Archivi del giorno: venerdì, 14 Mag 2010

Le ragazze di 3 piacciono al Giurì della pubblicità

Giorni fa ho denunciato – e invitato a denunciare – all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) – il cosiddetto Giurì – l’ennesima e inutile ostentazione di corpi femminili dell’ultima campagna 3 (vedi: Corpi femminili e tariffe telefoniche). Alcuni commentatori hanno storto il naso: c’è di peggio, hanno detto. Certo, al peggio non c’è limite.

Annuncio stampa Abbonamenti Power 3

Ma che bisogno c’era di promuovere le tariffe telefoniche con tre ragazze prezzate? Di alludere al fatto che i prezzi potrebbero riferirsi a loro? Di farci immaginare tutti i clienti di 3 come maschi sbavanti e frustrati che, non avendo «chi può farli parlare di più», chiamano una hot line per consolarsi in solitudine?

Forse avrei dovuto far notare ai signori di IAP che la pubblicità offende più gli uomini delle donne, rappresentandoli col chiodo fisso e scarse soddisfazioni nella vita. Magari così mi avrebbero ascoltata.

Perché stavolta – a differenza di altre – il Giurì ha risposto picche.

D’altra parte li capisco: le aziende telefoniche sono molto potenti. Inoltre, ribadiscono da anni l’equivalenza gnocca = telefonino. Come se a usare il cellulare – prodotto diffusissimo in Italia – fossero solo pupone di plastica e maschi allupati. Quindi allo IAP l’ennesima pupona finisce per sembrare normale.

Ma io insisto e torno a scrivergli. E per giunta invito tutti a denunciare, denunciare e ri-denunciare allo IAP la campagna, seguendo questa procedura. Se il Giurì si troverà di fronte a una valanga di denunce, forse si renderà conto che la sensibilità comune sta cambiando. E prima o poi dovrà tenerne conto.

Ecco come ieri mi hanno risposto:

Messaggio pubblicitario H3G «Abbonamenti Power. Chi può farti parlare di più?», relativo agli ‘Abbonamenti Power’

rilevato su “Sette” – data copertina 06/05/2010

Con riferimento alla Sua segnalazione del 5 maggio 2010, desideriamo informarLa che, esaminato il messaggio in oggetto, non sono stati ravvisati elementi atti a determinare un intervento inibitorio e che, pertanto, il caso è stato archiviato.

In particolare, si è ritenuto che nel caso specifico, sebbene sia lecito porsi dei dubbi sul buon gusto della scelta pubblicitaria, la presenza delle modelle non determini di per sé una lesione della persona ai sensi dell’art. 10 del Codice di Autodisciplina, posto che la comunicazione non contiene elementi, visivi o verbali, tali da veicolare una carica svilente dell’immagine della donna.

Esprimendo il nostro apprezzamento per la Sua considerazione, La ringraziamo e Le porgiamo i nostri migliori saluti.

I.A.P.

La Segreteria, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, via Larga 15 – 20122  Milano (Italy), tel 02 58304941 – fax 02 58303717