Archivi del giorno: venerdì, 7 maggio 2010

Virginity for sell

Natalie Dylan è lo pseudonimo di una studentessa californiana che a 22 anni, nel settembre 2008, annunciò per radio che avrebbe messo all’asta on line la sua verginità.

Aveva appena preso una laurea in women studies e, con i soldi che avrebbe guadagnato, progettava di pagarsi un master in terapia familiare. Nel giro di pochi mesi la notizia rimbalzò su giornali e televisioni mainstream e il 30 settembre la ragazza fu ospite al Tyra Bank Show.

Natalie diede una motivazione femminista al suo gesto, parlando di «empowerment» femminile e dichiarando cose come:

«Idealized virginity is just a tool to keep women in their place. But […] if virginity is considered that valuable, what’s to stop me from benefiting from that? It is mine, after all. And the value of my chastity is one level on which men cannot compete with me. I decided to flip the equation, and turn my virginity into something that allows me to gain power and opportunity from men» («Why I’m selling my virginity», The Daily Beast, January 23, 2009).

Arrivò infine a prevedere che vendere la verginità sarebbe diventato presto una tendenza. E in effetti, se cerchi su Google «virginity for sell», trovi molti casi.

Ora anche in Italia abbiamo il nostro (grazie a Valentina per la segnalazione). Con differenze interessanti, però.

A fine marzo Silvia Valerio, 19 anni, ha pubblicato con Vallecchi il romanzo C’era una volta un presidente. Ius primae noctis, in cui parla del suo desiderio di donare (non vendere) la verginità a Mahmud Ahmadinejad. Pensa infatti che il presidente dell’Iran, oltre a essere molto attraente, sia l’unico uomo capace di trattare le donne e di riconoscere il loro valore, cosa che gli occidentali non sanno più fare.

Insomma il caso Silvia Valerio è stato costruito nel modo più cinicamente consono alla disparità di genere italiana. Infatti, la ragazza (o chi per lei) gioca sempre sul tema della verginità per attirare l’attenzione e fare soldi, ma ribadisce la solita immagine della donna inconsapevole e sottomessa, perché parla di valorizzazione femminile ma desidera unirsi a uno dei peggiori emblemi di violenza sulle donne e loro discriminazione, dunque ostenta una scandalosa ignoranza per la quale, quando appare in tv, è sempre messa a tacere o sbeffeggiata.

Questa è l’apparizione di Natalie Dylan al Tyra Bank Show:

E questa è Silvia Valerio al Chiambretti Night: