Sentenza Google Video: per chiarirti le idee

Molto si è detto è scritto sulla sentenza con cui la settimana scorsa il Tribunale di Milano ha condannato tre dipendenti di Google – David Drummond, Peter Fleischer e George Reyes – per mancato rispetto del codice italiano della privacy. Cos’è successo?

Nel settembre 2006, alcuni studenti di una scuola di Torino si filmarono mentre maltrattavano un compagno di classe affetto da autismo e caricarono il video su Google Video (allora Google non aveva ancora acquisito YouTube), dove rimase on line per un paio di mesi, entrando persino nelle classifiche dei «video più divertenti». Il video fu rimosso il 7 novembre 2006, a distanza di poche ore dalla notifica della Polizia; la persona che lo aveva caricato fu identificata, e con lei altri compagni di classe coinvolti.

Tre link per chiarirti le idee, nei limiti del possibile, visto che gli atti della sentenza non sono ancora pubblici e non lo saranno, pare, per diversi mesi:

  1. La notizia sul blog di Google Italia il 24 febbraio scorso: «Una grave minaccia per il web».
  2. L’analisi che del caso ha fatto Giusella Finocchiaro, professore di diritto di Internet e diritto privato all’Università di Bologna. È una disamina giuridica, ma è chiarissima e illuminante, non puoi perdertela: «Caso Google: non dimentichiamo i principi di diritto».
  3. I principali commenti internazionali alla notiza, sempre dal blog di Giusella Finocchiaro: «Sentenza contro Google: reazioni internazionali in rete».

7 risposte a “Sentenza Google Video: per chiarirti le idee

  1. Ciao Giovanna! Grazie per i link a materiali utilissimi sul caso.

  2. Consiglio anche la bella (come al solito) intervista di Raffaella Calandra al PM Robledo, che si è occupato del caso, per il punto di vista dell’accusa; è andata in onda a Storiacce sabato scorso 27 febbraio su Radio24 (link sul sito).

  3. (Comunque sia, è una sentenza che ha avuto un’ampia eco internazionale: anche domenica sera ho assistito a un dibattito di una ventina di minuti su questo argomento mandato in onda da France24).

  4. Se ricorrono in Cassazione stravincono.E’ una sentenza in contrasto con il principio costituzionale della libertà di stampa.E’ un tentativo che forse vuol essere mosca cocchiera per provvedimenti legislativi restrittivi in fieri in varie parti del mondo,Italia compresa.Sono anni che la destra internzionale ci medita sopra….

  5. triste essere carri trainanti di questa fame di censura.

  6. Beppe Grillo sul suo blog faceva anche notare che la pubblicazione del video ha fatto sì che ne è nato un caso e che sono stati trovati facilmente i colpevoli.

  7. Pingback: Highway to Rob » Non toccare il mio amico

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