Archivi del mese: dicembre 2009

Buon 2010

Quest’anno ti faccio gli auguri con un video realizzato da Proforma (e trovato grazie a Viralmente), l’agenzia di Bari che da tempo apprezzo perché ha curato due fra le pochissime campagne italiane di comunicazione politica degne di questo nome: quella di Nichi Vendola e Michele Emiliano (se poi in questi giorni i due stanno facendo una triste fine, non dipende da Proforma).

Molto più scialba e ingessata è stata la campagna per le primarie di Pier Luigi Bersani, che porta sempre la loro firma; spero per loro che resti un’eccezione.

Auguri, perché il 2010 sia per tutti davvero migliore.


Abbiamo parlato, fra l’altro, della campagna di Michele Emiliano in questi post:

La campagna per le amministrative di Bari, 3 giugno 2009

Bologna, Firenze, Bari, 30 giugno 2009

Graffiti e sindaci da Bologna a Bari, 13 luglio 2009

E di quella di Pier Luigi Bersani qui:

Quando il logo non centra. E soprattutto non basta, 2 settembre 2009

Drive the Change

Fra gli spot più interessanti di quest’anno, c’è senz’altro l’ultimo corto istituzionale di Renault, che persino noi italiani (di solito depressi da pubblicità più scadenti) possiamo ora vedere sui canali televisivi nazionali (dal 26 dicembre al 4 gennaio).

In novembre lo spot ha vinto il Premio Aretê per la Comunicazione Responsabile e, oltre a promuovere l’immagine di una Renault più attenta a valori ambientali, umanitari e sociali, ne anticipa alcune strategie di produzione: dal 2011, infatti, la casa francese introdurrà sul mercato una gamma di auto elettriche Z.E. (cioè a zero emissioni) destinate – ci promettono – alla diffusione di massa.

Perché mi piace?

Non perché presenta le atmosfere nostalgiche e rassicuranti che tipicamente funzionano in periodi di crisi: bambini, bellezze maschili e femminili, ambienti agiati, alternati a squarci sul passato. In questo, non c’è niente di nuovo.

Ma perché usa questi ingredienti per suggerire agli automobilisti occidentali un modo diretto e concreto per liberarsi dal senso di colpa che da anni li affligge: sappiamo che l’auto inquina, ingombra, uccide, ma non riusciamo a smettere di desiderarla e usarla. Non solo perché è utile e comoda, ma perché troppi interessi economici mondiali ci inducono a fare così.

Come liberarci dal senso di colpa? Cominciando già oggi a desiderare le macchine a zero emissioni su cui Renault sta investendo. E nell’attesa, orientandoci su altre auto dello stesso marchio. In questo senso l’operazione è intelligente.

Vale la pena aggiungere, però, che così facendo Renault si prende pure un bell’impegno, perché la critica al vecchio modo di pensare e produrre auto non riguarda solo le aziende concorrenti, ma le sue stesse strategie passate. Ogni sua mossa, da questo momento in poi, sarà bersaglio facile per associazioni di consumatori, ambientalisti, movimenti contropubblicitari e affini.

In questo senso l’operazione è rischiosa.

Drive the Change

Agenzia: Publicis Groupe

Regia: Michel Acerbo (con l’aggiunta di immagini di film-prodotto e spot Renault)

Musica: «Somewhere Only We know», Keane, Universal

Diversamente uguali

In periodo di festività natalizie fioccano – più che in altri momenti dell’anno – proposte di acquisto equosolidale.

Daniele di Viralmente mi segnala il video «Diversamente uguali», realizzato per promuovere Giftee, un progetto di commercio etico che funziona così: se acquisti un prodotto sul sito (o nei negozi che aderiscono all’iniziativa), Giftee ne regala uno identico (cito dalla presentazione del progetto):

«a un “suo prossimo” più svantaggiato, dando così vita ad un legame ideale con qualcuno di bisognoso in una qualsiasi parte del mondo. […] L’esatto equivalente (in termini di qualità e numero) di prodotti sarà recapitato a diverse strutture riceventi nelle zone povere del mondo, grazie anche alla preziosa collaborazione di ONLUS certificate che già sostengono in vari modi lo sviluppo di quelle popolazioni.»

Al progetto hanno finora aderito Ai.Bi., ONG GHANDI Africa, CAPSE/ASPE Africa, ALDEAS Agape Sud America, Associazione Famiglia Cabriniana. Dunque è tramite queste onlus che il doppione del dono sarà recapitato.

I regali attualmente in vendita sul sito (da novembre 2009) sono magliette per bambino.

Ora, il video che promuove l’iniziativa è allegro, colorato, e ha un’intenzione comunicativa che potremmo dire «normalizzante», cerca cioè di rappresentare il terzo e quarto mondo in modo da farcelo sentire il più possibile vicino, evitando le consuete immagini di fame, miseria, morte. In questo senso è certamente apprezzabile.

E tuttavia ci vedo un problema. Il video mostra bambini e mamme ai quattro angoli del pianeta, che mi sembrano «diversamente uguali» nel senso che sono tutti ugualmente privilegiati: dei paesi poveri mostra insomma le élite borghesi, che di aiuto non hanno bisogno.

Che senso ha regalare una maglietta a uno di questi bambini che, come i nostri, hanno l’aria di averne già molte? Non dico che le cose stiano davvero così, per come Giftee le organizza, ma comunicativamente appare questo.

Il che non aiuta a costruire la fiducia nel marchio. Specie in un mondo e un periodo (Natale) in cui iniziative del genere si sprecano e i consumatori, disorientati, sempre più spesso si chiedono: «A chi andranno, in realtà, i miei soldi?»

Se hai un sogno, devi proteggerlo. Auguri!

Non ho amato particolarmente il film di Gabriele Muccino «La ricerca della felicità» (2006): una melassa strappalacrime e furba, in cui la retorica di Muccino si mischiava a quella dell’American dream.

Ma c’è una scena fra Will Smith e figlio (entrambi bellissimi, va detto), che ti propongo di rivedere.

A un certo punto il padre incoraggia il bambino con queste parole: «Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me… Se hai un sogno, tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa, lo dicono a te che non la sai fare.»

Ti auguro di trovare sempre, nella vita, qualcuno che ti dica così.

Buon Natale!

🙂

Stay grounded

La neve e il gelo in Europa ci ricordano di colpo che viaggiare – muoversi rapidamente per centinaia, migliaia di chilometri – non è scontato, ma può essere molto difficile e faticoso, anche pericoloso.

Basta una nevicata a sconvolgere i nostri piani, mostrandoci che non possiamo avere tutto e subito.

È forse utile, quindi, riprendere proprio ora il monito di Do The Green Thing: «Stay Grounded».

E se corressimo meno? O almeno prendessimo meno aerei?

Dice Do The Green Thing:

«A sure-fire way to ruin a good holiday is to top and tail it with a plane ride that dumps huge amounts of CO2 and other greenhouse gases straight into the atmosphere. So stop jetting around and travel in a slower way – but in a better state of mind

E il video ce lo spiega ancora meglio.


Latte Trans-Age

Fra le medaglie d’oro dell’Eurobest 2009 – il festival europeo dell’advertising – c’è quella assegnata agli spot realizzati dall’agenzia Duval Guillaume di Bruxelles per Vlam, l’associazione fiamminga di produttori di latte.

Trovo innovativo e lungimirante sia l’accostamento del latte al ballo – azzeccato per indurre i più giovani a pensare al latte in modo diverso – sia lo sguardo affettuosamente transgenerazionale (quello che io chiamo Trans-Age).

Anche lo spot italiano realizzato da Publicis per Parmalat – che entra in testa per la canzoncina «Bevete più latte» degli Avion Travel – vuole stimolare il consumo di latte a tutte le età, ma lo fa con un imperativo paternalistico che non lo associa a comportamenti nuovi.

Infatti lo spot inserisce il latte in un mondo fantastico (brindisi di latte?), ma riprende dal mondo reale il luogo comune che «il latte fa bene», confermando e rinforzando l’idea che vada preso per forza e controvoglia, come si fa con tutti gli alimenti che «fanno bene» ma hanno un sapore che non piace.

Concorso audiovisivo Bologna, Fiera – Fiera, Bologna

La Fiera di Bologna e i corsi di laurea in DAMS e Scienze della Comunicazione hanno bandito un concorso audiovisivo dal titolo «Bologna, Fiera – Fiera Bologna. Una Fiera inserita nel cuore pulsante della sua città».

Al concorso possono partecipare gratuitamente gli studenti dei corsi di laurea triennali in DAMS e Scienze della Comunicazione; del corso di laurea magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale; del corso di laurea magistrale in Comunicazione Pubblica e Sociale; del corso di laurea magistrale in Semiotica.

Si partecipa presentando un prodotto audiovisivo che dovrà essere realizzato durante le manifestazioni fieristiche che avranno luogo alla fiera di Bologna da gennaio 2010.

I partecipanti potranno fare riprese con videocamere digitali non necessariamente professionali (vanno bene anche quelle dei cellulari), nei limiti di vedute d’insieme che non indugino su dettagli riconoscibili e identificabili, a meno che non siano state ottenute liberatorie specifiche.

Il trattamento e il linguaggio potranno attingere, a scelta, agli stili narrativi e cinematografici del documentario, della fiction, del videoclip, della docufiction e di altri generi ibridi.

Consegna dei lavori: entro e non oltre il 5 maggio 2010.

Per ulteriori dettagli (commissione giudicatrice, premi, ecc.), questo è il regolamento del concorso.

Per iscriverti questo è il modulo.

Vedi anche la notizia sul sito della Fiera.