Un Obama inglese?

Nella politica inglese è scoppiato il caso di Nick Clegg, 43 anni, leader dei Liberaldemocratici. Dopo il primo dibattito televisivo, giovedì scorso su Itv, in cui Clegg si è confrontato con il Tory David Cameron e il premier laburista Gordon Brown, i sondaggi a suo favore sono schizzati dal 43% di consensi (contro il 26 di Cameron e il 23 di Brown) immediatamente dopo la trasmissione, al 72% nei sondaggi di sabato (contro il 19 di Cameron e il 18 di Brown).

«Un ciclone», come si dice in gergo giornalistico.

Al punto che, stando a quanto dicevano ieri molte testate inglesi, l’esito delle elezioni del 6 maggio è sempre più dubbio:

Sono andata a guardarmi su Itv il dibattito e in effetti, a confronto degli altri due – ingessati e inespressivi – Clegg sembra l’unico essere vivente. Mi ha colpita soprattutto la sua gestualità, molto lontana dagli standard inglesi e più vicina a quella italiana, anche se non raggiunge mai gli eccessi a cui ci hanno abituati i politici nostrani. Diciamo che Clegg prende il meglio dell’informalità sudeuropea e lo combina con l’à plomb inglese, riuscendo a mantenersi elegante anche quando tiene le mani in tasca.

E poiché Clegg parla in modo semplice e insiste sul cambiamento e la speranza, molti lo paragonano a un piccolo Obama. Il che mi pare esagerato, ma non ho ancora osservato abbastanza il caso. Vedremo.

Ecco come i tre candidati hanno chiuso il dibattito (Clegg è l’ultimo):

35 risposte a “Un Obama inglese?

  1. Ciao a tutti, ho sentito parlare anche io di Clegg, e la differenza tra i primi due sfidanti è evidente a tutti.
    Mi sono soffermato anche io, come ha fatto notare lei, sui suoi movimenti. Non sono proprio un esperto in materia ma mi sembra che quei gesti non siano del tutto naturali e propri del suo modo di parlare. Mi spiego, c’è molta plasticità secondo me, e nonostante i movimenti siano molto rassicuranti, ho come l’impressione che siano stati ben studiati prima. Guardiamo un altro esempio(a caso?), Berlusconi è dotato di un Actio che secondo me riesce a far sembrare naturale, propria della sua persona. In altre parole, Berlusconi, ma anche altri politici nostri, hanno una gestualità che comunque mantengono a grandi linee anche nelle situazioni private, mentre Clegg no. Secondo me c’è il rischio per Clegg (se verrà eletto), che un eventuale discorso non studiato, come può essere quello che avviene subito dopo un emergenza o una tragedia, possa fargli perdere l’immagine di sicurezza e di “simpatia” che ha costruito durante i suoi interventi, se non sarà in grado di ripetere con la stessa forza il suo messaggio di speranza nel futuro.

  2. jmagli, non so: ho visto diversi discorsi di Clegg, non solo quello del dibattito televisivo. E non ho la tua impressione.

    Ne vedrò altri per farmi un’opinione più completa, che ancora – come dicevo – non mi sono formata.

    In ogni caso, non dimentichiamo le differenze culturali: la gestualità inglese è molto più controllata della nostra, in generale, non solo nel caso di Clegg. Per questo il paragone con Berlusconi (seppure per differenza) non mi pare indicato, in quanto non solo fuorviante, ma per giunta troppo legato alla specificità di un personaggio (Berlusconi) che pure per la politica italiana inviterei tutti a smettere di prendere a riferimento, una buona volta.
    🙂

  3. quindi Voi credete in tutta buona fede la democrazia si possa trasporre da un individuo in una piccola piazza che ragiona con delle persone reali ad un televisore/schermo con milioni di guardanti e sempre in buona fede credete non si generino dei salti d’orbitale (nel concetto “democrazia”), ed essa resti maneggiabile senza trasformarsi in radioattiva?

  4. In effetti mi sono fatto questa impressione vedendo questo dibattito, dovrei guardarmene sicuramente altri. Il paragone che ho fatto, era veramente per prendere una persona a caso che deve buona parte della sua immagine alla gestualità. Riguardo al fatto di non prenderlo più in considerazione, beh si stavolta ho peccato, anche se rispetto ormai da tempo il consiglio di Lakoff di “non pensare all’elefante”.

  5. Ha recitato nel Cyrano de Bergerac ed è stato attore ad Hollywood,

    qualche notiziola sui suoi antenati
    http://www.dailymail.co.uk/news/article-488824/The-sexy-Russian-spy-Lib-Dem-leader-hopeful-Nick-Cleggs-past.html

    sta imparando a casa a gesticolare come i latini, e nel suo 1 minuto e 36 di intervento non mi sembra abbia detto nulla di significativo, ma l’ha fatto coinvolgendo il suo pubblico e dando un po’ ragione a tutti.
    L’abbigliamento è formale come quello dei suoi due colleghi, il colore della cravatta è sciatto e senza personalità, e la sua disimpegnata colloquialità risulta molto costruita.
    Sarà che dopo la lezione italiana, quelli che parlano troppo a braccio mi fanno paura.

  6. A me ha colpito subito l’incredibile semplificazione del suo linguaggio rispetto a quello degli altri candidati. Il mio livello di inglese è scolastico e dei primi due discorsi non ho capito nulla, tranne qualche termine. Ascoltando Cleggs, non solo ho intuito il senso generale del discorso, ma l’ho seguito comprendendo chiaramente tutte le parole. Coinvolgere e catturare tutti, davvero.
    Entrando nel toto-paragoni, la catena semantica “vecchi partiti che fanno le stesse promesse, che non mantengono le stesse promosse, facendo gli stessi vecchi errori” forse ricorda il motivo per cui alle regionali il movimento di Beppe Grillo ha fatto il botto.

  7. io non direi “Obama inglese” perchè Obama è del partito democratico, mentre Clegg viene dal “terzo” partito, all’opposizione da decenni. Giovedì alle ore 21 (in Italia) ci sarà il secondo dibattito su (british) sky. Sull’argomento dei dibattiti ho fatto 2 interviste a 2 americani:
    http://technosoc.blogspot.com/2010/03/2-interviews-about-presidential-debates.html

  8. (…)On leaving school Clegg took a year out to work as a ski instructor, a diversion that was abruptly curtailed when he broke his leg. ‘Tearing his hair out’ at home, he tried his hand at a novel, modelled on Gabriel García Márquez’s Autumn of the Patriarch – a book with no punctuation at all. ‘It was completely unreadable.’ He also took up transcendental meditation, which he was to practise for the next five years. People may mock, he says, but he found it an extremely good way to deal with the stresses of ordinary life. ‘I stopped it because after a while it can become slightly inward-looking and I didn’t like that.'(…)
    Clegg had been interested in drama at Westminster, and at Cambridge he acted in a version of Cyrano de Bergerac directed by Sam Mendes. Theroux says his friends half-expected him to pursue a career on the stage. He also captained the college tennis team, a symptom of what Theroux describes as ‘the Clegg family’s sporting gene’.(…)
    fonte: Telegraph

    C’è un punto di svolta nella sua vita nel 1989, ma niente di che.

  9. Dal 1999 al 2004 è stato anche Parlamentare europeo, è sorprendente che i suoi potenziali elettori britannici si siano resi conto della sua esistenza solo nel dibattito di pochi giorni fa, Nick Clegg è il classico politico che passa inosservato, senza televisione.
    Il più puntuale e competente tra i tre a me è sembrato Gordon Brown, si vede che conosce quello di cui sta parlando.

  10. Ho trovato molto interessante lo spunto di riflessione che ho approfondito in un post:

    http://giansante.wordpress.com/2010/04/21/leader-britannici-a-confronto-2/

  11. Specifico perchè consideravo evidenti le mie supposizioni: credo che Gordon Brown pratichi lo yoga, da qui la posizione del piede per scaricare tensione, e soffra di un leggero strabismo di Venere, ecco perchè lo spettatore pensa che non guardi in camera.

    Condivido le riflessioni sugli altri due candidati: anche a me sono sembrati due tipi da “pinta di birra al pub e pacche sulle spalle”, quindi non so se questo possa giovare alla politica inglese, quel che è sicuro è che il loro popolo beve parecchio basta ricordare anche solo un frammento di quel che combinarono gli Hooligans quando accompagnarono la squadra in Italia.
    Quindi quella formula potrebbe funzionare sulla massa inglese.

  12. Certo dovremmo invece valutare perchè nella sedicente self controlled Inghilterra non siano riusciti ad esprimere, su tre, una candidata donna migliore di quei due boccaloni di Clegg e Cameron, ma questa è un’altra storia, almeno loro hanno la Regina e sappiamo come, la Regina, ha trattato anche il nostro campione nazionale.

  13. “è sorprendente che i suoi potenziali elettori britannici si siano resi conto della sua esistenza solo nel dibattito di pochi giorni fa, Nick Clegg è il classico politico che passa inosservato, senza televisione.”

    non è Nick Clegg che passa inosservato ma il discorso è un altro: per decenni e decenni, tutti i primi ministri sono stati conservatori o laburisti, quindi il leader del partito liberaldemocratico ha sempre ricevuto una copertura mediatica molto scarsa; le cose sono cambiate un pò quando Clegg è stato eletto capo del partito (nel 2007). Se le elezioni erano viste come una corsa a 2, che senso ha parlare del numero 3 (questo era il discorso dei media britannici) ?

  14. Scusa Hamlet ma un partito politico nasce perchè ha copertura mediatica o perchè fa volantinaggio del suo programma on the road su tutto il territorio?
    Ormai non ne scende più nessuno per strada, stanno tutti in studio questi illustri politici ad ammansire elettori potenziali ridotti a tuberi davanti al televisore.
    Comunque si è pagato già una bella campagna per le Europee tra il 1999 e il 2004 e quindi l’opportunità di dimostrare le sue capacità l’ha avuta.
    Non mi risulta che abbia brillato questo Clegg.

  15. “Scusa Hamlet ma un partito politico nasce perchè ha copertura mediatica o perchè fa volantinaggio del suo programma on the road su tutto il territorio?”

    io potrei chiedere: un partito sopravvive se non ha copertura mediatica?? Si è pagato la campagna elettorale per le europee del 1999? Si, ma nel Regno Unito a nessuno frega niente delle europee (la campagna non sarà costata molto, anche perchè non c’erano le preferenze) infatti l’affluenza alle urne nel Regno Unito fu del 23,3%. Non ti risulta che abbia brillato Clegg? Non so se ha brillato, ma tu hai seguito i lavori a Strasburgo di Clegg dal 1999 al 2004?

  16. Hamlet non dovevo seguirli io i lavori di Clegg, ma i suoi conterranei che, a quanto risulta, lo bypassarono (irrilevante?), dal momento che, fino a pochi giorni fa, prima della sua comparsata televisiva, non seppero manco chi fu.

  17. esatto; non sapevano chi fosse perchè il partito liberaldemocratico ha una bassissima copertura mediatica (come ho già detto)

  18. Hamlet non sapevano chi fosse perchè non ha fatto nulla di significativo, la copertura mediatica è post non ante il progetto e l’azione di un Partito (tranne che per il caso italiano che, come immagino tu sappia, è un caso unico in tutto il mondo).
    Comunque ognuno si tenga le sue idee, non mi va il muro contro muro, è un nosense.

  19. “non sapevano chi fosse perchè non ha fatto nulla di significativo, la copertura mediatica è post non ante il progetto e l’azione di un Partito”

    mi sembra la questione “è nato prima l’uovo o la gallina”? Clegg poteva anche andare sulla luna e su marte o vincere una guerra da solo ma non avrebbe avuto importanza: in quanto membro del partito liberaldemocratico, pochissimi media avrebbero parlato di lui. Non è molto difficile da capire. Il sistema elettorale del Regno Unito (first-past-the-post, cioè maggioritario) è un sistema che strangola il terzo partito. Esempio: elezioni del 1983, voto popolare – conservatori 42,4% – laburisti 27,6% – alleanza liberaldemocratica 25,4% di voti. Quanti sono i seggi ottenuti?? i conservatori di Thatcher ottengono il 61% di parlamentari – i laburisti ottengono il 32% di parlamentari – i liberaldemocratici ottengono solo il 3,5% di parlamentari. Secondo te, alle elezioni successive (1987) i 3 partiti avranno la stessa copertura mediatica? No! Perchè saranno descritte come una corsa a 2! Va bene che ognuno può avere le sue opinioni, però per esprimere opinioni che abbiano senso bisogna conoscere il sistema elettorale del Regno Unito e anche un pò la sua storia, sennò si rischia una discussione da bar sganciata dai dati di fatto.

  20. Allora Hamlet visto che insisti nella testardaggine della fissazione sulla copertura mediatica ti rispondo questo: Clegg avrebbe avuto più voti, quindi più seggi, se avesse lavorato meglio. All’Estero non è come qui da noi, i media sono comunque più liberi, in Italia invece c’è un proprietario mediatico che determina gli esiti mandando illustri sconosciuti in televisione, o sui suoi giornali, compresi quelli gossippari, e punendo i candidati che a lui non piacciono anche se prendono maggiori preferenze. Basta guardare come è composta la nuova giunta regionale lombarda (peraltro il candidato capolista non poteva partecipare alle ultime regionali), per capire che, in Italia, sono i più compiacenti ad essere premiati, non quelli che lavorano meglio sul territorio.
    Tu ragioni da Italiano, con la deformazione tipica di coloro che pensano che la politica sia decisa, ovunque, da una copertura mediatica determinante, e questo tuo presupposto rappresenta l’uovo e la gallina del tuo discettare.

    Alla prova dei fatti, nel discorso conclusivo, mi risulta che Cameron abbia sparato una raffica di sciocchezze, mentre Clegg si sia avvicinato, sostanzialmente, alle posizioni di Brown.
    Il problema, anche in questo caso, è logico, Hamlet, e si può discutere anche al bar. Dipende da chi si siede, al bar.

  21. “Clegg avrebbe avuto più voti, quindi più seggi, se avesse lavorato meglio. All’Estero non è come qui da noi, i media sono comunque più liberi”

    questa è un’idea molto ingenua della politica, mi dispiace dirlo. Per parlare di politica bisogna anche conoscere i sistemi elettorali. Se tu pensi che un politico fa bene, poi magicamente riceve copertura mediatica e poi magicamente vince le elezioni, allora sei molto lontana dalla realtà. Se un politico U.S.A. fa bene e non fa parte né del partito democratico né del partito repubblicano, non diventerà mai presidente (a prescindere da quello che può fare). Stesso discorso per il Regno Unito: sono 2 partiti che per decenni si sono contesi il potere, gli altri non hanno avuto possibilità. Se poi uno conosce il sistema elettorale del Regno Unito, capirebbe che il terzo partito oggi è strangolato e può eleggere solo un pugno di parlamentari. Cara eloisette, se Brown fosse stato il capo del partito liberaldemocratico e se Clegg fosse stato il capo del governo, tu avresti detto “fino a pochi giorni fa, nessuno si è accorto dell’esistenza di Brown!” Dai, non è difficile da capire. (e comunque non è vero che nessuno si è accorto dell’esistenza di Clegg, se ne sono accorti nel 2007 quando ha vinto la leadership del partito)

  22. Hamlet sei de coccio:
    io non penso che “un politico faccia bene, poi magicamente riceve copertura mediatica e poi magicamente vince le elezioni”.

    Penso che “un politico faccia bene, quindi vince le elezioni, quindi riceve copertura mediatica”. Italia a parte, dove, come tu ben sai, il sistema è drogato.
    E qui chiudo l’argomento, per quel che mi riguarda.
    Un caffè al ginseng, grazie.

  23. negli Usa i media sono più liberi che da noi ma, come ho detto, non importa se fai bene o fai male: se non appartieni a 1 dei 2 partiti, non hai nessuna chance di diventare presidente. Nel Regno Unito (almento prima delle elezioni) le cose erano simili: 2 partiti si contendono il potere e gli altri fanno da sparring partner. Per quanto riguarda l’argomento “Clegg non ha fatto niente di eccezionale fino ad oggi”: Clegg ha 43 anni (e viene da un partito che sta sempre all’opposizione e non aveva nessuna possibilità di vincere), cosa aveva fatto Gordon Brown di eccezionale a 43 anni (cioè nel 1994) ? Un bel niente.

  24. ma le cose non funzionano come pensi tu. Un politico fa bene e, se non appartiene a un grande partito, riceve pochissima copertura mediatica e non vince le elezioni. Come ti spieghi che dal 1869 ad oggi, tutti i presidenti Usa erano democratici o repubblicani????????? I politici degli altri partiti, secondo te, erano tutti incapaci?????

  25. Dividersi in tanti partitelli non aiuta, è vero anche che ci sono bivii, trivii e quadrivii, ma solo se ne vale la pena, cioè se le proposte si differenziano davvero, comunque come hai visto negli States la riforma sanitaria è passata perchè Obama ci ha creduto. Sono le persone, con le storie personali appunto, che sanno portare le loro specificità all’interno di una coalizione, e che fanno la differenza, non il numero di combinazioni possibili tra i partiti. E in Italia stiamo assistendo, proprio in questi giorni, ad un totale appiattimento della coalizione di maggioranza, su un unico vocione.

  26. Storie personali con punti di forza e limiti di evoluzioni rivoluzioni, non omogenati di storie di omologazione.

  27. la giunta regionale lombarda, Nick Clegg, Obama e la riforma della sanità: se si salta di palo in frasca, si rischia di non capire nulla. A me sembra evidente che in Usa, 2 partiti (spalleggiati e sostenuti dai media) si alternano al potere; stessa cosa succede nel Regno Unito e in molti altri Paesi. Se uno vuole andare al potere e non appartiene ai 2 partiti principali, non ha nessuna chance (di vincere).

  28. A Signur Hamlet: non dirmi che appartieni alla categoria di quelli del “le cose non cambiano mai”?
    Ciao innovazione con tipi come te, dai stai buono che voglio leggere il saggio sul fitness.

  29. mai detta e pensata che le cose non cambiano mai; ma un conto è fare un’analisi sensata, un conto è vedere cambiamenti dove non ci sono. Se uno fa un’analisi, non deve augurarsi o scoraggiare innovazioni; deve fare solo un’analisi.

  30. Hamlet se Einstein l’avesse pensata come te, non avrebbe mai fatto saltar per aria nessun alambicco nei suoi esperimenti.
    Sei scontato Hamlet, prevedevo che avresti risposto da saputello che ha studiato la lezioncina ma non va oltre quel che ha letto.

  31. non mi interessa ciò che prevedevi: a te non interessa fare delle analisi ma solo fare polemiche 😦 peccato, tempo perso

  32. è colpa mia che ti ho presa sul serio 😦

  33. Hamlet rileggi quello che ho scritto, forse capirai l’etimologia di polemica, non ha nulla a che vedere con le mie considerazioni.
    Non mi interessa se mi prendi o non mi prendi sul serio, quello dipende dai limiti di comprensione, diversi per ciascun individuo.
    Non battibeccare, esprimi un parere sul post, qui nessuno deve o vuole convincere nessun altro. L’essenziale è prendersi sul serio, senza esagerare. Non innamorarti troppo delle tue posizioni, a volte possono essere sbagliate 🙂

  34. Hamlet, aspetta un momento, tu non avevi ordinato niente da bere? 🙂

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