Archivi del giorno: mercoledì, 24 novembre 2010

Berlusconi a Ballarò: un rituale di conferma del capo

Ieri si è consumato per l’ennesima volta il rituale della telefonata di Berlusconi a Ballarò (mi domando come ancora possano chiamarla «a sorpresa»), che più o meno segue sempre questo copione.

Nel momento in cui Floris annuncia la chiamata di Berlusconi, il suo volto si illumina: è chiaramente una manna dal cielo per gli ascolti della serata e, grazie al tam tam che l’evento scatenerà nei giorni successivi, anche per gli ascolti delle puntate a venire. Per quanto cerchi di contenersi, Floris non riesce a eliminare i segni di soddisfazione dalla faccia (clic per ingrandire).

Floris soddisfatto

Quando Berlusconi comincia a parlare, lo studio è sempre inquadrato in campo lungo e dall’alto, come a dire: Berlusconi sta sopra, gli altri sotto. Gerarchia ulteriormente confermata dalla gigantografia di Berlusconi che campeggia in studio (clic per ingrandire).

Inquadratura dall'alto in campo lungo a Ballarò

I contenuti della telefonata di Berlusconi sono sempre gli stessi: Tizio dice le bugie (ieri Tizio era Rosy Bindi, in passato è stato Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, o Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia); io solo dico la verità; la trasmissione è nel complesso «mistificatoria», come ha detto ieri, perché ospita persone che mentono.

Mentre Berlusconi parla, gli operatori fanno primissimi piani sugli ospiti dissenzienti: questi tossiscono nervosamente, deglutiscono, si toccano il naso, si tolgono la polvere dalla giacca, torturano parti del loro corpo. Esprimono, insomma, emozioni di sottomissione, come ansia e timore. Solo pochi – cito fra tutti Rosy Bindi – fanno prevalere segni di rabbia senza combinarli con quelli di timore.

Mentre Berlusconi parla, i primissimi piani sui volti degli ospiti consenzienti mostrano, al contrario, espressioni di soddisfazione, sollievo, orgoglio: cenni di assenso, sorrisetti ammiccanti, sopracciglia alzate in segno di furbizia, come a dire «L’avevo detto io!». Anche la loro è sottomissione: quella di chi gode dell’approvazione del capo.

Nel frattempo Floris fa il solito balletto: cerca di interrompere Berlusconi senza riuscirci («Come si permette? La Rai non è sua, è un servizio pubblico e tutti devono poter parlare»), gli dice di stringere senza riuscirci, gli ricorda che deve rispondere a qualche domanda («Era nei patti!»), senza riuscirci. Normalmente Berlusconi riattacca (un capo fa quel che vuole!), infatti è successo anche ieri (se non ricordo male, solo nella puntata del 28 ottobre 2009, accennò a una risposta).

Insomma, Ballarò è splendidamente funzionale al consolidamento della leadership di Berlusconi e della supremazia del centrodestra sul centrosinistra.

Ma attenzione, non sto dicendo che Floris è d’accordo con Berlusconi: non è così abile. Semplicemente, la manna gli cade in testa e lui se ne avvantaggia in termini di audience e popolarità personale.

Diverso è per tutti gli ospiti dell’opposizione e i loro simpatizzanti, che credono di partecipare a un rito che li mette in buona luce e invece ne conferma la sudditanza.

La telefonata di Berlusconi ieri, 23 novembre 2010:

La telefonata di Berlusconi il 1 giugno 2010:

La telefonata di Berlusconi il 28 ottobre 2009: