L’opposizione con la Fiom a Roma: c’era e non c’era

Sabato scorso, alla manifestazione della Fiom in piazza San Giovanni a Roma il Pd c’era. Ma anche no. Non c’era. Ma anche sì.

Pier Luigi Bersani non c’era, però in serata ha detto: «L’unità del mondo del lavoro è un’energia indispensabile per costruire un’alternativa di governo che davvero metta al centro delle politiche economiche l’occupazione. (Tira il fiato e rileggi, altrimenti non sai più cos’ha detto.) La piazza pacifica di San Giovanni va ascoltata».

(È noto che le piazze si ascoltano.)

Rosy Bindi non c’era, ma ha rincalzato: «Costruire un’alternativa a Berlusconi senza questa piazza è illusorio».

(Dunque non c’era, ma avrebbe voluto?)

L’ex leader della CGIL Sergio Cofferati, invece, c’era. E si è offeso moltissimo quando Francesco Boccia, democratico vicino a Enrico Letta (nessuno dei due c’era), ha detto: «Sono nauseato dalle finzioni, il corteo è pieno di intellettuali milionari, ex deputati con vitalizio e politici che, dopo la passerella davanti alla tv, tornano a casa in auto blu. Una manifestazione va ascoltata, non utilizzata».

(Eccolo di nuovo, l’ascolto.)

Al che Cofferati ha risposto: «Non è accettabile, Boccia non insulti chi manifesta».

(Tiè.)

Ignazio Marino c’era. E ha dichiarato: «Mi chiedo perché il Pd non è in piazza».

(Se lo chiede.)

Usciamo allora dal Pd e vediamo chi altro c’era. Antonio Di Pietro in piazza ci va sempre, infatti c’era. E ha detto: «Con i lavoratori “senza se e senza ma”. Delinquente è chi non ascolta la piazza».

(Fortuna che Bersani ha detto che ascolta.) 🙂

E poi c’era Nichi Vendola, osannato e abbracciato dai manifestanti: «Qui, oggi, si è aperto il cantiere dell’antiberlusconismo. Il lavoro sia il tema centrale della politica. Il centrosinistra, per costruire una svolta, non può che confrontarsi con questa piazza».

Cioè Vendola in piazza c’era, ma ha detto un po’ le cose di Bersani e un po’ quelle di Rosy Bindi. Che però non c’erano. Forse perché Vendola vuole candidarsi a leader dell’opposizione. Chissà.

 

9 risposte a “L’opposizione con la Fiom a Roma: c’era e non c’era

  1. Vendola, che in Piazza San Giovanni c’era ha detto un po’ le cose di Bersani e un po’ le cose di Bindi: esatto, però ha preferito dire “Il lavoro sia il tema centrale della politica” piuttosto che “L’unità del mondo del lavoro è un’energia indispensabile per costruire un’alternativa di governo che davvero metta al centro delle politiche economiche l’occupazione” e rispetto a Bindi, che in piazza non si è vista Vendola ha affermato sin da subito “Qui, oggi, si è aperto il cantiere dell’antiberlusconismo” piuttosto che dire come osservatore esterno e distaccato, “Costruire un’alternativa a Berlusconi senza questa piazza è illusorio”
    Possibile che nessuno suggerisca a Bersani e Bindi di sfoltire un po’ queste circonlocuzioni.. (sweat) :S …. e soprattutto di osare un po’ di più?
    Per una volta, ci andasse anche il PD in piazza, almeno per tentare di mettersi in gioco, di confrontarsi con essa, di ascoltarla da vicino, senza aspettare di percepirne un’ eco flebile e lontana….
    Grazie Giovanna, buona giornata!

  2. La domanda, puramente accademica, è: ci sono o ci fanno?

  3. Ne deduciamo che alla manifestazione Vendola ha superato l’esame di comunicazione meglio dell’altri:)
    Ma io attendo di vedere cosa accadrà – perchè accadra – quando la gerontocrazia partitodemogratica (gerontocrazia specifichiamo intesa come so anni che se cibbamo li stessi, non come dato anagrafico – non è poi così antico Bersani, per dire) si industrierà a tagliare le gambe al Niki.

  4. Sarà che seguo Vendola da molto tempo ma le sue dichiarazioni alla manifestazione mi hanno convinto meno di altre sue precedenti. Forse perché è l’ennesima volta che dice che bisogna aprire un cantiere che sembra non aprirsi mai. O perché le dichiarazioni esortative rimandano sempre a un impegno da iniziare dopo, e mai a un impegno già in corso.
    (il che non è nemmeno vero, perché a livello locale movimento e partito di Vendola si stanno muovendo, in ordine sparso e con risultati alterni ma si muovono. Ma per chi non segue questi eventi, nulla ne emerge nelle parole di Vendola)

  5. So di dire una cosa che non si può dire ma…

    Il termine “ascolto”, insieme a quello “partecipazione”, un po’ mi hanno stancato. Non solo la politica è immobile, ma pure si defila, a parole, dal suo istituzionale compito di guida della società. I problemi dei cittadini sono evidenti a tutti, alla politica il compito di risolverli con leggi e provvedimenti, per dare così un seguito concreto alle sacrosante proteste della piazza.

  6. Non so se Vendola ha detto le stesse cose di Bersani, non mi pare. Anzi, proprio in questi giorni mi pare che tra pd e sel si stia consumando una piccola rottura, anche su questi temi, rispetto a possibili alleanze.
    con il rischio di uscire un po’ off topic volevo invece segnalarvi questo bel video su youtube di vendola: http://www.youtube.com/watch?v=34To_i80OWs&feature=bulletin
    una bella lettera aperta ai precari, in cui però mi pare il nostro commetta un brutto errore: qual è questa “norma salvaprecari”? che vendola stia scambiando la proposta di tremonti (stanziare un paio di miliardi per far diventare associati i ricercatori) per una una-tantum di stabilizzazione di precari? non c’è nulla, allo stato attuale, che lasci sperare in una stabilizzazione dei precari dell’università.
    peccato che vendola abbia preso questo abbaglio…

  7. Lo slogan di Vendola “Qui, oggi, si è aperto il cantiere dell’antiberlusconismo”, che mi sembra Giovanni citi apprezzandola, a me invece sembra infelice.
    Sia perché, come dice Skeight, non se ne può più di annunci stile “da domani mi metto a dieta”.
    Ma anche per l’espressione “cantiere dell’antiberlusconismo”. D’accordo, in questo cantiere non si fa questo e quest’altro. Ma cosa cavolo si fa?

    (Non che la comunicazione degli altri sia meglio, d’accordo con Giovanna.)

  8. Ricordate il primo governo Prodi….l’ho votato anch’io!….Bertinotti lo mandò
    “Per aria”….Massi quello con i pantaloni in velluto.. tipo ” Quinto Stato” (ma scopro, e spero non sia vero, glieli confeziona un noto stilista) e quella “faretra” al collo porta occhiali (Lui
    ne è l’inventore) e che alcuni suoi “accoliti” lo imitano (e..ne fanno un uso improprio). Massì quel Bertinotti che (in TV), dopo che i risultati delle votazioni
    danno il suo partito (Rifondazione Comunista) INESISTENTE….viene e dice, con la solita erre in gola:”Mi ritiro da lider di Rifondazione Comunista” (cavolo..il tuo partito non c’è più….).
    Dopo…Il governo Prodi cade per la seconda volta e, ma questa è una mia impressione da “ignorante” in politica e vorrei una conferma o smentita all’ idea che mi sono fatto della sinistra italiana: “Sta bene alla Sinistra stare all’opposizione (opposizione che non fa!), visto che li dov’è non ha responsabilità e, comunque, percepisce ottimi stipendi?
    E PERCHE’ DOVREBBE PERDERE TEMPO A SCENDERE IN PIAZZA?”.

  9. @ Prof. Bercelli
    Piccola precisazione: neanch’io ho particolarmente apprezzato l’espressione ” cantiere dell’antiberlusconismo”….
    Però Vendola, che in Piazza San Giovanni c’era, con un ‘espressione un po’ datata, ha messo la piazza e la sua gente al centro dell’attenzione, rendendola soggetto, protagonista responsabile del cambiamento futuro…
    Anche Di Pietro, ha colto la palla al balzo, in piazza ci è andato, confermando la propria strategia politica di vicinanza “alla gente comune”, nella migliore tradizione dei partiti rappresentativi.
    Il Pd, che in piazza ufficilamente non c’era, anzi peggio, c’è stato ma in ordine sparso, tra comparse e fedelissimi, ha dato ulteriore prova della propria confusione interna: perché i leaders ( Bindi e Bersani) temono a tal punto la Piazza? Soprattutto cosa temono? Eccessi di radicalismo sindacale, in un Paese in cui solo un “nocciolo duro” ( Harvey? chi era costui?) di lavoratori garantiti può ancora permettersi di scioperare?
    Beh, la costruiamo così l’alternativa “per mettere al centro delle politiche economiche l’occupazione?” Siamo a cavallo!

    Berlusconi, plurimiliardario e plurinquisito, non teme la piazza, lui che è un vero leader: quando si sente minacciato va in piazza, quando non sopporta le “toghe rosse” si fa un giretto sotto Palazzo Grazioli e fa un comizietto estemporaneo per dire che la magistratura è un ‘istituzione deviata (!?!), nonché un’associazione a delinquere… opps..arieccoci si torna sempre a parlare di LUI!..
    Concludo con una provocazione: aspettiamo che Mauro Moretti- che lei giudica un ottimo candidato per il Centro-Sinistra- scenda in campo? No grazie, io preferisco Vendola! 😀

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