L’uomo che fa ridere (2)

L’ultima campagna Wind Infostrada, con Fiorello come testimonial, fa ironia sugli spot che presentano cosmetici, alimenti, trucchi e balocchi per mantenersi (o almeno apparire) sempre giovani, vigorosi, belli.

Sembra che il sorriso sia una delle pochissime tregue che la pubblicità italiana ci concede, quando non presenta corpi plastificati. Detto in altre parole: se un uomo non è più giovanissimo e non ha un corpo perfetto, per entrare in pubblicità deve (1) essere famoso, (2) farci ridere (o almeno sorridere).

Capita qualche volta anche alle donne: vedi Littizzetto per Tre e Coop, Geppi Cucciari per Activia Danone. Molto meno che agli uomini, però.

Ne avevamo già parlato qui: L’uomo che fa ridere, 28 ottobre 2009.

Ecco gli spot Wind Infostrada:

Possiamo aggiungere questa campagna alla riflessione sul corpo maschile che abbiamo cominciato più di un anno fa. Vedi anche:

Gran Prix all’ironia sul macho, 29 giugno 2010

Bello e impossibile (3), 12 aprile 2010

Bello e impossibile (2), 19 novembre 2009

L’uomo senza paura (o quasi), 11 novembre 2009

L’uomo che fa ridere, 28 ottobre 2009

L’uomo normale, 26 agosto 2009

L’uomo instancabile, 27 luglio 2009

Bello e impossibile, 12 giugno 2009

L’uomo in ammollo, 8 giugno 2009


5 risposte a “L’uomo che fa ridere (2)

  1. cara Giovanna, l’altro giorno sono venuto a conoscenza di un blog davvero interessante, riguardo a questi argomenti, lo segnalo non per te (che ne sei certamente a conoscenza) ma per i tuoi lettori/trici che sono interessati a queste tematiche:
    http://comunicazionedigenere.wordpress.com/

  2. io invece non sopporto queste pubblicità, le considero la perdita della dignità di questi comici che si vendono per una cosa abbastanza ridicola
    Fabio de Luigi quando faceva Olmo a Mai Dire era un idolo, ora fa delle tristissime pubblicità dei detersivi
    oppure Aldo, G e G erano dei comici decenti, ma anche loro hanno perso la credibilità con le pubblicità Wind

    poche eccezioni salvano la loro immagine:
    l’unico esempio che mi viene in mente sono Elio e le Storie tese nello spot Cynar (geniale)

    tutto questo rigorosamente IMHO

  3. @Salomanuel: non credo che Aldo Giovanni e Giacomo abbiano perso smalto per via degli spot della Wind. Piuttosto la loro comicità non resiste nel tempo, come quella di molti cabarettisti odierni. Mentre Elio e compari pur non piacendo a tutti sono oggettivamente ottimi musicisti. (indipendentemente dalla qualità delle due campagne pubblicitarie).

  4. Concordo con la Signora in Giallo; del resto, proprio ai tempi del loro boom al cinema, Aldo Giovanni e Giacomo erano i testimonial della Yomo e lo sono stati per vari anni, ma ciò non li ha resi meno credibili o divertenti…

    Tornando all’argomento del post, ma tra i vari tipi di uomini della pubblicità non c’è anche “il vecchio saggio”?

  5. Grazie per la segnalazione donmo: in effetti conosco bene il blog… 🙂

    Salomanuel, capisco il tuo fastidio, ma allora lo devi estendere a qualunque testimonial. Ma i testimonial in pubblicità ci sono da sempre e sempre ci saranno. Certo, in Italia – rispetto all’estero – se ne abusa. Questa sì, è una caratteristica tutta italiana.

    Signora in giallo: concordo.

    Skeight: sì, c’è anche il “vecchio saggio”. Be’, mica la rassegna dei tipi d’uomo in pubblicità è finita… work in progress… 😀

    Grazie a tutti!

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