Destra e sinistra: scriviamo noi la lista?

Le liste di valori che Fini e Bersani hanno letto la settimana scorsa durante la trasmissione «Vieni via con me» hanno attirato molte critiche.

Il compito non era facile per svariati motivi:

  1. Il formato lista non è il più adatto a comunicare valori politici, perché non favorisce l’attenzione ai contenuti. In narrativa gli elenchi possono servire a diversi scopi: costruire un effetto di realtà, sottolineare l’ossessione del narratore o di qualche personaggio per i dettagli, ostentare competenze su un certo tema. In ogni caso servono a esprimere quantità più che qualità e ad attirare l’attenzione sull’insieme più che sui dettagli. Inoltre non si può «leggere una lista»: bisogna recitarla, darle un ritmo, quasi cantarla.
  2. Fini e Bersani incarnano, con le debite differenze, il tentativo di costruire una «nuova destra» (quella di FLI, alternativa a Berlusconi) e una «nuova sinistra» (quella del Pd, più moderata della sinistra radicale), i cui contenuti sono in corso di definizione e dunque hanno ancora ampi margini di incertezza e indefinitezza.
  3. La personalizzazione e mediatizzazione della politica sono un fenomeno consolidato in tutte le democrazie occidentali, ma la politica italiana – con l’eccezione quasi ventennale di Berlusconi, ora comunicativamente crollato pure lui – stenta ancora ad adeguarsi alle regole e ai formati mediatici.

Detto questo, voglio raccogliere un’idea che Annamaria Testa ha lanciato commentando il mio post Gli scolari Bersani e Fini a «Vieni via con me»:

«Mi metto dalla parte di chi deve scrivere un testo che in tre minuti, in quel programma, e in questo momento della storia del paese, dia conto in modo consistente e comprensibile dei valori di una sinistra moderna e di una destra moderna. E lancio una proposta: qualcuno vuole provarci? Sarebbe davvero interessante vedere cosa viene fuori.»

Perciò Dis.Amb.Ig.Uando e Nuovo e utile di Annamaria Testa lanciano assieme questa proposta:

Scrivi il tuo elenco dei valori di una destra e una sinistra moderne.

Regole: (1) testi brevi (max 2000 battute); (2) intitolati chiaramente “DESTRA” o “SINISTRA”; (3) provocazioni, turpiloquio eccetera saranno censurati; (4) puoi cimentarti in una o entrambe le liste; (5) non è scandaloso che alcuni valori siano condivisi (“Tutelare la Costituzione”, magari…); (6) Faremo una sintesi di tutti i risultati e ve la riproporremo.

Se vuoi essere proprio bravo/a, posta la tua lista sia qui che su Nuovo e utile .

Dai, prendila anche come una sfida di scrittura: con le parole, dopotutto, si creano mondi. 🙂

44 risposte a “Destra e sinistra: scriviamo noi la lista?

  1. Scrivo soltanto la lista che considero di sinistra:
    La lettura di Guido Ceronetti
    La lettura di Anna Maria Ortese
    La lettura di Giorgio Colli
    La lettura di Piero Camporesi
    La lettura di Tommaso Landolfi
    La lettura di Cammillo Sbarbaro
    La lettura della “montagna incantata”, (magica) secondo l’ultimo vezzo.
    Considerare questi (tutta l’opera di questi autori), testi come parte di se. Ignorare il denaro; è di sinistra.

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  3. Ecco i miei 32 cent…

    SINISTRA
    1. Esercitare sempre il pensiero critico nei confronti della società in cui si vive.
    2. Essere severi con se stessi e indulgenti con gli altri.
    3. Cercare sempre le cause reali degli eventi, senza abboccare alle teorie del complotto.
    4. Difendere, promuovere ed estendere la partecipazione dei cittadini a tutti i livelli decisionali.
    5. Difendere e promuovere i diritti civili insieme a quelli sociali.
    6. Tutelare l’occupazione, che non vuol dire creare posti di lavoro inutili.
    7. Tentare sempre di usare lo strumento del dialogo per risolvere i conflitti tra individui o gruppi sociali, etnici, religiosi, eccetera (ma essere decisionisti nel momento in cui tale dialogo dovesse fallire).
    8. Ricordare che i conflitti sono sempre di natura economica e sociale. I conflitti più appariscenti (immigrati vs autoctoni, giovani vs vecchi, ecc) sono sovrastruttura fuorviante.
    9. Modernizzare lo stato sociale non vuol dire smantellarlo ma integrarlo con la partecipazione dal basso di cittadini, associazioni, enti no profit.
    10. La democrazia non deve essere solo nelle istituzioni, ma anche nei partiti, nelle associazioni, per quanto possibile nella pubblica amministrazione.
    11. Tutelare l’ambiente a livello sia di scelte individuali che di politiche nazionali, internazionali e globali.
    12. Rifiutare la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali significa impegnarsi nel concreto a promuovere sistemi alternativi, altrimenti sono parole vuote.
    13. La criminalità organizzata si combatte non solo con gli arresti, ma anche creando lavoro regolare e bonificando i territori devastati dalla presenza mafiosa.
    14. Gli immigrati devono rispettare le leggi dello stato che li ospita, ma lo Stato deve avere l’intelligenza e l’elasticità di adeguare le proprie leggi per favorire l’integrazione.
    15. La religione appartiene alla sfera del privato, non del pubblico. E vale per tutte le religioni.
    16. Promuovere la cultura, la scuola e l’università crea posti di lavoro, ma prima di questo è importante per formare cittadini consapevoli e in grado di partecipare al dibattito pubblico e politico.
    DESTRA
    1. Essere severi con se stessi e con gli altri.
    2. L’individuo è al centro di tutto. La società aperta è quella che tutela l’individuo a prescindere.
    3. I diritti umani, civili e politici sono universali, non posso essere “contestualizzati” da religioni o culture.
    4. La partecipazione politica è importante, ma non deve interferire con la realizzazione personale del cittadino.
    5. Liberalizzare l’attività economica per rendere veramente libero il cittadino.
    6. Rispettare le regole sociali, ma queste regole devono essere una cornice, non una presenza opprimente.
    7. Lo Stato serve a far rispettare le regole. Uno stato che non le fa rispettare è inutile, uno stato che vada oltre è dannoso.
    8. Se c’è un conflitto di natura culturale o religiosa, va appoggiata la cultura o religione che propone più tolleranza e libertà per la persona.
    9. I servizi pubblici offerti dallo Stato sarebbero migliori e più convenienti se affidati al libero mercato.
    10. La democrazia è il miglior sistema di governo, purché all’interno di norme costituzionali che evitino derive populistiche o una estensione eccessiva dei poteri dello stato.
    11. L’ambiente si tutela a livello di scelte individuali. In una società di cittadini informati le soluzioni ecologiche si impongono poco a poco da sole, senza bisogno di politiche ad hoc.
    12. L’utilizzo nella forza nelle controversie internazionali non è una cosa di cui vergognarsi, se può servire a evitare violenze e sofferenze peggiori.
    13. La criminalità organizzata non si combatte solo con gli arresti, ma anche creando lavoro regolare e bonificando i territori devastati dalla presenza mafiosa.
    14. Gli immigrati devono rispettare le leggi dello Stato che li ospita se vogliono essere trattati con altrettanto rispetto.
    15. La religione appartiene alla sfera del privato, non del pubblico. E vale per tutte le religioni.
    16. Promuovere l’istruzione scolastica e universitaria è fondamentale per avere cittadini informati e razionali, in grado di fare le scelte migliori per se stessi e quindi per la società.

  4. Capiamoci, Giovanna: volete un elenco prescrittivo, descrittivo o persuasivo? Perché nel primo caso sarebbe utopico, nel secondo cinico, nel terzo identico.

  5. Pingback: I valori di destra e sinistra « Lit Skeight 3.0

  6. Ah, pardon, dimenticavo. Consiglio a Giovanna e Annamaria di eliminare il punto 4, altrimenti la cosa non è né divertente né intelligente se uno può cimentarsi in un gioco che non articola opposizioni, giusto? 🙂

  7. Ugo, credo che vorremmo un elenco che -per quanto possibile- contiene una visione e una prospettiva.
    Il punto 4: per quanto mi riguarda, lo ritengo il più interessante della proposta. Chiede di assumere un punto di vista differente, e di farsi un giro in terre meno frequentate. L’ottima, e doppia, proposta di skeight dimostra nei fatti che l’ipotesi è non solo praticabile, ma tale da dar luogo a risultati interessanti.
    E comunque, per tornare alle tue categorie, non si tratta di una prescrizione ma di una ulteriore opportunità 😉

  8. Pingback: Kataweb.it - Blog - erlebnisblog » Blog Archive » Sinistra (zauberilla)

  9. SINISTRA

    1. La COSTITUZIONE E’ SACRA..
    2. La mia libertà finisce dove comincia la tua
    3. Il WELLFARE: sanità pubblica scuole pubbliche trasporti pubblici.
    4. RISPETTO per scelte di vita che non ledono gli altri, anche quando non le si condividano (aborto, eutanasia, ma anche orientamenti religiosi)
    5. SOSTEGNO alla maturazione psichica e relazionale di tutti (matrimonio per le coppie omosessuali e possibilità di adozione. No pacs né per omosessuali né per altri – si è la nonna che c’è in me)
    6. PARI OPPORTUNITA’per tutti: donne e uomini e trans. Bianchi neri e gialli. Cattolici ebrei islamici e atei. (introduzione di dispositivi per aiutare le pari opportunità a concretizzarsi meccanismi di quote per le donne, ma anche per le minoranze etniche)
    7. MERITOCRAZIA.
    8. SOSTEGNO ALLE FASCE DEBOLI dalle fasce forti (imposte indirette per i più ricchi per sostenere innalzamento delle pensioni e politiche per la famiglia)
    9. Diritto alla progettualità della vita – coniugato a una ideologia meritocratica: (incentivare la reintroduzione di contratti a tempo indeterminato, specie con criteri meritocratici. Almeno all’inizio)
    10. SICUREZZA PER TUTTI (Se una donna rumena viene stuprata da un italiano, non è che vale di meno di un italiano scippato da uno magrebino)
    11. Impegno nell’EFFICACIA DELLE NORME ESISTENTI – che spesso ci piacciono, solo che non riescono a essere efficaci (quindi: non servono leggi extra per il furto compiuto da un non italiano, per l’evasione fiscale di un ricco. Ci si deve impegnare per applicare le leggi)
    12. Il Colosseo è un valore, le isole Eolie sono un valore: i beni culturali e ambientali sono un valore identitario del paese, sono le ossa della mostra identità e potrebbero essere ancora di più le ossa della nostra economia. Tuteliamoli, pubblicizziamoli, Proteggiamoli, costruiamo un’industria della cultura e dell’ambiente.
    13. FANTASIA, CREATIVITA’ RIFLESSIONE TEORICA che ci è tanto rinfacciata, sono cose nostre. Bisogna esserne fieri.
    14. I BAMBINI sono un valore

  10. @Annamaria
    Quindi sta dando ragione a me, che dico di levare il punto quattro appunto per obbligare a fare liste dei due schieramenti e non solo di uno 🙂
    Volevo solo capire se volevate il testo di un prodotto pubblicitario scritto dal migliore dei ghost writer per prendere voti, e in questo caso occorre barare, oppure desideravate qualcosa di intelligente nel senso della visione, non dell’inganno. Marco Antonio o Bruto?

  11. @ ugo.
    E’ “obbligare” che non mi piace. Preferisco “proporre l’opportunità di”.
    Sul secondo punto: orpo, su NeU ho citato Cicerone, mica i sofficini, perché un discorso politico non può prescindere da una dimensione di comunicazione persuasiva. E, d’altra parte, a Fini e Bersani si sono rimproverate sia l’inconsistenza, sia l’assenza di capacità di motivare.
    Non credo che sempre e comunque sia valida l’equivalenza: prendere voti = fare pubblicità = barare = ingannare. Non credo nemmeno che sempre sia valida quella che recita: fare pubblicità = barare. Ma di questo, magari, si parla un’altra volta.
    … dai, basta cincischiare, e raccontaci il tuo pensiero. Quello intelligente e visionario. Espresso in maniera convincente.

  12. SINISTRA

    1- Tutti gli esseri umani sono dichiarati cittadini del mondo e possono viaggiare e vivere dove vogliono compatibilmente con le disponibilità effettive.
    2- Non si può accumulare ricchezza a volontà, né beni materiali.
    3- La produzione e l’utilizzo di beni materiali di qualsiasi tipo a scopo commerciale deve essere compatibile con l’effettiva utilità e con le risorse disponibili. Esempio: saranno vietati tutti i manifesti pubblicitari riprodotti su carta. Anche i manifesti politici saranno vietati. Se un’azienda vuole pubblicizzare i propri prodotti va in strada o nelle piazze e organizza uno spettacolo a tempo. Oppure attraverso i soliti canali telematici.
    4- La gestione degli armamentari bellici esistenti è affidata a tutti gli stati che coopereranno per la distruzione progressiva e la cessazione di ogni altra produzione.
    5- La produzione e la distribuzione dei beni ad uso alimentare diviene responsabiità di tutti gli stati affinché sia garantito il sostentamento minimo per tutti i cittadini del mondo.

  13. DESTRA

    1. Responsabilità individuale. Ogni individuo sia tenuto a essere responsabile di se stesso. Chi ha talento e s’impegna duramente goda appieno dei frutti del suo successo, chi sbaglia o non s’impegna ne paghi le conseguenze.

    2. Libertà. Lo Stato non limiti e non intralci la libertà individuale, se non quando viola la libertà altrui. Massima libertà d’impresa. Tutela della libera concorrenza. Interventi dello Stato, leggi, regolamenti, burocrazia e tasse, il meno possibile.

    3. Nazione. Lo Stato difenda gli interessi nazionali nei confronti degli altri Stati. Al di là di questo, non interferisca nelle loro faccende interne.

    SINISTRA.

    1. Solidarietà collettiva. Nessun uomo è un’isola. La felicità individuale dipende dalla felicità altrui. Lo Stato garantisca il più possibile a tutti condizioni di vita decenti: istruzione, lavoro, cure sanitarie. Assistenza economica a disoccupati ed emarginati.

    2. Eguaglianza. Lo Stato garantisca eguali opportunità di realizzazione individuale a tutti, riducendo al minimo le diseguaglianze di partenza, dovute a genere sessuale, censo, cultura, etnia. Istruzione pubblica di alta qualità accessibile a tutti, dal nido d’infanzia al dottorato. Borse di studio ai meritevoli disagiati.

    3. Fratellanza universale. Il benessere di una nazione dipende da quello delle altre nazioni di tutto il pianeta. Lo Stato si faccia carico, oltre che degli interessi nazionali, anche del bene universale.

  14. Sinistra: liberté, egalité, fraternité
    Destra: liberté, liberté, liberté

  15. Sinistra
    a) La solidarietà, essere vicini, empatici non solo a parole ma anche e soprattutto nei fatti con chi è in difficoltà esistenziale, psicologica o materiale.
    b) Uguaglianza, dare a tutti la possibilità di costruirsi un’esistenza degna di questo nome, pari opportunità di istruzione e di esperienze formative, quindi.
    c) Pari diritti e pari doveri, perché ciascuno a prescindere dal genere, dalla provenienza geografica, e dai gusti sessuali si possa sentire a pieno titolo una persona che rispetta e rispettabile.
    d) La cultura e la conoscenza sia come punto di partenza che come obiettivo, per sanare quel 71% di analfabetismo che limita fortemente la libertà degli individui ma anche di tutto il paese.
    e) Una Giustizia che tuteli tutti allo stesso modo.

    Molto difficile ma utile per mettere ordine :9
    buona giornata
    Elisabetta

  16. Visto che liste ben più comunicative della mia sono già state postate, io propongo una sorta di lista di valori radicati nel “senso comune”. Ho cercato di organizzarli secondo una corrispondenza termine a termine:

    Sinistra:
    – Solidarietà
    – Laicità
    – Progresso
    – Lavoro
    – Cultura
    – Critica
    – Ragione
    – Rivoluzione
    – Uguaglianza
    – Ipocrisia

    vs

    Destra:
    – Forza
    – Patria
    – Conservazione
    – Imprenditoria
    – Pratica
    – Fede
    – Orgoglio
    – Reazione
    – Successo
    – Franchezza

  17. Sinistra

    Noi siamo di sinistra perché
    – Parliamo al plurale
    – Non abbiamo mai dato bacchettate ai bambini mancini
    – E alle domande rispondiamo diffusamente
    – Crediamo che le morti sul lavoro siano nere come la notte, e che fare luce sia un obbligo
    – Difendiamo la complessità, e impariamo a comunicarla con parole adatte a tutti
    – Siamo sordi alla frase “funziona così”
    – Preferiamo gli integri ai furbi, il coraggio al trasformismo di convenienza
    – Non garantiamo fedeltà a un sistema che rende i forti sempre più forti e i deboli sempre più deboli
    – Combattiamo le manipolazioni, e rivendichiamo lo spessore dei fatti

    Noi siamo di sinistra perché

    – Parliamo al plurale
    – E l’importanza della solidarietà ce l’abbiamo ben presente

    – Conosciamo il valore del NO, e quando è necessario lo diciamo con fermezza
    – Se parliamo di Sociale non abbiamo bisogno di ulteriori spiegazioni
    – Sappiamo cosa sia la trasparenza, e la garantiamo
    – Forse non siamo dalla parte di chi ruba nei supermercati…
    – …ma sicuramente non siamo dalla parte di chi li ha costruiti rubando
    – Perché prendere posizione è esserne fieri
    – E di fronte a un abuso interveniamo anche se non sono fatti nostri
    – Abbiamo studiato la storia, ce la ricordiamo, la raccontiamo a chi non c’era
    – In piazza siamo quelli che manifestano con le mani alzate
    -…e se veniamo picchiati, in piazza ci ritorniamo
    – Non ci piace la tradizione di destra e grazie al cielo noi non piacciamo a lei
    – Perché in guerra ci sentiamo sempre dalla parte dei vinti. Per questo non la facciamo, la guerra.

    Siamo di sinistra perché le diversità vanno conciliate, non classificate
    – E perché parliamo al plurale

    – Conosciamo le regole, valutiamo la differenza fra una regola giusta e una regola sbagliata dagli effetti che crea sulla collettività, conosciamo la possibilità di cambiare le regole quando smettono di funzionare
    – Conosciamo i diritti fondamentali e questi no, non sono patteggiabili
    – Perché le parole di Calamandrei sono ancora valide, e le facciamo ascoltare nelle scuole
    – Perché educhiamo i nostri figli a non dire continuamente “è mio”, li abituiamo alla condivisione, spieghiamo loro che chi arriva primo con qualsiasi mezzo ha fallito
    – Perché se stiamo mangiando chiediamo ai presenti se vogliono favorire
    – Perché l’accusa di retorica spesso è nella bocca di chi non sa che dire
    – Lavoriamo nei bar e non facciamo pagare l’acqua a chi ha sete
    – Perché la teoria senza sforzo di applicazione è fantasia
    – E la produttività è un pericolo senza una cultura che la tenga d’occhio

    Siamo di sinistra perché
    – Parliamo al plurale

    – E rispettiamo la libertà di scelta individuale, e la rivendichiamo
    – Nella tempesta siamo flessibili, ma teniamo i piedi saldi a terra
    – I nostri interlocutori sono le persone, non i ruoli
    – Non evadiamo il fisco, non ci accaparriamo risorse scarse e resistiamo alle tentazioni, anche con le tasche vuote
    – Non accettiamo di doverci umiliare per realizzare un’ambizione
    – E perché la somma del benessere di pochi rende un paese arretrato
    – Denunciamo gli abusi e denunciamo le minacce di ritorsione perché abbiamo denunciato gli abusi
    – Perché il silenzio è lo strumento dei collusi e dei complici
    – Rispettiamo il valore del tempo, e pretendiamo che il tempo dedicato al lavoro venga pagato
    – Non distinguiamo la piccola truffa dalla grande truffa: piccoli turbamenti portano a grandi catastrofi
    – Perché l’obbedienza non è necessariamente una virtù, e Don Lorenzo Milani prima che un prete era un uomo in gamba
    – Perché riteniamo che le prassi di vita siano lo specchio del livello culturale delle persone
    – E noi siamo dalla parte della cultura

    – Perché se abbiamo sbagliato strategia lo vogliamo dire chiaramente: abbiamo sbagliato strategia.

    Siamo di sinistra perché ci troviamo a nostro agio nelle forme e nei limiti della Costituzione
    – e su questo non abbiamo mai cambiato idea

    (NOI).

  18. DESTRA
    La Destra è l’onore di sentirsi italiani, figli di una Storia che ha insegnato al mondo cosa siano la legge e la civitas. L’onore e l’onere di appartenere a una Nazione che ha nel sangue la bellezza e la coscienza, il senso del ruolo che non può essere dimenticato anche in un mondo globalizzato, perché globalizzazione non vuol dire perdita di identità ma concorrenza d’identità. La destra non è per la guerra, sebbene accetti con realismo che ci sono momenti in cui non si può essere pacifisti. La destra è per tutelare la libertà e questo può implicare anche l’uso della forza, una forza giusta e ferma. Destra è rispettare la diversità di tutti gli individui e favorire il diritto alla felicità. Felicità che non può essere assicurata dallo Stato ma che emerge dall’impegno e ricerca personali. Per questo occorre tutelare i più deboli senza imporre divieti a chi dimostra la capacità e l’impegno di arrivare ai vertici della propria professione. La Destra crede che lo Stato sia forte quando favorisce l’iniziativa personale e che sia debole quando si sostituisce a essa. La Destra crede nei valori della famiglia perché la Società è sempre una famiglia più grande. È una lupa che allatta i suoi figli e che poi lascia liberi. La Destra non accetta gerarchie immutabili ma rispetta quelle esistenti quando sono espressione di successo ed efficienza. La liberta d’impresa e la concorrenza, se sottoposte a regole giuste, sono il motore del mondo, il generatore del benessere.
    È una giustizia che punisce solo chi ha commesso reato, che accoglie volentieri chi voglia lavorare da noi ma che non cede al ricatto dei falsi multiculturalismi e non ha paura di rimandare a casa propria chi non rispetti casa nostra. La destra è il realismo del realizzabile, non le utopie che muoiono nella culla.
    È una donna che non abbia mai paura, perché le forze dell’ordine sono lì per proteggerci. È un Welfare che è frutto della partecipazione attiva al lavoro, non una concessione che piove dal cielo. Destra è capire il mondo, non sognarlo soltanto. È il progresso che sa conservare la saggezza di chi ci ha preceduto. È la meritocrazia che legittima i migliori e dà loro il peso della responsabilità. È tutela dell’ambiente ma senza l’ideologia perdente di che vorrebbe negare la modernità e tornare al mulino a vento.
    Destra è guardare i padri per capire chi siamo, riconoscersi italiani per riconoscere la diversità dell’altro. Non l’ordine ma la coordinazione. Non per la gerarchia ma contro l’anarchia. Destra è saper cambiare quando si deve cambiare, non è cambiare per cambiare. La destra è pensare al futuro guardando anche al passato.

    SINISTRA
    Sinistra è un mezzo di trasporto che ti fa sentire cittadino, l’energia del sole che ti abbronza, non solo quella già abbronzata del petrolio. E Sinistra è una voce fatta di tante voci ma in cui ciascuno può distinguere ciascuna.
    È invitare a cena un immigrato e non avere remore nel dirsi che non ci è piaciuto, è una donna al comando, non un uomo con la vagina. Non è nemmeno un uomo con la vagina in testa. Sinistra è una carta d’identità in cui è scomparso il sesso.
    Sinistra è fare distinzioni.
    Sinistra è morire lasciando solo il ricordo, non la malattia. Sinistra è fare un passo indietro, è una giustizia che non giustizia, un’unione di amori che non è prigione,
    è sapere che l’extracomunitario è un albanese ma è anche uno svizzero o un americano.
    Sinistra è essere colpevole di tutto davanti a tutti. È vergognarsi per chi non ha nulla, è non dimenticare la povertà appena si è seccata la lacrima.
    È riconoscere la bravura altrui come un’opportunità per gli altri non come un opportunismo per qualcuno. È ammettere che il proprio guadagno non è solo merito mio.
    Sinistra è guardare i tuoi figli e non vedere solo te stesso, è sentirli parlare lingue che tu non conosci e insegnarti ciò che non sai. Sinistra è dar ragione al mio avversario se ce l’ha, senza per questo aver perso se stessi. Lasciare agli altri la scelta di capire o non capire di che Fede tu sia o non sia. È non aver paura di invecchiare, è sapere che il mondo cambia, e a volte pare procedere a passo di gambero. Ma migliora. E sinistra è saperlo rammentare a se stessi soprattutto quando sembra non funzionare nulla e lo scetticismo è come Lucignolo, che ci invita a seguirlo.
    Sinistra è una donna che non ha paura perché non ha motivo di averne. È un bambino che cresce sano perché sta assieme agli altri, non perché ne sta lontano.
    Sinistra è riuscire a immaginarsi anziani e vedere il mondo con i loro occhi. Ma è anche saper togliersi gli occhiali della vecchiaia e stupirsi della freschezza dei sogni dei giovani.
    Sinistra è sapere ricordare che la vita è una staffetta. Non c’è futuro senza presente, non c’è gara se non si passa il testimone.
    Sinistra infine è lasciare la parola Guerra sui libri di scuola. È saper ricordare e ricordarsi anche di dimenticare, talvolta.
    Sinistra è soprattutto saper rinunciare a favore di altri ed esserne fieri.

  19. Sinistra
    1.Perseguire “la democrazia dei volti” (per citare Nichi Vendola), piuttosto che l’accaparramento di voti…
    2. La Costituzione non è un ” dono del cielo” o un apparato asettico di valori: una nuova cultura civile nazionale può nascere attraverso un riflessione storica critica su Resistenza e Dopoguerra, Stragi e Anni di Piombo….
    3. Inclusione e partecipazione: ripartire dalla “dimensione micro” per decostruire e reinventare i rapporti di potere……incentivazione alle assemblee di quartiere…
    4. Riflessione sulla moralità della politica, cominciando da azioni concrete: non sono eleggibili condannati in via definitiva o chi è sotto processo o è suscettibile anche a livello locale di conflitto d’interessi…
    5. Combattiamo le mafie senza eroismi, con la concretezza delle azioni ( rifiuto della violenza ) e delle pratiche amministrative.
    6. Laicità Laicità Laicità: gli enti e le istituzioni pubbliche devono essere specchio di una società in cui non vi sono distinzioni su base religiosa: sì ai matrimoni e alle adozioni per coppie di fatto e gay, sì alla rimozione ( o alla compresenza in particolari contesti, ad esempio nelle scuole e strutture educative) di simboli religiosi nei luoghi pubblici…
    7. Tutela del lavoro significa tutela delle opportunità necessarie alla crescita civile e alla mobilità sociale: una visione nuova del welfare, perché stiamo bene tutti, non se tutti stanno un po’ bene ( a ciascuno, in proporzione, la sua briciola), ma quando ciascuno è consapevole e partecipe che sacrificare il proprio surplus è un seme per la crescita di nuovi orizzonti e opportunità per altri…..
    8. L’Italia è un Paese antifascista: gruppi politici o associazioni che si richiamano ai valori del nazifascismo o del totalitarismo stalinista, alla xenofobia e all’uso della violenza non possono avere accesso nelle istituzioni pubbliche.

  20. Mi è piaciuto l’acronimo di SINISTRA di gio (Utente Anonimo in NuE), che riporto qui sotto:

    S enza gli altri è più difficile essere felici
    I nventare nuovi modi di vivere
    N atura è cultura
    I nsieme si può fare (quasi) tutto
    S apere è un diritto, di tutti
    T i voglio bene per come sei
    R esto con te se hai bisogno
    A ncora qui a parlane..sempre

    gio dice che con la DESTRA non le viene. Ci provo:

    D atti da fare
    E mula i migliori
    S enza lacci e lacciuoli si vive meglio
    T ieniti i tuoi guai che io mi tengo i miei
    R ispetta la mia patria come io rispetto la tua
    A far da sé si fa per tre

  21. Scusatemi se faccio l’asino…come si dice a Bùlagna… ma leggendo tutte le “liste” di valori…sembra che se ci butassimo tutti in politica…il Paese cambierebbe dall’oggi al domani…. 😛
    A tutti , buona serata!

  22. Ciao a tutti e tutte,
    sono riuscita a leggere le vostre proposte solo ora, perché ho avuto una brutta giornata per motivi personali.

    A una prima lettura, ammetto che il mio umore sta lentamente svoltando: sono proposte belle, ricche, lucide.

    Insomma, se i lettori continuano così, Annamaria e io potremo/dovremo lavorarci su seriamente. Chi è causa del suo mal…
    😀

    Grazia a tutti, di cuore.
    Giovanna

  23. Destra: Se un medico è più bravo è giusto che venga pagato di più.
    Sinistra: Se un medico è più bravo è giusto che tutti possano beneficiare allo stesso modo delle sue cure.

  24. E’ giusto che tutti possano andare dal medico.
    Tutti debbono poter andare a scuola.
    Essere donna non dev’essere più un problema, ma un fattore lavorativamente normale.
    Non essere più considerata un’incubatrice di figli perchè nel mio corpo c’è ANCHE un utero.
    Queste sono un pò di cose di sinistra che mi vengono in mente…un’ultima è che ad ogni persona dovrebbe essere garantito un minimo per cui nn doversi vergognare di essere al mondo!

  25. DESTRA

    POLITICA: dall’alto al basso

    ECONOMIA: creare valore

    PSICOLOGIA: mordi e fuggi

    LINGUAGGIO: povero/emozionale

    COMUNICAZIONE: vendere atmosfera

    SLOGAN: siete carichi?

    SOLIDO-SIMBOLO: cubo

    SINISTRA

    POLITICA: orizzontalità o dal basso all’alto

    ECONOMIA: distribuire reddito

    PSICOLOGIA: resisti e rilancia

    LINGUAGGIO: ampio/razionale

    COMUNICAZIONE: argomentare/documentare

    SLOGAN: siete consapevoli?

    SOLIDO SIMBOLO: sfera

  26. PSICOLOGIA:
    sostituirei “resisti e rilancia”
    con “ascolta e rilancia”

  27. Pingback: I valori della sinistra « Raffaella Romagnolo Weblog

  28. Bellissima idea. Eccovi il mio contributo.
    PER LA SINISTRA:

    1) Gli individui non solo tutti uguali. Questo è il bello.

    2) Il benessere collettivo è la condizione del benessere individuale, non viceversa.

    3) Gli individui non sono tutti uguali ma hanno uguali diritti. La sinistra combatte per concretizzare l’uguaglianza dei diritti.

    4) La parte giusta nella battaglia è al fianco dei soggetti deboli, ossia di chi, nell’interazione con gli altri, sconta un’obiettiva e verificabile situazione di svantaggio. Oggi, in questo Paese, soggetti deboli sono i poveri, i migranti, i bambini, gli adolescenti, i disoccupati, i precari, le donne.

    5) Le aggregazioni sociali liberamente formate (famiglie, associazioni, partiti) sono una risorsa. Le regole per la loro costituzione sono elaborazioni collettive e possono essere democraticamente cambiate.

    6) Il mercato è un’invenzione degli individui, non un dato di natura. Per questo la politica deve guidare l’economia, non viceversa.

    7) La natura non è una risorsa. Gli individui sono un’eventualità della natura.

    8) La tradizione non è un valore. Lo è lo studio della storia, perché aiuta a capire il presente.

    9) Il presente e il futuro sono una responsabilità individuale e collettiva.

    10) Ciò che è reale non necessariamente è razionale, per questo può essere cambiato.

    11) Un altro mondo non è possibile, è necessario.

    Trovate la lista anche qui: http://raffaellaromagnolo.wordpress.com/2010/11/22/i-valori-della-sinistra/

  29. vorreichiamarmicosì

    La mia SINISTRA che vuol vedere cosa fa la destra, dice che:
    1. è di sinistra avere il senso della vita collettivo: sapere guardare al di là dei confini del proprio orticello e comprendere quale parte di quale ingranaggio di quale grande motore siamo
    2. è di sinistra fare pace, portare pace, perseguire con astuzia la pace.
    3. è di sinistra per me fare il proprio dovere, pagare le tasse, non scambiare i diritti per favori e alzare la testa, sempre
    4. è di sinistra non avere paura di chi è diverso da noi
    5. è di sinistra dire “mi riguarda” anche se è lontanissimo dalla nostra routine
    6. è di sinistra studiare e approfondire e non “orecchiare” magari ai talkshow
    7. è di sinistra rispettare l’ambiente e pretendere che sia una priorità
    8. è di sinistra costruire biblioteche e scuole e asili e posti per la musica
    9. è di sinistra confrontarsi , ma non abbassarsi o svendersi
    10. è di sinistra non abdicare alla propria intelligenza e alla propria umanità nel giudicare lo stato delle cose

  30. Sinistra
    1) Gli uomini (maschi e femmine) nascono liberi e uguali nei diritti. (Primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. 1789 da me declinato anche al femminile)
    2) Walfare: istruzione, sanità, trasporti, reti di sostegno flessibili in caso di disoccupazione
    3)Meritocrazia
    4)uguali diritti e doveri per tutti/e
    5)Un numero di leggi congruo al vivere civile ma senza l’ossessione di normare tutto
    6) Diffusione della cultura
    7) Contro ogni discriminazione e, dove è necessario, azioni per sostenere le minoranze o i soggetti “svantaggiati”
    8)Burocrazia efficiente e veloce
    9) Innovazione e coraggio per disegnare nuovi orizzonti
    10) La costituzione non si tocca

  31. Ho partecipato all’iniziativa di Annamaria e Giovanna perché penso che Destra e Sinistra abbiano ancora un senso diverso, anche se non in opposizione totale.
    Personalmente concordo con tutti i valori di sinistra e di destra che ho elencati, e con quasi tutti quelli, pure di sinistra e di destra, brillantemente evocati da Ugo.
    Il problema non è scegliere fra Tradizione vs. Cambiamento, fra Responsabilità Individuale vs. Solidarietà Collettiva, fra Libertà vs. Eguaglianza, fra Nazione vs. Umanità, fra, ma trovare un punto di equilibrio adatto a situazioni concrete.
    Nella ricerca del giusto equilibrio i valori contano, ma spesso conta di più “il principio di realtà”.

    Concordo quindi con il post al blog di Severgnini sul Corriere on line riportato qui sotto.
    L’iniziativa di A. e G. resta valida, ma distinguere destra e sinistra in Italia, come suggerisce Raffaele Birlini, non è decisivo.

    (Raffaele Birlini, dal blog di Beppe Severgnini, Corriere, 24.11.2010)

    Ho visto la buffonata delle liste dei valori di Fini e Bersani. Vorrei che smettessero questo teatrino che va avanti da decenni. La differenza fra destra e sinistra non dovrebbe essere sui valori ma sui modi concreti che vengono proposti per raggiungere obiettivi comuni. Tutti vogliono occupazione, sicurezza, welfare, pace, sviluppo, meritocrazia, giustizia e via elencando. Bisogna vedere cosa si può fare e cosa no, tanto per cominciare. Quindi, di quello che si può fare, si deve decidere come farlo e qui si deve sviluppare la differenza di proposte fra destra e sinistra. Basta con queste finte differenze. Parliamo chiaro: la destra di stampo anglosassone in Italia non c’è. Aspira a diventarlo il Pdl ma ne è ben distante dal momento che ha radici socialiste (Berlusconi-Craxi) e democristiane. Fini è destra sociale, in pratica una forma blanda e distillata di socialismo nazionalista (non dico nazionalismo socialista). Il Pd non riesce a diventare moderato e più ci prova più il suo zoccolo duro, quello che va a votare anche alle primarie, lo trascina continuamente su posizioni di obsoleto estremismo. Non c’è la destra in Italia, ci sono solo tante declinazioni della sinistra. La Lega non è di destra né di sinistra, è un Pdl del nord dove Berlusconi è Pdl di centro e Fini Pdl del sud. E questi vanno in tv a parlare di valori. Parlino dell’immigrazione, del debito pubblico, del federalismo, del sistema produttivo messo in crisi dai cinesi, dalle ditte che mettono l’etichetta made in Italy su prodotti fatti al 99% all’estero. Si schierino su quanto considerano giusto il canone tv, il sostegno pubblico ai partiti e ai giornali, le tasse sulla proprietà della macchina e della casa e di quant’altro. Dicano se sono a favore […] le leggi che hanno creato contratti a termine, a progetto, dipendenti costretti ad aprire la partita iva per costare meno alle ditte.

    Raffaele Birlini, raffaele.birlini@email.it

  32. E’ di sinistra:
    Pensare che il valore dell’essere umano nasca nel momento stesso in cui nascono il corpo e la sua fisiologia e che la fisiologia dei corpi umani sia identica e pertanto identico il valore di tutti i corpi e di tutti gli essere umani, indipendentemente da qualche diversità contingente nei tratti somatici.
    Non credere al destino e credere che se il caso ti ha fatto nascere ricco o povero, bello o brutto, figlio di re o nipote di bracciante, ecco… te ne puoi fregare e provare a cambiare.
    Desiderare che le capacità, l’impegno e il sacrificio conducano a un premio, ma pensare che anche la persona che non ha potuto o voluto mettere capacità, impegno e sacrificio deve avere comunque da mangiare, le medicine e un tetto sulla testa.
    Vergognarsi di avere di più, anche se hai fatto di tutto per meritartelo.
    Essere curioso delle storie degli altri e non sentirsi a posto con la coscienza se sono storie cariche di dolore.
    Essere libero dal desiderio del lusso.
    Non doverti presentare specificando da quale famiglia vieni.
    Non dovere per forza difendere le tue origini e la tua terra anche se ti non ti hanno dato nessuna felicità, ma è di sinistra anche non dovertene per forza vergognare.
    Non capire che gusto ci sia ad essere primi in una competizione sportiva, una gara fine a se stessa.
    Commuoversi per la storia dell’uomo e credere che scienza e arte e letteratura servano il progresso e che progresso significhi che il maggior numero possibile di persone possano vivere nel minor disagio possibile.
    Pensare che non esistono modelli di comportamento perfetti ma che stiamo tutti andando avanti da qualche millennio a questa parte per tentativi, dubbi e scambi di esperienze. Qualcuno chiama questo relativismo: infatti, perché no?
    Avere così tanto a cuore il rispetto per l’altrui opinione che si finisce per ingessarsi in un dibattito inconcludente.
    Non riuscire a capire come si possa arrivare ad amare un leader carismatico, un re, un imperatore.
    Trovare insopportabile la solitudine e combatterla provando a sentirsi parte di una comunità il più larga possibile.

  33. E’ di destra:
    Guardare alla storia dell’uomo più guardando al passato che al futuro.
    Pensare che il posto e la famiglia in cui nasci segnano definitivamente quello che sei.
    Pensare che provare a cambiare quello che sei non sia un diritto ma un cammino faticosissimo e che qualcuno altro, cui dovrai eterna riconoscenza, dovrà decidere se te lo meriti oppure no.
    Credere che le capacità, l’impegno e il sacrificio debbano condurre a un premio, anche se questo può creare disagio o infelicità ad altri.
    Essere orgogliosi di avere di più, se hai fatto di tutto per meritartelo.
    Non avere bisogno di conoscere le storie degli altri e occuparsi con grande impegno della propria.
    Pensare che il lusso è bellezza e come tale va goduto.
    Essere pronti a difendere la propria famiglia, le proprie origini, la propria terra anche se non ti hanno dato felicità, perchè rinnegandole non sai più chi sei.
    Voler vincere tutte le sfide.
    Commuoversi per la storia dell’uomo e credere che scienza e arte e letteratura servano il progresso e che progresso significhi che qualcuno, anche pochi, possa stare il meglio possibile.
    Pensare che masse innumerevoli di persone vadano tenute in ordine attraverso la fissazione di alcune regole di comportamento perfette, senza preoccuparsi di capire bene perché siano perfette.
    Desiderare di essere migliori e, quando si crede di aver trovato quello che si vorrebbe essere in un’altra persona (un leader carismatico, un re, un imperatore), amarlo.
    Non credere in una seconda possibilità.
    Trovare insopportabile la solitudine e combatterla affiliandosi a un gruppo ristretto di uguali.

  34. Un possibile futuro di sinistra.

    – La sanità mi mette a disposizione mezzi, strutture e persone perché io stia bene. Chi si occupa della mia salute è preparato, aggiornato dalla ricerca scientifica e non controlla se posso pagare. Sa che se il mio corpo – tutto intero – raggiunge il suo equilibrio, io divento un punto vitale per chi mi sta attorno. E al mio essere vita ci tiene..
    – La scuola mi insegna quello che da sola faticherei ad imparare. Lo fa nel modo migliore, gratuitamente e se non comprendo, si preoccupa. E’ convinta che se non capisco non posso partecipare. E alla mia partecipazione ci tiene.
    – La cultura vuole starmi vicina e cerca forme e luoghi tra i più vari per incontrarmi. Stuzzica la mia curiosità con libri, musica, mostre, Mi chiama dalla televisione, radio, teatri, cinema, musei e mi parla di scienza, letteratura, storia, pittura … Vince la mia soggezione e tiene conto delle mie possibilità perché non la consideri un lusso. Sa che la sua vicinanza mi rende saggia. E alla mia saggezza ci tiene.
    – Il lavoro tiene conto delle mie capacità, preparazione, aspirazioni e scelte. Mi aiuta ad occuparmi della mia famiglia con tranquillità e in sicurezza. Sa che se il mio cuore è sereno, la mia mente è pronta e creativa. E al mio contributo ci tiene.
    – Il territorio mi accoglie e mi offre la sua bellezza. Vuole che impari a godere del maestosamente bello e del bello minuscolo che solo un occhio attento può vedere. Mi insegna a rispettare, curare e apprezzare perché sa che dalla bellezza nasce l’ispirazione. E ai miei momenti illuminati ci tiene.
    – La città mi offre spazi perché mi muova sicura, con piacere e incontri chi mi sta attorno, non importa se del posto o venuto da fuori. Sa che se stabilisco buone relazioni sono più disponibile ad accogliere, conoscere, imparare, capire. scambiare. Sa che le relazioni mi fanno crescere, E alla mia crescita ci tiene.
    – La politica si preoccupa che siano garantite vita, benessere, sicurezza e partecipazione. Raccoglie e valorizza i contributi e la saggezza di tutti. Studia i modi migliori perché ognuno diventi responsabile di se stesso e parli con voce propria ma rispettosa degli altri Ci tiene a lavorare con impegno, dedizione e concretezza perché sa che realizzare e condividere il bene, significa arricchire tutti. E alla ricchezza di tutti, la politica, ci tiene.

    Nidia Bertazzolo

  35. Pingback: Vieni via con i valori di un partito moderno | il Democratico

  36. Cito in gran parte Deleuze e il suo Abecedario… Ma penso anche alla Vocazione minoritaria di Goffredo Fofi

    La norma presupposta da tutte le maggioranze è 1) Uomo; 2) Adulto; 3) Maschio; 4) Cittadino. La maggioranza andrà per natura dove in un certo momento si realizzerà questo standard, ovvero intorno all’idea dell’uomo cittadino, adulto e virile. E’ un’idealtipo, non esiste, è un insieme vuoto! E dunque la maggioranza per definizione non esiste o almeno, non rpparesenta nessuno, semplicemente la gente desidera riconoscersi in questo insieme vuoto.

    Essere di sinistra significa essere per natura, o piuttosto tentare di divenire, minoritari.

  37. SINISTRA:
    1. Uguaglianza dei diritti
    2. Lavorare per uguagliare i punti di partenza
    3. Amare la libertà
    4. Essere attenti verso gli altri e capire la loro diversità
    5. Essere solidali con chi non ha avuto fortuna nella vita

    DESTRA:
    1. Libertà di pensare, di agire, di esprimersi
    2. Dare a tutti la possibilità di scegliere
    3. Essere responsabili delle proprie scelte
    4. La vita deve premiare chi ha meritato di più
    5. Amare il proprio paese e le sue tradizioni

    Giuseppe (un po’ romano, un po’ siciliano)

  38. I tempi cambiano velocemente, in politica non tenerne conto si rischia di finire come Luigi XVI che annotava sul suo diario: “Oggi niente di nuovo”. Era il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia.
    Come cambia quasi tutto quello che conta , anche la politica sta cambiando, a destra come a sinistra. C’è di più, come scrive in un suo recente saggio Carlo Galli (editori Laterza, “Perchè ancora destra e sinistra”), siamo di fronte ad una lenta agonia delle stesse categorie “destra” e “sinistra”, in bilico fra natura e artificio, che si risolverà solo quando la politica si organizzerà interno ad altri assi categoriali, allora destra e sinistra non significheranno più nulla.
    Nel frattempo, in un mondo che cambia, la destra è meglio appaesata, perché sa giocare con energia la percezione postmoderna dell’instabilità profonda del reale: è questo il motivo per cui è in grado, di fatto, di realizzare egemonia politica, sociale e culturale, insomma, il suo pensiero sbrigativo intercetta il senso comune, lo manipola e, senza trascenderlo, lo forma ed avvalora.
    Al contrario la sinistra è spaesata perché ogni sua affermazione è controfattuale, alludendo al mondo non com’è ma come dovrebbe essere; solo quando saprà orientarsi su ciò che davvero vuole dalla politica potrà cercare credibilmente di realizzare i propri obiettivi che comunque dovranno fare i conti e adattarsi con la necessaria duttilità e multiformità nel nuovo contesto determinato dalla crisi economica.
    Questo il contesto; chi fa politica oggi dovrebbe prenderne nota, a destra come a sinistra, abbandonando i temi della fiera lotta di sopravvivenza, che, sempre più, si sta demostrando accanimento terapeutico.
    Prenderne nota vuol dire governare il presente, maggioranza e opposizione nella loro specificità, nell’interesse del Paese pensando al futuro; ad esempio da un verso riformando la Carta Costituzionale, a partire dall’articolo 1, e dal ri-equilibrio tra poteri dello Stato, dall’altro ritornando alla politica quello che è responsabilità della politica: delineare le scelte strategiche di assetto e sviluppo del Paese, senza dimenticare di tutelare i diritti dei cittadini sapendo farne rispettare i doveri, tutelando l’integrità ambientale e l’identità culturale del Paese.
    Questo è il vero banco di prova,della politica, tutta.
    Ed è un rischio. Infatti, e siamo all’attualità, nel Paese la mancanza di una vera opposizione, sostituita dal monotono polverone alzato utilizzando i media e la magistratura, è il risultato di una politica che, da anni, episodicamente, a casaccio, si nutre di vecchie ideologie e nuove illusioni, con il rischio di ritrovarci in una specie di “Deserto dei Tartari” elettorale.
    Sgombrando il campo dagli equivoci, diciamolo: la politica non è il luogo dell’immaginazione teorica, ma dell’originalità pratica, della corretta percezione del concreto, anche ridefinendo il rapporto tra Stato e Cittanino nel senso di “meno Stato più Cittadino” o, per dirla in altro modo, sapendo che la moderna democrazia nasce dall’esigenza di limitare il potere di imporre tasse, “meno tasse più libertà”.

  39. @Pierre Barilli
    Mi perdoni, la sua era una lista o lei è solo capitato in questo blog a metà del secondo tempo?

  40. Grazie Annamaria per l’utile supporto alla connessione tra i miei emisferi. 😉
    Probabilmente nel mio immaginare le pietre angolari fondanti la Destra e la Sinistra ho prodotto una sintesi estrema o forse la febbre degli ultimi due giorni ha prodotto del suo, niente comunque che non sia già stato detto. Ad ogni modo ecco:

    DESTRA

    . La Costituzione
    . L’individuo nell’esercizio dei suoi diritti
    . La collettività nell’espressione della propria libertà

    SINISTRA

    . La Costituzione
    . L’individuo nell’esercizio dei suoi doveri
    . La collettività nell’espressione delle proprie responsabilità

    Laura Bonaguro

  41. SINISTRA
    per me e’ di sinistra
    – chi pensa al bene di tutti
    – chi non ritiene che i soldi siano la prima cosa
    – chi sa combattere per un’idea
    – chi lo fa anche se l’idea non e’ sua
    – chi pensa al mondo che lascerà alla prossima generazione
    – chi si documenta, prima di affermare
    – chi non ha paura di sbagliare
    – chi si sforza di capire l’altro
    – chi non parla di tolleranza, ma di accoglienza
    – chi sa che un elenco non basta

  42. Alessandro Calderan

    Secondo la destra l’individuo che impiega le proprie capacità per fare il proprio interesse, contribuisce alla crescita della società.
    Secondo la sinistra: l’individuo che impiega le proprie capacità facendo particolare attenzione ai problemi sociali più che ai propri interessi, contribuisce alla crescita della società.

  43. Forse, se chiediamo agli onorevoli di questo governo ( sia di destra che di sinistra ) il motivo che li ha spinti a scendere in campo probabilmente ( se sono sinceri ) avremmo delle motivazioni di gran lunga diverse da quelle sin qui elencate.

  44. Per me la sinistra è:
    – uguaglianza
    – libertà (di…è libertà attiva più che quella passiva)
    – futuro
    – speranza
    – conoscenza
    – cultura
    – giustizia
    – rispetto
    – comunità
    – natura
    – etica
    La destra è:
    – nazione
    – famiglia
    – mercato
    – capitali
    – finanza
    – la roba
    – tradizione
    – condono
    – perdono

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