Gad Lerner, Berlusconi e le donne

Ieri sera ho guardato L’infedele di Gad Lerner (se non l’hai vista, è sul sito della trasmissione). E mi sono abbacchiata. Per due motivi.

Uno. Il giochetto che fa Berlusconi è sempre lo stesso dal 1994: un po’ di show prima delle elezioni, e tutti abboccano. Avversari politici e media, per giorni e giorni, non fanno che parlare di lui. E ci cade anche chi, come Lerner, presume di essere più furbo degli altri, e fuori dal coro perché parla da un tv non controllata da Berlusconi. Sarà anche non controllata, ma se lui fa così è peggio che se lo fosse.

Mi annoio da sola a riparlarne, ma ricordo per l’ennesima volta la regola principale di Non pensare all’elefante! di George Lakoff:

«Ricordarsi di “non pensare all’elefante”. Se accettate il loro linguaggio e i loro frame [degli avversari] e vi limitate a controbattere, sarete sempre perdenti perché rafforzerete il loro punto di vista» (trovi le altre regole QUI).

Due. Mi avvilisce in modo crescente la nicchia che Lerner ha riservato alla questione femminile nel nostro paese (che ora lui chiama «donna tangente»). Intendiamoci: sulla tv italiana è l’unico che lo fa, da quando il 4 maggio 2009 invitò Lorella Zanardo a presentare Il corpo delle donne. All’inizio non dico che ci credevo (vedi il commento che feci QUI), ma stavo a vedere.

Ora non ce la faccio più: si vanta a ripetizione di essere l’unico uomo, in Italia, ad avere questa attenzione costante. Il che è vero, povere donne. Ma puntualmente le sue ospiti stanno lì come in una gabbietta per le scimmie.

Il tempo è sempre ridotto agli ultimi minuti di trasmissione, e vabbe’: non si può parlare sempre di quello. Ma il confine col fenomeno da baraccone è stato oltremodo superato, specie da quando è iniziata la carrellata di escort chiamate a spiegarci “perché lo fanno”.

Infine – cosa per me più grave – se invita donne a parlare di “cose da uomini”, il tempo e l’attenzione che riserva loro è sempre inferiore (molto) a quelli per gli uomini. Esempio di ieri: ha invitato la politologa Sofia Ventura a parlare di Berlusconi e bla bla bla, con il sociologo Ilvo Diamanti, lo storico Marco Revelli, il filosofo Marcello Veneziani e altri uomini. Era seduta in prima fila con Revelli e Veneziani (bene!), ma la camera saltava sempre da Diamanti (dietro) a questi due, mentre Ventura era meno interpellata e spesso interrotta. Non la conosco personalmente e non sempre condivido ciò che pensa, ma ieri diceva cose molto più interessanti, dal mio punto di vista, non dico di Diamanti, ma sicuramente degli altri due in prima fila.

Non ho avuto tempo né voglia di misurare col cronometro (se ti va, QUI c’è la trasmissione), ma la differenza era macroscopica.

13 risposte a “Gad Lerner, Berlusconi e le donne

  1. Mi riprometto di guardare la trasmissione, ieri me la sono persa.
    Posso, però, lo stesso apprezzare questo tuo Post, soprattutto perché evidenzia l’errore ripetuto da anni dall’opposizione.
    L’elefante…
    (Posso mettere un link su “Facebook” all’altro tuo post sul libro di Lakoff?).

  2. Gad Lerner è stato contagiato! Accusa i primi sintomi di berlusconismo.. ego in espansione..posizionamento delle donne a livello di oggetto…

  3. Signora in giallo: ma… 😀

  4. Cara Giovanna,
    da tempo ormai non tollero più la “grande tragedia della monotonia” dei talk show di “intrattenimento politico” e sono sincero quando dico di aver preferito la messa in onda su RaiTre de “La grande storia” allo schema ingessato e inutile di Ballarò, pur non condivendo la decisione oscurantista presa dalla Commissione di Vigilanza Rai….
    Mi scuso per l’inciso…
    Su Lerner che dire…. ho guardato solo un breve intervento di Rosy Bindi…. noioso, lento, muffito, ipocrita…
    La strada è in salita, ne siamo coscienti tutti, forse.
    Una buona serata!

  5. Suvvia, Giovanna, troppe aspettative da questi talk show condotti da egomaniaci che farebbero di tutto pur di andare in video, perché il problema è questo. Quando si parla di Berlusconi poi, e lo si interpreta, si fa già manierismo, siamo all’esercizio di stile. Guarda che i commenti fatti ieri da Diamanti-Veneziani-Revelli facevano letteralmente ridere. Stavo stirando due camicie, tv accesa: ho dovuto spegnere per rispetto alla mia e alla loro intelligenza. Ne sono anch’essi consci ma il giochino è questo, li invitano a parlare per la milionesima volta di un uomo su cui non c’è più nulla da dire che non sia già stato detto e loro cosa fanno? Fanno accademia, arabescano, parodiano ciò che dicevano dieci anni prima, finiscono per bearsi nel dire cazzate, perché sono stanchi anche loro. Però marcano la loro presenza e questo è ciò che importa per vendere il prossimo pleonastico libro.
    Le donne invece non funzionano nei talk show e proverò a dire la mia. Vespa è l’unico che fa cinguettare le donne che invita, l’unico format in cui parlano moltissimo. Ed è ovvio il motivo: la donna è invitata per la sua irrilevanza, per alternarsi al suono del campanello e permettere al conduttore di sviare da qualsiasi conversazione possa anche lontanamente allontanarsi dall’inconsistenza – che è la norma, anzi, il metodo.
    È un problema di formula, e quel furbetto di Lerner lo sa, così come lo sanno i vari Santoro, i Floris. A parte rari casi, fastidiosissimi e sempre politici, dalla Santanché alla Mussolini, la maggior parte di donne non si presta alla buriana, all’alzata di voce. Difficile trovare donne che trascendono in sbraiti e anacoluti laringei stracciandosi le vesti contro l’interlocutore di turno. La donna tende ad essere più educata, anche all’interno dei teatrini senza regole o galateo come lo sono tutti i talk show. Il format è comunque mutuato dalla curva di uno stadio: perché non vi si vedono mai volti femminili sfigurati dall’ormone, dalla chiusura della vena? Se poi una donna capisce il meccanismo, e dibatte da uomo, ecco che ne viene svilita la sua autorevolezza, e si vedano le scivolate di donne come Concita de Gregorio. Un gioco al ribasso in cui la donna fa cornice.
    Per questo la si invita ma poi la si tacita. Perché l’implicito di ogni dibattito televisivo è la lite, cercarla, aizzarla, e più la si fomenta senza farsene accorgere, nascondendo la mano, più il moderatore appare terzo e neutrale, maggiore è il successo personale che gliene viene e più alti sono gli ascolti. Hai per caso mai visto una trasmissione in cui alla prima ostruzione a gamba tesa di un ospite la regia tagli il microfono del sobillatore di turno, o si appoggi a istituti esterni per verificare le asserzioni contestate in studio? Ovviamente no, perché il talk show funziona così, anche quando promette l’approfondimento serio. Nessun conduttore vorrebbe applicata questa semplice regola di buon senso per stoppare in partenza la degenerazione del discorso. E si veda il carteggio Santoro-Travaglio, dove la posizione del primo, apparentemente pilatesca e neutrale, sta rivendicando invece che sale e pepe di un talk show non è la correttezza di ciò che si dice ma il proscenio eletto a casino. E se suburra deve essere il risultato è pessimo perché le donne serie prendono le distanze e quelle meno serie affondano la categoria.

  6. Lo so Ugo, lo so.

    Ma lavoro sulla comunicazione, con la comunicazione e nella comunicazione, non posso limitarmi a un’alzata di sopracciglio mentro stiro o mangio. E poiché troppo spesso, ultimamente, ho sentito cantar le lodi di Lerner come difensore delle donne… a un certo punto lo metto nero su bianco: così, per quel che conta, resta, e quando serve (in aula, a una conferenza, ecc.) posso farvi riferimento.

    Sai poi come mi diverto, io, a ripetere per la milionesima volta la questione dell’elefante di Lakoff? Io che ODIO le ripetizioni, specie se mie?

    Mi viene la nausea, mi viene. Solo che pare ci voglia ancora, pare.

    😦

  7. Sto rivalutando Freud. La cosa mi preoccupa.

    @Ugo: ti stimo.

  8. secondo me è sbagliato sparare a zero su tutti i talk show indiscriminatamente. Alcuni talk show sono solo lite, altri no. Ad esempio, Annozero spesso è metà talk show e metà reportage. Se si guarda la puntata del 15 gennaio 2009 (recuperabile su rai.tv) di Annozero, c’è un reportage con immagini da Gaza, immagini che non erano mostrate nei tg. Se non è informazione questa, cosa è informazione?

  9. Ricollegandomi ai commenti sullo spot di Emma Bonino, penso che se solo gli illustri presentatori dei talk show si degnassero più spesso di invitarla, dubito che riuscirebbero a zittirla o farle fare da cornicetta, visto che ha contenuti e idee nel suo progetto politico. Con lei, tante donne come lei.
    Lerner l’ha invitata ancora? Non mi risulta, e ormai se ne parla dopo le Regionali.
    Lerner è uno dei pochi televisivi intelligenti, poi, furbesco, a volte approfitta della sua intelligenza, non ho ancora capito bene se sia un maschilista schifoso ( 🙂 )ma, se fa parlare più gli ometti per quella motivazione, beh riesce a sortire l’effetto contrario. Ammorbarci con i discorsi di quei mummificati, a go go.

  10. ciao, sarebbe possibile estendere il meno possibile la parola “filosofo” nel caso presente, ad esempio, associandola con qualche tentennamento in più a Veneziani?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.