Berlusconi a Ballarò: un rituale di conferma del capo

Ieri si è consumato per l’ennesima volta il rituale della telefonata di Berlusconi a Ballarò (mi domando come ancora possano chiamarla «a sorpresa»), che più o meno segue sempre questo copione.

Nel momento in cui Floris annuncia la chiamata di Berlusconi, il suo volto si illumina: è chiaramente una manna dal cielo per gli ascolti della serata e, grazie al tam tam che l’evento scatenerà nei giorni successivi, anche per gli ascolti delle puntate a venire. Per quanto cerchi di contenersi, Floris non riesce a eliminare i segni di soddisfazione dalla faccia (clic per ingrandire).

Floris soddisfatto

Quando Berlusconi comincia a parlare, lo studio è sempre inquadrato in campo lungo e dall’alto, come a dire: Berlusconi sta sopra, gli altri sotto. Gerarchia ulteriormente confermata dalla gigantografia di Berlusconi che campeggia in studio (clic per ingrandire).

Inquadratura dall'alto in campo lungo a Ballarò

I contenuti della telefonata di Berlusconi sono sempre gli stessi: Tizio dice le bugie (ieri Tizio era Rosy Bindi, in passato è stato Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, o Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia); io solo dico la verità; la trasmissione è nel complesso «mistificatoria», come ha detto ieri, perché ospita persone che mentono.

Mentre Berlusconi parla, gli operatori fanno primissimi piani sugli ospiti dissenzienti: questi tossiscono nervosamente, deglutiscono, si toccano il naso, si tolgono la polvere dalla giacca, torturano parti del loro corpo. Esprimono, insomma, emozioni di sottomissione, come ansia e timore. Solo pochi – cito fra tutti Rosy Bindi – fanno prevalere segni di rabbia senza combinarli con quelli di timore.

Mentre Berlusconi parla, i primissimi piani sui volti degli ospiti consenzienti mostrano, al contrario, espressioni di soddisfazione, sollievo, orgoglio: cenni di assenso, sorrisetti ammiccanti, sopracciglia alzate in segno di furbizia, come a dire «L’avevo detto io!». Anche la loro è sottomissione: quella di chi gode dell’approvazione del capo.

Nel frattempo Floris fa il solito balletto: cerca di interrompere Berlusconi senza riuscirci («Come si permette? La Rai non è sua, è un servizio pubblico e tutti devono poter parlare»), gli dice di stringere senza riuscirci, gli ricorda che deve rispondere a qualche domanda («Era nei patti!»), senza riuscirci. Normalmente Berlusconi riattacca (un capo fa quel che vuole!), infatti è successo anche ieri (se non ricordo male, solo nella puntata del 28 ottobre 2009, accennò a una risposta).

Insomma, Ballarò è splendidamente funzionale al consolidamento della leadership di Berlusconi e della supremazia del centrodestra sul centrosinistra.

Ma attenzione, non sto dicendo che Floris è d’accordo con Berlusconi: non è così abile. Semplicemente, la manna gli cade in testa e lui se ne avvantaggia in termini di audience e popolarità personale.

Diverso è per tutti gli ospiti dell’opposizione e i loro simpatizzanti, che credono di partecipare a un rito che li mette in buona luce e invece ne conferma la sudditanza.

La telefonata di Berlusconi ieri, 23 novembre 2010:

La telefonata di Berlusconi il 1 giugno 2010:

La telefonata di Berlusconi il 28 ottobre 2009:

18 risposte a “Berlusconi a Ballarò: un rituale di conferma del capo

  1. Una cosa giusta, a onor del vero, però l’ha detta: io di televisione ne so più di lei.
    E più di quasi tutti, verrebbe da aggiungere.

  2. Oddio che angoscia quanto ci hai ragione – solo non essere così severrima ecco – io credo che tra i dissenzienti vi siano degli autenticamente ostili, autenticamente arrabbiati – solo che non si rendono conto che la posizione psicologica che hanno scelto nella partita è quella che dici tu. Insomma nessuno sceglie scientemente di mostrarsi intimorito è una mossa politicamente tafazzesca.
    Comunque speriamo almeno che la volta prossima – cambino le inquadrature – che ne so, ripigliando Floris dal basso e l’opposizione pure – che così egli pare si senta in difficoltà:)

  3. Oddio devo dire che la sensazione che ne ho tratto io è diversa dalla tua. Mi trovo assolutamente d’accordo sulla tua analisi che considero piuttosto attenta, tuttavia quando ho ascoltato la telefonata quello che ho percepito non è stata sudditanza. Anzi m’è parso che nell’insieme la cosa fosse un pochetto, se mi permette, ridicola. Il Primo Ministro telefona in una trasmissione, dice la sua (anche giustamente), ma non ascolta assolutamente cosa hanno da dire gli altri ne tantomeno si fa rivolgere domande. Per me è un comportamente non dico patetico, ma quasi. Insomma è un po’ come quei bambini che, detta la loro, si tappano le orecchie e… “la la la la la la la” non ascoltano più niente. Opinioni personali a parte, a livello comunicativo non so quanto questo possa consolidare la leadership di Berlusconi un comportamento del genere.

  4. Ci sono degli spunti interessanti, ma annegati con delle considerazioni che non condivido. In particolare: che Berlusconi sia il capo e indiscusso. B. è un vero leader e lo abbiamo voluto noi (in altre parole, non si può essere democratici a chiacchiere e non accettare i verdetti della democrazia). Che Floris gongoli mi pare corretto: grazie a dio lui è valutato con gli ascolti in modo oggettivo. Capisco questo strida con quanto fatto per i professori universitari che non sono valutati o, peggio ancora, si inventano commissioni di colleghi per autovalutarsi. Infine, mancano delle considerazioni sull’innesco della telefonata (è caduto nelle trappola di un servizio provocatorio?) e sui contenuti della dialettica Floris-B. E ancora, quale considerazione sul fatto che B. si sia rimangiato la parola data sul contraddittorio?
    Insomma, trovo il post con qualche pretesa in termini di lettura dell’evento, ma non equilibrato e superficiale. Da un docente universitario mi aspetterei di più.

  5. secondo me l’analisi non è completa perchè si dovrebbe chiedere a chi ha visto la trasmissione (e anche a chi non l’ha vista e però ne ha sentito parlare), dopo la telefonata di Berlusconi, qual è l’immagine di Berlusconi che ne viene fuori?
    – capo saggio
    – capo arrogante
    ecc….
    Perchè se la percezione della maggioranza fosse quella di un capo arrogante che non tollera la libertà di espressione, allora vorrebbe dire che Berlusconi conferma la leadership sul Paese ma in maniera pessima …

  6. @hamlet
    Non ha importanza se capo saggio o capo arrogante. E’ Capo, punto. Manda il messaggio che lui può e tu no. E che non è possibile altrimenti.

    Io, fossi Floris, non sarei così entusiasta…

  7. Non ci saranno accordi, tuttavia all’inizio della telefonata Berlusconi accenna ad una chiamata di Floris o comunque a contatti precedenti la trasmissione (“mi avete fatto vedere una trasmissione”, dice)- alla faccia della della sorpresa, giustamente- e forse non è neanche un caso che, a parte il fido Vespa, questa sia l’unica trasmissione Rai durante la quale il capo è intervenuto durante questi anni. Con lo stesso copione, come giustamente fai notare. Infatti a me sembra che queste trasmissioni abbiano comunque un copione già scritto e cucinato.

  8. pessima: non esageriamo, dai. Quando Berlusconi chiama, la redazione avvisa Floris ed è solo per questo che Floris parte già consapevole. Non penso affatto che lo sappia prima di entrare in trasmissione. E quando Berlusconi dice “mi avete fatto vedere…” si riferisce semplicemente al fatto che in trasmissione ha sentito e visto certe cose che non gli piacciono.

    Hamlet, ci vuole un’indagine sulla ricezione del programma, certo. Diciamo che fra ieri e oggi non ho avuto il tempo e i denari di mettere insieme un focus group per un’indagine qualitativa o di pagare Eurisko un centinaio di migliaia di euro per mettere assieme un campione quantitativamente rappresentativo della popolazione italiana che però abbia visto la puntata di ieri, con relativo questionario…
    😀

    Guerina Dal Monte: evidentemente lei non conosceva questo blog, perché non si è resa conto che qui siamo abituati a parlare in modo più rispettoso di quanto lei ha fatto. Questo è un blog che analizza la comunicazione, non un blog politico, gestito da me, che faccio di tutto – per mestiere e per indole personale – per NON applicare agli altri stereotipi e pregiudizi. Dunque NON ammetto che si applichino a me, né a quello che scrivo in questo spazio, o scrivono i commentatori in questo spazio.

    Non riesco a cogliere dall’alto di quale pulpito e sulla base di quali argomentazioni lei possa accusare di «superficialità» quanto ho espresso nel post. Per brevità e coerenza con il genere di scrittura ammissibile su un blog, ciò che scrivo in questo spazio non può essere articolato, esteso e documentato come un lavoro di ricerca; inoltre cerco di esprimermi con un linguaggio non tecnico, per fare in modo che anche i non esperti di comunicazione possano seguire tutto ciò che dico.

    Tre punti soltanto:
    (1) nessuno ha messo mai in dubbio, su questo blog, i risultati elettorali della democrazia italiana. Ciò non basta a definire Berlusconi un “capo”: è semplicemente il presidente del consiglio eletto dalla maggioranza degli italiani.

    (2) è chiaro che lei parla animata da pregiudizi negativi sulla categoria dei professori universitari: la prego di evitarli, come io evito di inquadrare lei nella categoria dei “berlusconiani” o di “coloro che parlano senza sapere cosa dicono”.

    (3) sull’oggettività dei criteri dell’Auditel ci sono gli stessi dubbi, mi creda, che sull’oggettività dei criteri di valutazione che si usano in università. Se non le basta la mia parola, si studi il bel libro di Adriano Zanacchi “Il libro nero della pubblicità”, Iacobelli 2010, e in particolare il capitolo 4 “Il potere sui media”. La rassicuro: Zanacchi NON è un docente universitario strutturato (ha solo dei contratti presso alcuni atenei italiani), e sa molto di comunicazione per aver lavorato, fra l’altro, 40 anni in Rai.

    universitype: la “sensazione di ridicolo” è quella che vivono coloro ai quali Berlusconi non è mai piaciuto. Ma gli altri?

  9. Il mio commento è critico, tutto qui. La sua replica indica apertura al confronto, ma è troppo piccata e, soprattutto, evita i temi chiave del mio discorso. E’ vero, potevo risparmiarmi l’affronto ai docenti universitari, o premettere nella mia frase come fa lei nella sua replica “evito di fare il parallelo con i docenti universitari…e poi scrivere le cose che ho scritto”.
    Ma sa com’è, in questi giorni siete sugli scudi per via della riforma e la tentazione è forte . . .
    Io nutro grosse aspettative nella categoria, che le ricordo, siete pagati da noi cittadini per generare valore. Avete un ruolo fondamentale per i nostri figli e, le assicuro, non mi sentirei serena sapendo mio figlio suo discente.
    Quindi viva i blog con post sintetici e con linguaggio comune, ma se sono tenuti da accademici mi aspetto vi siano valutazioni equilibrate e di qualità.

  10. Poche, brevi considerazioni.
    Sebbene, sulla base delle mie esperienze, non abbia molta voce in capitolo, sono leggermente in disaccordo su quanto detto in questo post: l’analisi è redatta da un punto di vista impeccabile; solo, spero in una conclusione diversa. Si sa, il gioco dell’audience è sempre simile: si trova l’espediente e lo si perpetua, cambiandone qualche particolare, finchè questo funziona. E che audience sia, dunque. Ma, come lo stesso Floris ha detto durante la puntata in questione (che ho avuto la fortuna di seguire, quasi per caso) i frutti di questi “incidenti” si vedono dopo: il contenuto su youtube, i titoli sui giornali, il banner sul sito della RAI. E l’abilità di Floris è quella di fare un monologo contenuto subito dopo queste telefonate, probabilmente perchè l’eminente voce di Berlusconi non gli dà spazio. Durante questi monologhi il presentatore patemizza il valore dell’onestà nel confronto, dell’apertura verso l’avversario; e, la nostra commentatrice non me ne voglia, ma Mr. B. di parità ed apertura al confronto, durante l’ultima telefonata, non ne ha avute.

    Comprendo l’avvertenza di un comportamento quasi servile da parte del conduttore, in certi momenti. Ma come ci si dovrebbe comportare con un primo ministro come quello che abbiamo? I media sono sempre ben puntati… Piuttosto, seguendo la trasmissione ho notato che, nell’enfatizzare l’imparzialità, spesso le vocine di destra hanno più spazio di quelle di sinistra.

    Il tema di cui si parlava a Ballarò il 23 Novembre è un tema a me molto caro: i rifiuti di napoli. Attraverso questi programmi è difficile farsi un’idea del mondo politico, perchè, ovunque si guardi, si può cogliere solo una piccola parte della realtà. Ci vogliono anni per farsi un’idea: lo stato bisogna sentirselo sulle spalle, oltre che nello schermo del computer e della TV. Qualsiasi idea si abbia, è necessario che la si avvalori nel modo più scientifico possibile.

    Poi si può essere in accordo o in disaccordo, e questo non cambierà certo i cumuli di immondizia fuori alle scuole, ma, speriamo, potrebbe stimolare la mente di qualcuno che si interroga sui recenti fatti di cronaca.

    A Guerina dal Monte
    Distinta lettrice,
    Sono un ex studente della professoressa e, sebbene non abbia motivo di starmene qui a difendere la sua professionalità, posso dire di vantarmene. La certezza e la stringatezza delle parole che in particolare le rivolgo valgano da garanzia di imparzialità e coerenza da parte di tutta la categoria degli studiosi di comunicazione. La lotta contro le riforme economiche si fa anche sui blog, ma non sui blog di studio.

  11. L’articolo è interessante ed illuminante, grazie. Se mi è concesso, vorrei dire w Rosy !

    Se non è un problema, vorrei rispondere alla signora Dal Monte (se lo è, cancellate pure il post).

    Nella nostra facoltà, da tre anni è impossibile acquistare libri per la biblioteca. Non siamo al livello delle scuole elementari dove gli studenti devono portarsi a casa la carta igienica, ma la sensazione comunque è di trovarsi in un’università bulgara ai tempi della cortina di ferro. Certo il discorso sarebbe lungo e soprattutto ho la sensazione che tale situazione sia percepita come giusta in quanto punitiva da parte di tanti, persuasi dalla retorica del ‘fannullonismo”. Questi evidentemente non realizzano come la denigrazione e lo smantellamento dell’apparato pubblico in Italia – sanità, scuola – costringerà sempre più persone a pagare per avere servizi essenziali ma soprattutto, considerato l'”humus” culturale in cui viviamo, ad entrare in logiche clientelari, se non mafiose.
    Non è questione di destra o sinistra, in Francia c’è una tradizione di statalismo di destra che infatti mette margini all’applicazione del protocollo di Bologna per la riforma universitaria. E’ questione di non gettare alle ortiche un patrimonio di tutti.

  12. Francesco, ciò che tu apprezzi come «monologo patemizzato» da parte di Floris, può apparire come excusatio non petita, o come un modo per riempire lo spazio dopo l’imbarazzo generato dal fatto che il premier ha riattaccato. Inoltre, se ti riguardi i video di giugno e di ottobre 2009, le marche non verbali di Floris, dal volto alla prossemica, sono sempre in contraddizione con ciò ce dice, cioè non esprimono mai fermezza, ma al contrario timore e sottomissione, come dicevo. E nella comunicazione, se il non verbale contraddice il verbale, vince sempre il non verbale (potrei darti un po’ di libri sul tema, se vuoi).

    Guerina, la mia risposta non era piccata, semplimente dura come sempre sono dura quando vedo applicati stereotipi e pregiudizi. Dura anche con me, le assicuro.

    Credo – se non sbaglio, nel qual caso mi correggerà – che il suo punto di maggiore fastidio ruoti attorno al fatto che ho attribuito l’etichetta di “capo” a Berlusconi, in questo usando lo stesso termine che oggi è usato dalla retorica (che non condivido) di molta parte dei suoi avversari, politici e mediatici. Come volessi io implicare un accordo implicito con gli avversari di Berlusconi, e dunque volessi inoculare una valutazione politica in uno spazio che pretende di essere neutrale.

    Mi dispiace se è apparso questo: cerco sempre di stare lontana dalle valutazioni politiche (di qualunque parte esse siano), qui non pertinenti. La mia è una semplice analisi del frame comunicativo, che pone un soggetto in alto e gli altri in basso. Come chiamare tale soggetto? Diciamo leader? Sì, potrei dire leader, andrebbe bene lo stesso. Forse ho sbagliato a usare “capo” proprio perché – nel dibattito attuale – mi sono messa implicitamente dalla parte del chiacchiericcio mediatico ossessivamente rivolto contro Berlusconi, chiacchiericcio che non condivido, non fosse altro perché comunicativamente non interessante.

    Suggerisco alla signora Guerina, se ne avrà voglia, di inserire nella casella del motore di ricerca di questo blog la parola “Berlusconi” per ritrovare tutti i post in cui abbiamo discusso della comunicazione di Berlusconi. Così avrà un quadro più completo di ciò che ne penso. Incluso il fatto che ho sempre sostenuto che Berlusconi è l’unico politico, in Italia, ad aver capito come funzionano i media e la comunicazione politica mediatizzata.

    Quanto al figlio della signora Guerina, saprà decidere per sé. Che lei sia “serena” o meno. 🙂

  13. Guerina Dal Monte scrive:
    “[…]che Berlusconi sia il capo e indiscusso. B. è un vero leader e lo abbiamo voluto noi (in altre parole, non si può essere democratici a chiacchiere e non accettare i verdetti della democrazia).”

    A differenza della tenutaria del blog, che le ha già elegantemente spiegato ben oltre l’esaustività la pertinenza comunicativa della propria analisi, vorrei contribuire anch’io a far sua una posizione poco opinabile che non sembra conoscere.
    A uno sguardo supeficiale il dizionario Treccani sembra darle ragione: Giovanna Cosenza ha in effetti torto perché il lemma Capo “nell’uso comune indica la parte di cranio normalmente coperta di capelli”, e su questo punto, guardi, siamo d’accordo con lei. Proseguendo la lettura si impara invece che è “anche la persona che dirige, che è posta al comando di alltre persone”.
    Naturalemente questa ovvietà le è già nota. Meno noto è il fatto che Berlusconi sia a capo del partito cui ha dato capo, e da 16 anni a questa parte. E non dico senza primarie, ma nemmeno senza l’esigenza per il corpo di pensarle. Si dirà, un corpo non pensa, potrebbe dare il mal di capo.
    Forse sarebbe stata più adatta la parola Kapo, ma la usò già lui sciaguratamente per altri, e a non non piace copiare.
    Berlusconi non lo abbiamo votato noi, lo ha votato lei. Che sia poi lei in legale compagnia con la maggioranza relativa dei votanti, questo non le dà il diritto
    di affermare che “non si può essere democratici a chiacchiere e non accettare i verdetti della democrazia”.
    Il verdetto in una democrazia non è una sentenza, che si accetta ma non si commenta. La maggioranza ha diritto di governare, non ha ragione semplicemente perché ha vinto. Accettare che Berlusconi governi vuol dire essere d’accordo che per esautorarlo non scegliamo una rivolverata. Per il resto è superfluo ricordare che nessun vero leader in una democrazia telefona a una trasmissione per mostrare il suo disaccordo, anche quand’esso fosse fondato e vero. Ma forse Berlusconi è troppo fissato con il comunismo di Stalin, e le fissazioni, come già sa, spesso seducono.
    Se Berlusconi non è un capo, indiscusso, e che quindi non è un monarca con carica vitalizia lo dimostri lei che lo ha votato. Dimostri la sua indipendenza, certamente restando a destra, cambiandolo.
    Sapendo quindi andare a capo.

  14. però la faccia di Floris quando ha al telefono B. è impagabile!

  15. Io qui non ci vedo nessun consolidamento… Anzi, in una situazione politica altamente polarizzata come la nostra, l’effetto di questa telefonata e’ quello di mantenere attuale il tema “Berlusconi” piuttosto che parlare di qualcos’altro (un po come quelle pubblicita’ grottesche e assurde delle quali continuamo a ricordarci anche dopo anni).
    Per il resto le dinamiche di montaggio del programma non mi sembrano differenti da tante altre… Forse l’effetto ricercato da Berlusconi e’ fomentare questa dietrologia alla x-files

  16. Intervengo, dato che il post si conclude con l’invito a lasciare un commento. Dunque, l’impressione che ha fatto a me è scontata: ma come si permette? non sa come ci si comporta? non sa che in regime democratico contemporaneo, durante un dibattito televisivo, il presidente del consiglio non può intervenire per telefono a dire la sua come un qualsiasi cittadino, o una qualsiasi cittadina che chiama da casa a “dite la vostra”? E questo perché la sproporzione dei poteri è troppo a suo vantaggio, e non è quindi ammissibile che la si eserciti in questo modo? Poi ho pensato che siamo nell’Italia di Berlusconi, e che queste considerazioni non sarebbero patrimonio, non dico intellettuale, ma emotivo, dei tanti che hanno votato Berlusconi. Sul piano emotivo, perché non mi viene un altro termine, adesso: è vero, l’effetto è stato quello di un uomo arrogante, che non conosce i limiti se non altro della buona educazione, forse già preso dal panico della prospettiva di dover abbandonare il potere quasi assoluto e, in fondo, patetico, nel tentare di usare ancora una volta le armi della “discesa in campo”, questa volta nel campo di un dibattito televisivo planando dall’alto dei cieli. Però, poi mi sono detta che questo è l’effetto che ha fatto a me, ma qual’è l’effetto che ha fatto ai suoi elettori? E ancora meglio, qual’è l’effetto che farà il racconto di questo dramma ai suoi elettori che, per lo più, non vedono Ballarò?

  17. Paola, tu dici: “forse già preso dal panico della prospettiva di dover abbandonare il potere quasi assoluto”. Non a caso ho messo i video di giugno 2010 e ottobre 2009, quando la crisi di immagine di Berlusconi era molto inferiore. Il copione è uguale. E ci sono telefonate a Ballarò anche precedenti, quando i consensi di Berlusconi erano solidissimi.

    Questo effetto – come giustamente osservi – lo fa a te, che chiaramente non sei dalla sua parte. Chi è indeciso, confuso – e ti ricordo che gli indecisi e confusi decidono chi vince, nei sistemi democratici attuali – vede confermata la supremazia di Berlusconi da ogni sospiro che accade a Ballarò. Incluso ciò che dice e fa Floris, che si presenta tanto “super partes”.

  18. Sarei curiosa di sapere che cosa ha da dire sull’ultima non-telefonata di Berlusconi a Ballarò!!

    http://it.notizie.yahoo.com/berlusconi-telefona-ballar-e-tace-222501224.html

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