Archivi del giorno: lunedì, 15 marzo 2010

Fumer, c’est être l’esclave du tabac

In febbraio era uscita in Francia una campagna affissioni contro il fumo promossa dalla DNF, l’associazione per i diritti dei non fumatori, e realizzata dall’agenzia BDDP et Fils. La campagna ha scatenato subito molte polemiche e il 23 febbraio la Segretaria di Stato per la Famiglia Nadine Morano ha chiesto che fosse ritirata.

Queste erano le affissioni, che rappresentavano alcuni teenager intenti a fumare una sigaretta, come fossero costretti da un adulto dominante a un atto di fellatio/sottomissione (clic per ingrandire):

Fumer, c'est etre l'esclave du tabac

Curiosamente – e incoerentemente – la stessa campagna ha messo in onda uno spot di tutt’altro tenore e livello, che invece è stato in generale apprezzato.

Ho ricevuto via mail da Claudio – che ha studiato Semiotica a Bologna e ora vive a Parigi – una sintesi delle polemiche francesi e una microanalisi che trovo stringente e condivido appieno:

«Sulla campagna affissioni. Non c’è polemica sul messaggio sessuale in quanto tale, ma sull’inutilità di quest’uso. È stata interpretata al massimo come un insulto poco efficace, soprattutto perché in teoria il target sono i giovani, mentre la pubblicità sembra fatta per scandalizzare gli adulti/anziani o attirare i perversi (allude un po’ all’uomo che non deve chiedere mai). Il gesto mimato sorpassa il messaggio, sembra più una campagna anti-pedofilia (ragazzini in ginocchio davanti a un adulto) che anti-fumo.

Sul video. Lo spot ha ricevuto commenti positivi. E sono abbastanza d’accordo. Il messaggio è: ti fai manipolare, non solo fa male a te, ma servi anche come deposito di rifiuti nocivi. Per la sensibilità green che sta facendo molto presa ora in Francia mi pare  funzionare. In più, sempre per il target giovane, ribaltare il messaggio anticonformista del fumo=ribellione mi sembra funzionare bene.»