Candidato Minivip

La personalizzazione della politica è radicata in Italia da oltre 15 anni. Ciò significa non tanto che l’apparenza fisica del leader sia importante (brutto o bello, alto o basso, eccetera), ma che è importante il modo in cui l’apparenza fisica è comunicata: fotografata, videoripresa, inquadrata, incorniciata.

Perché se il comunicatore è bravo riesce a fare della stessa faccia (quasi) qualunque cosa.

Detto questo, non capisco quale forma di autolesionismo abbia indotto lo staff di Vasco Errani, candidato Pd per le regionali in Emilia-Romagna, a scegliere questa fotografia per i poster e manifesti che ci dovranno affliggere fino al 28-29 marzo (clic per ingrandire):

Vasco Errani poster 6x3

Mi ricorda Minivip, il fratello sfortunato del celebre cartone di Bruno Bozzetto Vip. Mio fratello superuomo (1968). Per chi non lo ricordasse, eccolo:

Minivip

Ribadisco: non sto criticando la fisicità del candidato, ma il modo in cui è stata fotografata: posizione rigida (immobilismo), punto di vista dal basso (noi sotto, lui sopra), occhi tristi (Bologna è messa male…), piega sardonica della bocca (ci prende in giro?).

Ogni candidato andrebbe proposto (e dovrebbe poi essere valutato) per ciò che pensa, sa e può offrire ai cittadini. Ma il modo in cui si presenta la sua faccia va sempre ponderato in funzione dei contenuti che le si vogliono fare esprimere e delle emozioni che suscita.

A riprova del fatto non ce l’ho con il volto di Errani ma con la sua rappresentazione fotografica, ho pescato a caso dal web una foto che (pur non ottimale) sarebbe stata più simpatica di quella scelta per le affissioni: sorridente, al lavoro, un po’ stropicciato e dunque vivo. Meglio il caso.

Foto di Vasco Errani

19 risposte a “Candidato Minivip

  1. E’ già da qualche giorno che mi sto ponendo le stesse domande, il mento incassato, la testa storta, gli occhiali con le lenti di un colore improbabile (!!)…ma perchè?

  2. ci pensavo anch’io: e vogliamo parlare delle lenti degli occhiali che ingialliscono???

  3. Restando in tema di manifesti elettorali e di linguaggi, segnalo questo post di Tito Faraci, che a sua volta rimanda a un post di Gipi:
    http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2010/02/sbattute-in-faccia.html

  4. Penso che Errani non si stia dando troppa pena per queste elezioni: non solo è sicuro di vincere, ma ne sono sicuri anche gli avversari (in giro per Bologna i 6×3 del centrodestra che vedo sono tutti di candidati al consiglio regionale, ma di poster del candidato presidente ne ho visti pochi o punto), quindi tanto vale fare campagne elettorali di basso profilo, giusto per ricordare che il 28 marzo ci sono le elezioni e lui è il candidato del partito (anche se non potrebbe).

  5. a meno che, con questa foto, non vogliano esprimere fissità…un punto fermo (che più fermo non si può) comunque sia condivido: autolesionisti, è molto più attraente e comunicatrice di positività la seconda. mbah.

  6. Anghelos, certo che vince: mancano materialmente gli avversari.

    Ma far fare e scegliere una foto decente non costa molto.

    Inoltre, dipende anche da come vince. Un aumento dell’astensionismo (che di sicuro ci sarà), nella situazione in cui si trova il Pd emiliano-romagnolo dopo l’affaire Delbono (ma anche il Pd italiano)… be’ di quanto vogliono aumentarlo, l’astensionismo? Non tutto può una foto, ma cosa diciamo del resto? Niente diciamo del resto. Il resto non c’è.

    Valentina, grazie per il link. Orrendi anche i manifesti del pd nazionale, pensavo di farci un post un’altra volta. Non mi bastano i giorni… 🙂

    Signora in giallo: fissità per esprimere un punto fermo??? Mi vengono solo battutacce. 😀

  7. Ho pensato la stessa cosa mentre l’autobus mi passava davanti portandosi via (con tanti ringraziamenti) il manifesto in questione. Errani ha pure un viso interessante (parlando da fotografa) e un bel sorriso, viene abbastanza bene in foto. Perchè i “consulenti” si ostinano a scegliere foto controproducenti. Gli occhiali scuri poi, sono il must! Ma mettergli occhiali normali? O schiarire le lenti in post-produzione no?
    Un punto a loro favore? Non gli hanno fatto gli occhi azzurri, almeno.

  8. …io sono abbastanza sconfortata, ho iniziato a studiare comunicazione 20 anni fa…..guardavo gli errori della sinistra e i successi di qualcun’altro, vengo a lezione da te e vent’anni dopo la situazione non è migliorata, anzi direi che siamo proprio peggiorati…le ragioni? sono vent’anni che cerco di dare un senso a questi flop, non ho ancora capito cosa impedisce alla sinistra di fare comunicazione in modo decente…anzi lo so cos’è ma non mi spiego il perchè…

  9. … anch’io ho “ammirato” i manifesti e li ho confrontati, a memoria, con quelli dell’elezione precedente, chi se la ricorda? Inquadratura frontale sbilenca, camicia chiara, niente cravatta,faccia aperta e senza occhiali, rossore da lambrusco sulle guance, sorriso a labbra chiuse. Come a dire, “guardate che vinciamo a mani basse, carini”.

    Quest’anno, a parte lo stesso sfondo neutro e la novità dell’occhiale fashion, si pone praticamente come un candidato di destra, ingessato, autoritario. Si vede che l’elettorato di sinistra non basta più …

    Non vedo errori, ma strategia … A parte la cravatta scura, imperdonabile a prescindere. Condivido dell’analisi di Giovanna l’espressione indecifrabile.

    Saluti a tutti,

    V

  10. @Giovanna: voleva essere un commento ironico..

    Ad ogni modo per fissità intendo il fatto che sono sicuri di vincere. Sono e rimarranno loro. La leggo come un ostentazione di sicurezza questa foto di cui condivido l’analisi di Valerio: viso e postura mi ricordano altri manifesti visti “altrove”. E anche l’occhiale “transiscion” (scritto come si pronuncia) ahimè fa tendenza. Può piacere o no ma fa tendenza. (se vogliamo riportare un esempio il modello wayfarer da vista di una nota marca di occhiali fa tendenza ma per me è bruttino). Questo è quanto comunica a me.

    Per quanto riguarda i manifesti sinistroidi proprio l’estate scorsa mi è arrivato un volantino di quelli senza foto, monocolore ecc. per le elezioni comunali del 6 e 7 giugno. Riporto il contenuto per iscritto: a lettere cubitali: “Vota Moretto Tullia” e sotto in stampatello: “vota donna” (e fin qui mi può anche stare bene) sotto a vota donna, in corsivo: ” disponibilità, coerenza e fantasia”.

    L’ho tenuto per ricordo. Certamente non avrei votato Moretto Tullia (con tutto il rispetto dovuto alla candidata).

  11. Nuovo link, più approfondito degli altri, sulla questione dell’uso del balloon:
    http://fumettologicamente.wordpress.com/2010/02/11/un-balloon-e-un-balloon-e-un-balloon/

  12. Forse sono rimasti solo gli studenti e analisti di comunicazione a osservare i manifesti elettorali. Magari è una strizzatina d’occhio per testare le loro capacità analitiche… (PS: ma allora chi realizza questi poster?)

    Segnalo inoltre la presenza in molte città di mega-poster di tizi sconosciuti, probabili candidati consiglieri. Me ne ricordo uno l’anno scorso a Bologna che invadeva la facciata di un palazzo di fronte piazza Nettuno. Ne ho trovato uno a Venezia il cui testone domina su un vasto sfondo tricolore

  13. E allora di ciò che dice la Ferilli circa il suggerimento al PD di presentare “veline” più avvenenti delle femminucce del PDL ne vogliamo parlare? Ma un tempo per politica non si intendeva “gestione della cosa pubblica”?! Che questa “cosa” nel coro del tempo sia divenuta un qualcosa d’altro?!….

  14. Post decisamente corretto e sensato. Perchè mettere una foto che non suscita interesse o sentimenti positivi? Forse potrebbe essere un segnale che il PD deve riorganizzarsi anche per la comunicazione stampata oltre che sui programmi elettorali!!

  15. La fotografia di Vasco Errani, insieme alla scritta a lato, quindi l’osservazione dell’intera grafica, ricordano le pubblicità e la propaganda degli anni passati, cioè una foto storica che nella storia rimarrà impressa.
    L’impressione del volto di Errani è quella di un uomo determinato, sicuro di sè ma anche sereno, lo esprimono le labbra serrate ma sorridenti facendo intuire la pressione dei denti sulle mandibole, segno di forza intellettuale.
    Gli occhi scuri e gli occhiali a contorno scuro rafforzano i due punti luminosi all’interno degli occhi stessi che infondono sicurezza e speranza.

    La testa inclinata e lo sguardo lontano, oltre l’orizzonte, sono espressione di propensione al futuro.
    L’eleganza poi di giacca blu e camicia azzurra definiscono la seria professionalità, mentre i quadretti colorati della cravatta la ravvivano.
    La rasatura di barba e baffi non troppo perfetta, che lascia intravedere aree più o meno scure, i capelli un poco grigi e la piega nel collo fanno pensare a un personaggio immedesimato nella realtà di tutta la gente comune e non ritirato dietro una poltrona.

  16. Continuazione del testo precedente:

    Rispetto all’osservatore poi, la posizione dell’uomo politico sulla sinistra rafforza maggiormente la collocazione politica in cui egli si riconosce come corrente di pensiero,
    In definitiva penso che il messaggio propagandistico possa avere in una certa misura influenzato positivamente il contesto di azione.

  17. E poi, una nota di merito alla scritta a lato della fotografia . L’espressione “CUORE DELL’ITALIA CHE VOGLIAMO” e non “…CHE VOGLIO”, il “NOI” e non l’ “IO”.
    Un “NOI” che può essere interpretato come “NOI, DIRIGENTI DEL PD” se lo si vede come Errani che parla, ma anche un “NOI, CITTADINI DEL PD” quando è il cittadino suo elettore che legge.
    Insomma, un “NOI CONDIVISO”.
    La scritta sul lato destro potrebbe poi esercitare un influsso attrattivo su una/o eventuale elettore di centro- destra che potrebbe trovarsi in un momento di indecisione politica.

  18. In aggiunta a tutto quello scritto sopra, consiglio di vedere il video su:
    youtube.com Emilia Romagna-Cuore dell’Italia che vogliamo di Vasco Errani
    caricato da Vasco Errani stesso: ricco di messaggi, di idee,belle immagini e sfondo musicale appropriato al tono di voce di Errani che parla e con le parole di Ligabue che ben si prestano all’insieme dell’opera.

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