Studenti&Reporter 6 – La fabbrica delle ragazze immagine

Oggi l’inchiesta di Studenti&Reporter su Repubblica Bologna parla di ragazze che vendono la propria immagine per guadagnarsi da vivere.

Questo è il mio pezzo introduttivo, seguito da due interviste:

In un mondo in cui l’ingresso nel lavoro è sempre più difficile, precario e sottopagato soprattutto per le donne, molte ragazze usano la loro immagine per guadagnare qualcosa: hostess, ragazze immagine, cubiste sono alcuni dei ruoli più noti.

Non tutte sognano di entrare nello spettacolo: molte si pagano gli studi in attesa di altre occupazioni.

Abbiamo fatto una ricognizione sulle agenzie bolognesi che lavorano nel settore. La maggior parte offrono, più in generale, servizi locali di organizzazione eventi; pochissime sono sede locale di realtà nazionali e internazionali che operano nello spettacolo. Non tutte le ragazze si rivolgono alle agenzie, molte si mettono in proprio. Ecco le principali mansioni.

La promoter indossa magliette sponsorizzate e distribuisce volantini e gadget per circa 50 euro al giorno. La hostess, in rigoroso tailleur, offre accoglienza clienti e servizi di traduzione durante convegni, fiere, eventi, per circa 80 euro a giornata di 8 ore.

Delle promoter e hostess, il 70% sono studentesse fra 18 e 26 anni.

Poi ci sono i veri e propri ruoli “di immagine”, in cui la bellezza fisica ha il ruolo più importante.

La ragazza immagine, per minimo 150/200 euro a servizio, semplicemente sta ferma in abito elegante o in costume durante fiere, eventi o feste, prestandosi a foto con prodotti, clienti e ospiti; in caso di necessità, si rifiuta di fare qualsiasi cosa. La driver, in pantalone nero e camicia bianca, si fa offrire da bere dai clienti di un locale, per un compenso di circa 80 euro a serata di un paio d’ore. La cubista balla sui cubi in discoteca, pagata minimo 100 euro per 3 o 4 ore di lavoro. L’accompagnatrice, infine, fa da partner a clienti importanti in cene e summit di lavoro, anche fuori sede e all’estero; completamente spesata, prende un minimo di 1000 euro a servizio, più una diaria variabile.

INTERVISTA 1: «Allevavo e istruivo Top Class: me le portavano i genitori», di Aura Tiralongo

INTERVISTA 2: «In discoteca mi guardavano tutti: l’ho fatto diventare il mio lavoro», di Aura Tiralongo

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Qui le puntate precedenti di Studenti&Reporter:

Studenti&Reporter 5 – I ventenni e il viagra

Studenti&Reporter 4 – Il femminismo, che roba è? 3 marzo 2010

Studenti&Reporter 3 – Insicurezza reale e precepita, 17 febbraio 2010

Studenti&Reporter 2 – La movida Made in Bo, 3 febbraio 2010

Studenti&Reporter 1 – Presentazione, 20 gennaio 2010

8 risposte a “Studenti&Reporter 6 – La fabbrica delle ragazze immagine

  1. Attenzione… “La hostess, in rigoroso tailleur, offre accoglienza clienti e servizi di traduzione”: sbagliato. Nelle fiere, il servizio di “traduzione”, che poi in questo caso è interpretariato, dovrebbe essere assicurato dagli/dalle interpreti, che prendono tariffe ben più alte. La hostess dovrebbe limitarsi ad accogliere i clienti, distribuire volantini e simili. Se le agenzie chiedono alle hostess competenze linguistiche, stanno cercando di svicolare sui costi dell’interpretariato e assumere un/un’interprete senza pagarlo/a il giusto.

  2. Io sono per la scelta..ma il fatto che ci siano solo lavori legati all’immagine per le donne è scandaloso e fa riflettere sul ruolo che hanno le donne nel nostro Paese!! Bel post 🙂

  3. Mi ha colpita, nella seconda intervista, quanto ci guadagnano le agenzie che gestiscono queste ragazze; 3000 euro solo per una settimana di corso, praticamente un master! O_0
    Quel verbo “allevare” riferito alle top class non so chi l’abbia messo – immagino un titolista della redazione – ma la dice lunga.
    E infine, la funzione delle accompagnatrici, giustamente distinte dalle escort, mi fa tristezza: è comunque l’idea che un uomo è meglio se si presenta accompagnato da una bella donna che gli faccia fare bella figura davanti agli altri… ma a pagamento! Sono meccanismi che non capisco proprio (da parte degli uomini che utilizzano queste opportunità).

  4. “è comunque l’idea che un uomo è meglio se si presenta accompagnato da una bella donna che gli faccia fare bella figura davanti agli altri..ma a pagamento! Sono meccanismi che non capisco proprio (da parte degli uomini che utilizzano queste opportunità)” concordo, secondo me è un’esplicita ammissione di incompetenza portare una ragazza bella per fare bella figura. Ad ogni modo penso che anche in questi casi le cose si facciano in due, quindi è anche vero che se non ci fossero donne che si prestano a questi ruoli l’uomo sarebbe portato a rivedere in qualche modo le sue strategie.

  5. Quello che mi ha colpito di più è il trattamento che le agenzie di hostess fanno dell’interpretariato. Non pensavo potessero arrivare a tanto. Squallidissimo.

  6. Io ho fatto la hostess per anni e in certi casi dovevo pure fare l’interprete essendo bilingue. Comunque, in tal caso mi pagavano di più.
    Ora basta vista l’età, ma credo che per le ragazze oggi sia più difficile, essendo tutto puntato sull’immagine. Che tristezza.

  7. Pingback: «In discoteca mi guardavano tutti, ed è diventato il mio lavoro.» | D I S . A M B . I G U A N D O

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