Archivi del giorno: martedì, 20 luglio 2010

Non tutti gli stage vengono per nuocere

Si diceva qualche giorno fa, commentando l’uscita del libro di Eleonora Voltolina La Repubblica degli Stagisti, che oggi in Italia meno di un tirocinio su dieci si trasforma in un contratto.

Quando succede, però, è una festa.

A Gaia, per esempio, è andata bene. Magari non sarà il lavoro della sua vita, ma è un primo vero lavoro.

Perciò le ho chiesto di riassumere la sua esperienza su questo blog, con l’idea di incoraggiare i ragazzi che, a furia di sentir parlare di crisi e stage finiti male, rischiano di perdere le speranze.

Ecco cosa ci racconta:

Ogni mattina ci svegliamo, qualcuno legge i giornali, altri guardano i telegiornali, altri ancora ascoltano le news alla radio. I più pigri buttano l’occhio in un negozio vuoto, e tutti arriviamo alle stesse conclusioni: che la vita è difficile e c’è la crisi.

Mi domando allora: come possiamo, oggi, studiare e avere fiducia in un futuro lavorativo senza avere paura?

Per fortuna mi ha aiutata quella che io chiamo una sana incoscienza che arriva al momento giusto…

Ho deciso di fare lo stage facoltativo offerto dal triennio di Scienze della comunicazione per fare un’esperienza, per capire quello che avrei potuto, voluto e dovuto fare un domani. È facile smarrirsi durante le ricerche, ma ho capito che bisogna perseverare con grinta perché ne vale sempre la pena: siamo noi e il nostro futuro a essere in ballo.

Dopo tanti no e tantissimi silenzi ero avvilita, ma ho continuato senza demordere, con sempre più determinazione. Finalmente un’agenzia di marketing e comunicazione mi ha aperto uno spiraglio.

Inizialmente perplessa, mi sono affacciata a un mondo che mi ha riservato molte sorprese. Ogni giorno andavo al lavoro, contenta o triste non ha importanza, ma tutto quello che facevo lo facevo con passione, e quella passione forte per le cose in cui credo e per le mie idee la trasmettevo con tutta me stessa.

Alla fine, quella che doveva essere un’esperienza di pochi mesi è diventata un contratto di lavoro. Sono entrata a far parte di un’agenzia che si occupa di comunicazione a tutto tondo: seguo il cliente dalla creazione di un piano di comunicazione costruito su di lui (posizionamento, target, strategia, media planning) fino alla realizzazione della grafica e dei testi per pagine pubblicitarie, cataloghi, siti internet.

In particolare preparo powerpoint, in cui analizzo e presento ogni cliente in base al suo target ideale, ai suoi competitor, ai suoi punti di forza. Sto facendo anche le prime esperienze come account junior: al seguito del mio titolare incontro i clienti e raccolgo i brief relativi alle loro esigenze. Aiuto inoltre la mia collega che segue l’ufficio stampa nella redazione di comunicati, nei recall dei giornalisti, nella presenza alle fiere internazionali. Contribuisco infine – nel mio piccolo – allo spirito di squadra, sdrammatizzando con qualche battuta al momento giusto. 🙂

Quindi ragazzi, non mollate: ci vuole fortuna, sì, ma bisogna soprattutto avere costanza, credere in ciò che si sta dicendo e facendo, credere in noi stessi, ammettendo i nostri limiti e riconoscendo le nostre peculiarità, ma soprattutto mettere passione in ciò che si fa, provare emozioni forti e essere in grado di trasmetterle.

Avere paura dell’incerto è la cosa più normale che possa accadere, di questi tempi, ma se ce l’ho fatta io non vedo perché non dovreste farcela anche voi!