La differenza di Wind

In agosto è andato in onda il nuovo spot istituzionale di Wind – curato dall’agenzia DDB – che si nota per diversi motivi.

Innanzi tutto mancano Aldo, Giovanni e Giacomo, da anni testimonial di Wind. Il che già distingueva Wind fra gli operatori italiani di telefonia mobile: tre uomini bruttini che fanno ridere o almeno sorridere (un certo target), invece di corpi femminili anonimi (vedi la campagna di 3 qui e qui discussa), invece di Belén Rodríguez per Tim (testimonial che si distingue per il corpo), invece della coppia Totti+Blasi per Vodafone (testimonial femmina+maschio, ancora una volta famosi per le qualità fisiche: bellezza+prestanza atletica).

Inoltre, sulle note di Hey, soul sister di Train, Wind ringrazia i 22,78 milioni di clienti che l’hanno scelto, alludendo solo implicitamente ad alcuni servizi.

Nulla di particolarmente originale, beninteso: la retorica del ringraziamento ai clienti è usata spesso dalle aziende per costruire, confermare e rinforzare l’idea di appartenenza a un gruppo sociale («siamo belli, siamo tanti…»), oltre che a un marchio (il che, in un settore in cui nessuno è sicuro che le proprie tariffe telefoniche siano davvero più convenienti di altre, è tutto ciò che conta).

E tuttavia, nel contesto italiano della comunicazione degli operatori di telefonia mobile, pare una stella cometa.

16 risposte a “La differenza di Wind

  1. Per me è emozionale… e di questi tempi non è poco!

  2. @Giovanna: ciao e bentornata! 🙂

  3. Eliana, ben tornata a te!!!! 🙂

  4. condivido tutto. aggiungo solo una nota: belén sembra sempre scoglionata e annoiata, sola, in compagnia soltanto del suo cellulare. ok, così l’occhio cade per forza sulle curve. ma se incrocia lo sguardo della ragazza, ti passa la voglia di passare a tim.
    p.s. carlo lasciato da giulia che la chiama ancora è straziante. e nella sua storia raccontata in 2 secondi ci si riconoscono tutti…

  5. Ciao Giovanna, ben tornata : Ho letto il post ed il link sulle tariffe della 3 ! Onestamente, credo che se l’utente dovesse sceglier in base al ” contenuto ” dei messaggi pubblicitari, in chiaro o subliminali, farebbe meglio a tornare ai colombi viaggiatori !! Prestazioni / costi il parametro da esminare il resto può passar in seconda linea.

  6. E’ vero, è decisamente più guardabile di quelle della t i m, ma è comunque un pochino scontata e sì, la storia di Carlo e Giulia è triste… anche per l’ambientazione serale… e per di più Giulia ci fa la figura della strega!
    Per dire, in questi giorni hanno ritramesso quella della lavatrice in cui il bucato fa finta di essere creature marine… a me piace sia l’idea che la realizzazione, insomma evidentemente si può fare qualcosa di diverso!

    OT: Avete avuto risposte dal garante della pubblicità sulla storia di 3? A me hanno risposto, dopo un’eternità, mandandomi la stessa mail che avevano mandato a Giovanna e per cui lei aveva scritto il post… non possono ammettere di aver sbagliato o sono davvero convinti??

  7. Ma io voglio capire una cosa: perché la pubblicità non mi deve parlare del prodotto e io devo essere contenta quando per una volta non usa il culo di una donna per reclamizzare un servizio telefonico? La domanda non peregrina è invece: chi se ne frega della pubblicità e perché è dato per scontato che io mi debba sciroppare il bucato che fa finta di essere una creatura marina? O mi si vuole rispondere con la superiorità imbecille di chi dice che le cose vanno così, sarebbe bello se il mondo fosse diverso ma è questa la palude che ci è dato di guadare?
    Per quale colpa mi tocca questa nemesi? Qualcuno può spiegarlo nei termini del presunto vantaggio sociale per cui occorrerebbe la pubblicità al cittadino? Perché i critici non criticano le pubblicità non referenziali invece di pregare che vengano veicolati valori più positivi piuttosto che altri, soggettivamente negativi?
    Domandina ai tecnici della pubblicità: voi credete che le pubblicità referenziali siano roba da dinosauri e vi guardate l’ombelico a gara a chi è più creativo. Invece io che sono solo una consumatrice vi dico che la vostra creatività è la prova di quanto poco ci sia da dire del prodotto, del servizio, di come non abbia caratteristiche di rilievo rispetto al già presente, dell’inutilità di parlarne, della improponibilità all’essere acquistato. Ma qual’è il mio destino di consumatrice? Respirare una boccata d’ossigeno quando una pubblicità è solo inutile invece che offensiva/discriminatoria/bugiarda/etc? Com’è stato lento ma inesorabile il passaggio che dagli anni ’70 ci ha portato a oggi, prima contro il marketing, poi solo con il marketing accettabile e veritiero, quindi è seguita la pretesa artisticità di una réclame, indi la dissociazione della descrizione dal prodotto, la successiva eliminazione dell’esibizione del prodotto, infine l’accettazione supina.

  8. La pubblicità è diventata – in un processo evolutivo abbastanza comprensibile e noto – una buona rappresentazione dei valori in corso nella società. Per la gioia degli osservatori interessati. Che, credo, non ne sono influenzati nelle loro scelte di acquisto (tranne casi tipo La 3).
    Quanto ne siano influenzati complessivamente i consumatori non so. Non essendo nel business e non dovendo fare una tesina 😉 mi godo lo spettacolo e basta.
    Per la verità, della pubblicità un po’ tengo conto nei miei acquisti, privilegio i prodotti delle aziende che ne fanno meno, sperando di risparmiare. Quanti come me?

  9. Ok, ammetto l’obiezione, la pubblicità non è solo uno specchio dei valori in corso, contribuisce pure ad alimentarli.

  10. Io, da cliente affezionato, ho molto apprezzato la pubblicità (a parte la canzone dei train, che passando milioni di volte in radio, le ha già rotte parecchio).

    Sono infatti stato per una vita utilizzatore della loro prima, semplicissima, ed economica tariffa ricaricabile, dei loro servizi megainternet per cellulare, e da pochi giorni sono felice abbonato di un’altra loro offerta che, almeno per l’uso che ne faccio io, giudico chiara, semplice, ed ovviamente conveniente.

    Di conseguenza, mi sono sentito davvero “chiamato in causa” dalla pubblicità in questione. Per confermare l’affezione dei propri brand lovers penso quindi sia stata un’ottima campagna 🙂

  11. Per rispondere a Fabrizio Bercelli.
    Io premio le pubblicità che mi sono simpatiche quando non ho dati a sufficienza per stabilire la qualità del prodotto, o quando alla fine i prodotti sono uguali ma cambia il pacchetto – un tasto dolenterrimo delle femmine vanesie 🙂
    Per il post di Giovanna. Ma la pubblicità della tim con la supergnocca e la vocina che dice “entra in tim” tutta zozzona sarebbe da denunciare al gran giurì etc etc. Io comunque amo molto totti e consorte. Credo che – certo usando il viatico della ficaccioneria – portavano dei valori alternativi: è per esempio interessante l’autoironia sulla presunta idiozia del nostro, o anche l’inversione dei ruoli di genere tradizionali nella coppia (totto che fa la maglia).

  12. Occorre tenere conto che Wind dovrebbe essere in vendita (non solo la parte italiana) e che potrebbero essere i russi a comprarla.
    Questo tipo di situazioni spesso generano sterzate nella comunicazione che poco hanno a vedere con i consumer…

  13. Sì sì, ci piace Carlo che usa ancora noi due per parlare con Giulia, anche se lei l’ha lasciato

  14. vero vero… ma le pubblicità sono fatte così. Devono arrivare a toccare la nostra psiche… insomma sanno che all’uomo piace l’idea di appartenenza ad un gruppo. Ci sentiamo più forti così… mentre in realtà non lo siamo 🙂

  15. a me è piaciuta molto mi ricorda lo spot di Monte die Paschi di Siena.

    mi è piaciuto anche il contatore…

  16. anche a me è piaciuto questo spot, e sono stata colpita anch’io dal povero carlo che chiama ancora giulia. credo che questa pubblicità “rimanga” a chi la vede perchè effettivamente colpisce i sentimenti e riesce a condensare storie nel giro di pochi secondi.
    credo abbia senso anche se non presenta tariffe e vantaggi del prodotto, perché comunque questo è già stato fatto e continuano a farlo con aldo, giovanni e giacomo (che io trovo tristissimi in quelle pubblicità..forse fanno ridere mia nonna che ha 88 anni). insomma, l’ultimo mi sembra uno spot per tirare le fila dopo anni di wind e dare il senso di far parte di un gruppo.

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