Berlusconi e la non riduzione delle tasse

Mercoledì 13 gennaio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, ha dichiarato che «l’attuale situazione del debito pubblico comporterà, solo di interessi, una spesa di 8 miliardi di euro all’anno. In questa situazione è fuori discussione poter pensare a un taglio delle imposte».

Alcuni commentatori hanno evidenziato, da un lato, la novità della retromarcia nella comunicazione di Berlusconi, dall’altro, il rischio di perdere consensi che comporta.

Sono d’accordo sulla novità, meno sul fatto che possa fargli perdere consensi. O meglio: se riduzione di consensi e malcontento ci saranno (posto che si sappia misurarli e si voglia darne notizia), saranno quelli che normalmente accompagnano chi gestisce una crisi, ma non saranno certo dovuti alla retromarcia, che dal punto di vista comunicativo è impeccabile.

Anche perché il discorso, costruito come quelli che l’amministratore delegato fa all’azienda per comunicare un problema che riguarda tutti, serve a rinforzare l’immagine di «uomo che non mente e non ha nulla da nascondere». Immagine a maggior ragione preziosa nella bufera mediatica in cui Berlusconi sta da oltre un anno.

Questo è il passaggio chiave che la sostiene:

«Lo dico per chiarezza, anche perché, essendosi delineate subito le prime avvisaglie di campagna elettorale, non intendiamo assolutamente, come qualcuno ci ha accusato di voler fare, introdurci in questa campagna elettorale per le elezioni regionali e amministrative con delle promesse di riduzione delle imposte. Tutte le promesse che abbiamo fatto nel passato le abbiamo mantenute. Ricordo che anche all’inizio di questa legislatura, quando è stato possibile, come primo provvedimento abbiamo tolto l’ICI come avevamo promesso. [...] Vedendo e mettendo insieme il consuntivo di 19 mesi di gestione del paese, c’è un elenco – e adesso stiamo facendo una pubblicazione – che è straordinario circa i risultati del nostro lavoro, non solo per le emergenze che ci sono appalesate dalla Campania all’Abruzzo, ma…»

E via con l’elenco.

In sintesi Berlusconi dice: sono uno che mantiene le promesse e parla sempre chiaro, talmente chiaro che, quando non posso mantenerle per ragioni da me indipendenti (come il debito pubblico e la crisi), lo dico apertamente, senza girarci attorno.

6 risposte a “Berlusconi e la non riduzione delle tasse

  1. Anch’io temo che Berlusconi abbia nuovamente affermato in termini assoluti la caratteristica principale che lo differenzia dal centro sinistra: la capacità di comunicare efficacemente con il proprio elettorato, nei momenti di massima crisi. Una capacità, che a leggere anche il tuo post sul politichese di Bersani di qualche giorno fa ed i commenti a lato, fa riflettere sulle concrete possibilità del PD di trovare una strada vincente per le regionali.

    Piuttosto mi piacerebbe capire meglio come Vendola ed Emiliano gestiranno la loro comunicazione. Laboratorio interessante la Puglia no?

  2. quest’uomo è qualcosa da ammirare
    riesce a prendere in giro un paese intero facendo quello che gli passa per la testa mantenendo comunque consensi ovunque
    è qualcosa di sublime, sono curioso di sentire il feedback di questo annuncio da parte dei suoi sostenitori, che magari lo hanno votato proprio per il “meno tasse per tutti”

    comunque detto questo, il debito pubblico VA risanato, solo che per farlo bisogna fare un sacco tagli (le solite enormi spese inutili) e le tasse è difficile non alzarle
    però un politico per farsi eleggere non può dire “vi tolgo il debito, però vi alzo le tasse”, alla gente non interessa la visione a lungo termine, interessa soltanto il vantaggio IMMEDIATO
    (solito sfogo immediato, mi scuso per la forma non curata)

  3. Pingback: Berlusconi e la non riduzione delle tasse « D I S . A M B . I G …

  4. Il titolo stesso del post, centrato sulla negazione della parola-chiave di un tema politico-sociale molto dibattuto, è esemplficativo della straordinaria efficacia comunicativa di SB…
    Certo, pensare al rifiuto di Veltroni di pronunciarne il nome in campagna elettorale, nel tentativo (vano, quanto il PD) di sconfiggerlo con una strategia comunicativa innovativa, fa ridere, ma soprattutto piangere….

  5. Giovanna, facile indagare la strategia Berlusconiana. :)
    Mi vorresti invece spiegare quale funzione si prefigge Napolitano con le sue uscite ufficiali sul decennale della morte di Craxi, con tanto di lettera ricordo alla vedova? Mi sforzo, ma non ci arrivo proprio.

  6. Decisi e grati complimenti a Giovanna per decifrare in termini chiari la strategia comunicativa del Berluska . Lo fa per noi, cioe anche per chi normalmente sente un fastidio profondo ma indistinto nel leggere dichiarazioni tipo quelle che lei ora commenta, senza essere in grado di analizzare chiaramente perche esse siano fuorvianti.
    C e da chiedersi perche un metodo cosi incisivo non venga normalmente adottato anche dai giornali che abitualmente criticano lo stesso nostro imbroglione nazionale.

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