Il berlusconismo di Luttazzi

Fra i numerosi commenti arrivati al post Santoro: nuovo medium, vecchio messaggio, seleziono – perché lo trovo acuto e condivisibile – quello di Davide, 20 anni, studente di Scienze della Comunicazione.

Acuto perché ben evidenzia come e quanto la performance di Luttazzi – da molti osannata – in realtà non faccia che riprodurre il celodurismo e berlusconismo più bieco. Che nemmeno i berlusconiani e leghisti più accorti sottoscrivono: alcuni perché ne sono davvero distanti, altri perché – più furbi di Luttazzi – pur condividendolo, non lo fanno vedere per darsi un look da “partito dell’amore”.

Ma per difendere quale satira e libertà di espressione ci si deve ostinare a rappresentare rapporti sessuali aggressivi, in cui c’è qualcuno che fa male mentre qualcun altro (donna o uomo che sia) gode del dolore? So bene che esiste il sado-masochismo e che si può usarlo per costruire metafore e diverse altre figure retoriche (dall’iperbole all’ironia), ma che senso ha, per un comico che si vuole alternativo e “di sinistra” (ammesso che significhi qualcosa), farvi appello per l’ennesima volta, quando la stessa identica cosa fanno, da oltre quindici anni, campagne pubblicitarie alla D&G (ma persino Pittarello!), video e film più o meno hard, barzellette da Bagaglino e affini?

E come può, Luttazzi, pensare di corrodere con la satira il sistema videocratico che lo ha censurato, se ne condivide e addirittura amplifica gli assunti culturali più beceri? Chi sta prendendo in giro? Se stesso o gli altri?

Nelle parole di Davide:

«È da  venerdì sera che rimugino, e ho bisogno di esprimere la mia disapprovazione sull’intervento di Luttazzi, in particolar modo nella sua parte iniziale: la minuziosa e ossessiva “sodomitica descrizione”.

Passi il gergo quotidiano, pregno di disprezzo maschilista e feticista nei confronti dell’individuo (chiunque esso sia) che svolge un ruolo “passivo” durante il coito (prenderlo nel c**o = umiliazione, dolore, perdita di dignita e onore).

Il discorso di Luttazzi per me ha rappresentato un’esaltazione offensiva e pericolosa di questa concezione della copula anale. In primo luogo per la parafiliaca minuziosità della descrizione, poi per la metafora del seviziatore sadico e orgoglioso che infligge la pena fallica al sottomesso, sofferente ma compiacente seviziato

L’ilarità e l’approvazione del pubblico è scaturita dalla condivisione automatica di questa concezione del rapporto anale, che è passata del tutto inosservata: il sadismo berlusconiano di cui parla Luttazzi è innanzitutto nella sua testa e in quella dei suoi interlocutori.

Tant’è che Luttazzi si è riferito fin dall’inizio a “quello che fate con la vostra ragazza”, e tant’è che Berlusconi stesso fa uso più o meno velatamente di un’enciclopedia simile per mietere lui stesso consenso tra i suoi fan.

Il piacere stesso del rapporto sessuale così concepito scaturisce non tanto dal coito in sé, quanto dal perverso gioco dei ruoli e dalla presunta sofferenza del seviziato.

Si potrebbe estendere il discorso all’infinito. È un’idea dell’analità pericolosa e radicata: oltre che a reggere la metafora berlusconiana di venerdì sera, tiene anche in vita una serie di nevrosi, perversioni e pregiudizi omofobici, misogini e machisti diffusi.

Credo che l’ossessività stessa con la quale viene trattato l’argomento sia la prova evidente di questo feticismo ignorante, sadico e crudele.

Vorrei che si fosse capito che il problema a cui mi riferisco non è tanto “estetico” quanto semantico.»

41 risposte a “Il berlusconismo di Luttazzi

  1. Il problema semantico sta nel fatto che Berlusconi abbia assunto il ruolo di comico in questi anni e non viceversa. Per questo motivo si dovrebbe parlare di Luttazzinismo di Berlusconi (semmai ne fosse all’altezza).

  2. Il problema è anche un altro. L’altra sera si respirava la possibilità concreta di una rivoluzione culturale, di cambiare forma mentis, di rievolvere la cultura e il nostro approccio alla società tutti insieme. Quando ha Iacona ha parlato di una soluzione complessa sfido chiunque a dirmi che non stava volando sull’entusiasmo.
    Qualcuno mi spiega ora come facciamo a cambiare qualcosa se ridiamo ancora a questa satira equivalente a quella del bagaglino? Il problema non è in Luttazzi, quello è il suo modo di fare satira che piaccia o no. Il problema è in noi che ridiamo senza sapere perchè ridiamo!!! Ridiamo per inerzia!! Ed esaltiamo il nostro giullare di corte senza capire che stiamo ancora girando su noi stessi e non andiam da nessuna parte. A sto punto mi chiedo: abbiamo davvero sete di cambiamento?? Come diceva qualcuno l’altra sera, Travaglio è stato molto più satirico e pungente appunto perchè è andato oltre gli schemi ritriti che grazie alle TV di Berlusconi ci hanno portato alla lobotomizzazione culturale.

  3. Sono perfettamente d’accordo col senso del post, è quel che cercavo di dire nei commenti al post precedente probabilmente senza riuscirci a pieno 😉
    Credo sarebbe ora di capire anche a “sinistra” che riflettere sul come e sul cosa si comunica non è questione irrilevante o “da intellettuali”, rientra nella ricerca di un’identità propositiva e realmente alternativa a ciò che si vuole osteggiare, per ora infatti non riuscendoci (e si torna all'”elefante”).

  4. Salve a tutti,

    l’analisi di Davide è consistente negli argomenti, però credo manchi il punto dell’espressività di Luttazzi, tradendo al contempo un certo spirito “idealista”, per usare un termine generico e delicato, nei confronti del rapporto di coppia.

    Parto dal fatto che il pubblico del Paladozza ha scelto di andare allo spettacolo, ad un livello di consapevolezza senz’altro maggiore di quello del teleutente.

    Conseguentemente, nessuna sorpresa, un po’ di disapprovazione in sala ai passaggi più crudi ma per la maggior parte grande acclamazione del dissacrante, terreo sketch di Luttazzi.

    Per effetto scenico (e seguendo il proprio esplicito orientamento sessuale) il comico ha personalizzato dall’inizio il sesso anale alla coppia etero, mentre poteva con altrettanta efficacia non specificare. Da questa scelta la possibilità di equivocare il suo messaggio, restando all’analisi formale.

    Nel complesso, la metafora scelta è a mio avviso calzante perché gesti, parole e sentire comune rimandano al messaggio, introdotto nel pezzo come incipit e chiusura, quindi prevalente: situazione di piacere masochistico creata da un crescendo di dominanza/sottomissione senza ferma volontà di smettere.

    Come direbbero i latini, castigat ridendo mores, che è proprio la bandiera del genere satirico avvinghiato da Daniele. Nessuna celebrazione, anzi, luce sulla nudità per scoprirne i tratti grotteschi e riderne di pancia, restituendo al rialzarsi del diaframma la consapevolezza, il confronto di sé, che porta spesso a rivedere il proprio atteggiamento ed il riguardo per l’altro.

    Nei rapporti di una coppia qualsiasi, il dualismo dominanza/sottomissione, sul piano fisico, morale e psicologico è ricorrente quando non continuo. Se ne potrebbe scrivere a fiumi, da “l’amore non è bello se non è litigarello” a Jung passando per De Sade o Buzzanca, a seconda della propria formazione.

    Lo spirito berlusconiano, licenza poetica, fa solo appello alla naturale reazione maschile alla presenza femminile, ancor più se avvenente, esaltandone la propensione ai limiti della molestia o peggio violenza, giustificata da una supposta irrefrenabile (e quindi sana tout court) virilità, assurta a virtù cardinale.

    Nessuna riflessione, nessuna autocritica, solo compiacimento e delirio d’onnipotenza maschilista, con annessa apologia della poligamia: “difesa dei valori della famiglia”.

    Per Luttazzi il sesso è IL mezzo, per Berlusconi è IL fine. Posso condividere sovente il primo, mentre non accetterò mai il secondo, anche in funzione dei rispettivi ruoli, come ha sapientemente sintetizzato in poche righe Jose.

    Concludo facendo notare che l’intervento non era a favore della sinistra ma contro questa destra e la sua politica classista e reazionaria, contro l’illegalità al potere e lo sprezzo delle regole, Quintilliano docet. Questo assunto è necessario e condivisibile da chiunque valuti gli argomenti sopra le pulsioni, che non vanno ignorate ma dirette, marcando la differenza fa chi fa esclusivamente appello alla pancia con un racconto avvincente ma vacuo. E qui casca l’asino, o secondo la piacevole nouvelle vague made in dis.amb.ig.uando, l’elefante.

    Saluti a tutti ed in special modo alla padrona di casa 🙂

    V

  5. Cito: “Vorrei che si fosse capito che il problema a cui mi riferisco non è tanto “estetico” quanto semantico”. A me sembra invece che il punto di vista dell’intervento non sia nè l’uno nè l’altro. E ciò lo si evince dal seguente passaggio: “il piacere stesso del rapporto sessuale così concepito scaturisce non tanto dal coito in sé, quanto dal PERVERSO GIOCO dei ruoli e dalla presunta sofferenza del seviziato”. Ecco, l’uso della parola “perverso” svela il retro-pensiero di fondo: il moralismo, che poi è l’arma che da sempre (o almeno dall’Antica Grecia) i benpensanti usano per attaccare la satira che per sua natura usa argomenti bassi (sesso/cacca/parolacce) per aggredire argomenti alti (politica/religione).

  6. segnalo solo questa antica discussione.giusto per ridimensionare la presunta originalità del nostro…

    http://www.francescocosta.net/2007/12/11/satira-dimportazione/
    ciao!

  7. @laura: segnalo in risposta al link, un post di Luttazzi, scritto un anno prima, che chiarisce la sua posizione in merito alle citazioni

    http://www.danieleluttazzi.it/node/300

  8. Laura, concordo che non è tutta farina del suo sacco, ma non è banale e scialbo come il Bagaglino, ad esempio… Il mio favorito, per quanto di diversa estrazione: Corrado Guzzanti. Una Artista, ai limiti del profetico. Mancava soprattutto lui!

  9. Mi sembra una critica decisamente ampollosa e un po’ blanda. Stiamo parlando di satira, prendere sul serio la chiave misogina del racconto in un momento di humour per me significa la morte della comicità stessa.

    L’espressione “come fate con la vostra ragazza”, che ha del fàtico, è vero che sembra presa dal vocabolario di berlusconi, ed è un’analisi molto attenta, ma onestamente ho difficoltà a vedere dove sia il male in ciò. È un linguaggio che funziona (dite quello che vi pare ma è vero, trascina le folle in gran parte grazie a QUEL linguaggio), e come strumento che funziona trovo sensato riutilizzarlo per sé.

    In pratica questo ragazzo mi sembra essersi ritagliato alcuni concetti di partenza, isolandoli e dimenticandone il contesto per criticarli in questo modo. L’uovo cotto lo fai, ma non puoi chiamarla frittata se dimentichi di mettere l’olio in padella.

  10. A me l’intervento di Davide è piaciuto molto, Luttazzi non mi piace da diverso tempo, e non mi piace neanche, mi si perdoni, il ricatto qualunquista per cui siccome è satira io la devo digerire comunque. Per altro, il sessismo nei comici di sinistra torna spesso. Siccome è una comicità che si ammanta di un codice etico, lo stesso a cui almeno io come dire aspiro – è forse un fatto mio, particolare, mettetela così – ma io pretendo dai comici che se ne fregiano, di mantenersi coerenti ed essere all’altezza. Specie di questi tempi in cui, per mancanza di leadership politica la comicità ha un – perfino eccessivo – ruolo culturale.
    Allora, se vai a Raiperunanotte, evidentemente lo vuoi avere questo ruolo culturale – e allora lavora, Cristo, se no mi prendo una cassetta co De Sica e Boldi e non fa alcuna differenza.

  11. Scusate ma come si fa a dire che è stato più satirico Travaglio?

    Credo si voglia affidare ai comici un ruolo che non devono avere.

    I comici devo straparlare, non possiamo affidare a loro la coscienza politica e di rivalsa di una non ben identificata “sinistra”.
    Luttazzi si porta un certo tipo di comicità strettamente legata al mondo del sesso sin dai suoi esordi (sesso con Luttazzi è del 1994?), perchè ora invece dovrebbe ergersi a sofisticato comico paladino della giustizia.

    Mettiamo le cose nella giusta prospettiva.

    Travaglio nel suo ruolo da star fa giornalismo giudiziario e di cronaca, non fa molto di più che riassunti, se le cose sono talmente tristi da far sorridere non vuol dire che faccia satira.

    Luttazzi è un comico è arrivato ha fatto delle battute pesanti esasperando il modo di dire “prendersela nel c**o” comune in tutta la società italiana.

    Basta pretendere che i comici debbano parlare per i politici, ognuno faccia il suo mestiere. Luttazzi è sempre stato molto attento al tipo di battute che fa e ne “la palestra” del suo blog più volte si è speso nell’indicare un tipo di battuta “fascistoide” da condannare.

    Io ho trovato insulsa la comicità del primo comico intervenuto ( ora non ricordo il nome, con barba stempiato con i capelli lunghi) che ha fatto uno sketch patetico, totalmente innocuo, volto a far ridere un pubblico che già sapeva avrebbe condiviso ogni battuta, senza rischio. (La comicità della scuola Zelig/Colorado cafè e altre copie del genere)

    Luttazzi ha spinto invece il pubblico verso cose per le quali la gente in una situazione normale si indigna permettendo ai benpensanti di condannarlo e di capire che non passa dai comici la salvezza.

    Sono spariti i comici che sfidano un pubblico come faceva Paolo villaggio all’inizio ma anche Lenny Bruce e Bill Hicks. Oggi essere provocatori significa al massimo mostrare il sedere o litigare sul calcio. Fare battute sugli ebrei non significa essere nazisti (Monthy pythons insegnano), così fare battute sui rapporti sessuali non significa portare avanti un ideale sessista nel quale ci si riconosce. Certo a volte basta essere un po’ meno bachettoni per capirlo.

    Berlusconi non si abbatte con i comici altrimenti torniamo al periodo in cui la Guzzanti sembrava dovesse salvare il mondo, per poi passare a fare dichiarazioni che non erano nè di buon gusto nè divertenti.

    Per citare Sandman di Neil Gaiman ” I bambini e gli stolti sono quelli a cui è permesso dire che l’Imperatore è nudo, ma poi lo stolto rimane stolto e L’imperatore rimane imperatore” (sto andando a memoria non saranno queste le parole precise)

    Per chiudere questo mio intervento poco interessante: Rai per una notte non era un programma televisivo, quindi per fortuna era libero dai controlli classici che la Tv e in particolare la Rai hanno. Si inizia a capire forse che il tanto amato internet permette un controllo della comunicazione minore e questo lascia un po’ perplessi.

    Siamo ancora la nazione che aveva censurato totalmente Ciprì e Maresco per poi denunciarli per truffa? O possiamo andare avanti?

  12. Dopo l’ostensione dello studente modello, nella sua conformità al modello, è possibile cambiare argomento?

  13. “il moralismo, che poi è l’arma che da sempre (o almeno dall’Antica Grecia) i benpensanti usano per attaccare la satira che per sua natura usa argomenti bassi (sesso/cacca/parolacce) per aggredire argomenti alti (politica/religione).” completamente d’accordo con Cris.
    Questo post guarda al dito invece che alla luna dimenticandosi che non si può paragonare un comico a un politico, nemmeno per quel che riguarda il linguaggio che usa. E poi, per favore, non venitemi a paragonarmi la pantomima del Papi con la sapiente satira di Lutazzi. Non si può fare.
    Per concludere, io posso dire che a mio parere l’intervento di Luttazzi è stato di gran lunga il più intelliggente e meno banale durante la trasmissione dell’altra sera. Bella citazione in chiusura, non ha peccato di autoreferenzialità (come invece ha fatto dall’inizio alla fine Santoro) e soprattutto è uscito un po’ dalle righe come non capiterà mai a Floris o a Lerner. E se vogliamo farla fuori dal vaso è ora che ci svegliamo un po’ tutti.

  14. (scusate per l’intelliggente, andavo di fretta..)
    comunque noto, anche dai commenti al post precedente, (che condivido alla pari di questo, per nulla) che la “descrizione sodomitica” del Luttazzi ha fatto proprio star male in tanti. Sono davvero perlplesso, forse ha ragione Sennett quando dice che nemmeno più la sessualità riusciamo a raccontarci talmente siamo chiusi nelle nostre tranquille (e sicure) reti sociali conosciute. Cioè voglio dire, un comico per fare la battuta ha bisogno di essere capito, e rapidamente; si deve venir incontro a tutti, e allora quale universo migliore se non quello sessuale? Lui non ci parla di sesso anale, ci parla degli italiani che lo prendono in culo da 15 anni da Berlusconi. Fine. Inutile stare a sottilizzare se, semanticamente, il suo linguaggio si avvicina a quello del premier o meno. Se non vi fa ridere ascoltate Crozza o Cornacchione.

  15. @roberto – perché Tu credi che si possa sottrarre l’interiorità del “bagaglino” al popolo?

  16. Forse non è un caso che Silvio lo censura: usa il suo (di Silvio) linguaggio contro di lui. A naso (e penso ai post di mfisk) penso che questa analisi possa essere applicata anche a Santoro e a Grillo. Dovrei pensarci.

  17. Credo che l’evento Raiperunanotte si possa riassumere così: il medium è il messaggio. Ovvero contava la partecipazione, non i contenuti. Significativo l’intervento di Roberto Benigni: credo che raramente si sia raggiunto un livello più penoso del “voglio partecipare anch’io”; per non parlare di Morgan.
    Forse gli unici contenuti nuovi erano quelli di Luttazzi. Credo, infatti, che sia un tipo di satira che non si rivolge solo al Capo, Berlusconi, ma soprattutto a coloro che votano Berlusconi, e anche, velatamente, agli anti-berlusconiani. Luttazzi ha preso per il c*** un globale modo di pensare Berlusconi, il suo linguaggio e il suo anti-linguaggio, compreso chi voglia fare della critica lakoffiana alla satira.
    Personalmente, credo sia un importante trampolino di lancio verso una satira che aggredisca le persone piuttosto che il capo. In questo senso non era certamente un intervento “capolavoro”. Bisognerebbe provare a combattere le persone, piuttosto che i grandi capi. Potrebbe essere una nuova strada per una anarchia della satira.
    Lasciamo stare le satire di sinistra. Abbiamo già Antonio Albanese, che fa pena per tutti con i suoi eccessi compiaciuti di grande uomo di teatro.
    Il problema della satira in Italia – concludo – è che è prigioniera dei “vecchi” (Fo, Benigni, eccetera) che hanno fatto il loro tempo, di “miti” (Corrado Guzzanti), di Zelig. Bisognerebbe analizzare meglio il caso “Borat”, anche se, dal punto di vista poetico, non sono d’accordo con i mezzi utilizzati dal comico americano-kazako.

  18. io il commento di eloisette non l’ho capito.

  19. Benigni significativo?? Ma de che??

  20. quella di Luttazzi non era comicità: era bullismo. Per me, donna, è stato come uno schiaffo in faccia. Non perché parlasse di sesso – siamo tutti maggiorenni e vaccinati – ma perché lo faceva riproponendo stereotipi violenti, beceri e primitivi. Sembrava di assistere a un porno di quart’ordine. Proprio neanche un’ideuzza per far ridere su Berlusconi senza affossare la già bistrattatissima dignità delle donne? Allora vai in pensione, fijo mio.
    E dire che proprio Luttazzi ha scritto un lungo articolo sulla differenza tra comicità e sfottò. Quella sera (magari sempre) ha decisamente razzolato male.

  21. Dopo una più accurata osservazione, grazie alla gent. ssima Monica, condivido la mia modesta opinione con voi.
    Daniele non parla di sodomizzazione, bensì del piacere scaturito dalla sessualità che spesso e volentieri mischia piacere e dolore (il rapporto anale, il primo rapporto sessuale ecc..) e che fa parte anche della concezione personale che ogni individuo ha della sessualità (chi preferisce, ad esempio, la posizione cosiddetta “del missionario”, perchè enfatizza il piacere dato dal fatto che la “forza” dell’uomo prevarica la donna).
    Queste, però, sono sicuramente posizioni discutibili, anche dal punto psicologico, ma sono ciò che sono, e cioè, realtà. (Realtà individuali)
    Il fatto che alcuni di voi le trovino “riprovevoli”, aumenta la mia stima verso di voi, attenti osservatori, ma addirittura “ignobili” o “inneggiatorie alla violenza”, bè è un’esagerazione…
    Poco tempo fa mi sono ritrovata a discutere del fatto che il rapporto uomo-donna (e viceversa) non sia altro che il ripercuotersi della vicenda vittima-carnefice, in ogni sua piccola sfaccettatura…chiaramente è un argomento di difficile risoluzione, ma queste sottigliezze su cui indagate voi, non è che non meritino attenzione (io stessa, fan accanita di Luttazzi, ho fatto le mie considerazioni al riguardo), ma nel mondo in cui ci troviamo, credete davvero debbano essere le nostre “lotte”, quello su cui puntare tutta questa attenzione?
    Bisogna cmq essere sempre critici, soprattutto rispetto a chi ci piace, molto di più rispetto a chi non gradiamo…lo stesso Luttazzi è da apprezzare per questo…quando gli applausi diventano “incandescenti” e smisurati, è lui stesso a dire “Hey, attenzione, anche Hitler ha cominciato così!”
    Voglio solo sottolineare che Luttazzi è umano, cioè imperfetto, con dei limiti come tutti, e lui stesso ci invita ad ascoltarlo ben consapevoli di questo dato di fatto.
    Bè, per me tutto ciò è sintomo di una forte integrità (umana e artistica).
    Detto ciò, se voi siete degli attenti osservatori, più di quanto non sia lui, meglio per voi e per le persone che incontrerete sul vostro cammino.
    (io purtroppo, preferisco ancora un uomo sopra di me, e continuo a ridere delle battute di Luttazzi, Hicks e altri…non possiamo essere tutti allo stesso livello, ma vi ringrazio cmq, le vostre opinioni le ho trovate molto interessanti!)
    Ciao!

  22. Continuo a pensare che non è dall’ultimo anello della catena che si debba partire per criticare l’assenza di valori o di contenuti del mondo della comunicazione e della società. Mi preoccuperei di più di quel che non comunicano i giornalisti o di ciò che i nostri politici non fanno. Ma c’è, nelle persone, troppo disinteresse per accorgersi di questo.

    Se la gente ha un registro così basso, non è “colpa” del comico o satiro di turno, che deve preoccuparsi di suscitare una risata, oltre che di comunicare dei contenuti (che pur in maniera non condivisibile ha -a mio avviso- comunicato), e che quei contenuti vengano compresi in base al registro adottato dal pubblico.

    Uno schetch più “elevato”, che non si rifaceva ai parametri (bassi) ma condivisi dalla maggior parte degli italiani, non solo non avrebbe suscitato ilarità ma non sarebbe stato neppure compreso nei contenuti. Criticare la Satira mi sembra un po’ come dar da mangiare al famoso elefante.

  23. Le accuse, più o meno velate, di machismo riferite a Luttazzi mi lasciano veramente perplesso, capisco che la nostra sinistra (ahimè) viva un progressivo disorientamento, ma addirittura tornare ad un vetero-femminismo fuori dal tempo mi sembra fuori luogo. Per quanto riguarda il monologo di Luttazzi, che dovrebbe essere il cuore della discussione, è una metafora (come è stato detto) di una paese dominato che prova piacere nella sottomissione (non è forse questo il quid di tutti i fascismi?).
    Per quanto riguarda il sesso anale, che molti, erroneamente, mettono al centro del loro discorso, è una pratica sessuale che alcune persone, adulte e consenzienti, fanno nella loro vita privata. Non c’è sadismo, non c’è prevaricazione, non c’è “bullismo”.

    Ma forse è meglio che si spieghi direttamente Luttazzi che poco fa su Dagospia ha scritto: “ho notato che sono le donne (alcune) a sentirsi più colpite dall’esplorazione satirica di umori e pratiche sessuali; ma reagire con una difesa ideologica di genere (“la sua satira degrada le donne”) quando si tratta di normale tecnica satirica (la satira, con la sua volgarità giocosa, degrada l’essere umano per generare una visione rinnovata sul mondo) costituisce un abbaglio tanto frequente quanto indiziale. Se si viene urtati da una scena satirica, è utile interrogarsi sul perchè, senza proiettare sull’artista il proprio turbamento. Lì c’è un nodo (psicologico e/o culturale) che andrebbe sciolto. Chi lo ha già fatto, ride”
    Qui la lettera completa:
    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-14390.htm

  24. ringrazio dario per la segnalazione. da oggi, quindi, non considererò più un errore, nelle composizioni e nelle relazioni dei miei alunni, le copiat…ops, scusa, le citazioni occulte. ma, anzi, mi divertirò a scovarle e loro mi daranno un premio se le avrò trovate tutte.
    molto illuminante…:-)

  25. Senti per favore cris. Anche qui stiamo tra adulti consezienti, non mi far dire cose in un lessico non gradito alla padrona di casa. Ma stiamo anncora alla psicoanalisi selvaggia della proiezione, per cui se ci si arrabbia per la sessualizzazione del corpo si ha problemi con la propria sessualità? Carini io ho un figlio di pochi mesi. Assicuro che non sono la Madonna.
    Questi rimandi alla psicologia d’accatto, sono una prassi costante del maschilismo a sinistra. Si usano queste nozioni per depotenziare l’argomentazione logica utilizzata, si scavalca la soggettività dell’interlocutore. Lui è politico e razionale, io invece sarei una poveraccia in preda ai miei meccanismi difensivi. Potrei fare lo stesso con le sue esibizioni e sicuramente con molta più competenza, ma lo trovo scorretto. La psicologia selvaggia è una cosa scorretta.
    La questione è un’altra. Quello che lUzzatti indicava era stato indicato già da molti prima di lui e non poteva provocare alcuna epifania. Ce lo mettono al culo! Uhhhhhh che originalitàààà. Ma sai quante vignette sketch nbattute facciamo noantri a sinistra su questa roba? Satolla, ci potrei fare la favoletta per mio figlio, quello oramai si addormenterebbe uguale. Allora perchè si ride? Perchè la volgarità ha effetto apotropaico. Perchè il sessismo scalda il cuore dei maschi e lo mette al sicuro. Perchè tra Luttazzi e Vanzina ci corre solo un filino di destrezza ma neanche un grammo di etica. E da ben prima di questo spettacolo.
    (Giovanna ti chiedo scusa se lo ritieni giusto censura)

  26. grazie luisa e grazie zauberei. mi sento meno sola quando scovo tra i commenti argomentazioni come le vostre, frutto a mio parere di intelligenza sensibilità e raffinatezza di pensiero.
    semplicemnte luttazzi non ha fatto ridere. ha cominciato parlando di un incipit di stupro. se questi sono i giochi di potere “di letto” sui quali riesce a fare ironia penso “che uomo triste e per niente raffinato”. sarà semantica, estetica, forma, quello che volete, ma è importante anche o soprattutto il contesto. se il suo intento è formare ad una comicità che faccia regredire agli anni ’50 chi lo ascolta forse ci sta riuscendo visti i commenti positivi. che noia anche, sì.

  27. Dai su Vanzina e Luttazzi allo stesso livello?

    Allora anche Tognazzi/Paviglianiti/Vitali

    quando scorreggiano nei rispettivi film sono la stessa cosa?

    Io non credo propio.

    @laura : diceva picasso che “I mediocri imitano, i geni copiano” quindi riconosci il genio tra i tuoi studenti

  28. @Zauberei
    “Allora perchè si ride? Perchè la volgarità ha effetto apotropaico.”
    Questa non l’avevo mai sentita. La volgarità avrebbe un effetto scaramantico? Funzionerebbe come il cornino o il santino per la rimozione del maligno?
    Luttazzi ha spiegato la sua posizione. Però non c’è cosa peggiore di chi continua a ragionare con la paranoia femminista sopra gli occhi credendosi convinta di non esserlo per nulla.
    Solo una femminista può continuare a incepparsi sull’interpretazione maschilista dell’intervento di Luttazzi. Che brutto tic che è. Prendete la cosa per quel che è, satira più o meno felice. Se vi è piaciuto lo sketch, bene, altrimenti libere di non ridere. Si continua a voler vedere ciò che avete già deciso di vedere. Non mi pare che si possa trovare un punto d’incontro.

  29. @ laura: Cara laura, non credo che i tuoi alunni abbiano problemi legali. E, comunque, bisognerebbe guardare gli spettacoli di luttazzi (che durano a volte anche 3 ore) per capire che il livello di copiatura si attesta a mio parere molto al di sotto dell’1% delle parole dette. Non mi sembra rilevante per farsi un giudizio; e’ utile solo a chi, non avendo mezzi culturali per criticare a fondo lo stile di luttazzi, grida al “copione!”

    Quello che mi rammarica di questa conversazione e’ che si sta attenti alle forme e non ai contenuti piu’ sottili, che mostrano quanto sia una satira attenta che si presta a piu’ livelli interpretativi. Probabilmente, a chi si e’ scandalizzato per il monologo iniziale sono sfuggiti diversi messaggi interessanti. Ne cito solo due (a memoria):

    1. Ad un applauso molto forte, luttazzi dice: “Attenzione, anche hitler ha cominciato cosi'”. Che e’ un chiaro riferimento ad uno dei comandamenti per chi vuole fare satira e non propaganda politica, che dice: “noi siamo pegigori delle nostre battute”. Lui non vuole essere un trascinatore di popoli, (cfr. il commento da lui scritto sulla figura di Grillo http://borislimpopo.wordpress.com/materiali/il-cosa-e-il-come-%E2%80%93-daniele-luttazzi/)

    2. Il riferimento ai vibratori con sopra la cupola del duomo delle supporters dell’ IDV ‘e una chiara critica alla politica a volte populista fatta da Di Pietro. E questo vuol dire fare satira intelligente, e chi lo etichetta come un “comico di sinistra”, a mio parere, non ha visto abbastanza satira per poter capire a fondo i suoi messaggi, tutt’altro che banali

    Per concludere a @Zauberei. Luttazzi descrive il sesso in tutte le sue forme, e a mio parere, etichettarlo come maschilista di sinistra e’ ridicolo. In alcuni suoi monologhi parla di una dominatrice che gli fa pulire il pavimento con la lingua. Oppure dice “l’uomo ha solo due stati: arrapato e affamato, questo risolve completamente tutto l’universo maschile”. I suoi monologhi fanno riflettere sulle categorie mentali che abbiamo. Questo non vuol dire che dobbiamo abbandonare le nostre categorie, ma magari rivisatarle per capire i propri limiti di giudizio.

  30. Applauso x Dario che evidenzia come la satira (feroce) di Luttazzi non sia soggetta ad etichette aprioristiche: leggete i suoi libri, troverete uno stillicidio di crudeltà contro il PD paragonabili per numero e sadismo a quelle che sono dedicate all’Imperatore di Arcore o al Papa.

    Nel mio primo commento dicevo che tutta questa discussione nasce in realtà da un malcelato moralismo di fondo. Il che è stato ulteriormente confermato dalla seguente frase “tra Luttazzi e Vanzina ci corre solo un filino di destrezza ma neanche un grammo di etica”. Credo che quando si discute di arte si dovrebbe prescindere dalla moralità del suo autore, a me quello che fa Luttazzi (o Pasolini, o Monicelli, o Busi) nella sua vita privata non interessa. Lo giudico, piuttosto, per quel che dice/scrive che, naturalmente, può piacere o meno.

  31. che c’entra leggere l’opera omnia di Luttazzi? Che c’entra se prende in giro anche il PD? Qui si sta parlando di un passaggio preciso di un suo spettacolo preciso, che a mio modestissimo parere poteva risparmiarsi perché, come detto meglio da altri, ricascava in un atteggiamento culturale (?) più berlusconico che mai. Punto.

  32. Intanto, non ho ben capito di cosa sarei convinta di non essere, paranoica in effetti no non sono. Femminista ma si, senza problemi. Sgradevoli questi modi di liquidare tante critiche arrivate da persone diverse e quotidiani diversi. Luttazzi stesso ha reagito con una mancanza di classe imbarazzante.
    Siamo in una certa contestualità storica e culturale di cui delle donne si lamentano perchè se ne sentono penalizzate e che anche a molti uomini non piace per gli stessi motivi. Alla satira che agisce come critica a questo contesto, io chiedo un linguaggio coerente con il suo obbiettivo e consapevole del contesto in cui opera. Lo chiedo il doppio se partecipando a un impresa come Raiperunanotte, assume un ruolo politico, che non avrebbe altrimenti. Dopo di che pareri diversi. Chiudo qui perchè mi ripeterei.

  33. Desidero soltanto ringraziare chi gestisce questo magnifico spazio per aver ripubblicato il condivisibile intervento di Davide e anche chi ha postato la risposta di Luttazzi su Dagospia, che mi era sfuggita – e che ahimè non mi convince. Più che essere autodifensiva è autocelebrativa (“il mio monologo è in rete e sfolgora”) e contrattacca: se vi siete offesi, guardatevi dentro e chiedetevi perché. Sono d’accordo con Zauberei.

  34. Ciao Giovanna,
    Ringrazio Rita Charbonnier che mi ha segnalato questo post su Facebook.
    L’intervento di Davide lo condivido assolutamente. E’ in pratica ciò che anch’io sostengo in questo post a riguardo:

    http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2010/03/ce-ne-anche-per-luttazzi.html

    terzo di un trittico che in questi giorni ho dedicato a tre diversi esponenti di un neomaschilismo intellettuale misogino che sta prendendo piede in Italia.
    Io mi sono chiesta, di fronte all’argomento principale del monologo di Luttazzi, perchè allora non descrivere un atto di sodomizzazione omosessuale? Secondo me avrebbe avuto un impatto ancor più dirompente. Invece, per vigliaccheria e per non passare da busoni, si è come al solito, scelto il machismo da quattro soldi, con la donna sottomessa nel modo più degradante. Ha ragione Davide, questo non è altro che Berlusconismo, il famoso “rapporto anale non gradito” che ha descritto Paolo Guzzanti.

    Un saluto
    Lameduck

  35. Secondo me è sbagliato attribuire intenzioni maschiliste al monologo di Luttazzi.

    1) Luttazzi sta parlando di due partner, il che esclude la situazione “uomo che violenta donna” e la situazione “uomo che violenta uomo”.

    2) Ai fini della metafora (partner inculato=italiani) è necessario che il partner inizialmente non voglia e poi goda (è necessario perchè ciò crea un ulteriore parallelismo con gli italiani, che ora godono di Berlusconi). Se il partner deve inizialmente rifiutare il sesso anale, è molto più probabile che sia una donna, piuttosto che un omosessuale maschio (questo perchè, credo sia evidente, è molto più probabile che una coppia di uomini gay faccia sesso anale rispetto ad una coppia etero; certo non vuol dire che tutti i gay facciano sesso anale, ma, generalizzando, è evidente che è più probabile che una ragazza rifiuti di fare sesso anale col proprio compagno, piuttosto che un uomo gay col suo compagno). Per questo, a mio avviso, Luttazzi ha scelto il rapporto uomo-donna e non quello gay.

    3) Attenzione: (come molti han già rilevato) Luttazzi non ha fatto un monologo sul sesso anale; il monologo era sugli italiani e su Berlusconi: cambia tutto. Il suo monologo non faceva satira sul sesso anale dicendo che tutte le donne godono nel farlo; il suo monologo usava una situazione (il sesso anale tra un uomo ed una donna) che, in quanto situazione, non aveva pretesa di universalità, e che serviva da metafora per parlare dell’Italia.

  36. Sono d’accordo con Dario…e smettiamola con sta cosa che Luttazzi non fa ridere…sono vent’anni che lo dite, fate i vostri commenti profondi e lasciate in pace sto discorso, ma chi cavolo vi fa ridere??De Luigis??Bisio??
    E poi, fatemi capire…sto uomo andava in onda a mezzanotte, ma porca miseria, vi disturba molto uno che dice ste cose a mezzanotte??
    Non lo guardate! Vi guardate Ferrara, Fazio, Vespa e tutti i più grandi artisti dell’ipocrisia (altro che maschilismo latente!) e poi mi state a fare l’analisi della battuta di Luttazzi…ma se vi inca..aste così per cose serie, altro che Berlusca, a calci lo prendevamo…invece no, mi fanno l’analisi della battuta che un comico, cacckiato da anni, ha fatto in una serata “fuori dalla rai”…ma baaaaaasta, ma fate una, almeno una cosa nella vita di serio – e la scusa dei figli, non basta (sai che sto parlando con te, cara!)
    Ehhhhhhhhhhhh, lo so, scusate, ma a un certo punto mi avete rotto!(se non si fosse capito)
    Saluti a tutti

  37. Garguz, Luttazzi poteva ambientare l’inchiappettata anche in un carcere o in una caserma dove, mi risulta, di partner non consenzienti se ne trovano.
    Io chiederei poi a Luttazzi se lui, che è così sicuro che il sesso anale faccia godere, lo ha mai preso nel…
    Così, giusto per non pensare che si tratti solo di una sua fantasia.
    😉

  38. Lameduck, se Luttazzi lo avesse ambientato in prigione descrivendo un rapporto non consenziente avrebbe messo in scena una violenza, cosa che secondo me non voleva fare (e infatti ho scritto “Luttazzi sta parlando di due partner, il che esclude la situazione “uomo che violenta donna” e la situazione “uomo che violenta uomo”.”): come ho detto, la situazione da lui descritta non è quella di un uomo che violenta una donna ma di due partner che stanno per fare sesso anale e inizialmente la donna non vuole. Secondo me non sta parlando di violenza sessuale nel senso che, nella scenetta che descrive, l’uomo non ha preso con violenza la donna che non vuole avere rapporti con lui; parlando esplicitamente “della tua ragazza” Luttazzi implicitamente descrive una situazione in cui la donna potrebbe tranquillamente rifiutarsi ed andarsene dalla stanza. Non si tratta di violenza. (Certo, so benissimo che la maggior parte delle violenze avvengono tra partner, ma credo che attibuire a quella scenetta il sottinteso che l’uomo ha preso con la forza la propria ragazza e la stia violentando, essendo lei non consenziente, sia andar troppo di fantasia rispetto a quello che Luttazzi dice esplicitamente).

    Il caso del carcere è il contrario: si tratta di violenza sessuale nei confronti di una persona non consenziente. Avesse messo in scena una situazione del genere, avrebbe contravvenuto al principio base della sua satira che è quello di non prendersi gioco della vittima (vedi il suo post Mentana a Elm Street)
    . In quel caso, le critiche sarebbero state giuste.

    Proprio leggendo l’esempio che proponevi tu, quello della violenza in carcere, mi è venuta in mente una battuta di Luttazzi proprio su quel tema:

    “Come educare i giovani sui pericoli della droga? Basterebbe un cartello con su disegnati un cerchio piccolo e un cerchio grande. Cerchio piccolo: questo è il vostro buco del culo. Cerchio grande: questo è il vostro buco del culo in prigione. Problema risolto.”
    (Da “La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne”, pag. 79)

    Come vedi, Luttazzi conosce bene la differenza tra un rapporto anale consenziente ed uno non consenziente. In quest’ultimo esempio l’allusione è proprio ad un rapporto non consenziente; a Raiperunanotte, invece, dipinge una situazione ipotetica in cui il rapporto è consenziente e la ragazza alla fine gode. Ma l’intento non è di dire che tutte godono nel fare sesso anale: non lo è perchè, come ho già detto, la battuta non è sul sesso anale (che è solo un mezzo) ma su Berlusconi e gli italiani (che sono l’obbiettivo della battuta). Al limite, se proprio vuoi, puoi criticare a Luttazzi di essersi inventato una situazione (una ragazza che gode nel fare sesso anale) impossibile, se ritieni che nessuna ragazza possa godere nel fare sesso anale; io di questo non ne sono sicuro (posso solo immaginare che esistono ragazze che godono, ma non mi spingo oltre), ma di certo non è questo il succo del monologo di Luttazzi e comunque, avessi anche ragione tu, c’è una grande differenza tra l’imputargli una situazione impossibile ed imputargli una situazione maschilista.

  39. Curiosita (un bel po’ off topic): quando ho letto il post di Garguz ho riso parecchio alla battuta:

    “Come educare i giovani sui pericoli della droga? Basterebbe un cartello con su disegnati un cerchio piccolo e un cerchio grande. Cerchio piccolo: questo è il vostro buco del culo. Cerchio grande: questo è il vostro buco del culo in prigione. Problema risolto.”
    (Da “La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne”, pag. 79)

    Poi ho provato a tradurla in inglese (alla buona), per poi dare in pasto il risultato a google, e voilà

    http://www.free-funny-jokes.com/big-and-small-circles.html

    Lungi da me tuffarmi nella polemica, ma divento sempre più convinto che ci sono le battute che fanno ridere, e poi Luttazzi.

  40. Mi sono imbattuto in questo blog, ho letto l’articolo e i commenti.

    Non voglio riaccendere discussioni ormai evidentemente chiuse, ma ci tenevo a specificare che è LAMPANTE come la scena descritta da Luttazzi, quale incipit per la descrizione del rapporto masochistico Berlusconi-italiani, sia quello di due partner consenzienti ed entrambi desiderosi di fare quello che effettivamente dopo compiono. Nessuna donna che prima non aveva voglia ma poi scopre quanto gli piaccia; la donna lo voleva eccome (chiarificatore il passaggio “Come va?”-“Mh.”)(se poi vogliamo buttarci nel ginepraio secondo cui ogni ‘intrusione’ del corpo femminile è violenza, anche quando è dalla donna voluto…)
    L’analisi è ben più profonda: Luttazzi non dice “Berlusconi l’ha messo nel culo all’improvviso agli italiani e gli italiani si son scoperti a piacerlo”, bensì “Gli italiani non hanno mai perso il loro storico desiderio inconscio della sottomissione, ci sono caduti in pieno con Mussolini, e ci sono ricaduti con Berlusconi.”

    Ma si sa, Luttazzi è volgare. Molto più efficace Travaglio. Ops, ho appena declassato Travaglio a comico? Qualcuno ha detto che il vero guaio del berlusconismo è che la nostra scala di valori è stata sballata. Quanto aveva ragione costui…

  41. Secondo me Luttazzi si è espresso male, il punto e che non credo che fosse l’inculata in sè ad essere usata come sinonimo di sopraffazione e di perdita d’onore. Ovviamente dove questo rapporto è consenziente e ci si gode non sussiste l’idea che il rapporto anale sia segno di sottomissione per chi lo riceve, quando una persona è consenziente, anche quando riceve non è passiva, ci tengo a sottolineare il mio rifiuto di questa categoria. Credo che ci si riferisse sì alla disponibilità consenziente ma in un rapporto succube dove Berlusconi è la metafora dell’amante inaffidabile narcisista e e l’Italia che lo vota la metafora di quelle donne succubi e spesso prive di autostima, non emancipate che nonostante vengano ripetutamente derise disprezzate continuano indefessamente ad amare il bastardo. Sostanzialmente il bastardo è uno che le ha circuite dicendo parole d’amore e fingendo di amarle promettendo mari, monti e dedizione, queste si innamorano, puntualmente il bastardo si rivela per quello che è un egocentrico menefreghista che concepisce *lui* l’amore della donna conquistata come una debolezza e il rapporto sessuale come sottomissione, di cui il rapporto anale rappresenta il culmine, *lui* concepisce la donna (popolo) come un oggetto da usare, la disprezza come persona non la stima, e si fa i cazzi suoi, ogni tanto lei si incazza e allora dinge nuovamente di amarla e lei si scioglie, è uno di quelli che fa sesso con le donne disprezzandole. Dopo anni che il rapporto va avanti la delusione di questa donna si trasforma in masochismo e comincia a leggere in questa bastardaggine caratteristiche vincenti, la sottomissione consiste nel fatto che lei, come il popolo è prona ad ogni suo capriccio e disposta a farlo in qualsiasi posizione ne è completamente condizionata. Solitamente si dice che la donna venga umiliata non per aver fatto sesso ma per averlo fatto con uno che l’ha presa in giro, e lì l’umiliazione consiste nell’inganno, ovvero il corrispondente psicologico dello stupro, non nel sesso in sè, ma nella concezione che il dongiovanni ha del sesso con la donna ovvero l’aver raggiunto un obbiettivo, l’aver fatto rete, l’aver segnato, fatto scopa, e nel disprezzo sotteso, nel caso dell’amante bastardo si parla di una lei che continua ad inseguire questo implorandolo di farci sesso.
    Non credo che luttazzi avesse lui questa concezione della donna.

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