fatto benissimo nell’esempio anghelos, come ogni vera teoria che si rispetti 🙂

  4. ehehe l’idea è veramente divertente! Credo che più che per un’attuazione effettiva delle idee si tratti di un modo per parlarne… comunque se uno magari abbina singoli eventi, divertenti, al messaggio che si vuole pubblicizzare si hanno degli effetti.

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