Archivi del giorno: venerdì, 26 marzo 2010

Santoro: nuovo medium, vecchio messaggio

L’evento “Raiperunanotte” organizzato ieri a Bologna da Michele Santoro e dal sindacato dei giornalisti Fnsi contro la decisione di sospendere i talk show politici in Rai è molto interessante dal punto di vista comunicativo, perché ha coinvolto una molteplicità di ambienti e mezzi di comunicazione, dalla rete alle piazze, che riprende, amplifica e rende sistematici il metodo introdotto in Italia da Beppe Grillo.

Notevoli anche i numeri (relativamente ai mezzi). La conta del giorno dopo riporta 125mila accessi contemporanei al sito dedicato, più diverse decine di migliaia fra YouDem, sito di Repubblica e altri siti collegati. Più il tam tam non denumerabile nei blog e social network. E le 200 piazze reali in tutta Italia, dove persone in carne ossa si sono ammassate attorno ai maxi schermi della trasmissione (a Bologna circa 6000 dentro al PalaDozza e più o meno altrettanto fuori).

E i contenuti? Interessante mescolanza di intrattenimento, musica e talk show, più spiccata del solito.

Ma per il resto, c’era tutta l’ossessione (anti-)berlusconiana che ci si poteva aspettare da Santoro, Travaglio & C. Insomma, l’elefante è stato seduto nel bel mezzo dell’arena, per tutto il tempo. Anzi, crescendo minuto dopo minuto.

Perciò concordo con quanto Aldo Grasso ha scritto oggi sul Corriere:

«Il Santoro show che ieri è andato in onda dal PalaDozza è stato molto più interessante per le modalità di fruizione che per i contenuti (a parte il dramma dei lavoratori che perdono il posto).

Nel nome della libertà d’espressione si sono incrociati generi differenti (informazione, intrattenimento, musica, satira…), tutte le nuove tecnologie distributive (Internet, satellite, digitale terrestre, tv locali, radio, siti, blog, social network, dirette streaming, maxischermi, persino 200 piazze), personaggi di diversa provenienza, professionale e artistica, chiamati in platea come fossero grandi star.

Ma il problema, e grave, è un altro. Quando Luttazzi conclude il suo monologo ricordando che «odiare i mascalzoni è cosa nobile » non fa un enorme regalo elettorale a Berlusconi?

Fomentare l’odio, alla vigilia delle elezioni, non è un atto di irresponsabilità? Se oggi la maggioranza reagirà pesantemente sarà inutile nascondersi dietro la retorica della libertà d’espressione o della rivoluzione. La politica è effetto di scena e la censura il peggiore dei suoi effetti, un indice di stupidità, ma spesso il rumore delle piazze, delle adunate, degli applausi ottunde le menti e copre i pensieri.»