Stay grounded

La neve e il gelo in Europa ci ricordano di colpo che viaggiare – muoversi rapidamente per centinaia, migliaia di chilometri – non è scontato, ma può essere molto difficile e faticoso, anche pericoloso.

Basta una nevicata a sconvolgere i nostri piani, mostrandoci che non possiamo avere tutto e subito.

È forse utile, quindi, riprendere proprio ora il monito di Do The Green Thing: «Stay Grounded».

E se corressimo meno? O almeno prendessimo meno aerei?

Dice Do The Green Thing:

«A sure-fire way to ruin a good holiday is to top and tail it with a plane ride that dumps huge amounts of CO2 and other greenhouse gases straight into the atmosphere. So stop jetting around and travel in a slower way – but in a better state of mind

E il video ce lo spiega ancora meglio.


14 risposte a “Stay grounded

  1. Maledetti ecologisti fanatici. Dal video dovrei perciò concludere che in 24 ore gli aerei che hanno marcato il cielo sono quattordicimilioniquattrocentomila. Personalmente Co2 scatole così di questi reazionari.

  2. Interessante Zinn. Se facciamo una cauta media di 100 persone a volo (considerando che l’aereo più usato è il boeing 737 che trasporta 150 persone, escludendo tutti gli altri aerei che sono di taglia maggiore), viaggerebbero quotidianamente 1,5 miliardi di persone.
    Sono convinto anch’io che queste trovate ecologiste che dicono scemenze a tutto spiano facciano peggio che meglio.

  3. So troppo pigra io per inquinare. Non ci ho manco la patente 🙂
    Buon Natale:)

  4. Urca, Zinn!
    Non avevo fatto i conti… e mi piaceva la faccenda della lentezza.

    😀

  5. Semmai è Zinn che non ha fatto bene i conti.

    Il video non dice che ogni minuto partono 10.000 aerei. Il video dice che ogni minuto 10.000 aerei lasciano delle scie nel cielo (have made their mark), che non è la stessa cosa.
    Sarebbe a dire che se ipoteticamente questi aerei facessero tutti dei viaggi della durata di 24 ore, ci sarebbero 10.000 aerei in cielo al giorno e basta.

    Invece il nostro Zinn ha furbescamente pensato che gli aerei fossero tutti in partenza, alè.

  6. Grande Giulia!
    😀
    ammetto di non aver avuto il tempo di prendere in considerazione
    conti e interpretazioni varie, ma ciò che dice Giulia mi pare
    che chiuda la questione.

    Imparo sempre qualcosa dai miei lettori e dalle mie lettrici
    e questa è una ulteriore conferma.

    Vi abbraccio.

  7. A Giulia rispondo io.
    La logica, questa sconosciuta. Siamo proprio alla frutta. Il video dice che negli ultimi 60 secondi oltre 10000 aerei hanno segnato la propria scia nel cielo. Una scia, un aereo, chiaro? Il video non dice che ogni aereo crea una scia di lunghezza X ogni 60 secondi, da considerare come addendo di una possibile somma algebrica (per cui se l’aereo fa un volo Milano-New York di 8 ore lascerebbe 480 scie).
    Anche perchè altrimenti il problema si complicherebbe in quanto non si capisce perché scegliere un numero così arbitrario come 10000 aerei che lascerebbero una scia di lunghezza X e non, poniamo, 1 milione con scia di lunghezza x/100, o un solo aereo con una scia lunghissima di 10000x.
    Inoltre sappiamo con certezza che il traffico aereo giornaliero mondiale si attesta sui 100000 veivoli. Quindi perché un’appassionata organizzazione ecologista come “Do the green thing” preferirebbe denunciarne solo un decimo?
    Quindi un aereo=una scia. Ed è inutile ricordare che logica vuole che ogni aereo in volo sia una partenza e un carico di passeggeri.
    Sempre che la nostra amica Giulia non voglia adottare a proprio argomento la scia di Zenone e sostenere che è sempre lo stesso aereo e la stessa scia e che siccome il tempo in cui la scia si muove è fatto di singoli istanti (di durata sessanta secondi), essa sarà immobile in ciascuno di essi.
    Ma qui l’unica scia che vedo è quella lasciata del gatto del Cheshire, cara Giulia.

  8. Ah, caro Ugo, che ridere.
    Il problema è che prima, per fare in fretta, ho scritto la parola “scia”, su cui tu hai costruito l’apologia di Zinn (per non parlare di Marcus).
    Solo che non sono stata precisa:
    Scia in inglese si dice “trail”, e il video ci parla invece di “marks”, segni nel cielo… E un segno nel cielo assomiglia senz’altro di più alla tua formula “lungheza X ogni 60 sec.”, piuttosto che all’intera scia formata dal viaggio di un aereo che, tra l’altro, come ben sai, dopo un po’ scompare, lasciando la possibilità di essere vista solo per un periodo X e una lunghezza Y.
    (come ci si sente fighi ad usare le lettere, ne aggiungo altre: W, K, H)

    Sicchè questo consesso di cervelli stavolta ha preso un granchio, capita.

    PS
    Mi si lasci puntualizzare un’ultima cosa. Ugo dice:
    “sappiamo con certezza che il traffico aereo giornaliero mondiale si attesta sui 100000 veivoli. Quindi perché un’appassionata organizzazione ecologista come “Do the green thing” preferirebbe denunciarne solo un decimo?”

    Un decimo al secondo, Ugo! Si usa dire cose così per fare sensazione, no? HAi presente quando si dice “ogni giorno 10.000 bambini muiono di fame”? Suvvia.

  9. ehm… ho perso il conto. Chi vince… cosa?

    Raga’ siate buoni… è natale!
    😉

  10. Va bene, mi piacerebbe liquidarti con una battuta ma ora mi hai scocciato e ti faccio vedere io.
    Non è il massimo ascoltare una fresca laureata in semiotica parlare di segno e buttarla là alla carlona, distinguendo tra segno e scia in modo naive e argomentando che “un segno nel cielo assomiglia più alla tua formula “lunghezza X ogni 60sec.”
    Il segno di cui parli si articola in più categorie e, ricordando l’utile tripartizione che l’alcolizzato meteorologo Carletto ci ha lasciato, ciò che ci interessa è l’indice- che non è il ditino che ti sta facendo no no no davanti al musetto.
    Ebbene la scia non solo è genericamente un segno, ma è l’analogo di un’orma sulla sabbia, è una traccia per antonomasia. Come è superfluo ricordarti, un indice ha una parentela diretta con ciò che l’ha creato, un legame fisico che ci parla dello spazio e del tempo dell’atto della sua creazione.
    Quindi una volta archiviata la confusione con cui credi di opporre segno a scia, arriviamo al punto. Tu vieni a spiegare al “consesso di cervelli” che dai, non ci siete arrivati, non avete capito, ma davvero, incredibile…E nella chiusa ci spieghi in punta di fioretto che:
    “Un decimo al secondo, Ugo! Si usa dire cose così per fare sensazione, no? HAi presente quando si dice “ogni giorno 10.000 bambini muiono di fame”? Suvvia”

    Complimenti. Grazie per essere arrivata alla nostra conclusione, ovvero che siccome si deve fare sensazione, ed è ciò che andiamo denunciando, si sparano cifre truffaldine o ambigue nella migliore delle ipotesi. Concordo con Zinn e Marcus nel ritenere che questa strategia sia autolesionistica perché allontana i “consessi di cervelli” dallo sposare queste cause. E invece tende a sensibilizzare sovente quelli che confondono “cervelli con sessi”, che appunto (ab)usano dell’organo riproduttivo laddove l’altro sarebbe più acconcio.
    Infine ti faccio notare come sia infelice la scelta dell’esempio dei 10000 bambini che muoiono di fame ogni giorno. Infelice perché in questo caso i bambini muoiono davvero e non si fa sensazionalismo; offensiva perchè i tuoi 10000 segni nel cielo sarebbero sempre i soliti 10000 aerei mentre i 10000 bambini che muoiono sono sempre tragicamente diversi tra loro.
    Comunque la mia interpretazione non cambia di una virgola ed è la tua che pur se ammessa e non concessa conduce comunque al dato d’effetto, alla truffa dei numeri, all’iperbole roboante. Appunto il contrario di ciò che si vorrebbe in una delicata decisione personale sul controverso riscaldamento globale, sulla reale responsabilità della CO2, sulla propagandistica diffusione di previsioni catastrofiche a 50 anni laddove non tutte le persone, anche in buona fede, sanno che le equazioni differenziali del sistema non sono lineari e quindi non si possono dedurre previsioni che siano più credibili dei fondi del caffé.
    Perciò al postutto il post ha un suo involontario suggerimento sia per me che per te: stay grounded.

  11. Che polemica! 🙂

  12. Bello l’elogio della lentezza. Mi chiedo per quale motivo in tutti i contesti a cui ho partecipato i divulgatori del problema smog aereo erano immancabilmente quelli che ne usano di più, i più colpevoli, quelli che con l’aereo alimentano la propria carriera. Mi immagino proprio di vedere uno che dica no alla possibilità di un guadagno con la giusitificazione dell’effetto serra. Che ipocrisia andare a consigliare al commerciante, alla parrucchiera, al garagista di rinunciare al suo aereo charter per la sua vacanzina annua.

  13. La discussione con Giulia (proseguita anche in privato) mi ha convinto che spesso gli errori nascono dagli equivoci e che gli equivoci nascono dagli errori. Per uscire da questo circolo vizioso ho deciso di spiegare a chi non sa fare i conti il motivo per il quale continuerà a sbagliarli: se uno ha un sogno deve sì proteggerlo ma non necessariamente lo farà continuando a sognare.
    La polemica con Giulia sembrava centrata sulla specificazione dei termini “segno” e “scia”. Invece il problema era esclusivamente logico e poiché anche chi legge potrebbe aver preso lo stesso abbaglio della mia amica, sarà utile provare a fare chiarezza, soprattutto a chi possiede una formazione meravigliosamente umanistica.
    Considerate la frase in questione:

    (1) “Negli ultimi 60 secondi 10000 aerei hanno lasciano il loro segno”

    Ora prendiamo questa sua versione:

    (2) “10000 aerei hanno lasciato il segno negli ultimi 60 secondi”

    Sono equivalenti? Se avete risposto sì allora avete torto e state commettendo lo stesso errore di Giulia che ha considerato la frase originale (1) interpretata come in (2). Ma qui non è questione di interpretazione, perché le due frasi sono logicamente,e quindi semanticamente, differenti.
    La frase (1) infatti ci dice che i 10000 aerei sono una quantità discreta che cambia in funzione del contatore che sta in cima alla frase (nel nostro caso ogni minuto).
    Di converso la frase (2) mette il contatore alla fine, escludendo il soggetto. Perciò in questo a dipendere dal contatore non sono gli aerei ma solo i segni.

    La forma astratta è utile perché ci permette di sostituire ai termini ciò che vogliamo. Togliamo i predicati, che non servono. La struttura della frase è: Comp. tempo + soggetto + com. oggetto. Riduciamola ulteriormente ad una forma più manovrabile. Abbiamo: tre contatori [a,b,c], numeri puri; un soggetto [x], un complemento oggetto [y].
    Messi in forma matematica risulta subito evidente perché le frasi (1) e (2) non sono equivalenti, né frutto di arbitraria convenzione. Se infatti volgiamo calcolare la quantità di elementi in gioco, che è il nostro scopo, la (1) è esprimibile come:
    a*(bx+cy)
    mentre la (2) è:

  14. bx+cy*a

    Caso chiuso.
    Se qualcuno ha voglia può invece riflettere su come cambino le cose in presenza di deittici (“quei” 10000 aerei) o nomi propri (l’aereo Ugo1234).

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