La seduzione del caffè Borghetti

Mi scrive Giuliana, a proposito dell’ultimo spot di Caffè Borghetti: «Cara Giovanna, navighiamo in un mare di volgarità, ma questo l’hai visto? O sono io esagerata?»

Così le ho risposto:

Lo spot non è originale, perché punta come sempre sulla bellezza di un corpo femminile e sul richiamo sessuale.

Ma rappresenta una scena di seduzione attiva da parte di una donna. Ed è retto da una microstruttura narrativa, in cui per giunta due ragazzotti hanno la faccia da fessacchiotti, mentre la ragazza ha la faccia furbissima.

Inoltre, per una volta abbiamo una sola donna e due uomini, dunque abbiamo scampato la situazione tipica inversa, che rimanda all’harem.

Quando ho qualche dubbio, faccio sempre la prova di commutazione e mi chiedo: ci potrebbe stare un uomo bellissimo al posto della ragazza ? In questo caso potrebbe. Infatti, di spot con ragazzi splendidi che fanno girare la testa alle passanti, ne abbiamo visti.

Insomma, il problema non è l’uso del corpo in sé: il corpo è importante per tutti e l’ammirazione per la bellezza non va demonizzata. Tuttavia, in un paese in cui quasi tutte le campagne abusano del corpo femminile, siamo talmente stanchi, talmente nauseati, che ormai qualunque esibizione di corpo e bellezza ci pare offensiva per chiunque quel corpo non ce l’abbia.

Certo, anche nel caso Borghetti ci sarebbe da fare il lungo discorso sull’omologazione del corpo perfetto che ancora una volta ci viene proposta: tutti con certe forme, certe proporzioni, capelli, bocche, sguardi. Anche i due ragazzi, a ben guardare, sono omologati, seppur meno della ragazza.

Ma nel complesso non trovo lo spot offensivo della dignità femminile, questo no.

7 risposte a “La seduzione del caffè Borghetti

  1. Giovanna, sono d’accordo: meno peggio di tanti altri spot. Un vizietto un po’ subdolo continua a non andarmi giù, però: le inquadrature da voyeur malandrino che dall’alto mostrano due seni strizzati in una scollatura profonda e in un frame posizionano il bicchiere di un ragazzo esattamente tra le curve della graziosa fanciulla. Sai meglio di me che Lorella Zanardo ne fa vedere un bel po’ di questi sguardi indiscreti nel suo libro…
    Non mi offende, no, ma posso dire che non mi convince? D’accordo lei è furbetta e loro due broccoloni imbambolati, ma non sono sicura che la prova della commutazione regga fino in fondo. Immaginiamo che un bel ragazzo passi strusciando tra due donne: secondo me difficilmente si troverà il bicchiere di una delle due diciamo…vicino al sedere, su cui indagherà con insistenza una telecamera birichina, che dite?

  2. ciao Giovanna, a me invece lo spot sembra in tutto e per tutto omologabile a tutti quelli che utilizzano in maniera pretestuosa il corpo femminile, esibendolo come “esca” per lo sguardo, senza alcuna giustificazione narrativa e/o senza alcun legame con il prodotto/brand. qui tra l’altro mi pare che l’insistenza sulla scollatura e sui seni sia molto simile a quanto si vede nei cosiddetti “cinepanettoni”, davvero volgare e “pesante”. di “pericoli” scampati, come tu dici, qui ne vedo pochi davvero, e se anche ce ne fossero stati di rilevanti non mi sembra il caso di rallegrarsene più di tanto. mi sembra un gioco al ribasso dire “ok, c’è la donna in lingerie, ma pensa se fosse stata nuda”. non so, forse sono io che non afferro la logica.

  3. Mah… a dir la verità trovo un pò cavillosa la tua spiegazione. Furba? Sarà, ma senza un bel seno e un abitino attilato non avrebbe di certo attirato gli sguardi dei due ragazzi, nè sciolto il ghiaccio nel bicchiere. Non mi sembra prova di gran emacipazione questa!

  4. Dalla parte di Borghetti.
    Scusatemi se vado off-topic per perorare la causa del convitato di pietra, il povero Caffè Borghetti. E’ un prodotto con un ricco immaginario: un brand storico, un mito per gli appassionati di calcio, l’etichetta bellissima con la stella. Mannaggia, i creativi ne avevano di materiale, ma niente! vai con l’ennesima bambola seminuda.
    La quale, non mi sembra molto attiva, non più di quanto può esserlo un caffè che “ti seduce al primo sorso”. facile facile. Lei = caffè, è mora, eccitante (vorrebbe), c’ha pure la stellina a chiudere il vestito, etichetta che a stento contiene e una “bottiglia” debordante. su cui, va da sè, il protagonista proverà in tutti i modi ad avventarsi per bersela tutta.
    Povera ragazza. Povero ragazzo. Ma soprattutto povero Borghetti.

  5. Credo che invece il distinguo abbia assolutamente senso.
    Scusa Lorenz: una donna “emancipata” cosa dovrebbe fare, essere asessuata?
    Io credo piuttosto non essere il solito passivo oggetto del desiderio.
    C’è tutto un codice di espressioni e gesti che qualifica l’essere soggetti o oggetti di desiderio, sarebbe interessante indagarlo e approfondirlo visto che non appare così ovvio (“semiotica della seduzione”? ;)).
    Certo, probabilmente ci sarebbero state altre possibilità come dice bruno, ma…la storia annoia, il calcio piace (quasi) solo agli uomini…ergo si ripiega sul solito eros.

  6. Quoto l’altra donna eh, sisi. E mi sembra che Giovanna centri il punto. Noto anche come, spesso l’argomentazione femminista sia usata – in ottima fede – come sinonimo di buon gusto e cattivo gusto ogni volta che c’è una scena in cui c’è di mezzo un richiamo sessuale. Ma non è li il punto.
    Ricordo una pubblicità – che ora purtroppo non riesco a rintracciare – di uno che si faceva un caffè e poteva scegliere tra il caffà nero e il cappuccino.
    La scelta si esplicitava in una ragazza bianca dietro le sue spalle nel suo letto, o una bera sempre gnuda sempre nel suo letto. Beate eh. Lui colla faccia dello zuzzurellone edonista.
    Allora – si può decidere che siamo satolli di pubblicità a richiamo sessuale, ma la rappresentazione in termini di potere o di lesione della dignità, va su altri binari.

  7. Non concordo con unaltradonna: è vero una donna emancipata non deve essere asessuata, ma non dovrebbe ritenere che la sua unica arma di seduzione sia il seno e quanto lo mostra o struscia. Il mostrarsi in tal modo, la bocca socchiusa, lo stursciare, sono per me sintomo di una donna non emancipata, una donna disponibile solo sessualmente perchè è l’unica cosa valida da offrire. Gli uomini infatti non sono certo mostrati senza pantaloni e con la “merce ” in mostra..perchè? Perchè loro possono essere broccoloni? Perchè una donna dovrebbe accontentarsi di quei bambocci della pubblicità?
    Questa pubblicità è semplicemente la solita solfa: la donna deve essere bellissima, dichiaratamente disponibile e furbetta; all’uomo può bastare essere passabile e simpatico, non deve essere neanche tanto intelligente!

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