Uno spot facile ma difficile

Su segnalazione di Luisa Carrada ho visto lo spot della campagna di Emma Bonino per le regionali nel Lazio. La regia è di Francesca Archibugi, la voce è di Margherita Buy, la produzione di Riccardo Tozzi e Angelo Barbagallo.

Mi è piaciuto perché è tutto giocato su un montaggio fotografico, un’idea narrativa e un buon testo. Insomma, non occorrono una regista e un’attrice nota per realizzarlo: bastano una speaker professionista e un/a neolaureato/a in comunicazione che abbia una buona testa e un po’ di esperienza di regia, montaggio e produzione video, per fare altrettanto a costi bassissimi. (E suppongo/spero che Archibugi e Buy non si siano fatte pagare.)

In questo senso lo spot è davvero semplice.

Unico problema: ci vuole una storia densa, interessante ed emotivamente coinvolgente come quella di Emma Bonino, per dare significato e conferire autenticità a quel «Ma io ci sono» finale. Come dire, più in generale: occorre trovare un candidato che abbia idee, contenuti, qualcosa da trasmettere, per farne uno simile.

È qui che il compito si fa difficile. In Italia, quasi impossibile.

14 risposte a “Uno spot facile ma difficile

  1. concordo, bello spot, grande forza retorica, messaggio semplice e chiaro, emma stupenda.

    pero’.

    pero’ e’ questo uno spot per l’elezione a governatore del lazio? Non stiamo perdendo l’obiettivo comunicativo che doveva avere la campagna elettorale, questa campagna elettorale? O forse il “ma io ci sono” alla fine intendeva anche un “io ci sono QUI, io sono preoccupata del Lazio adesso, sono tutta immersa dentro questa nuova sfida?”.

  2. A me è piaciuto molto, non lo avevo visto prima e devo dire che ti colpisce perchè il contenuto non è un semplice bla bla: si vedono azioni, fatti concreti documentati.
    E’ un modo davvero intelligente di far capire ai cittadini che c’è chi concretizza a fronte di chi invece continua a fare tanti bei discorsi e tante promesse che purtroppo restano solo parole.

  3. @supermambanana

    Condivido in pieno. Ed è più o meno il problema dell’intera sinistra italiana, quando si appella ad ideali generali, senza calarli in un contesto reale. Considerata la situazione del Lazio, e di Roma in particolare, penso che uno spot del genere sia discretamente controproducente, e facilmente criticabile da parte della destra.

  4. Emma è speciale e lo spot ricostruisce il suo percorso politico ed umano, permettendoci di capire come non si possa non scegliere di essere transnazionali e radicali, nella vita.
    Ci vuole coraggio.

  5. Gran bello spot! Nella sua semplicità è efficacissimo. Chissà, magari lo riciclano e lo riutilizzano per le prossime elezioni 😀 Cmq Lei davvero una Grande Donna.

  6. Lorenz e superbambanana: capisco il vostro punto. Se non fosse che state un po’ dimenticando che la comunicazione politica, oggi più di 15 anni fa, si fa soprattutto suscitando emozioni e facendo appello a grandi ideali.

    Per questo se la fai male sei fregato: suoni freddo (mancano emozioni) o vuoto (ideali fasulli, o troppo astratti e generali, o non agganciati a un profilo personale credibile). Insomma, lo spot deve convincere le persone a fidarsi di Emma, punto. Dopo di che, naturalmente non basta, e ci vogliono altri “pezzi di comunicazione” (discorsi in pubblico, interviste, apparizioni televisive, opuscoli ecc.), in cui si enunciano programmi concreti e si danno informazioni.

    Queste ultime componenti non possono mancare, ma la percentuale di voti che arrivano da persone che scelgono una candidata perché ne hanno seriamente studiato il programma, ascoltato tutti i discorsi, confrontato i contenuti con quelli di altri è – converrete con me – minima rispetto a quelli che votano sull’onda di emozioni e impressioni superficiali.

    È a queste che fa appello lo spot di Emma, avvantaggiandosi della sua storia e credibilità personale. In questo senso è ottimo.

  7. capisco cio’ che dici, ma mi chiedo se questo spot non provochi emozioni essenzialmente solo in coloro che avrebbero comunque votato emma, e per quanti degli altri invece, dei famosi “indecisi”, riesca a spostare l’ago della bilancia.

  8. @ su per mamba nana

    Non tutti hanno a disposizione come il ducetto d’Italia, giardino nucleare d’Europa, gli asserviti giornalisti Rai.
    Quindi scelgono la formula dello spot politico, se poi Emma Bonino ha fatto tutto quello che risulta nello spot, e l’ha fatto, per il Lazio è un arricchimento.

  9. supermambanana: capisco anch’io ciò che tu dici… e tuttavia, nel panorama attuale, perlomeno uno spot del genere aiuta coloro che “già starebbero” da una parte a non entrare nel limbo degli astenuti o andare altrove.

    Ti parlo da un osservatorio privilegiato per questo tipo di fenomeni, negli ultimi anni: Bologna e l’Emilia-Romagna. Caso che prevedo sarà ulteriormente discusso (ancora una volta, inutilmente) dopo le prossime regionali.

  10. C’è un altro aspetto che colpisce nella storia certo densa e bellissima di Emma: fateci caso, tutte le situazioni in cui è raccontata come protagonista, sono situazioni di conflitto. Emma c’era per quelli per cui non c’era nessuno altro: le ragazze madri prima della 194, i carcerati, i tossici, i rifugiati, i dissidenti… Un’umanità dolente e “invisibile” ai più, estranea al grande circuito dei media contemporaneo. E allora Emma c’è, solo per chi ha voglia di vederla quella realtà.
    Questo è il limite, non dello spot, ma della candidatura, dell’eroina di quella storia. E lo dico con tutta la stima, con tutto l’affetto direi, per questo personaggio unico, “più grande della vita” come dicono gli americani. Purtroppo, ma spero di sbagliarmi, fra lei e l’elettorato della mia regione c’è un fossato di aspettative, desideri, passioni, che difficilmente si può colmare in pochi mesi di campagna elettorale.

  11. Marco non penso che tu possa parlare di “umanità dolente” riferendoti alle
    battaglie di civiltà dei Radicali. Non vedere il cambiamento di un Paese, e chi è nato negli anni settanta non può commettere un errore di questo tipo, non ringraziare i Radicali se questo cambiamento è avvenuto, è un atteggiamento miope.
    Domenica e lunedì si vota.
    Lo spot andava trasmesso anche in Rai, ma il regime ha normalizzato tutto, lobotomizzando l’audience.

  12. Lo spot è molto ben centrato e “arriva” (anch’io temo arrivi comunque a chi è già convinto di votarla, tra l’altro la prima frase contiene la parola aborto e io non avrei cominciato con quella); diciamo che il “Io ci sono” alla fine è detto un po’ al volo, e poteva almeno aggiungere un riferimento al Lazio. Magari noi a Bologna avessimo spot (e persone) così, invece ci ritroviamo il solito Errani, e vabbe’ 😉

  13. Errani come Formigoni in Lombardia non possono candidarsi, che senso ha andare a votarli.

  14. @Eloisette Invece possono. La legge e la sua applicazione son cose diverse. Entrambi vinceranno e governeranno.

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