La differenza fra Olanda e Italia vista da Lactacyd

Hai presente la campagna del detergente intimo femminile Lactacyd che imperversa dal 2007 (agenzia Grey Worldwide Italia), spacciando sotto forma di percentuali alcuni stereotipi e banalità sulle donne?

Esempi: «21 donne su 100 non sanno camminare sui tacchi», «35 donne su 100 stirano la camicia del partner», «73 donne su 100 hanno più di 10 paia di scarpe».

Non dimentichiamo, fra l’altro, che nella primavera del 2009 la campagna destò polemiche perché aveva aggiunto: «42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine». Lo spot fu ritirato e ora sul sito di Lactacyd sono rimasti questi:

Ma ora guarda come Lactacyd pubblicizza il detergente intimo in Olanda, un paese che sta molto più in alto di noi nella classifica del World Economic Forum sul Global Gender Gap: all’11º posto contro il nostro misero 72°. In quel contesto la pubblicità si permette di parlare alle donne così: «La tua vagina è vulnerabile. Lactacyd aiuta a proteggerla. Ogni giorno».

Una rappresentazione spregiudicata e nello stesso tempo realistica della vita quotidiana delle donne, del loro corpo e della loro intimità, che in Olanda non scandalizza né offende nessuno. Ringrazio la mia ex studentessa Francesca – che ora vive lì – per la traduzione del claim e la segnalazione dello spot.

16 risposte a “La differenza fra Olanda e Italia vista da Lactacyd

  1. Complimenti per il post. In italia pronunciare la parola Vagina sembra sia proibito. In compenso la parola cazzo e le rappresentazioni che richiamano al fallo sono dappertutto.
    Tantomeno vedere una donna che fruga nel suo corpo e si esplora in mille modi. Il corpo delle donne e tutto quello che riguarda l’intimità femminile in italia è trattato con messaggi velati e allusivi.
    Ricordi la censura della locandina di Diario di una ninfomane. Quello che dava fastidio era la presenza dell’aggettivo “ninfomane” e la mano della ragazza che si sfiorava il sesso, in quanto alludeva all’autoerotismo.
    E c’è una bella differenza tra olanda e italia: Qui chiedono alle ronde di proteggere la nostra fika mentre in Olanda lo fanno da sole..Basta un po’di lactacyd. Eppure l’azienda è la stessa.
    La pubblicità olandese sarà un pò volgare ma comunque sia qui la donna è interlocrutrice, ha una vagina che è soggetto sessuale (ha pure gli occhi)

  2. Questo spot è ancora peggio:

  3. Scusa se rompo ancora 😀

    c’è qeusto:

    Con la donna in carriera mascolina, con le 9 donne su 100 che sn state stuprate (non ti sembra siano troppo ridotte qst percentuali?) e con le donne piagnone.

    Poi ci sono quelle che hanno perdonato il tradimento sdel partner perchè aloro volta tradiscono.

    Le ragazze che accudiscono gli anziani malati.

    Donne che hanno avuto più di 10 uomini

    E infine le fantastiche ronde cittadine, che sembra vogliano dire che sono necessarie x gli strenieri in quanto pochissime donne subiscono violenze da italiani (8 su 100 sono state eprseguitate dall’ex)

  4. @Mary
    Perché ti risulta che una percentuale di quasi il 10% di donne stuprate sia poco? Il video non parla di donne stuprate, parla di violenza subita. È molto diverso. Una percentuale di stupri attorno al 10% sarebbe un dato da Ratto delle Sabine.

  5. A me lo spot olandese proprio non piace. Vagina protagonista ok, ma la trovo di cattivo gusto. Degli spot italiani, l’unica cosa bella è la colonna sonora, stop.

    In generale davanti a spot su argomenti femminili sono piuttosto infastidita, in quanto trovo non indispensabile comunicare particolari che tutte noi conosciamo ma che diventano disgustosi soprattutto a ore pasti e davanti ad occhi maschili, per nulla abituati a percepire queste come cose normali (che idea si fanno i maschi del corpo femminile? e del loro?). Dalla parte opposta, non vedo alcuna reciprocità maschile in fatto di spot che ne so per il viagra, per detergenti intimi da uomo, pannoloni da uomo o pruriti intimi. Se ci sono (vedasi campagna sulla prevenzione dell’impotenza) più che incentivare gli uomini ad andare dall’andrologo con regolarità, incentivano a fare riferimento alla propria partner per cercare accudimento, giusto perché la propria virilità non sia messa in discussione. Dunque, in questo tessuto, presumo diverso da quello olandese, preferirei una censura netta piuttosto che una continua umiliazione delle faccende del corpo femminile. Diverso sarebbe se incominciassero ad apparire spot inerenti i problemi intimi maschili, ed in parallelo si rendessero quelli femminili meno bigotti.

  6. La diversa percezione del rapporto col proprio corpo tra le donne italiane e quelle olandesi, è sufficente a giustificare la rappresentazione edulcorata e allusiva dello spot italico? Molto probabilemente no, ma di certo ha la sua importanza.
    Uno spot come quello olandese verrebbe cassato subito, ” vagina ” non si può dire in tv, vederla sì! 😦
    Buona serata!

  7. @mariagiulia

    Il 9% semmai..cmq secondo me la percentuale è più alta considerando il contesto globale e che c’è almeno uno stupro al minuto. Poi non so se le pecentuali siano state fatte solo in italia. Perchè se sì allora è una percentuale abbastanza alta.
    Capirai che differenza tra violenza sessuale e stupro.

  8. @giovanni

    Quoto. In tv la vagina e il culo sono sovraesposte ma guai a pronunciare la parola culo o vagina. Ti mettono il bippp
    Nella società olandese di sicuro le donne hanno più confidenza con il proprio corpo, proprio perchè anche la comunicazione e l’educazione in generale stimola questo. Se in una società cerchi di cammuffare tutto con le allusioni volgari e sessiste (come accade qui) per forza che poi le donne si vergognano non solo a mettersi in contatto con il proprio corpo ma anche il solo pronunciarlo.

  9. come se fosse una cosa che nn conoscessero e non le appartenesse

  10. @Mary
    La legislazione fa abbastanza casino tra stupro e violenza sessuale con la conseguenza che le due cose diventano equipollenti e poi siviene fuori con uno stupro ogni dieci donne. Vorrei un parere da Giovanna perche è una donna come noi circa la pericolosità di equiparare anche semanticamente le svariate occorrenze della violenza sessuale al solo e ben più grave stupro.

  11. Pingback: La vendicativa « Un altro genere di comunicazione

  12. La cosa interessante di questi commenti è che c’è gente che trova quello olandese volgare. Mi chiedo perché, visto che non si vede niente (a meno che ci dia fastidio, come donne, sentirci ricordare che esistono tamponi e salvaslip).

    Ma forse vivo da troppo tempo in Olanda e giustamente le agenzie di pubblicità ci danno quella che ci meritiamo/accettiamo.

    Sono contenta che abbiate fatto questo tipo di paragone perché ci sarebbe un discorso molto ampio da fare (e magari prima o poi lo faccio) sull’approccio al messaggio pubblicitario in Italia e in Olanda. Qui si usa molto, ed evidentemente funziona, il nonsense, il senso dell’umorismo, anche quando si tratta di dire pane al pane (cercatevi su youtube quella di Centraal beheer sul giardino dell’eden, è muta e basta sapere che il comittente è una delle più grosse assicurazioni del paese e che gli olandesi si assicurano contro tutto, per capire anche il contesto.

    E lavorando come traduttrice ho avuto certe conversazioni surreali con account manager italiani e il modo con cui percepivano la comunicazione del prodotto rispetto alla casa madre americana o olandese, che a volte non sapevo se spararmi io o sparare a loro.

  13. @barbara summa
    Perché quando si pubblicizza la carta igenica non si vede la cacca? Sarebbe corretto, no? O perché non si vede un bell’amplesso per pubblicizzare il sapone intimo? Il post coito è l’indicazione più appropriata per l’uso, dopo tutto. O perché non si vede un bel pene che si fa il bidè, che anche gli uomini dovrebbero usare il sapone da quelle parti. Non mi scandalizzerebbe nulla di quanto sopra, ma sinceramente l’uso della parte (vagina) per il tutto (donna) mi sembra peggio della pornografia, che almeno qualche volta si ricorda di farci vedere la faccia degli attori. (E poi la pornografia decido io quando guardarla.)

    A dire il vero penso che la pubblicità dovrebbe essere usata solo in casi eccezionali, non certo per un sapone intimo, ma questo è un problema mio.

  14. Si chiama sineddoche ed è una normale figura retorica, che come vedi si usa benissimo anche in immagini.

  15. Segnalo un aspetto dello spot italiano che mi disturba particolarmente, il ritornello della canzone di sottofondo (che conosco nella bella versione di Cat Stevens): “… il primo taglio è il più profondo”. Devo dire che alla luce di alcuni commenti a proposito di stupro lo spot mi appare in una luce ancora peggiore di quella in cui i valori espressi me lo avevano posto alla prima visione: “Baby I tried to love again, but I know… The first cut is the deepest.” In questa ricontestualizzazione cos’è, un inno alla verginità e al primo amore?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.