Anziani su Facebook

«Facendo una ricerca su Facebook, sono oltre 500 le pagine contenenti la parola “anziani”, 121 la parola “anziane”, mentre solo 25 contengono la parola “anziano” e 4 la parola “anziana”. […] Dato l’eccezionale numero di pagine dedicate alle anziane e agli anziani, prenderò in considerazione solo quelle che hanno più di 500 fan, che contano cioè più di 500 “mi piace”».

Comincia così la tesina che Armando Mercuri, studente al primo anno della magistrale in Semiotica, ha preparato per l’esame di Semiotica di consumi.

Ma come sono rappresentati gli anziani in queste pagine?

«Gli anziani su Facebook sono incompetenti, ignoranti, arroganti, non sanno parlare, sentire, vedere. Insultano, sbraitano e sono maniaci sessuali. Le anziane hanno gli stessi difetti dei loro colleghi, e anche di più. […] Un dato preoccupante che emerge dalla ricerca è che esistono pochissime pagine sugli anziani a carattere non offensivo.»

Alcuni esempi: «Anziani che camminano con le mani dietro la schiena» (piace a oltre 46.000), «Anziani che guardano i lavori in corso» (piace a quasi 190.000 persone), «Anziani che spiano dietro la finestra e si nascondono dietro le tende» (piace a circa 13.000 persone), «Anziani che fingono di attraversare e inducono gli automobilisti in errore» (piace a 24.300), «Anziani che seminano dubbi e litigi chiedendo chi è l’ultimo dal dottore» (piace a circa 17.800), «Anziani che quando compiono un notevole sforzo fisico dicono OPPALA» (piace a quasi 26.000), «Anziani che scoreggiano e fanno finta di niente» (quasi 13.000 fan), «Anziani che si innamorano delle badanti polacche/russe/rumene/moldave» (oltre 13.000), «Anziani che scopano più dei nipoti dopo aver assunto vagonate di viagra» (1.417 fan). E così via.

Armando ha tentato una classificazione:

«Le pagine si dividono in categorie riguardanti problemi di salute e di morte, e comportamenti (1) da osservatori passivi, (2) pericolosi per sé e per gli altri, (3) strambi, (4) a sfondo sessuale, (5) che non si addicono alla loro età.»

E per spiegare il fenomeno fa due ipotesi:

«La prima è che dietro la maschera degli “anziani” si nascondano in realtà altre categorie come i geek o i nerd […]. In pratica, si usa la metafora dell’anziano per descrivere in realtà comportamenti che appartengnono a persone che effettivamente è più probabile che stiano dall’altra parte del monitor.

«La seconda ipotesi e che, se questa metafora non esiste, le pagine non contengono battute del tutto innocue. Dietro a una presunta ironia, potrebbe celarsi un tentativo di allontanare la persona anziana da Facebook e in qualche modo “marcare il territorio”».

In realtà, grazie al prolungamento della vita media nei paesi ricchi, le persone anziane sono in costante aumento su Facebook, come fuori. Capire cosa stia dietro al bisogno di denigrare e deridere «gli anziani» è dunque interessante non solo per Facebook e Internet, ma per tutta la società occidentale.

Il che comporta anzitutto capire cosa vuol dire oggi «anziano»: over 55? over 65? over 70? Per poi scoprire che nessun «over qualcosa» che goda di buona salute e abbia il portafoglio pieno, né su Facebook né fuori, è ormai disposto a autodefinirsi «anziano».

Perciò azzardo: non potremmo forse dire che coloro che disprezzano gli «anziani» se la prendono con un generico «altro» imbranato, puzzone, pericoloso per sé e per gli altri, sessualmente allupato ma frustrato, che in realtà sta dentro di loro?

Puo scaricare da qui (Anziani tra le pagine di Facebook) la tesina di Armando Mercuri.

Abbiamo parlato di anziani e Facebook anche qui:

Anziani felici in rete, 10 dicembre 2009

Vita da Facebook 10 – Adulti e donne alla riscossa, 31 agosto 2009.

17 risposte a “Anziani su Facebook

  1. Leggo tra le conclusioni: “trova conferma la seconda ipotesi, quella secondo cui le battutacce sugli anziani servano in qualche modo a ‘marcare il territorio'”..

    Ma figuriamoci! Mi sembra a dir poco una forzatura pensare che la crescita esponenziale di pagine sugli anziani sia finalizzata a tenerli lontano da FB. Le pagine in questione – se vogliamo – caricaturano gli anziani enfatizzando alcune loro caratteristiche peculiari (dettate molto spesso da abitudini e comportamenti propri di una determinata generazione).

    Esistono gruppi sugli anziani, ma esistono parecchi gruppi sulle MAMME (“Mamme che spostano cose che misteriosamente scompaiono dal globo terracqueo”, “MAMME CHE quando hanno gente a casa cambiano personalità”, “Mamme che ti impediscono di andare in bagno perchè HANNO PULITO ADESSO..” o “Mamme che si esaltano per aver tolto i panni prima del brutto temposugli Studenti), sugli STUDENTI (“studenti che creano le loro teorie sulle teorie dei libri”, “Studenti del liceo scientifico che vanno male nelle materie scientifiche” etc) e, naturalmente, anche sugli UNIVERSITARI. E’ il caso di gruppi quali: “Universitari che comunicano ai genitori il voto degli esami per telefono”, “Universitari convinti che i posti in fondo donino l’immunità” o “Universitari panicati che ti chiedono “com’è” un professore”

    Si ironizza su comportamenti abituali, di questa o di quell’altra categoria sociale, proprio perchè FB è luogo di incontro di categorie più disparate, e certamente non perché si voglia cacciare via qualcuna di queste.

    Segnalo, infine, la pagina sugli studenti fuori sede (http://www.facebook.com/pages/STUDENTE-FUORI-SEDE/123576461015271). Prende brillantemente in giro la categoria degli studenti fuori sede, ed io – che studente fuori sede lo sono stato per 6 anni – mi faccio ad ogni aggiornamento gran belle risate! 😉

  2. Molto interessante, non ci avevo mai riflettuto, bravo Armando!
    Tuttavia non sono molto convinto delle due ipotesi. Tralasciando la prima (quella del geek/nerd) che hai tu stesso smentito alla fine del lavoro, non sono convinto che sia un tentativo da parte dei giovani di “marcare il territorio” rispetto a una presunta invasione di anziani. Mi spiego: i giovani, per quello che vedo, non hanno una reale percezione della fascia anziana di utenti di facebook, sono piuttosto due tipologie di user che vanno in parallelo incrociandosi poco o nulla. Non credo che i giovani si siano a un certo punto sentiti “minacciati nel loro habitat” da un crescente numero di anziani su facebook perché semplicemente non se li filano, pur essendo sullo stesso social network hanno reti di amicizie diverse (non voglio dire che sia sempre così, ma il più delle volte sì). Credo piuttosto che le pagine che prendono in giro/deridono/scherzano sugli anziani, anzi sullo stereotipo dell’anziano attenzione, non siano molto diverse – come intento – dalle pagine del tipo “quelli che…” dove si trova un comportamento o un’abitudine molto comune che in qualche modo restituisce un senso di appartenenza di gruppo. Ammettiamolo, a tutti è capitato di trovarsi il classico vecchietto rigorosamente con cappello che ci guida davanti ai 2 all’ora. Trovarsi una pagina tipo “quelli che si trovano il vecchietto con cappello che guida la panda ai 2 all’ora” ti porta subito a riconoscerti, ti fai una breve risata e clicchi Mi piace. Punto. Credo che lo scopo di queste pagine il più delle volte non sia molto diverso da questo, che poi a volte si vada oltre e si usino insulti e denigrazioni è un altro discorso, ma non penso sia un modo di marcare il territorio. Bel lavoro comunque!

  3. Luca e Marco, calma: ho postato il lavoro di Armando perché contiene spunti interessanti, ma è un lavoro breve e destinato a un esame, il che evidentemente vuol dire che ha diversi limiti. Se Armando vorrà, proseguirà con una tesi di laurea, che inevitabilmente dovrà prendere in considerazione anche fb in altri paesi, non solo italiano.

    Proprio per marcare i limiti e aprire la discussione, ho proposto in conclusione una mia ipotesi, che mi pare funzioni bene anche per i gruppi che voi indicate… 🙂

  4. non credo che la società sia stata più lontana dagli anziani come in questo momento storico
    negli ultimi 70 anni c’è stato uno stravolgimento di molte cose essenziali nella nostra vita
    e tra gli anziani e i giovani si è creato un gap mostruoso

    un tempo l’anziano era saggio, consigliava, era preso in considerazione
    ma mai come ora egli si trova spaesato, non capisce cosa succede e la sua figura finisce per essere (scusate la fermezza), quasi inutile

    ok gli anziani sono sempre stati presi in giro dai giovani, però ora hanno poche carte da giocare per difendersi

  5. La tesi è interessante, è bene studiare e approfondire il mondo di facebook. Personalmente penso, per esperienza personale, che in genere il contenuto delle pagine è a scopo ironico. Il problema nasce dal fatto che gli anziani non amano l’ironia e i giovani che la fanno a volte vanno troppo oltre. Si dovrebbe usare facebook per moderare il comportamento di entrambe le categorie.

  6. Io sono d’accordo con Marco e Luca, i gruppi sugli anziani sono ironici esattamente come quelli su tutte le altre categorie. Al di là di questo, penso sia molto interessante la tesina di Armando, perchè apre la discussione su una componente sociale che c’è, esiste, ma viene relegata ai margini della società. Dai giovani, dagli adulti, dalla pubblicità… Da tutto ciò che è moderno e orientato verso il progresso. Un pò come se sotto sotto, tutti pensassero che “non vale la pena investire su di loro, dal momento che presto non ci saranno più”. Eppure in passato, come si diceva sopra, gli anziani erano le guide delle comunità, ed erano onorati per la loro esperienza, per la loro saggezza. La tesi di Armando potrebbe essere un buon punto di partenza per capire non solo dove sorge il problema, ma anche come sarebbe possibile risolverlo e reintegrare questa componente sociale nel mondo moderno. Anche perchè, anche se nessuno ci vuole pensare o ammetterlo, prima o poi tutti noi ne faremo parte.

  7. Il riferimento all’altro – soprattutto nel caso di Mamme e Anziani – è innegabile, ma ciò avviene soprattutto per il fatto che chi scrive (e chi aderisce e commenta ai gruppi o alle pagine) nella maggior parte dei casi non è né una mamma né un anziano.

    Tuttavia, come evidenzia l’esperienza di “roba da studente fuori sede”, pare evidente che lo scopo di queste pagine sia solamente quello di ridere degli stereotipi o di atteggiamenti talmente comuni (ma certamente non disprezzabili) da chiamare in causa un gran numero di persone.

    Quando rido della frase “Pasta al pesto – roba da studente fuori sede” o “Mamma ti spedisce pasta, frutta, pesce, verdura e pane, beni alimentari e medicinali – roba da studente fuori sede” non lo faccio perché si ironizza dell’altro, ma perché mi identifico in certi comportamenti COMUNI A TANTI, CURIOSI, RISIBILI appunto, ma sicuramente non disprezzabili.

    Chi non ride infondo di certe sue manie, di certi suoi atteggiamenti o di certi suoi modi di pensare..? 🙂

  8. Interessante. Però all’ipotesi del generico “altro” contro cui schierarsi, contrappongo -ma abbino pure- la tendenza a fare clan e la conseguente incapacità di stare soli, soprattutto dei più giovani. Sempre più violenti e meno empatici/emotivi verso chi sta fuori dal loro gruppo di appartenenza. Su fb come nella realtà. Dunque la categoria “anziani” è solo una delle tante temibili categorie denigrabili. Per altro vedo che FB ha fatto un po’ di pulizia..neanche un’anno fa si contavano molti più gruppi esplicitamente violenti contro gli anziani.

    Interessante anche conoscere il percorso che ci ha portati a passare dall’ anziano=saggio all’anziano=inutile.

  9. Argomento vastissimo dalle mille implicazioni. Io fatico a capire di cosa si parla (ebbene sì, rientro nella categoria delle rimbambite :). Sparo due domande:

    1) Si sostiene qui che prendere in giro gli anziani sia un fenomeno nuovo?

    2) Prendere in giro l’altro ( imbranato, puzzone, pericoloso, frustrato…) non è il normale meccanismo di ogni satira sociale?

  10. Belle domande, Giulia. Ah, ho risposto al tuo commento anche al post su “Bellezza non photoshoppata”… meglio tardi che mai.
    😉

  11. Pingback: Segnalazioni: il fratellone di Bruxelles e Italia Camp » Scene Digitali - Blog - Repubblica.it

  12. Grazie mille prof! è stata una bellissima sorpresa vedere la mia tesina sul mio blog preferito! (per chi non lo sapesse, ho finito gli esami con la prof. Cosenza quindi sono disinteressato)

    Cara Giulia (commento delle 15.46) nella tesina cercavo di dimostrare che il modo in cui si prendono in giro gli anziani su FB è un modo ormai vecchio. Se proprio vogliamo fare una satira vera, propongo di inventare qualcosa di nuovo.

    Grazie a chi ha mostrato di apprezzare il mio lavoro. Rivelo qui che ho iniziato ad occuparmi di queste pagine FB sugli anziani perché mi divertivano molto e volevo capire come mai mi divertissero così tanto. Vi giuro che non riuscivo a smettere di ridere quando ho letto “anziani che muoiono ai funerali degli altri”. Poi, leggendo i testi consigliati da Cosenza, ho riflettuto sul fatto che su FB c’è solo UNA tipologia di pagine dedicate agli anziani. E mi è venuta la nausea.

  13. Sono un anziano (69 anni). Teniamo conto che in Italia gli anziani godono di notevoli privilegi economici rispetto ai giovani – riguardo alla pensione, alla garanzia del posto di lavoro (per i lavoratori anziani), alla proprietà della casa. Lo stereotipo dell’anziano emarginato è, in Italia, largamente falso. In un certo senso e mediamente sono i giovani a essere emarginati rispetto agli anziani.
    Forse i giovani non se ne rendono tanto conto – come appare anche da alcuni commenti qui. Certamente fanno ben poco politicamente per fare valere i loro interessi nei confronti di quelli degli anziani. Talvolta gli interessi delle due categorie sono in conflitto: ad esempio, l’innalzamento dell’età pensionabile è tutto sommato nell’interesse dei giovani, che avrebbero un carico economico minore nei prossimi decenni. Perché se ne parla così poco, e i pochi che ne parlano – ad esempio editorialisti del Corriere della sera come Giavazzi e io stesso qui – non sono giovani?
    Non arrivo a dire che gli sberleffi dei giovani agli anziani siano un’inconsapevole rivalsa dei deboli contro i forti, però anche questo potrebbe ben essere un fattore.

  14. @Fabrizio: la metà degli anziani “gode di privilegi economici” se così possiamo chiamare una meritata e dignitosa pensione e qualche agevolazione su ticket, abbonamenti di trasporto e culturali. Qualche agevolazione tra l’altro ce l’hanno anche altre categorie come gli studenti. Però molti di questi anziani fanno da ammortizzatore sociale proprio a quei giovani -e non più giovani- che il lavoro non ce l’hanno. L’altra metà degli anziani vive con circa 400 euro al mese. A me in entrambi i casi non sembra un privilegio, semmai un diritto neanche troppo equo per la verità.

    Se poi ti riferisci all’incognita che noi giovani abbiamo sulle nostre future pensioni, beh son d’accordo con te. Anziani categoria privilegiata.

  15. I miei due cent: io alle pagine degli anziani le trovo molto simpatiche e non certo denigratorie. Servono a farsi due risate. Come quelle sugli universitarii, mamme, babbi, neonati.

    Complimenti cmq ad Armando che ci ha fornito un ottimo spunto e grazie anche a Giovanna che ci allieta la giornata con il suo blog 🙂

  16. Bravo Armando.
    Quello che hai descritto è la realtà delle cose.
    Quando si è giovani sembra lontanissima la pensione, che invece arriva subito. Occorre una maggiore equità sociale. Tutti hanno il diritto di vivere una vita dignitosa.

  17. Sfogliando il lavoro (e non essendo un’addetta ai lavori) l’ho trovato molto interessante! La prospettiva da cui parte e le risposte che cerca di dare sono secondo me un ottimo spunto di partenza per una riflessione più ampia 🙂
    Complimenti! (anche per la pazienza mostrata nella raccolta dei dati)

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