Archivi del giorno: lunedì, 24 maggio 2010

Bersani, il turpiloquio e la Gelmini

Sabato 22 maggio Pier Luigi Bersani ha chiuso l’Assemblea Nazionale del Pd proponendo una «figura eroica»: quella degli insegnanti di scuola, che inseguono i disagi sociali e i bisogni di tutti i ragazzi a costo di enormi sacrifici.

Bella chiusura, molti elettori del Pd avranno pensato: finalmente una «cosa di sinistra». Retorica, certo, perché non corredata da proposte concrete a favore della scuola. Ma le chiusure sono tutte retoriche, no? Già.

Peccato che Bersani abbia aggiunto: «mentre la Gelmini gli rompe i coglioni». Agli insegnanti eroi.

Ma come? mi lamento che Bersani parla burocratese e poi m’indigno se per una volta usa un’espressione colloquiale?

Il problema non è il turpiloquio, né tanto meno il linguaggio colloquiale: le parole vanno usate tutte, incluse le parolacce, se hanno una funzione e una pregnanza nel contesto in cui sono usate. Se aggiungono impatto emotivo senza offendere nessuno.

Ma la parolaccia di Bersani menziona metaforicamente un attributo maschile e lo riferisce a una donna. Risultato: volgarità gratuita, di sapore vagamente maschilista, in un periodo in cui la disparità di genere è sulla bocca di tutti. E per giunta offre al ministro Gelmini l’occasione di rispondere con stile.

Prendi infatti, da un lato, la risposta che ieri ha dato Mariastella Gelmini, a Palermo per la manifestazione in memoria della strage di Capaci: «Non commento, siamo qua per discutere di cultura della legalità e non di altro» e confrontala, dall’altro lato, con la controreplica che il Pd ha affidato a Giovanni Bachelet:

«Il numero di entusiastici messaggini spediti da amici e parenti insegnanti subito dopo le parole di Bersani sulla scuola suggerisce che la scelta di definirli eroi del nostro tempo, malgrado l’espressione birichina che sintetizzava il più volte dichiarato disprezzo del ministro verso il loro lavoro considerato un ammortizzatore sociale, rallegra molte persone per bene».

Morale della favola: mentre gli «amici e parenti» di Bachelet lodano e imbrodano il «birichino», Gelmini svetta su tutti i media per signorilità.

Sapeva, Bersani, di fare un regalo del genere alla sua avversaria?