L’orrore di Rosarno

Se ne parla solo ora, per i fatti della settimana scorsa, ma da anni ogni inverno migliaia di migranti si riversano nella piana di Gioia Tauro, in Calabria, per lavorare come braccianti alla raccolta degli agrumi.

Il 90% di loro vive in condizioni disumane.

Alla ex cartiera, una fabbrica dismessa nel comune di San Ferdinando, vivono circa 700 persone in una baraccopoli fatta con il cartone. Sono sfruttati e sottopagati, costretti a condizioni di semischiavitù e degrado, da ‘ndrangheta e caporalato.

Il documentario «La città di cartone» di Gianluigi Lopes (trovato su Redattore Sociale grazie ad Angelo) raccontava già nel 2008 l’agghiacciante realtà di questa terra.

Cosa ne penso? Questo (da RaiNews 24, 8 gennaio 2010):

3 risposte a “L’orrore di Rosarno

  1. Come tutti sanno, gli immigrati di Rosarno, tra i 1000 e i 2000, sono stati spostati nei centri di prima accoglienza di Crotne e di Bari. Apparentemente questa è una soluzione sensata per evitare altri scontri, altri feriti e possibilmente anche eventuali morti, ma come al solito questa è solo una faccia della medaglia. Si parla di garanzie per gli immigrati, di una condizione di vita migliore in questi centri, in attesa di una soluzione definitiva, ma non è così. Il cpa di Crotone è sovraffollato, i ragazzi che vivono lì sopravvivono (è questo il termine esatto) in pessime condizioni igieniche, in ambienti poco vivibili e decisamente ostili. Le risse e gli scontri sono all’ordine del giorno e la situazione diventa ogni giorno sempre più delicata e pericolosa anche qui. A testimonianza di questo Antonio Martino, regista crotonese “emigrato” a Bologna, ha girato un documentario dal titolo “Nìguri” (che in calabrese significa “negri”) di cui purtoppo non ho trovato traccia sul web. C’è soltato il trailer, sul sito del regista, che consiglio vivamente di guardare, anche solo per farsi una piccola idea: http://www.antoniomartino.net.
    Il regista è disponibile a proiettare il documentario in giro per l’italia e a promuevere la conoscenza di qualcosa che solitamente viene taciuto o nascosto. Se qualcuno è interessato, sul sito web si possono trovare i suoi contatti.

  2. Tutti i media dicono “gli immigrati sono stati spostati” (come se fossero oggetti); ma gli immigrati erano regolari o no? Perchè non capisco come si possa “spostare” un immigrato regolare. E la procura ha già avviato delle indagini contro chi li faceva lavorare in nero (suppongo lavorassero in nero)??

  3. Segnalo che MSF si occupava delle condizioni (disperate) dei lavoratori stagionali immigrati al sud ancora nel 2004 e poi nel 2007, anno in cui ha realizzato un rapporto dettagliato ed un filmato documentario.
    http://www.medicisenzafrontiere.it/cosafacciamo/dettaglio_missione.asp?id=20

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