Archivi del giorno: lunedì, 4 ottobre 2010

Sisley, Terry Richardson e il contesto

Mi scrive Camillo, studente della Bocconi, presso cui l’anno scorso avevo fatto una lezione sugli stereotipi in pubblicità:

«Le propongo un altro caso che secondo me è interessante da analizzare. Mi riferisco all’ultima campagna Sisley curata dal fotografo Terry Richardson.
Ritengo brillanti gli ammiccamenti alla sessualità senza restrizioni di genere, che vanno dal bacio saffico (ormai stravisto e sdoganato da Madonna in poi) agli sguardi complici tra i ragazzi che si aggiustano il papillon in un altro scatto, ai giochi tra ragazzi e ragazze di altre foto ancora.
Le coppie sono libere, i singoli si divertono: per sfuggire al quotidiano fanno sciocchezze; distanti però dagli stupidi della Diesel.
Attira tuttavia l’attenzione della blogosfera (e non solo) la foto della ragazza col cetriolo in mano. Sembra il solito atto d’accusa da parte di sole donne, “progressisti” che si lamentano del bigottismo… un ritornello già sentito.
Apprezzo la campagna nel suo complesso, anche se forse lo scatto sotto giudizio è volgare, più probabilmente banale. Il timore di dire sciocchezze (la sua unica lezione non mi ha dato abbastanza conoscenze da sentirmi su un terreno sicuro) mi vieta di proseguire. 😉 Lei cosa ne pensa?»

Ciò che dici sulla campagna nel suo complesso è vero, Camillo: nell’esibizione di una sessualità libera e giocosa Richardson ha ritratto, senza restrizioni di genere, giovani che appaiono tutti consapevoli, in situazioni in cui nessuno è vittima di nessun altro e a nessuno si manca di rispetto.

Il problema è il contesto. Nel contesto italiano – dove abbondano immagini pubblicitarie in cui il corpo femminile è degradato e la dignità delle donne offesa – lo scatto della ragazza col cetriolo era inevitabilmente destinato ad attirare l’attenzione in sé e per sé, assumendo un significato diverso. È infatti l’ennesima allusione alla fellatio, che da anni in Italia si fa per pubblicizzare di tutto, dagli yogurt ai vestiti.

In quanto vista e rivista, la fellatio pubblicitaria è banale – come noti anche tu – sia come modo per attirare l’occhio su un’immagine, sia come modo per creare scandalo e accendere riflettori mediatici per fare ulteriore pubblicità – gratuita – alla campagna e al marchio.

Sapevano Terry Richardson e Sisley che questo sarebbe accaduto? Certo che sì: non è la prima volta che l’accoppiata Richardson-Sisley crea scandalo. Se poi ti leggi la biografia di Terry Richardson o ti guardi il suo blog fotografico, scopri che il sesso e la pornografia esplicita (che alcuni hanno battezzato «porno casalingo griffato») sono la sua cifra stilistica, scopri che lui esibisce orgogliosamente le sue performance sessuali e gli scandali che ne derivano, e che in marzo è stato pure accusato di costringere le modelle ad avere rapporti sessuali con lui.

In questo caso, però, il chiasso non è stato molto: da quel che so, solo a Padova alcune femministe hanno protestato.

Hanno fatto bene a protestare, hanno fatto male? È una mossa ingenua, come spesso alle associazioni femministe capita di fare: era chiaro che sarebbero state accusate di bigottismo, basta guardare l’immagine del cetriolo nel contesto dell’intera campagna per leggerla in modo diverso.

La cosa migliore, in questo come in altri casi, è denunciare allo IAP: non credo affatto che stavolta lo IAP farebbe ritirare l’immagine, ma non si sa mai. Inoltre, moltiplicare le denunce può indurre un po’ alla volta (molto lentamente) aziende e agenzie a cercare idee più originali del sesso a tutti i costi.

Ecco alcuni scatti della campagna (clic per ingrandire):

Sisley, Let it Flow Ragazzi

Sisley, Let it Flow cetrioli

Sisley, Let it Flow ragazze

Sisley, Let it Flow gruppo