Archivi del giorno: martedì, 16 febbraio 2010

Il mio corpo – Body Drama

«Certo pensi che una che vince il titolo di Miss Bikini America si senta perfettamente a suo agio con il proprio corpo, no? Be’, ti sbagli. Come dici? Credi di essere la prima ragazza al mondo a soffrire di acne sulla schiena, seno cadente o alito cattivo? Ma fammi il piacere! Io combatto con drammi del mio corpo praticamente dal giorno in cui sono nata. […]

Noi ragazze siamo sottoposte a una pressione enorme per conformarci a ideali fisici assurdi, ma non abbiamo abbastanza strumenti adeguati che ci aiutino a capire noi stesse e a prenderci cura di tutte le perdite, cavità e grinze che il nostro corpo ha per sua natura.» (Nancy Amanda Redd, Il mio corpo – Body drama, trad. it. Giunti, Firenze, 2010, pp. 17-18)

Così comincia Il mio corpo – Body drama, Ragazze vere, corpi veri, problemi veri, risposte vere, appena tradotto da Giunti, scritto da Nancy Amanda Redd, ex reginetta di bellezza.

Il mio corpo Body Drama

Il libro è un po’ un manuale di medicina, grazie alla consulenza scientifica di Angela Diaz, direttrice del Mount Sinai Adolescent Health Center di New York, un po’ un teen magazine, per la grafica colorata e le numerose foto, ma lo farei leggere a tutte le donne di tutte le età. E ai loro fidanzati, mariti, compagni.

Perché il libro è un vero e proprio elogio della normalità, con fotografie di visi normali, seni, gambe, sederi normali. Tutti diversamente imperfetti ma diversamente e imperfettamente belli. Quelli che non si vedono mai in televisione, al cinema, in pubblicità, come diciamo spesso su questo blog. Come ha denunciato Lorella Zanardo con Il corpo delle donne.

Diviso per drammi – da «Uno dei miei seni è più grande dell’altro» a «Sudo più delle altre ragazze», da «Odio l’aspetto che ho là sotto» a «Non ho nemmeno un po’ di seno» – il libro affronta pagina dopo pagina ogni aspetto della fisicità adolescenziale (e più ampiamente femminile), anche quelli più disgustosi (peli, foruncoli, cattivi odori), arrivando a toccare temi a volte così intimi da essere veri e propri tabù.

Un esempio? A pp. 72-73 sono fotografate 39 vulve diverse e normali, senza fotoritocco. Per questa ragione:

«È difficile giudicare le nostre parti intime, quando non abbiamo a disposizione altre donne sane e normali con cui confrontarci. La maggior parte di noi vede solo la propria vulva, e quando la paragona a quelle ritoccate e a stento visibili che spuntano sugli schermi dei computer, le viene il dubbio di averla piuttosto strana, invece che sana e normale! […]

Considera anche che molte ragazze dicono brutte cose sui corpi della altre perché sono a disagio con il proprio. Se mostri anche a loro questo libro, sicuramente farai loro un grosso favore e probabilmente si sentiranno sollevate» (pp. 68-69).