Cooperazione e/o conflitto?

Si è chiuso ieri a Perugia l’International Journalism Festival (21-15 aprile), pieno zeppo di relatori di spicco (QUI la lista) e di pubblico osannante, come ormai accade a ogni festival di successo.

Fra gli eventi che ho seguito on line, la key note di Luca De Biase, direttore di Nòva del Sole 24 Ore, dal titolo «L’alba di un nuovo giornalismo», e la successiva discussione fra lui e Vittorio Zambardino.

La discussione è ricca di spunti interessanti. Riassumerla non può che banalizzarla, ma grosso modo è una contrapposizione fra chi – Luca De Biase – sottolinea come la logica della rete metta virtuosamente in rilievo gli aspetti cooperativi della società e dell’economia, e chi – Vittorio Zambardino – ricorda che anche in rete ci sono continui problemi di potere e conflitto.

Mi pare che le due posizioni siano complementari, più che contrapposte. Non a caso, da tempo seguo i blog di entrambi i giornalisti, che spesso trattano gli stessi temi con la complementarità che emerge anche in questo caso.

Ecco De Biase, visto da Zambardino:

L’alba del giornalismo a Pleasantville, di Vittorio Zambardino, 22 aprile 2010.

E Zambardino, visto da De Biase:

Zambardino preferisce il conflitto, di Luca De Biase, 23 aprile 2010.

Trovi QUI il video del discorso di De Biase.

4 risposte a “Cooperazione e/o conflitto?

  1. Ho seguito anch’io streaming l’intervento di Luca De Biase e ho analizzato la reazione e il comportamento di Zambardino.
    Mi sono fatta un’idea a mio avviso completa sulla vicenda, idea che tengo per me, peraltro già ieri ho espresso su “Snai si prende gioco dei giocatori” dove, secondo me, ci sarà innovazione in Italia nei prossimi mesi e anni.
    Tutto il resto, battibecco più o meno cooperante o confliggente, come cantava Franco Califano, è noia.
    Solo un dato che a me non sembra irrilevante: ho dovuto aspettare che De Biase mettesse il link sul suo blog per ottenere le informazioni necessarie a inviare a Fondazione Ahref, i miei riferimenti.
    Ho visto Zambardino, sul suo blog, molto più solerte e meno reticente altre volte, chissà perchè.

  2. Sto ragionando molto su queste cose, e sto preparando un post per Ibridamenti, già in programma da tempo. L’orizzontale e il verticale della rete:) Appena lo posto te lo segnalo. Quello che è certo è che per quanto la verticalizzazione – alle volte mi paia ineludibile perchè sta nella nostra testa prima che nelle cose – l’orizzontale – ossia un modo di relazionarsi paritario la cooperazione il livellamento etc – sono cose intrinseche alla rete e al comportamento di rete, quando la comunicazione le ignora – spesso fallisce.
    Boh appena articolo meglio ti faccio sapere:)

  3. Zauberei nel tuo ragionamento, oltre ad orizzontale e verticale, i pezzi basic, metti anche “budget a fine mese” e “ostruzionismo del gruppo nei confronti del singolo quando il singolo ha un’autonomia di giudizio rispetto al gruppo”.
    Mi sembrano riferimenti essenziali per comprendere a pieno determinate dinamiche, alla luce dell’esperienza dei fatti.

  4. Zauberei, visto che sei una psicologa, spiega a qualche broccolo che non l’ha capita, che nella mia spiegazione disambiguante dello spot a Christian c’era dell’ironia nella seconda parte del secondo commento (la copula), sennò questi che vi leggono non capiscono.
    Mettiamo i sottotitoli.

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