La parità di Ikea

La rappresentazione paritaria dei generi sessuali che Ikea mette in scena nelle sue campagne pubblicitarie in giro per l’Europa – e che ha raggiunto persino l’Italia, come notavo in Una cucina paritaria – trova un ulteriore buon esempio nell’ultimo spot di Ikea Austria (settembre 2010).

In rete qualche commentatore si è lamentato del fatto che lo spot cede comunque a un cliché: quello per cui una sessualità «non straight» si debba necessariamente accompagnare alla promiscuità.

Sono d’accordo: nella vita le persone omosessuali e bisessuali non saltano necessariamente da un tradimento all’altro, e non sarebbe male che la pubblicità ce le mostrasse anche capaci di fedeltà coniugale.

Però lo spot non è male (grazie a Nicola per la segnalazione). E in Italia sarebbe considerato troppo «trasgressivo», dunque improponibile.

Dimenticavo: c’è anche una pagina Facebook.

5 risposte a “La parità di Ikea

  1. Mi dispiace ma lo spot dell’Ike più bello rimane quello inglese. Parità di genere, sensualità.. Ce n’è per tutti.

    🙂

  2. Caspita! Ma certa gente è incontentabile! 🙂 Diciamo che la rappresentazione nello spot è quanto di più lontano ci sia dai soliti cliché “coppia-normale” e “coppia-fedele”, iperabusate negli spot. E poi le combinazioni non sono infinite.

  3. premesso che sono allergica al pelo del gatto, quello spot non mi pare molto efficace, perché la metonimia gatto-uomo non sempre funziona.

    quanto allo spot bisex, lo trovo comunque un po’ sessista. certo, è un buon passo avanti, ma in ogni caso si suggerisce l’idea che la donna sia sempre la tentatrice, e che il ‘maschio’, prima o poi, cada nella sua rete (o si ‘redima’?…:-)

  4. Urca Laura! Sessista lo spot… mica ci avevo pensato.
    😮
    Ma no, dai, lo interpreti così solo perché siamo in Italia.
    🙂
    Ma immagina un paese in cui i generi – tutti, anche gay, bisex eccetera – siano davvero alla pari. Sarebbe semplicemente un gioco di moltiplicazione delle parti. Magari anche la ragazza dello spot sta in coppia con un’altra ragazza. O con un ragazzo, chi lo sa. E cosa importa…
    😀

  5. Io lo trovo veramente carino e volendo ribalta-stereotipo, perché qui la coppia gay viene presentata come la ‘noiosa quotidianità’ dalla quale uscire grazie a un po’ di trasgressione etero! Mi sembra anche ironico il fatto che la ragazza se ne vada nell’armadio suggerendo che probabilmente in questo caso è la relazione straight ad essere in the closet! 🙂

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