Berlusconi e l’anestesia degli italiani

Nel settembre 2009 osservavo (Berlusconi e la credibilità della stampa) che la strategia più abile di Berlusconi sulla cosiddettà «libertà di espressione» dei giornalisti non è tanto quella di minacciarla o addirittura censurarla – come molte testate, Repubblica in primis, dicono – quanto quella di screditarla a colpi di querele, smentite, tesi contraddittorie, tutto e il contrario di tutto.

L’obiettivo ultimo è avvolgere il quarto potere in una nuvola di cloroformio che anestetizzi gli italiani, già tendenzialmente distratti, e li induca a non credere più a niente di quello che dicono i giornali, la radio, la tv.

A non ascoltare, non leggere nemmeno, perché: «Tanto, sono tutte balle».

Sul fatto che a fine 2009 ci stesse riuscendo non avevo dati, e così chiudevo il post.

Oggi qualche dato in più c’è.

Nella puntata del 19 ottobre di Ballarò, il presidente di Ipsos Italia Nando Pagnoncelli ha sciorinato le risposte che un campione di italiani hanno dato alla domanda «Che cosa pensa della vicenda di Antigua?», vicenda di cui ha parlato l’inchiesta di Report domenica scorsa (fra l’altro, notizia di oggi: Berlusconi ha querelato Report). Queste le risposte:

Il 15% (solo!) dice «È una notizia importante».

Il 14% «È una notizia che non interessa».

Il 9% (solo!) «Mostra la scarsa limpidezza di Berlusconi».

Inoltre, nota bene: il 9% dice che la vicenda «Mostra la capacità di Berlusconi di fare ottimi affari» (dunque lo ammira), il 7% pensa «È una vicenda pilotata contro Berlusconi per paragonarlo a Fini» (dunque lo difende), il 4% pensa che «Mostra la bellezza dei posti in cui vive Berlusconi» (dunque lo ammira) e ben il 42% «Non sa, non ha seguito la vicenda».

Se fai le opportune addizioni, dal sondaggio sembra che Milena Gabanelli, con l’inchiesta su Antigua, abbia fatto un bel favore a Berlusconi.

Ora, al di là dei limiti dei questionari che Ipsos somministra ai suoi campioni (chiaro ad esempio che il 4% che ammira «le bellezza dei posti ecc.» forse non ci sarebbe se la domanda non fosse posta in quei termini, e magari alcuni hanno risposto così per pura spiritosaggione italiota), il dato importante, a mio avviso, è quel 42% che «Non sa, non ha seguito la vicenda» (se per caso sei fra loro, pensaci 😉 ).

Il cloroformio sta facendo effetto.

Ecco il brano della puntata. Le tabelle Ipsos sono nei primi due minuti:

30 risposte a “Berlusconi e l’anestesia degli italiani

  1. Sono completamente d’accordo. Una buona strategia di contrasto dovrebbe, se possibile ma non so in che modo, svegliare i dormienti. E credo che queste anestesie colpiscano tutti gli italiani, anche quelli di sinistra o antiberlusconiani. Da questo virus del sonno diffuso a colpi di TV non è immune nessuno.

  2. Giustissimo, siamo tutti anestetizzati. Il problema sarà quando ci sveglieremo. Un pensiero che personalmente mi introduce alla visione di scenari molto poco rassicuranti, ma magari mi sbaglio.

  3. Sinceramente i risultati del sondaggio mi sembrano da prendere con le molle.
    Leggo su tv.fanpage.it che la puntata di Report sulla casa di Berlusconi ha ottenuto il 18,71%. Considerando che la vicenda è stata seguita (in maniera critica verso Berlusconi), oltre che da Report, dai giornali di centrosinistra e da la7 (che dovrebbe essere sotto il 10% di share, allora mi sembra che la percentuale di persone che, nel sondaggio, dice di non aver seguito la vicenda sia troppo esigua. Mi aspetterei che fosse superiore al 50%, anche in considerazione del fatto che questa storia tiene banco da meno di una settimana; piuttosto, sarebbe curioso sapere quanti “Non hanno seguito la vicenda” della casa di Montecarlo, che ha occupato per settimane e settimane le prime pagine di quotidiani e tg di tutti i colori…

  4. Ah certo la bellezza di Antigua è fuori discussione!
    Report e la Gabanelli hanno esercitato il diritto-dovere di cronaca ed esposizione dei fatti. Che poi nel Paese, ill 75% ( quasi ) dei cittadini non ne se freghi niente delle case ai tropici di sua Maestà, dimostra ancora che l’unica via d’uscita da questa impasse istituzionale, civile e culturale coincide con l’uscita di scena di Berlusconi.
    Il Paese intero, la società civile, sfibrata da 40 anni di corruzione , consociativismo e qualunquismo italico, hanno ceduto negli anni ’90 alle lusinghe di B.: l’errore è stato legittimare il cursus honorum, l’intera carriera politica di Berlusconi: il Paese era già vecchio e stanco, in preda alla crisi istituzionale (d economica) del post tangentopoli…
    La consacrazione definitiva è giunta da Massimo D’Alema, che prima rassicurò B. con la visita a Mediaset ” grande patrimonio del Paese” e poi tentò invano di coinvolgerlo in un progetto di ricostruzione istituzionale attraverso la Bicamerale per le riforme…
    Oramai siamo assuefatti..del tutto… e possiamo solo ripartire dal basso!
    Buona giornata!

  5. Skeight, certo, tutti i dati vanno presi con le molle. Sempre. Ma ho capito bene? Dici che quelli che non sanno nulla di Antigua secondo te sono molti di più del 42% di cui parla Pagnoncelli?

    Per tutti, aggiungo un ulteriore interessante cortocircuito che è emerso durante Ballarò del 19 ottobre: Bondi ha suggerito alla sinistra italiana la strategia corretta per sconfiggere Berlusconi, riprendendo le parole di Tony Blair.

    Cito le parole di Blair intervistato da Fabio Fazio in «Che tempo che fa» il 2 ottobe, come riportate dalla Stampa (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201010articoli/59091girata.asp):

    «Posso dire che alcuni amici della sinistra italiana continuano a chiedermi: “Ma come facciamo a battere Silvio?”. E io gli dico: “Smettetela di parlare di scandali e cominciate a parlare di politica”. Dovremmo avere fiducia nella gente, perché legge, può essere divertita dalle notizie, dai titoloni, ma poi quando si vota tutto finisce nel cestino della carta straccia: nell’urna la gente sceglie chi propone la politica migliore per il futuro. Si vince così».

    E se qualcuno cominciasse una buona volta a seguire il consiglio di Bondi-Blair?

  6. Giovanna, sul non sapere proprio nulla non so. Ma sul “non seguire la vicenda” secondo me sì, sono molto più del 42%, perché mi pare che la fascia di popolazione che, in questi giorni, è stata esposta all’informazione approfondita in materia sia una percentuale inferiore. Ripeto, questa impressione mi deriva solo dai dati sullo share, quindi numeri parziali, e dal fatto che il caso è scoppiato da pochi giorni, e in contemporanea ad altri eventi di maggiore impatto mediatico (i rifiuti di Terzigno, la saga Scazzi).

  7. Giovanna, ragionamo tutti assieme su un grande equivoco della democrazia. Siamo tutti persuasi che la pluralità d’informazione sia una caratteristica imprescindibile dei sistemi democratici, l’a priori di ogni libertà di scelta, condizione indispensabile per esercitare il proprio diritto civico.
    La premessa che tutti noi condividiamo consiste nell’assumere che dalla disamina delle posizioni espresse su un fatto si tragga un giudizio sull’esistenza o meno di quel fatto e ci si formi un’opinione sulla costellazione di considerazioni a cui quel fatto si associa. Il corollario successivo è diventato il nostro mantra: più informazione equivale a un miglior giudizio.
    Ma si abbia il coraggio di porsi una domanda: cosa sarebbe oggi un lettore ideale affetto da insonnia ideale che compulsasse quotidianamente non dico tutti ma la stragrande maggioranza dei quotidiani e programmi d’informazione? Ebbene, tale cittadino se non ridotto alla condizione dello schizofrenico, sarebbe un povero diavolo costretto, per determinare la verità fattuale delle dichiarazioni che legge, a spendere tutto il suo comunque insufficiente tempo a estenuanti controlli per verificare le fonti. La conseguenza è affidarsi per principio di autorità o di fede a soggetti che si reputano credibili. Il problema è che anche quei soggetti hanno perso credibilità, quelle testate non sono più meritevoli di fiducia. Leggi su Repubblica il linciaggio al professore revisionista dell’Olocauasto e t’immagini un filonazista delirante. Controlli la fonti e scopri che è un falso. Il modo di presentare le dichiarazioni di Ahmadinejad? Anche quelle, manipolate, a sinistra come a destra. C’è la blogger su Cuba, c’è lo speciale sul Tibet, la notizia in prima pagina poi smentita in un trafiletto di quarta giorni dopo, c’è la crisi no non c’è, articolo a firma Paperino sul fatto che è passata, quello di Nobel Topolino che dice che quella vera ha da venire, quello di zia Minnie che sgomita per dire che non c’è mai stata.
    La conclusione è che l’inconsistenza dei media stessi ha finito per provocare disaffezione e scetticismo tra il pubblico che non è anestetizzato, sebbene questa anestesia giochi come tu dici a vantaggio dello status quo, ma semplicemente è venuto a patti con se stesso e con l’informazione, e non passa più il tempo a farsi rincitrullire da una parte o dall’altra, avendo capito che rincitrullito rimane comunque, senza possibilità di redenzione.
    In molti avranno seguito la trasmissione di Annozero di ieri, e più in generale le polemiche di Saviano e soci alla dirigenza RAI ” che non permette di lavorare”. Iera sera mi sono vergognato per loro, per i Santoro, le De Gregorio, i Fazio, i Benigni e tanti altri, presenti parlanti o assenti tacenti. Mi sono vergongato per il modo osceno con cui hanno glissato sulla questione compensi, nascondendosi dietro l’argomento che un professionista debba essere pagato a prezzi di mercato. E con questo ricatto hanno eluso le cifre oscene dei loro compensi. Dov’è finita la Sinistra che diceva che la cultura si fa gratis o non è cultura? Perché qui la questione non è se pagare o meno il professionista che ci viene a raccontare dei precari, della disoccupazione, della ricerca e dei tanti problemi italiani – ci mancherebbe – ma quale ne sia l’importo e se sia compatibile con le condizioni di vita e le idee che si pretende di rappresentare o difendere. È decidere se sia credibile nel suo afflato di costernazione il Fazio che con l’aria contrita e il tono grave dà la virtuale pacca sulle spalle ai mille disagiati che emergono dalle domande che pone ai suoi ospiti, mentre incassa zelante i suoi due milioni all’anno, contratto triennale e, dipiace dirlo, soldi pubblici. Perché il pubblico dovrebbe credere o seguire simili professionisti, difenderne la “libertà” di andare in onda? Il fatto che la maggior parte di persone non sappia nulla della irrilevante vicenda di Antigua è solo colpa della inqualificabile mancanza dei credibilità dei media, che producono per statuto solo quantità su quantità di informazione, che non informa ma che si affastella e si deposita in una potenziale memoria collettiva all’insegna della contraddittorietà. Non possiamo allora biasimare, Giovanna, la disnformazione passiva delle persone, ormai sfibrate, perché disinformazione avrebbero avuto anche se avessero giocato un ruolo attivo alla lettura. Forse in democrazia il vero diritto fine a se stesso è la libertà di opinione, la libertà di scegliersi la disinformazione che più ci piace.

  8. Ugo, allora non mi sono spiegata: non biasimo la disinformazione passiva delle persone. Ne prendo atto.

    Dico che c’è una parte, quella di Berlusconi, che lavora per accentuare e pilotare a proprio vantaggio il rumore mediatico e l’overload cognitivo che ne deriva, e che si somma alla già scarsissima e compromessa credibilità dei media (che non sono credibili per molte delle ragioni che dici tu, e molte altre ancora).

    Mentre l’altra parte, quella della cosiddetta sinistra, fatta di politici ma soprattutto di giornalisti, ormai, si limita a contribuire al rumore mediatico e all’overload cognitivo degli italiani esasperati, senza usarlo per nessun obiettivo politico.

    Il rumore e l’overload sono inevitabili nella comunicazione di massa attuale. La scarsa credibilità potrebbe essere corretta da un giornalismo migliore, ma tant’è.

    La capacità di una parte politica di orientare questi fenomeni dando loro obiettivi politici dipende: (1) dall’averli capiti (Berlusconi sì, la sinistra no); (2) dall’averceli, questi benedetti obiettivi (Berlusconi sì, la sinistra no).

    Ed ecco qua, la frittata è fatta.

  9. io aspetto fiducioso che crepi, e di parole, riflessione ecc non ne spreco più, così come nemmeno di indignazione. tanto non c’è da aspettare nessuna uscita di scena, berlusconi non uscirà mai di scena, questo paese si identifica in lui e con lui, perché è da 25 anni che lo plasma a sua immagine. l’uscita di scena di berlusconi coinciderà solo con la fine della sua vita. speriamo bene

  10. E infatti ti do ragione Giovanna, in toto. Ma le uova le ha messe la sinistra, politici e giornalisti che da trent’anni vestono in pubblico la difesa di un mondo che affossano nei fatti del privato quando si battono per compensi faraoinici. A destra sono più onesti enlla loro disonestà. È per questa ragione che non hanno idee e non ne avranno, perché la causa delle persone che rappresentano, non appartiene al loro dare avere quotidiano. Tante parole, tanta confusione generata. Non sia mai che si debba entrare in dissonanza cognitiva, come manifestava ieri l’intervento della De Gregorio, e dover ammettere che le idee sono incompatibili con il portafoglio. Quindi non ci possono essere proposte politiche realmente sostenibili.

  11. Giovanna, tu dici “Se fai le opportune addizioni, dal sondaggio sembra che Milena Gabanelli, con l’inchiesta su Antigua, abbia fatto un bel favore a Berlusconi.”

    Mi permetto di dissentire. Prendendo per veri i dati IPSOS e auditel, se il 42% non sa o non ha seguito la vicenda, vuol dire che la Gabanelli *non basta* per fare informazione. Infatti un commentatore ci avverte che la Gabanelli non arriva al 20% di share e osserva giustamente che quel 42% è decisamente basso.

    Del rimanente 58% solo poco più di un terzo lo ammira o lo giustifica per quel che ha fatto, i rimanenti (e sono i due terzi!) lo disapprova o lo ignora. Scommetto che facendo le dovute proporzioni, chi lo approva sono quelli che già lo votano. La Gabanelli *non ha spostato* nulla, nel *breve* periodo.

    Se il giornalismo ha perso ogni credibilità può solo piangere se stesso. Non si può certo dire che non si sapeva come sarebbe andata a finire.

    I suggerimenti di Bondi – Blair sono esattamente quelli enunciati non molto tempo fa in un post di Grillo. ( http://www.beppegrillo.it/2010/08/i_professionisti_dellantiberlusconismo/ ) Solo che il fenomeno Grillo divide il mondo in due (pro o contro) e quindi raramente si riesce a ragionare con calma su quello che dice, ma, sì, ha detto esattamente quello che ha detto Blair: pensiamo il nostro futuro.

    Ma il suggerimento di B.B.G. è adatto ad un politico, **non ad un giornalista**. Il giornalista prima si dovrebbe smarcare (almeno in parte!) dagli interessi economici che gli pagano lo stipendio e che hanno a cuore tutto tranne il giornalismo e la libertà di stampa, e poi dovrebbe cominciare a lavorare meglio, con più professionalità. E il suo lavoro è (anche) fare le pulci al potere. Non è impossibile.

  12. Giovanna,
    tutto vero, però non possiamo nemmeno raccontarci il rapporto con i media con la siringa ipodermica.
    I giornali non li ha mai letti nessuno in Italia. La gente se ne frega e, ferma restando la responsabilità della classe politica e dei grandi media, il dato profondo, incontrovertibile è l’assoluta mancanza di civismo e civiltà di questo che è un paese, ma non è ancora (e chissà se lo diventerà) una nazione.
    ci sono ragioni storiche, con cui fare i conti, e per quanto non abbia nessuna stima per la classe giornalistica italiana, attribuire solo a loro le ragioni del delirio crescente che stiamo vivendo, non mi sembra giusto.
    Alla base ci sono stili di vita e di consumo, ormai consolidati, su cui le grandi narrazioni dei media si innestano , e contribuiscono a rafforzare, ma che non hanno imposto.
    Siamo sicuri che quel rumore mediatico non sia diventato per nostri concittadini un ritmo sonoro con cui vivono in perfetta sintonia?

  13. Vediamo il lato positivo.

    Il basso livello di molta TV e stampa crea un vuoto che potrebbe essere riempito da iniziative di qualità in grado almeno di sopravvivere.
    Forse qualcosina c’è già: il TG de La7? Le pagine politiche, asciutte e attendibili, su mondo e Italia, de Il Sole 24 ore? (Così mi dicono persone di cui ragionevolmente, Ugo, molto ragionevolmente, mi fido.)

    Anche l’inconsistenza della cosiddetta sinistra crea un vuoto che prima o poi sarà occupato da forze costruttive credibili.
    Qui forse il vuoto è ancora maggiore, perché esempi positivi, anche minimi e dubbi, non ne vedo. E non ne sento suggerire da quelli (come Giovanna e altri) di cui un po’ 🙂 mi fido.

  14. … e dunque spazio di iniziativa politica ce n’è tanto!
    Altro che sperare (un po’ vilmente, diciamolo, marco) la morte di qualcuno.

  15. @Fabrizio Bercelli

  16. vilmente un cazzo. vile è lui e questo paese di merda. ma ci siamo rialzati altre volte e lo rifaremo, solo che la natura deve fare il suo corso, anzi no, possibilmente accelerarlo!

  17. “Forse qualcosina c’è già: il TG de La7? Le pagine politiche, asciutte e attendibili, su mondo e Italia, de Il Sole 24 ore? (Così mi dicono persone di cui ragionevolmente, Ugo, molto ragionevolmente, mi fido.)”
    Grande illusione, la sua.

  18. Diritto all’informazione certo. Ma per via dell’overload informativo sempre esponenzialmente crescente, forse non si potrebbe dire che oggi i media più che fare informazione producono solo rumore? Che la loro funzione è divenuta quella di produrre rumore? E che le vere informazioni, senza dover essere per forza paranoici della controinformazione, ma più sobriamente, si trovino ad altri livelli.
    Da un lato a livelli a cui i media non hanno accesso, i veri livelli decisionali, quelli finanziari, bancari, ecc, i cosiddetti poteri forti, che forse è meglio chiamare poteri veri, i veri decisori.
    E dall’altro lato l’informazione la possiamo trovare per caso spesso a livello orale e non “mediato”. Come ad esempio quando uno ti dice che un’azienda sta cercando un certo profilo lavorativo, che nel frastuono informativo tu non avresti mai trovato sui vari e troppi siti di ricerca del lavoro (come le troppo agenzie per il lavoro).

    Inoltre, senza scomodare Jakobson, c’è sempre un qualche contenuto informativo in qualsiasi comunicazione linguistica anche quella apparentemente più povera. E’ lì che si deve trovare l’informazione genuina, dalla comunicazione con gli altri individui, che se ben guardata accresce sempre di più la tue conoscenza sul mondo e su come orientarsi in esso. Ma credere che i media abbiano ancora lo scopo di informare mi pare ormai del tutto utopico. Essi obbediscono ormai a tutti altri fini (salvo rare eccezioni, ma innanzitutto e per lo più)

  19. …Una delle positive eccezioni al frastuono informativo è disambiguando. Qui si trovano informazioni genuine e un atteggiamento critico nei confronti dell’informazione. Raro caso di isola felice 🙂

  20. parte di quel 42% (forse piccolissima, forse no) non ha seguito la vicenda perché arrivata ben oltre il limite di sopportazione, perché un milione di volte ha già dato la risposta «Mostra la scarsa limpidezza di Berlusconi». Se non si vede via d’uscita, come Marco più sopra e non c’è un’alternativa perché nessuno segue la via Blair (btw, ci crede a quello che dice?), mi pare normalissimo che anche i più interessati si stanchino e alzino bandiera bianca.

  21. Mi trovo d’accordo con i professori, innanzi tutto nel cercare di vedere il lato positivo della nostra situazione, in modo da tenere allenata la capacità di delinare una visione diversa del futuro che vogliamo e, magari!!!!, trovare anche qualcuno in grado di rappresentarla politicamente.
    Inoltre mi pare l’unica alternativa per non continuare a isolarsi ciascuno nel proprio nido placando le ingiustizie subite con la scusa dell’impotenza. La nostra potenza sta nel nostro dialogo sui fatti quotidiani, nell’impegno che metiamo nella discussione e nel passaparola, quello è il pubblico che possiamo raggiungere, e al quale possiamo insegnare a leggere tra le righe e dentro le righe dei dibattiti televisivi.
    Sfruttare il potere dei media è quello che il signor B ha fatto meglio in questi anni e, benchè siano molti quelli che dichiarano di non credere a ciò che dicono i giornali e le tv, l’opinione pubblica viene smossa e come, per gli stessi motivi per cui gli spot hanno ancora dei prezzi: perchè funzionano (anche se in questa sede si può ben dire, con le dovute eccezioni) 😉

  22. @Giovanna
    Quoto a.
    Non avevo seguito l’inchiesta della Gabanelli. Ho letto il tuo post ma continuo a non capire come il 15% del campione abbia potuto dire che la notizia è importante, perché non lo è affatto. Tra l’altro il 15% è sul totale ma se lo riferiamo alle persone che esprimono un parere sull’argomento (il 58%) ecco che il dato diventa un 26%. Mi domando: chi se non un ossessionato può ritenere importante che Berlusconi abbia comprato una proprietà a Antigua servendosi dei servizi di intermediazione di una banca offshore indagata per riciclaggio?
    Forse la redazione del Fatto Quotidiano, che di Berlusconi campa. Ma per tutte le persone sane di mente è un episodio che si colloca al duecentesimo posto delle malefatte di Berlusconi. Per chi le fanno queste inchieste? Si rende conto Repubblica di che livello di ridicolaggine abbia raggiunto nei suoi attacchi a Berlusconi? Il minimo è aspettarsi che le persone intelligenti si smarchino, o che considerino l’episodio come non importante (in confronto al resto).

  23. “E se qualcuno cominciasse una buona volta a seguire il consiglio di Bondi-Blair?

    speriamo di no! Secondo Bondi, il centrosinistra dovrebbe parlare solo di politica (e la politica, spesso può anche essere noiosa) mentre il centrodestra può parlare di qualsiasi cosa: politica, scandali, campagne mediatiche vere e fasulle (Telekom Serbia docet)…. Comodo, no????

  24. @ Zinn
    “Mi domando: chi se non un ossessionato può ritenere importante che Berlusconi abbia comprato una proprietà a Antigua servendosi dei servizi di intermediazione di una banca offshore indagata per riciclaggio?”

    secondo me, è vero il contrario: “chi, se non una vittima della propaganda di Berlusconi, può ritenere non importante che Berlusconi abbia comprato una proprietà a Antigua servendosi dei servizi di intermediazione di una banca offshore indagata per riciclaggio?” In quale Paese occidentale, un capo del governo potrebbe fare una cosa del genere e non doversi dimettere?? è ovvio che se si ritiene una cosa del genere non importante, vuol dire che gli standard morali sono arrivati veramente in basso…

  25. @Hamlet
    Io la penso diversamente. Diamo per scontato che la critica sia volta a sinistra, perché a destra nessuna inchiesta, nessun argomento ha mai scalfito la convinzione dell’elettorato. Questo è un fatto. Per chi è a sinistra lo standard morale è talmente stato leso nella gravità delle corruzioni giudiziarie, affiliazioni a P2, indeterminatezza dei conti All LIberian e compagnia. Cosa può mai essere Antigua se non un graffietto.

  26. abbiate pazienza

    ma la notizia che Berlusconi si è comprato e ha denunciato regolarmente al fisco intestandosela una villa non è che sia eclatante

    è un miliardario pieno di ville

    diverso se ci fossero stranezze nelle cifre o se la casa fosse stata di qualcun altro e finita a società off shore sotto costo e in disponibilità della sua famiglia

    lui avesse negato , poi farfugliato che era stato ingenuo e che dai parenti aveva cercato di farsi dire inutilmente la verità

    la cosa sarebbe a conoscenza di tutti per via di uno scandalo con un suo spessore

    a fare scandalo notizia non basta la campagna stampa

    ci vuole un pò di ciccia …………

  27. @Marco Scamardella
    Per sgombrare il campo da equivoci: il caso Antigua è pleonastico, il caso Fini è irrilevante.

  28. dei servizi di intermediazione di una banca offshore indagata per riciclaggio

    non è una banca off shore , l’indagine è per aria e non coinvolge Berlyusconi

    e un bonifico in chiaro per un acquisto di bene intestato non è un servizio non alla portatta di un credito rurale

    ci vuole obbiettività

    Antigua non appare interessante

    nulla vieta trovare atro , ma sun antigua manca sostanza , ipotesi , manca tutto

  29. -@zi

    per un caso irrilevante un politico serio non va a balbettare in televisione sono stato ingenuo , ho dubbi ecc

    bisogna spogliarsi dalla partigianeria

    Fini è uitle , simpatico , la destra modertna europea per la legalità evviva

    ma a Montecarlo con 300.000 euro ti compri un box , manca all’appello un milione

    ed erano i soldi del partito ,non suoi

  30. @Scamardella
    Mi ripeto: è un caso irrilevante. Poi in politica si sono concluse carriere e credibilità anche per un adulterio se è per questo, perciò il politico va in televisione per riabilitare la sua figura. Non la sua figura penale, l’unica che ci interessi, bensì la discussa figura carismatica che potrebbe venire lesa da una storia in cui il cognato potrebbe avertela fatta sotto il naso.
    Ma anche se il cognato di Fini avesse comprato a saldo, rimane il fatto che la cosa non ha rilevanza penale o pubblica, ma concerne solo conti interni al suo partito – e personalmente non mi tange.
    Antiguaè il settecentesimo caso Berlusconi ed è ancora più insignificante. Per fare un’analogia è come se si imputasse a uno strupratore pedofilo e omicida seriale di bambini una cena con Sindona.

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