Come (non) cambia un cane a sei zampe

Nato nel 1952, il celebre marchio Eni-Agip del cane a sei zampe ha subito quattro restyling. Nonostante i cambiamenti, il bozzetto originario, disegnato dallo scultore Luigi Broggini (che però non ne riconobbe mai la paternità), ha resistito nella forma e nei colori. Ecco le tappe del suo percorso:

Il marchio nel 1952

Il marchio ENI nel 1953

Il marchio nel 1972

Il marchio ENI nel 1972

Il marchio nel 1998

Il marchio ENI nel 1998

Il marchio nel 2009

Il Marchio ENI nel 2009

Nel 2009 il restyling è stato affidato a InArea, un’agenzia cui fa capo una rete internazionale di designer e architetti specializzati nella creazione e gestione di sistemi di identità.

«Il passaggio nel 2009 al nuovo marchio monolitico e l’addio al marchio Agip hanno destato non poche critiche. C’è chi sostiene che il nuovo marchio sia troppo “modaiolo” e che risentirà ben presto dell’usura del tempo. Che sia molto meno autorevole del precedente a causa del nuovo lettering e della prima lettera minuscola. Che invece di comunicare dinamicità comunichi sfuggevolezza. Solo il tempo potrà dimostrare se queste critiche siano o meno fondate. Per adesso, possiamo semplicemente constatare che il marchio Eni, malgrado i numerosi restyling, si è sempre dimostrato vincente.»

È così che si conclude la tesi di laurea triennale in Scienze della Comunicazione che Anita Previdi ha dedicato alla storia di questo marchio, analizzando tutti i significati del simbolo originario e tutte le ragioni tecnico-grafiche, storiche e economiche dei suoi cambiamenti, fino alla versione attuale.

La suo lavoro si basa, fra l’altro, su documenti e studi messi gentilmente a disposizione da InArea, che ringraziamo per questo.

Se vuoi approfondire questa storia affascinante, ecco la tesi di Anita Previdi: «Il cane a sei zampe, fedele amico dell’uomo a quattro ruote. L’evoluzione del marchio Eni attraverso i suoi restyling».

10 risposte a “Come (non) cambia un cane a sei zampe

  1. In effetti il restyling non mi piace, mi pare aver aggiunto inutile “rumore” a qualcosa di molto netto e definito.
    Veramente iteressante. Leggerò volentieri.

  2. Speriamo che nel prossimo restyling il cane non sia uscito del tutto anche se la tendenza è quella, ahimè. Chissà in quale cortile finirà a razzolare e se troverà padroni ospitali. In Cina ad esempio i cani li mangiano.

    Lavoro ben fatto e che si legge con piacere. Brava Anita.

  3. Il marchio è di Broggini, il lettering di BOB NOORDA che “restrinse” anche il cane a 6 zampe… come si può anche notare in queste immagini pubblicate. Il lettering parte da un concetto molto semplice… prima legato essenzialmente solo ad AGIP… benzina… strada… e rappresenta una font (HAAS NEUE GROTESQUE?) ora Helvetica con una linea centrale bianca che è la riga di mezzeria della strada.
    Scarico subito la tesi e mi metto a leggere
    THANKS
    F.

  4. Ma come si fa a scrivere una tesi su un marchio?? senza offesa, nn ti è venuto un opuscolo piu’ che una tesi?
    🙂

  5. “C’è chi sostiene che il nuovo marchio sia troppo “modaiolo” e che risentirà ben presto dell’usura del tempo.” , ma come si fa a scrivere una frase del genere in una tesi di scienza della comunicazione????????
    per non parlare del titolo:
    «Il cane a sei zampe, fedele amico dell’uomo a quattro ruote…..»
    nooooooo roba da istituto tecnico di basso profilo

  6. Bene Paola, vuoi proporci tu un titolo? o riscrivere tu le frasi che non ti piacciono? Te ne sarei grata, visto che su questo blog le critiche costruttive sono ben accette.

    Magari hai fatto un bel “classico di alto profilo”. Con molta spocchia e poca concretezza, forse? Non ho niente contro i licei classici, anzi: io stessa ne ho fatto uno, molto duro e serio, uscendone per giunta con 60/60 alla maturità, che allora si valutava in sessantesimi. Ma mi sono guardata bene dal diventare spocchiosa. O distruttiva, se non ho proposte alternative interessanti da fare.

    Fra l’altro, non vedo perché prendersela con gli “istituti tecnici”, mia cara. Specie se si mettono in fila otto punti interrogativi per cercare di dar forza a un commento che forza non ha.

  7. Io credo che invece ci sia molto da scrivere, se colleghi i marchi alla storia dell’azienda, nazionale e del design.
    Comunque, marchio a parte, lancio una nuova provocazione:
    a me la pubblcità Eni con “uno cane” fa ridere, e non riesco a levarmi dalla testa la formula “uno cane” con accento finto-tedesco…

  8. manca pero il logo del 68 con la prima rivisitazione con la scritta agip.

  9. L’autore del marchio originale del 1952 non è Broggini ma di Alda Morini di Livorno, allieva bravissima del pittore Rontini.

  10. Confermo che il vero autore del marchio è Alda Morini di Livorno.

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