Archivi del giorno: martedì, 26 ottobre 2010

La mestizia Calzedonia è di nuovo con noi

L’anno scorso in ottobre uscì lo spot Calzedonia che declinava al femminile l’inno di Mameli: «Sorelle d’Italia, l’Italia s’è desta…», ricordi? Scoppiò la polemica, cui per diversi giorni contribuirono uomini politici, giornalisti, conduttori televisivi: tutti scandalizzati per il vilipendio all’inno. Lo spot fu denunciato allo IAP, che con pronuncia del 10 novembre 2009 ne ordinò la cessazione.

Allora parlai di doppia tristezza per le donne (La doppia tristezza dello spot Calzedonia). La prima perché, anche se formalmente l’accusa era quella di sfruttare l’inno per scopi commerciali, in realtà si era turbati dalla sua declinazione al femminile. Proprio in quei giorni, infatti, la Costituzione era usata da Ikea per vendere mobili («L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul riposo»), ma nessuno si lamentò.

La seconda tristezza a carico delle donne era più sottile, infida, tanto che molte commentatrici, su questo blog e in rete, la considerarono una mia esagerazione: a loro lo spot piaceva.

Dal mio punto di vista, invece, Calzedonia metteva in scena i soliti stereotipi femminili, il che era triste. Se vuoi magnificare le donne fino al punto di introdurle nell’inno nazionale – mi dicevo allora – rappresentale in modo più vicino alla realtà: mettici donne anziane, giovani rotondette, adolescenti col piercing, bambine di colore. Concediamo pure che siano belle, dolci, smaglianti, ma diverse perché no?

A questa domanda Micaela Trani (art director) e Antonio Gigliotti (copywriter) dell’agenzia Saatchi & Saatchi, ideatori della campagna, diedero la risposta che i pubblicitari danno sempre in questi casi: gli stereotipi ci sono perché li vuole il pubblico (vedi Risposte stereotipate per spot stereotipati).

E così, a distanza di un anno, Calzedonia ci propina di nuovo lo spot . Ovviamente privato dell’inno e accompagnato da femmineo lamento, mentre scorrono queste parole: «A chi sorride [sulla ragazza che all’inizio sorride], a chi segue una passione [sulla ragazza in scooter col ragazzo], a chi ha un sogno [sulla bambina che viene pettinata], e a tutte le sorelle d’Italia che non hanno bisogno di parole [leggi: convenzionalmente belle, sorridenti e… mute!].

Chicca finale e coda di paglia di Calzedonia: sul suo canale YouTube ufficiale, dove appare lo spot, i commenti sono stati disattivati.

La mestizia continua. 😦